04 FEBBRAIO 2016
AT DI CATANIA: Componenti esterni del comitato di valutazione – Legge 107/2015 art. 1 comma 129
Componenti esterni del comitato di valutazione – Legge 107/2015 art. 1 comma 129
Allegati:
Si pubblica la nota dell’Ufficio Scolastico Regionale, prot. 2198 del 3 febbraio 2016, unitamente al Decreto Assessoriale n.182 del 27/01/2016 con il quale è stato approvato il piano di dimensionamento della rete scolastica della Sicilia per l’anno scolastico 2016/2017.
Allegati:
E’ il terzo rinvio in meno di un mese – spiega Rosa Cirillo, segretario nazionale del Dipartimento dei dirigenti scolastici della Uil Scuola, dopo l’ennesimo nulla di fatto di oggi al Miur che ha spostato all’11 febbraio prossimo la riunione sulle retribuzioni dei dirigenti.
In questo modo si sposta nuovamente nel tempo l’avvio dei contratti regionali per la determinazione della retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici dell’anno scolastico in corso.
Un comportamento – fa notare Cirillo – che è l’espressione chiara di un risiko portato avanti dal Miur. L’aver di nuovo rinviato la discussione di un tema così importante come quello del Fondo Unico Nazionale (FUN) testimonia la scarsa attenzione verso la categoria, in un momento in cui aumentano solo le responsabilità e i ritmi di lavoro.
Il risultato concreto è che la mancata determinazione delle risorse economiche non consente alle Direzioni Regionali di avviare i rispettivi contratti regionali.
A questo va ad aggiungersi la situazione di alcune regioni che non hanno ancora definito le retribuzioni di posizione variabile e di risultato per gli anni dal 2012 al 2015.
Formale diffida sarà rivolta, dal Dipartimento dei dirigenti scolastici, al Ministro e al Capo di Dipartimento per definire tempi certi – aggiunge Cirillo – e arrivare a sbloccare la situazione retributiva dei dirigenti scolastici messi alla ribalta dalla legge e dietro le quinte dal ministero.
Oggetto dell’incontro il decreto sul licenziamento disciplinare per il quale i dipendenti colti in flagranza nella trasgressione delle norme di controllo e di accesso al posto di lavoro, sono sospesi senza trattamento stipendiale entro 48 ore dall’accertamento e senza obbligo di preventiva audizione dell’interessato.
La delegazione UIL guidata da Antonio Foccillo ha ricordato che i codici disciplinari sono già previsti all’interno dei contratti di categoria; a fronte di interventi già assunti dal Governo sarebbe stata più utile una convocazione preventiva, non a cose fatte, e in una posizione sfavorevole per il sindacato causa il martellare dei mass media. La questione va complessivamente affrontata in un piano organico di azioni che ricomprenda il rinnovo contrattuale e il confronto sul testo unico del lavoro pubblico.
Le norme non si applicano al comparto scuola, ma l’occasione è’ stata importante per ribadire l’impegno della UIL e della UIL scuola a rimuovere gli ostacoli per la determinazione dei comparti quale strumento necessario all’avvio del confronto per il rinnovo dei contratti collettivi del pubblico impiego. Per la UIL ha partecipato Noemi Ranieri
Turi (Uil Scuola): “Non confondiamo il contratto sulla mobilità con la chiamata diretta“
Alessandro Giuliani Mercoledì, 03 Febbraio 2016
Si allunga di giorno in giorno la striscia di polemiche sul contratto sulla mobilità. Ogni categoria di docenti – neo-assunti, di ruolo, soprannumerari e via dicendo – palesa motivi di dissenso.
D’altro canto, però, la norma che introduce gli albi territoriali, dentro i quali si muoveranno già da settembre tanti docenti trasferiti, è stata approvata con la la Legge 107. Così, per i sindacati della scuola mai come quest’anno sarà difficile portare a “casa” dei risultati che soddisfino tutta la platea di insegnanti.
Ne abbiamo parlato con uno dei sindacalisti, Pino Turi, segretario generale Uil Scuola , che stanno conducendo la difficile trattativa al ministero dell’Istruzione.
Turi, a che punto è l’accordo Miur-sindacati per arrivare a sottoscrivere il contratto sulla mobilità?
Si sta lavorando all’articolato finale: stiamo verificando le diverse situazioni, per garantire più diritti a tutto il personale.
Quando ritenete che si possa giungere ad un accordo definitivo, sulla base di quello politico sottoscritto il 25 gennaio?
La materia è particolarmente delicata e merita la massima attenzione. Si dovrebbe concludere entro la metà della prossima settimana. Solo alla fine del percorso negoziale, potremo valutare, rispetto alle previsioni della legge, i vantaggi per i lavoratori.
Poi il confronto si sposterà sulla sequenza contrattuale: ci spiega in che consiste?
Come da previsioni di legge, gli ambiti saranno attivati e la previsione di una sequenza contrattuale rappresenta una possibilità di dialogo e negoziazione ulteriore. Si tratta di una finestra di dialogo con il Governo.
In quella sede proveremo a trovare sul piano contrattuale criteri oggettivi che consentano il passaggio dall’ambito alla singola scuola, sapendo che nel contratto integrativo abbiamo tenuto distinte le due cose: un conto è la chiamata diretta che ci trova nettamente contrari; ben altro sono le norme che riguardano come i docenti si sposteranno, che sono quelle che andiamo a negoziare, sia per la mobilità territoriale che per quella professionale.
Le domande di trasferimento vanno presentate entro marzo, al massimo inizio aprile, altrimenti la “macchina” dell’organizzazione scolastica rischia di non concludersi il 31 agosto 2016: ma non si rischia di andare fuori con i tempi?
La macchina organizzativa del Ministero anche se è rodata da esperienze del passato, quest’anno dovrà affrontare un salto quantitativo e qualitativo per effetto delle novità di questo contratto integrativo e per i numeri che si annunciano molto più elevati: potrebbero essere presentate, tra neo assunti con la Buona Scuola e lavoratori già di ruolo, quasi 200mila domande. Se il Miur rispetta gli impegni e non si registrano intoppi nella prosecuzione della trattativa, non ci dovrebbero essere problemi insormontabili.
Tanti docenti neo-assunti delle fasi 0 e A sono rimasti delusi: cosa possiamo dirgli?
Il contratto integrativo prevede che i docenti neo assunti nelle fasi 0 e A potranno fare domanda, in deroga alla legge, per tutti gli ambiti di tutte le province, mentre potranno scegliere la sede definitiva sulla scuola, nell’ambito della provincia stessa. E anche questo non era previsto.
Cosa dice a quei docenti che vi criticano per aver accettato che i nuovi assunti della fase B e del “potenziamento”, più parte dei trasferimenti provinciali, finiranno negli albi territoriali?
Sono legittime le critiche. Posso rispondere che ci siamo impegnati in ogni modo per spingere il Miur ad ulteriori aperture. Quell’impegno resta. Con la sequenza contrattuale proveremo a negoziare criteri che garantiscano professionalità e garanzia di libertà di insegnamento per i docenti che dagli ambiti, dovranno transitare nelle scuole. Nei prossimi giorni, insieme agli altri sindacati rappresentativi, attiveremo azioni a sostegno della trattativa, relativa alla sequenza.
E se all’ultimo momento, l’accordo dovesse saltare?
Nel caso non ci fossero le condizioni per firmare un contratto continueremo a mobilitarci per fare modificare la legge o portarla al vaglio della Consulta per incostituzionalità. La firma sul contratto integrativo non legittima, anzi rifiuta totalmente la chiamata diretta del docente da parte dei dirigenti scolastici.
Ma gli albi non sono il preludio della chiamata diretta?
Gli ambiti sono definiti per legge e rappresentano una sede amministrativa e territoriale al pari del distretto scolastico e sono stati pensati per questo. Con la sequenza abbiamo tenuto distinta la chiamata diretta dalla mobilità ed aperto una finestra di dialogo, con il Governo. Come tutte le situazioni di negoziato aperto si possono avere aperture, ma anche chiusure. Noi riteniamo che la chiamata diretta sia frutto di scelte sbagliate che riducono gli spazi di pluralismo e di libertà.
Forse però a Viale Trastevere la pensano diversamente….
Questo non è un problema solo dei sindacati, ma anche del Miur. Che si troverà a dover decidere se chiudere la finestra di dialogo con i docenti su questa riforma che comunque dovranno fare funzionare.
Ammesso che sottoscriviate il contratto, questo dovrà passare all’esame del Mef e della Funzione Pubblica: cosa accadrà se dovessero porre richieste di modifica?
Se non dovesse passare al vaglio del Mef e della Funzione Pubblica ci sarebbe un problema politico per il ministro che, insieme con i sindacati, lo ha sottoscritto. Noi non saremmo certo disposti ad alcuna modifica peggiorativa.
http://www.tecnicadellascuola.it/item/17708-turi-uil-scuola-non-confondiamo-il-contratto-sulla-mobilita-con-la-chiamata-diretta.html
MIlleproroghe, emendamento approvato in Commissione:
Le attuali GAE prorogate di un anno
l’aggiornamento slitta di un anno. Invece che nel 2017/18 le GAE si aggiornano nel 2018/19 e avranno validità per il triennio successivo.
Le graduatorie d’istituto di prima fascia, che sono la diretta emanazione delle GAE, si aggiornano l’anno successivo, mentre le graduatorie di II e III fascia, non avendo legami diretti con le GAE, seguono la scadenza naturale.
La proroga di un anno delle GAE potrebbe essere connessa alle immissioni in ruolo, nel prossimo triennio, senza che vi siano spostamenti di province o aggiornamenti di punteggio, che potrebbero in qualche modo intralciare la realizzazione delle assunzioni su posti vacanti, da attuare, come previsto dalla legge, in parallelo ai prossimi vincitori del concorso a cattedra.
L’emendamento approvato:
Dopo il comma 10, aggiungere il seguente:
10- bis . Il termine per l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 1, comma 605, lettera c) , della legge 27 dicembre 2006, n. 296, già aggiornate per il triennio 2014/2017, è prorogato all’anno scolastico 2018/2019 per il triennio successivo. Conseguentemente, le prime fasce delle graduatorie di istituto di cui all’articolo 5, comma 5, del regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno 2007, n. 131, per il conferimento delle supplenze ai sensi dell’articolo 4, comma 5, della legge 3 maggio 1999, n. 124, sono aggiornate a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020. Restano fermi i termini per l’aggiornamento delle graduatorie di istituto di seconda e di terza fascia.
1. 82. Malpezzi, Coscia, Bonaccorsi, Ascani, Blazina, Bossa, Carocci, Coccia, Crimì, Dallai, D’Ottavio, Ghizzoni, Malisani, Manzi, Narduolo, Pes, Rocchi, Sgambato, Ventricelli, Rampi.
Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams hanno deciso di promuovere e sostenere per venerdì 12 febbraio p.v. una giornata di mobilitazione in difesa dei diritti dei precari.
L’iniziativa nasce per la totale assenza di confronto tra il Ministero e le organizzazioni sindacali su un tema, l’annunciato bando del concorso, che non può essere affrontato ignorando la realtà di un precariato al quale la legge 107 non ha dato le risposte che il Governo aveva assunto come suo preciso impegno.
Un precariato fatto di docenti in servizio da anni, che hanno conseguito una costosa abilitazione, conciliando a fatica il lavoro a scuola con le esigenze personali e familiari, spesso costretti a trasferirsi in altra regione pur di avere un contratto a tempo determinato; di docenti della scuola dell’infanzia, vincitrici di concorso e/o inserite in GAE, ingiustamente estromesse dal piano nazionale di assunzioni col pretesto di dovere attendere l’attuazione del percorso 0-6, smentito dalla legge di stabilità; di docenti cui è stata preclusa dal MIUR la possibilità di conseguire abilitazioni per TFA non attivati.
La sentenza della Corte europea del novembre 2014 ha ribadito il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori assunti a tempo determinato per più di tre anni, ma nonostante ciò si lascia ad essi come unica opportunità quella di partecipare a un concorso in cui peraltro non viene adeguatamente riconosciuto il valore del servizio svolto.
Il concorso resta in linea di principio lo strumento da utilizzare per l’accesso al lavoro pubblico, garantendo ai concorrenti trasparenza ed equità; ma quello annunciato rischia di rivelarsi inopportuno per i modi e tempi con cui viene gestito, in un contesto di criticità non risolte, di impegni disattesi, di obiettivi mancati, di diritti negati: una situazione che rende facilmente prevedibile e inevitabile il moltiplicarsi di occasioni di contenzioso.
Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams chiedono l’immediata apertura di un tavolo di confronto in cui discutere di come le procedure di reclutamento possano tenere debitamente conto dell’esigenza di valorizzare la professionalità di quanti, per anni, hanno consentito di far fronte alle ordinarie esigenze di funzionamento del sistema scolastico. Ciò può avvenire sia intervenendo sulle modalità di svolgimento delle prove concorsuali (facoltatività di alcune di esse a determinate condizioni, giusto bilanciamento nella valutazione dei titoli, ecc.), sia su un’articolazione dei piani assunzionali volta ad agevolare la stabilizzazione delle residue aree di precariato ricorrente.
Con questo obiettivo indicono per venerdì 12 febbraio una giornata di mobilitazione del personale precario, con manifestazioni davanti alle Prefetture in tutti i capoluoghi di provincia d’Italia.
Turi: E’ forse arrivato il momento che la parte migliore, politica e sociale del nostro paese, se ne renda conto ed esca da questa allucinazione collettiva in cui ci siamo infilati, prima che l’approccio esterofilo italico sfoci in masochismo, smantellando un sistema che, a dispetto di tutto, anche contro ogni volontà politica, alla fine dimostra la sua vitalità. Il guaio è che lo capiscono solo all’estero.
Non passa giorno che sondaggi e ricerche mettono in risalto il grado di gradimento dei docenti della scuola italiana, di quelli stessi docenti tanto vituperati – insieme ai loro sindacati – dalla campagna di propaganda governativa che deve promuovere a tutti costi una riforma per riformarli.
Si citano le classifiche europee, test di tutti i tipi che devono dimostrare l’assunto: la scuola non funziona, deve essere cambiata e i docenti che ne sono l’elemento costitutivo sono i massimi responsabili, devono essere scelti. E a farlo devono essere i dirigenti. Accade in tutta Europa!
Continuare a ripeterlo in modo ossessivo, sta diventando verità, sono gli stessi protagonisti che se ne stanno convincendo, a tutti i livelli.
Poi scorrendo le notizie tra i giornali trovi un articolo di Beppe Severgnini, che ti illumina e riporta alla realtà, quella vera: “I ragazzi Erasmus italiani sono da premio”, oltre la metà riceve un’offerta di lavoro all’estero dopo gli stage. “Ben preparati nei licei”.
Leggendo l’articolo [il testo nel link e nella sezione L’Opinione] ti accorgi che ancora una volta i sondaggi sono confermati i ragazzi e le loro famiglie sanno bene che dei docenti italiani si possono fidare. Le nostre scuole superiori preparano bene i nostri ragazzi, un “vivaio dei cervelli”.
E’ il sistema non riesce a capire il loro talento.
Dopo il tirocinio il 51% dei ragazzi italiani riceve una proposta di lavoro dall’impresa che lo ha ospitato ( la media europea è del 30%). Situazione analoga si ha nella ricerca dove, i ragazzi italiani, in campo scientifico, emergono su tutti per preparazione ed elasticità mentale.
Stiamo parlando dei ragazzi preparati nelle nostre scuole da quegli stessi docenti che, a vario titolo, vengono continuamente denigrati e demotivati. E’ forse arrivato il momento che la parte migliore, politica e sociale del nostro paese, se ne renda conto ed esca da questa allucinazione collettiva in cui ci siamo infilati, prima che l’approccio esterofilo italico sfoci in masochismo, smantellando un sistema che a dispetto di tutto, anche contro ogni volontà politica, alla fine dimostra la sua vitalità.
Il guaio è che lo capiscono solo all’estero.
Pino Turi
Segretario Generale Uil Scuola
RIFORMA DELLE CLASSI DI CONCORSO: LE PRIME INDISCREZIONI
LE CLASSI DI CONCORSO PASSANO DALLE ATTUALI 168 A 116
Le nuove classi di concorso istituite sono: A-23 “Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)”; A-35 “Scienze e tecnologie della calzatura e della moda”; A-36 “Scienze e tecnologia della logistica”; A-53 “Storia della musica”; A-55 “Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado”; A-57 IITecnica della danza classica”; A-58 “Tecnica della danza contemporanea”; A-59 “Tecniche di accompagnamento alla danza”; A-63 ‘Tecnologie musicali”; A-64 ‘Teoria, analisi e composizione”; A-65 “Teoria e tecnica della comunicazione” In più 2 nuove classi di concorso per ITP: 1) Laboratorio di logistica; 2) Laboratori di scienze e tecnologie della calzatura e della moda.
Musica (scuola secondaria di I e II grado): L’accesso non sarà consentito a chi è laureato in Storia dell’arte; Matematica nei licei e negli istituti tecnici: aperta agli ingegneri; Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado: Accesso aperto ai laureati in architettura (vecchio e nuovo ordinamento), disegno industriale, storia e conservazione dei beni architettonici e qualsiasi diploma di accademia delle belle arti, ma non ai “musicologi”; Disegno e storia dell’arte negli istituti di II grado: D’ora in poi escluso ai musicologi, ma aperto invece, tra gli altri, agli architetti, agli storici dell’arte o a chi ha è laureato in conservazione dei beni culturali; Lingua inglese e seconda lingua comunitaria. Accesso consentito a tutti i laureati vecchio ordinamento in lingue, con le relative specializzazioni, a patto di aver seguito un corso in lingua e purché il piano degli studi abbia compreso un corso annuale di linguistica generale. Potranno accedere all’insegnamento molti laureati in discipline umanistiche, ma sono state tagliate fuori lauree come scienze delle religioni, archeologia e storia dell’arte; Matematica e Scienze scuola secondaria di I grado. Accesso consentito, per la prima volta, anche ai laureati in Ingegneria. Eliminata dall’accesso laurea in Scienze forestali.
1 febbraio 2016. In attesa del famigerato bando……
In dirittura di arrivo la pubblicazione del bando per il concorso per 63.712 docenti. Data prevista Primo febbraio. A fine marzo la prova scritta, a giugno quella orale per permettere a settembre di avere in classe i nuovi insegnanti.
Ecco le prime indicazioni.
I POSTI
63.712 nuovi insegnanti mentre altri 30.000 saranno assunti da Gae
LA VALUTAZIONE
Prove: 80 punti sui 100 a disposizione (40 per lo scritto 30 + 10 per le classi di concorso con laboratorio – 40 per la prova orale).
Titoli: 20 punti
LE PROVE
Nessuna prova preselettiva.
Attenzione particolare alle conoscenza delle lingue: delle otto domande a risposta aperta dello scritto, due saranno in lingua straniera.
Per l’orale lezione in classe di 45 minuti e per alcune materie, come musica o arte, anche una prova pratica.
I TITOLI
Peso importante per titoli come il dottorato di ricerca e le certificazioni internazionali sulla conoscenza dell’inglese, dello spagnolo, del francese e del tedesco, ma anche la frequenza di un tirocinio abilitante e l’esperienza maturata già in classe. Naturalmente si tratta ancora di indicazioni di massima, bisognerà attendere la pubblicazione della tabella per i particolari quali valutazione di master, corsi di perfezionamento, certificazioni informatiche ecc.
# Dottorato di ricerca 5 punti.
# Abilitazione conseguita con prove preselettive fino a 10 punti, a seconda del voto.
# Ulteriore abilitazione 2 punti
# Inserimento nella graduatoria di merito di un precedente concorso per la specifica classe di concorso per cui si concorre 2 punti
# Laurea 2 punti
# CLIL – livello B2 – 1,5 punti
# Pubblicazioni 1 punto (max 3)
# Ciascun anno di servizio scolastico (almeno 180 giorni di servizio) 0.5 punti
Esami di Stato a. s. 2015/2016 dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado. Materie e svolgimento della seconda prova scritta.
Permessi straordinari retribuiti per il “Diritto allo Studio”- Personale docente e Ata-Anno 2016. Pubblicazione graduatorie provvisorie con annessa errata corrige riguardante la Scuola Primaria
L’intesa ha permesso di aprire una finestra di dialogo con il ministero per mettere a punto un contratto che offra più diritti a tutto il personale – questo uno dei passaggi della relazione di Pino Turi durante l’Esecutivo Uil Scuola che si è svolto questa mattina a Roma che ha approvato l’accordo sottoscritto nei giorni scorsi.
L’elemento che caratterizza questa intesa è l’aver piegato la rigidità della legge rispetto ai diritti e alle aspettative dei docenti che hanno già una sede di titolarità nella singola scuola e con questo accordo la manterranno così come elementi più favorevoli sono stati riconosciuti anche ai docenti neo immessi in ruolo. Risultato non scontato e propedeutico all’avvio della trattativa contrattuale.
Contratto che si va delineando in questi giorni e che è ancora tutto da negoziare.
Si tratta – ha aggiunto il segretario generale della Uil scuola – di una sequenza contrattuale che servirà anche a definire criteri e modalità di assegnazione alle scuole dei docenti titolari di ambito che, a nostro parere, devono rispettare pluralismo culturale e libertà di insegnamento.
I vantaggi per i lavoratori si valuteranno solo alla fine alla stipula del contratto quando si potrà effettuare una chiara comparazione tra ciò prescrive la legge 107 e quello che prevede il contratto integrativo.
Rimane ferma la questione della chiamata diretta che ci trova nettamente contrari.
Le questioni ancora aperte legate al prossimo concorso che il ministero intende bandire a breve sono state al centro dell’incontro che si è svolto al Miur con le organizzazioni sindacali. Concorso finalizzato ad assumere un numero non ancora formalizzato di docenti nei prossimi tre anni, già annunciato come imminente e che dovrebbe rappresentare il sistema di “reclutamento ordinario “. Il confronto si è concentrato sulle incongruenze che tale procedura presenta.
Le prove di esame con due domande in lingua straniera
Per la Uil scuola sono una inaccettabile discriminazione verso coloro che nella loro vita professionale o nei percorsi formativi non si sono mai visti chiedere un tale requisito. Il concorso deve dare pari opportunità ai concorrenti e se l’amministrazione come è giusto che sia, vuole privilegiare l’assunzione di docenti in possesso di abilità linguistiche particolari (B2), lo può fare, inserendo l’esame in lingua straniera come prova facoltativa a cui assegnare uno specifico punteggio.
Per la UIL le regole non possono essere cambiate in corso d’opera.
Concorso e precari: mancano gli elementi di raccordo
Appare totalmente mancante un provvedimento di raccordo tra l’imminente fase concorsuale e la soluzione ai problemi di tanti precari ancora inseriti nelle graduatorie ad esaurimento a cui si possono ad esempio riservare i circa 6000 posti vacanti residuati dalla fase C.
Vanno inoltre risolte le posizioni dei docenti che con più di 3 anni di servizio alle spalle, a cui, a fronte del riconoscimento del lavoro svolto nella scuola sancito dalla 107, si risponde con l’esclusione.
Per la Uil Scuola si potrebbe adottare, pur all’interno del concorso una procedura semplificata di selezione, la sola prova orale che sarebbe sufficiente a riconoscere impegno e professionalità già ampiamente dimostrate sul campo.
Vanno ugualmente salvaguardate le posizioni degli insegnanti di scuola dell’infanzia che pur con tutti i requisiti, esclusi dalla fase C, vengono nuovamente costretti a concorrere senza alcuna garanzia di valorizzazione dei requisiti finora maturati.
La scelta di escludere i non abilitati non tiene conto della impossibilità a conseguire le abilitazioni per la mancata attivazione dei PAS da parte del MIUR, soprattutto in riferimento agli insegnamenti tecnico pratici.
Concorso e riconoscimento del lavoro: 10 anni di lavoro valgono come un master?
Il riconoscimento del lavoro è ciò che manca nelle scelte fin qui effettuate a favore di un finto merito.
Due esempi:
– equiparare 10 anni di lavoro svolto al servizio dello stato e dei giovani con un master universitario;
– valutare pari a zero i punteggi conclusivi dei percorsi di abilitazione inferiori a 75 e 2,50 ai punteggi dello stesso genere se non dichiarati.
Queste scelte secondo la UIL vanno cambiate perché rappresentano delle vere assurdità.
Allo stessa stregua va considerato il principio che un bravo insegnante abilitato e con almeno cinque anni di anzianità di servizio non sia più in grado di giudicare l’idoneità all’insegnamento di un aspirante collega se non è in possesso anche di un qualsiasi dottorato di ricerca o di un master universitario. Anche in questo caso, come nei comitati di valutazione per il merito, si manifesta il convincimento che un insegnante non sappia riconoscere il valore di un collega. Altrettanto grave per la UIL l’esclusione dall’incarico dei docenti assunti da graduatorie di concorsi per titoli.
Le incongruenze del bando: chi fa sindacato non può essere commissario
L’incompatibilità tra l’incarico di commissario e lo svolgimento della funzione di rappresentanza elettiva dei lavoratori delle RSU intende colpire esplicitamente l’impegno nel sindacato. Tra titoli aggiuntivi, incompatibilità, esclusioni e retribuzioni irrisorie, c’è da chiedersi se sarà mai trovato un numero sufficiente di commissari.
Tempi incerti per il bando
Queste sono solo alcune delle incongruenze che la UIL ha rilevato nella presentazione dei decreti necessari alla predisposizione del bando. Molte altre se ne possono riscontrare nelle pieghe di una burocrazia che ha rifuggito fin qui ogni confronto.
I tempi del concorso sono ancora incerti: la UIL a fronte di una mancata presentazione da parte dell’amministrazione ha chiesto di conoscere i dati dettagliati sui posti messi a bando e la loro dislocazione sul territorio nazionale. Ad esempio, la tabella A relativa alle materie di esame, ancora in fase di elaborazione da parte dell’Ufficio legislativo ed il decreto definitivo di riordino delle classi di concorso la cui data di pubblicazione è sconosciuta ai più.
Concorso come unico strumento di reclutamento
Per la UIL il concorso deve tornare ad essere l’unico strumento di reclutamento, capace di evitare il riformarsi continuo di altro precariato, le scelte a ciò correlate vanno effettuate in modo ponderato, esercitando al più presto la delega assegnata dal comma 181 al Governo in materia di reclutamento.
Nel frattempo occorre stabilire regole chiare e trasparenti per i candidati nel rispetto delle loro legittime aspettative, tempi adeguati ad una seria preparazione, riconoscimento di diritti acquisiti, procedure selettive coerenti con i titoli ed i profili professionali di inquadramento, condizioni migliori per affrontare percorsi complessi ed insidiosi, che incidono sulla vita personale e familiare di centinaia di migliaia di persone.
I rappresentanti dell’amministrazione non hanno fornito alcuna risposta alle osservazioni presentate né hanno fornito una data per il prossimo incontro.
All’incontro ha partecipato Noemi Ranieri
Abbiamo sottoscritto un’intesa che rappresenta un passo avanti nella tutela dei diritti di coloro che vorranno muoversi verso una sede diversa dall’attuale e non perdere la titolarità di scuola – spiega il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi all’indomani della firma dell’accordo sindacati Miur sulla mobilità.
Un risultato affatto scontato – sottolinea Turi – perché abbiamo dovuto porre rimedio alle tante incongruenze previste dalla legge. E’ stato rimosso un vincolo ideologico presente nella legge 107, per cui tutti coloro che si spostano devono perdere la titolarità di scuola per quella di ambito, sia nella fase provinciale che in quella interprovinciale.
E’ stato messo in chiaro che il contratto integrativo definisce i criteri per i trasferimenti territoriali e professionali e non entra nel merito della scelta dei docenti da parte del dirigente scolastico che vede la nostra netta contrarietà e l’impegno per cambiare la legge, in questa parte inaccettabile.
L’accordo di ieri piega la rigidità della legge rispetto ai diritti e alle aspettative dei docenti che hanno già una sede di titolarità nella singola scuola e con questo accordo la manterranno.
Ogni contratto prevede una mediazione ed uno scambio – aggiunge Turi – che in questo caso è stato spostato su tutti i docenti sia nella fase provinciale che in quella interprovinciale, chi ha una sede non la perderà per effetto del trasferimento, sia per coloro che sono stati assunti nel piano straordinario e vedono situazioni migliorative rispetto a quelle previste dalla stessa legge 107.
L’accordo prevede anche un’apposita sequenza contrattuale che rappresenta una finestra di dialogo con il Governo per definire criteri e modalità di assegnazione alle scuole dei docenti titolari di ambito che, a nostro parere, devono rispettare pluralismo culturale e libertà di insegnamento.
Nei prossimi giorni convocheremo gli organismi sindacali per la valutazione dell’accordo che deve essere trasformato in un organico articolato contrattuale.
I vantaggi per i lavoratori si valuteranno solo alla fine alla stipula del contratto quando si potrà effettuare una chiara comparazione tra ciò prescrive la legge 107 e quello che prevede il contratto integrativo.
Incontro con la scuola. Per non dimenticare. L’iniziativa promossa dalla Uil Scuola di Gorizia in collaborazione con l’Irase nazionale giunge alla sua XI edizione
Con il patrocionio della Provincia e del Comune di Gorizia, in collaborazione con la Prefettura- Ufficio territoriale del Goveno di Gorizia
ISIS Galilei Fermi Pacassi
Via Puccini, 22 – Gorizia
ore 10.00 -13.30
martedì, 26 gennaio 2015
Emendamenti nel Mille Proroghe: si cercano soluzioni alle incongruenze della Legge 107 Turi: il concorso in lingua straniera è una disparità di trattamento Giusto l’emendamento per gli insegnanti della scuola dell’infanzia rimasti fuori dalle immissioni in ruolo, ma con certezze e senza condizionamenti. Si proceda con misure di equità anche per gli insegnanti abilitati con tre anni di servizio.
Il Mille Proroghe si veste di scuola: gli atti parlamentari mostrano, nero su bianco, la ricerca legislativa di soluzioni ponte per arginare situazioni di assoluta iniquità, frutto della legge 107, approvata senza un’attenta valutazione delle conseguenza pratiche. Nell’assoluto silenzio ministeriale.
E’ sicuramente apprezzabile che si cerchi di porre rimedio ad ingiustizie belle e buone: è il caso di tutti gli idonei al concorso per le scuole dell’infanzia, unici a non essere messi in ruolo con il piano di assunzioni straordinario, pur avendo una situazione giuridica ed una aspettativa totalmente simile a chi, invece, oggi e già di ruolo per effetto dell’idoneità al concorso.
Resta il fatto che mentre si mira a recuperare una situazioni di oggettiva disparità [emendamento AC 3513] dall’altro – mette in evidenza Pino Turi, segretario generale della Uil scuola – si ignora la condizione degli insegnanti abilitati inseriti nelle graduatorie di seconda fascia di istituto per i quali si profila l’unica via del concorso.
Si tratta di docenti a cui lo Stato ha riconosciuto l’abilitazione all’insegnamento e la Corte di Giustizia europea, per molti di loro che hanno già tre anni di servizio, ha riconosciuto il diritto alla stabilizzazione.
Ciò dovrebbe indurre il ministro ad una seria riflessione circa il bisogno di una fase di transizione tra il vecchio ed il nuovo sistema di reclutamento, la cui delega è in mano al Governo. Governo che con l’indizione del concorso sta aprendo una via (attendiamo una convocazione in merito) che si presenta confusa ed incerta, una sorta di mix tra vecchio e nuovo che meriterebbe, invece, una composizione omogenea dei diversi interessi degli aspiranti stessi.
Assegnare al concorso il sistema di “reclutamento ordinario “ significa anche dare uguali opportunità a tutti. Si pensi, allora, ad un provvedimento di transizione che abbia la stessa funzione di equità.
Ci sono insegnanti a cui prima si riconosce l’abilitazione all’insegnamento con alcune prove, e poi gli si chiede di partecipare ad un concorso con altre prove, diverse. Non si può pensare di impostare la selezione delle prove del concorso sulla conoscenza approfondita di una lingua straniera, livello B2 – mette in luce Pino Turi.
Per raggiungere lo stesso scopo basterebbe inserire una prova in lingua facoltativa con punteggio aggiuntivo che favorirebbe i candidati in possesso di tali abilità, ma eviterebbe l’esclusione a priori di tanti docenti a cui non è mai stata chiesta la conoscenza delle lingua per divenire ed essere un bravo insegnante.
Questo ed altro rappresenteremo al tavolo di confronto sindacale che subisce costantemente aggiornamenti e ritardi. Ci auspichiamo che siano dovuti ad un’attenta riflessione, senza pregiudiziali posizioni ideologiche, che consenta di mettere in sintonia il mondo virtuale in cui è caduta la politica scolastica del Governo e la realtà fatta di persone che hanno diritto ad essere considerate e rappresentate.