SCUOLA: TURI (UIL), ‘SCIOPERO RESTA 8 GIUGNO, AFFERMEREMO NOSTRE RAGIONI ALLA COMMISSIONE’ =

da Adnkronos

Roma, 1 giu. (Adnkronos) – Lo sciopero della scuola resta confermato
per il prossimo 8 giugno, “porteremo le nostre ragioni alla
Commissione”. Arriva a stretto giro di posta la risposta alla
richiesta del Garante degli scioperi di revocare lo sciopero nazionale
del mondo della scuola indetto appunto per l’8 giugno prossimo.

“Una Commissione di burocrati – sottolinea all’Adnkronos il segretario
generale della Uil Scuola, Pino Turi – ci contesta il mancato rispetto
del termine di preavviso, che deve avvenire con un preavviso non
inferiore a 15 giorni; e il mancato rispetto della regola di
intervallo tra le azioni di sciopero, secondo cui tra un’azione e la
successiva deve intercorrere un intervallo di tempo non inferiore a 7
giorni. Non si può giudicare con vecchie regole burocratiche –
evidenzia – una situazione del tutto inedita”.

“Lo sciopero l’8 giugno – ribadisce Turi – è possibile farlo perchè,
stante la situazione attuale, non crea assolutamente ripercussioni nè
sulle scuole, che sono chiuse, nè sulle famiglie, nè sugli studenti.
Presenteremo una nostra memoria alla Commissione. Sono sicure che è
una situazione che possiamo risolvere negoziando. Oltretutto –
conclude la Commissione non dovrebbe avere una competenza
sanzionatoria ma di conciliazione. Apriremo una interlocuzione con la
Commissione di Garanzia affermando le nostre ragioni. Lo sciopero
resta confermato”

ULTIM’ORA PRECARI – Turi: rinviare per non decidere significa lasciare migliaia di precari in una condizione di incertezza.


Stanotte, dopo la mezzanotte: 
ANSA >>>Accordo chiuso nella maggioranza sul decreto scuola. A quanto si apprende da fonti di governo l’intesa, dopo il vertice di Palazzo Chigi convocato dal premier Giuseppe Conte, e’ stata trovata: il concorso per i precari ci sarà ma dopo l’estate e non sarà più a crocette ma con una prova scritta.

Turi: rinviare per non decidere significa lasciare migliaia di precari in una condizione di incertezza
Con tutte le conseguenze che comporterà in termini di continuità didattica, a gran voce reclamata da studenti e famiglie. Ancora una volta al centro delle scelte non ci sono i cittadini, ma le ragioni della politica
 
Se la mediazione è basata sul rinvio al prossimo anno – commenta a caldo il segretario generale della Uil Scuola – siamo in presenza di una politica autoreferenziale che contraddice sè stessa. Attende per capire.
Stiamo parlando di un decreto legge, quindi un provvedimento adottato per ragioni di necessità ed urgenza, ancora prima della pandemia.
Rinviare per non decidere significa lasciare migliaia di precari in una condizione di incertezza con tutte le conseguenze che comporta in termini di continuità didattica a gran voce reclamata da studenti e famiglie.
Ancora una volta al centro delle scelte non ci sono i cittadini, ma le ragioni della politica. Speriamo di aver capito male e ci siano, invece, soluzioni di immediata assunzione in ruolo dei 40.000 precari a cui attivare, a fine anno, ogni opportuna verifica e valutazione anche con elaborati scritti, per dare pace ai fautori del merito.
Il governo farebbe bene a concentrarsi sulla ripresa a settembre delle scuole, i cui termini e soluzioni nessuno conosce e ci sembra un comportamento quantomeno colpevole.
 

SCUOLA: grande partecipazione alle assemblee on-line.

Comunicato Stampa Unitario 14052020

SEGRETERIE PROVINCIALI CATANIA

SCUOLA: grande partecipazione alle assemblee on-line.
Il 13 maggio scorso si è tenuta nella mattinata l’Assemblea Sindacale Provinciale indetta dalle OO.SS. scriventi per tutto il personale scolastico.
Detta Assemblea, considerata l’emergenza epidemiologica, è stata per forza di cose convocata in modalità a distanza attraverso piattaforma on-line, ma nonostante ciò ha avuto un notevole successo per adesioni e numero di interventi. Basti pensare che si sono sfiorate le 500 partecipazioni e che si è protratta fin dopo le 14.30, per più di un’ora oltre l’orario previsto con quasi 200 partecipanti fino alla fine.
Sicuramente i temi trattati, ovviamente inerenti all’emergenza epidemiologica in corso, sono temi molto sensibili che riguardano da vicino non solo la vita professionale del personale scolastico, ma anche la quotidianità degli studenti e delle famiglie, tutti facenti parte della comunità educante.
Innanzitutto è emersa la necessità impellente di predisporre un Protocollo Unico di Sicurezza a livello generale, in vista sia degli esami di Stato in presenza, sia del possibile rientro in aula a settembre.
Ma, soprattutto, numerosi sono stati gli interventi dei partecipanti sulla tanto discussa didattica a distanza, dai quali è emerso a voce alta che trattasi di strumento solo emergenziale e succedaneo dell’unica vera forma di insegnamento e cioè quello in presenza, che potrebbe casomai supportarlo solo dopo un’adeguata regolamentazione contrattuale e da una piattaforma di esclusiva proprietà Ministeriale, in linea con le norme della Privacy.
Si è affrontata anche l’assoluta necessità che si realizzi nell’immediato un reale potenziamento delle risorse economiche alle scuole, indirizzate esclusivamente alla sicurezza sanitaria degli ambienti scolastici e degli organici, sia docenti che ATA, affiancato anche da un’adeguata ristrutturazione e ampliamento dell’edilizia scolastica, indispensabile per garantire il distanziamento sociale necessario con l’emergenza Covid-19, e consentire il riavvio in presenza delle attività didattiche in condizioni di piena sicurezza sanitaria.
I Segretari e Coordinatori Provinciali delle OO.SS. scriventi esprimono piena soddisfazione per il grande coinvolgimento e per il buon esito di questa nuova forma di partecipazione, che, comunque ci ha permesso di continuare a stare vicini al personale scolastico in questi momenti di emergenza, ma soprattutto di avere contribuito a rafforzare la solidarietà e la coesione delle categorie che rappresentiamo, nell’intento comune di trovare soluzioni valide, efficaci e condivise.
Catania, 14 maggio 2020

attachments: Comunicato Stampa Unitario 14052020

Un presidio sanitario in ogni scuola: la proposta Uil che convince i presidi.


La tutela della salute non può essere demandata al personale scolastico, che non ha competenze mediche.
È necessario che le scuole siano supportate dalla presenza costante e quotidiana di presidi medici che garantiscano le funzioni di prevenzione, vigilanza e intervento. indirizzo e supporto.
La posizione della Uil Scuola è stata chiara durante l’incontro con gli esperti del Comitato tecnico Scientifico. Siete i soli a chiedere un presidio sanitario in ogni scuola. Possibile che non ci abbia pensato nessuno?
Siamo di fronte ad una situazione che non ha precedenti. Paragonare questa pandemia ad una guerra può sembrare una forzatura ma le condizioni in cui si troveranno le scuole sono eccezionali e meritano misure eccezionali. Non si vincono le guerre senza mezzi adeguati.
 Siamo stati tra i primi ma non siamo soli. I presidi hanno compreso la portata di ciò che sta accadendo.
 Sono stati pronti ad ogni sostegno dopo la chiusura delle scuole ora, giustamente, chiedono di sapere chi farà, che cosa. Serve una assunzione di responsabilità.
 Si può chiedere ai collaboratori scolastici di prendere la temperatura di chi accederà a scuola?In caso di contagio che protocollo va seguito. Chi se ne occuperà? 
Chi dovrà vigilare, prevenire i focolai? Chi dovrà spegnerli?
 Sarà necessario un responsabile sicurezza Covid in ogni plesso, con specifiche competenze sanitarie. Molte scuole hanno più plessi, molte hanno una reggenza. Chi si prenderà questa responsabilità che va ben oltre le competenze professionali? La presenza di presidi in ogni scuola è una scelta di buon senso e di sicurezza che non può essere scaricata sul personale.
Con quali risorse?
Proprio il MES, senza condizionamenti, potrebbe rappresentare la fonte di finanziamento per una spesa, in protezione del sistema nazionale di istruzione, direttamente correlata alla sanità e al coronavirus che rappresenti anche oltre la pandemia, un sistema di profilassi che deve partire dalle scuole.


La scuola non è un ospedale: la petizione:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf_tE3L5JaZIGn4CQykrVBTFENrksanU7pXZo0nFY_TYL38mw/viewform
L’articolo di Tuttoscuola:
http://www.tuttoscuola.com/tornare-a-stretto-giro-tra-i-banchi-la-scuola-non-e-un-ospedale-lappello-dei-presidi/

 

 

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RIPARTENZA SCUOLA. UIL per la SCUOLA serve un provvedimento organico del Governo

Servono presidi sanitari, informazioni alle famiglie, certezze sulle responsabilità.
La scuola riparte se si mette a punto un piano complessivo, un progetto per l’intero sistema di istruzione nazionale che vada anche oltre l’emergenza.
Servono i dettagli tecnici per superare la contingenza ed aprire le scuole in sicurezza, ma ci vuole anche una visione di insieme della scuola che sarà.
L’investimento sulla scuola deve trovare posto in quel patto per il paese che la UIL ha più volte rivendicato – sottolinea il segretario confederale, Antonio Foccillo – quello che la pandemia e le condizioni di finanziamento in deficit oggi consentono.
Non si tratta di assistenza ma di investimenti nella struttura immateriale centrale del nostro Paese.
E’ questo il momento di decidere. Per la sanità abbiamo visto il risultato di scelte scellerate di tagli e riduzioni. Per la scuola rischiamo di trovarci nella stessa drammatica emergenza.
Senza investimenti la scuola non può ripartire. Servono politiche keynesiane che inducano un moltiplicatore elevato. L’istruzione è uno di quelli.
E’ evidente che nelle politiche di sviluppo che si sarebbero dovute fare anche prima dell’emergenza, sempre rinviate a tempi migliori – mettono in evidenza Foccillo e Turi – la scuola ora merita attenzione.
Serve un provvedimento organico, che componga tutte tessere, che il Governo ed il Parlamento assumono per mettere in sicurezza milioni si studenti, insegnanti, famiglie.
Va pensata oggi, la scuola dei prossimi anni.
Chi farà, che cosa? E’ questa la prima domanda alla quale occorre rispondere – ribadisce il segretario generale della Uil Scuola. Ci sarà bisogno di persone e di risorse economiche
Che cosa succede se un insegnante, uno studente, in preside, avranno sintomi?

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Barbagallo: “Un manifesto della UIL per un patto per il Paese”

L’Esecutivo nazionale della UIL discute su un progetto complessivo di rilancio
08/05/2020 
| Sindacato.

È finita nella tarda serata di ieri la seconda riunione in videoconferenza dell’Esecutivo nazionale della Uil convocata non solo per un’analisi sull’attuale fase 2, ma anche per predisporre una proposta di progetto per la ripresa. L’Organismo dirigente della Uil ha condiviso l’idea di un “Patto per il Paese” che, ormai da molti giorni, il Segretario generale Carmelo Barbagallo sta rivendicando anche in occasioni ufficiali, come quella dell’ultimo incontro con il Governo. “Abbiamo apprezzato che lo stesso Premier – ha ricordato Barbagallo – abbia sottolineato l’opportunità di un tale passo: noi crediamo che occorra perseguire questo obiettivo, tutti insieme, se vogliamo uscire dal baratro in cui la pandemia ci ha fatto precipitare.

Qualunque altra proposta sarebbe riduttiva. Dobbiamo avere, infatti, un’idea sul progetto di Paese che vogliamo realizzare nella sua struttura essenziale e complessiva. Noi – ha precisato il leader della Uil – temiamo che molte imprese non ce la facciano a superare questa crisi: c’è il rischio che tante attività spariscano e che, con esse, troppi lavoratori possano perdere il proprio posto. Il lavoro nero potrebbe aumentare e i salari, insieme ai diritti, diminuire. In particolare le donne, da questa emergenza, potrebbero uscirne più povere. Bisogna evitare che tutto ciò accada. Ho chiesto, dunque, alle categorie, in particolare a quelle dell’industria e dei servizi, di predisporre uno studio per capire su quali attività produttive potrà fondarsi e prosperare una nuova economia, che valorizzi il lavoro e crei benessere. L’auspicio è che tutte le Associazioni imprenditoriali possano condividere questo percorso, a cominciare dalla ‘nuova’ Confindustria, e che non si arrocchino sulla difesa del solo profitto. A tal proposito – ha proseguito Barbagallo – dovrà essere chiaro che la sanità, i trasporti, la scuola e le stesse pensioni non possono essere condizionati da logiche di mercato. E poi, una volta per tutte, bisognerà dire basta al potere limitante della burocrazia, valorizzando piuttosto il lavoro pubblico.

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CRONACHE DALLA UIL SCUOLA / 5 maggio 2020. Dall’attualità all’utilità. Consigli, appunti, indicazioni, raccomandazioni, modalità d’uso per sostenere, informare, tutelare, essere vicini alle persone. Una bussola sindacale e professionale per uscire indenni dalla crisi.

Il punto della giornata
La Scuola vera ha bisogno delle persone
DA IL CORRIERE DEL TRENTINO  – 5 maggio 20202 – Di Pietro Di Fiore
La Scuola della competenza digitale non sostituirà mai quella fatta dalle persone.
Una scuola da vivere, questo è l’obiettivo da perseguire.

Continuano le esternazioni, tanto legittime quanto stravaganti e curiose, di chi vuole indicare la via per la ripartenza della Scuola; opinioni in libertà probabilmente elaborate sulla scorta dei ricordi di quando la frequentavano. Vi è chi propone aumenti di orario e di giornate di lavoro per tutto il personale scolastico, senza tener conto che il lavoro delle persone è regolato da norme fissate nei contratti collettivi. Vi è chi chiede di imboccare strade talmente autonomistiche da far impallidire financo i secessionisti della prima ora. Vi è chi invoca analisi, ricerche e formazione per il potenziamento dell’istruzione a distanza, senza riflettere o soffermarsi su alcuni principi cardini della Pedagogia. Gli allievi necessitano di presenza, di vicinanza, di relazione, di apprendimento insieme. 
Molti esternano, ma pochi riflettono sull’insegnamento di questa epidemia: nessuno può farcela da solo. Bisogna far passare la buriana ancora in atto del covid19, raffreddare gli animi e poi decidere sul futuro, ma senza dimenticare gli insegnamenti della pandemia. Un noto Professore, componente del Senato della SIPED – Società Italiana di Pedagogia, scriveva che “nel nostro Paese vivono 60 milioni di allenatori di calcio ed altrettanti Ministri dell’Istruzione”. Ed in effetti qualcuno è riuscito a diventare inquilino, pro tempore, del Palazzo di viale Trastevere e se ne vedono le conseguenze. 
E pur tuttavia il Paese, e la nostra Provincia ne è importante tassello, non si può permettere di affidarsi ad apprendisti stregoni. Alla Scuola vera – quella che conosciamo tutto e che amiamo, quella che ha raggiunto il quarto posto nella graduatoria della fiducia degli Italiani (“Gli Italiani e lo Stato” – Rapporto Demos 2019) dopo le Forze dell’ordine – il Presidente della Repubblica ed il Papa – non servono approcci dilettantistici ed improvvisati.

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CRONACHE DALLA UIL SCUOLA / 4 maggio 2020 
>>>SPECIALE VIDEO CONFERENZA STAMPA 


Il punto della giornata 
di Pino Turi


La scuola non è di nessuno. Nemmeno del ministro. 
Compito della politica è risolvere problemi. Non porli

La scuola non è di nessuno. Non è dei sindacati, non è dai partiti, non è del Governo, ma non è neanche di un singolo ministro, la tendenza ai pieni poteri sta diventando endemica– ritorna sulla questione aperta sulla gestione della fase 2 per la scuola, il segretario generale della Uil scuola, Pino Turi. La scuola è istituzione costituzionale. 
E’ di tutti, di ognuno. E’ patrimonio comune.
Vederla oggi terreno di scontro politico è una vera e propria anomalia costituzionale.
Ciò che sta accadendo che va stigmatizzato, oltre che recuperato in fretta.
Non si tratta di scuse, e nemmeno di richiamo al bon ton istituzionale, anche se non farebbe male, ma le scuse non sono sufficienti, servono le risposte che il personale e i cittadini si attendono e che la situazione impone. I lavoratori, i precari chiedono provvedimenti concreti: concorso per titoli e stabilizzazione su tutti i posti vacanti e lo fanno attraverso i propri rappresentati sindacali.
E’ la politica che deve risolvere i problemi e non porre ostacoli e difficoltà. Deve recuperare la distanza con la realtà che si sta allargando sempre di più. Siamo a maggio e nulla è dato sapere sul funzionamento di un sistema che coinvolge una parte consistente dei cittadini italiani che non vogliono più assistere a beghe incomprensibili ai più ed avere risposte concrete, oggi e non domani. Sono i docenti e il personale ATA che devono poi realizzare le indicazioni del Governo e se non sono condivisi, si generano in origine, gli elementi di fallimenti annunciati. 
E’ proprio ciò che è successo con la DaD che dovrebbe avere insegnato qualcosa; ha dimostrato che solo la volontà e l’autoorganizzazione ha avuto un risultato tangibile di emergenza che non si può certo enfatizzare e mettere come base dell’organizzazione della ripresa, sarà un suo complemento e non la sua sostituzione. La scuola è ben altro. Magari si poteva fare meglio ma il meglio è nemico del bene. Sarebbe un bel segnale per il paese e non solo per i lavoratori, un accordo in Parlamento sulla concretezza e non sulla propaganda. Una legge condivisa per il futuro di questo paese.
E’ così difficile spiegare che si può alzare un ponte in tempi di record, ma che non si possono attivare procedure burocratiche da superare? E’ così difficile da non capire che servono investimenti e il cambio di registro? Per anni abbiamo subito il pensiero unico della concentrazione, della chiusura di scuole, dell’efficienza di mercato e sui tagli continui che hanno risposto alla logica del privato è bello e del pubblico è brutto. Forse si tratta di cambiare approccio culturale, ma non è facile, serve flessibilità e visione che l’attuale politica mostra di non avere.

 

 

DALLE AGENZIE DI STAMPA
ANSA >>> Scuola: Turi (Uil), ministro non ha un piano. 
”Non ci sono idee, si ha paura del confronto”
 (ANSA) ROMA, 4 MAG – “Il Ministro ancora un ha un piano, c’e’ solo l’esclusione del confronto con i sindacati. In tutti i settori sono stati fatti accordi per la sicurezza e non si e’ sentito il bisogno di farlo per la scuola. Questo approccio burocratico non porta da nessuna parte. La ministra va avanti come se non ci fosse la pandemia che c’e’ stata. Non c’e’ visione”. 
Lo ha detto Pino Turi, leader della Uil Scuola in una conferenza stampa dei sindacati in corso.
”Servono piu’ docenti piu’ Ata, piu’ aule. Servira’ un medico nei presidi scolastici: serve un piano ma ad oggi non c’e’ alcuna idea, siamo nella confusione totale. Oggi con il ministero c’e’ un confronto pari a zero, un rifiuto a confrontarsi; significa che non ci sono idee, si ha paura del confronto. Si e’ approfittato della debolezza del sindacato che non si puo’ mobilitare per dire tutto e il contrario di tutto: non siamo piu’ disponibili di stare alla finestra a guardare. Inizieremo una campagna di assemblee per dare voce ai lavoratori”, ha concluso. (ANSA).
Prestate attenzione a: 
TORNARE A SCUOLA IN SICUREZZA, PER TUTTI
https://uilscuola.it/tornare-a-scuola-in-sicurezza-per-tutti/

Tornare a scuola in sicurezza, per tutti >>> la nota della conferenza stampa dei sindacati scuola.


L’esigenza di preparare adeguatamente e per tempo una ripresa delle attività scolastiche in condizioni di sicurezza per la salute degli studenti, delle loro famiglie e del personale;  la necessità di ricorrere a modalità di lavoro che richiedono un’accurata programmazione;  l’esigenza di assicurare alle scuole risorse adeguate e stabili di personale, con i necessari interventi straordinari su organici e reclutamento.
Sono questi i temi su cui i segretari generali stanno illustrando le proposte messe a punto dalle organizzazioni sindacali del settore.

LE PROBLEMATICHE EMERGENTI PER LE SCUOLE NELLA FASE DUE  DI CONTRASTO DELL’EMERGENZA DA COVID-19

SICUREZZA: UN PROTOCOLLO SPECIFICO PER LA SCUOLA

DIDATTICA A DISTANZA (DaD) E LAVORO AGILE: NUOVE MODALITA’ LAVORATIVE DA DISCIPLINARE

LA RIPRESA DI SETTEMBRE: NESSUN POSTO SIA SENZA PERSONALE

STRUMENTI E RISORSE

la nota : CONFERENZA STAMPA DEL 4 MAGGIO 2020

#Giustaitalia. Patto per la Ripartenza

Roma, 30 aprile 2020.  Comunicato Stampa
#Giustaitalia.  Patto per la Ripartenza 
Un manifesto con 18 proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento per una società nuova, libera da mafie e corruzione
Diritti sociali, Trasparenza degli appalti, Sostegno alle imprese
al centro delle azioni del manifesto presentato da
Libera insieme ad associazioni, organizzazioni sindacali, rappresentanti di enti locali e del mondo delle imprese
Luigi Ciotti: “La lotta contro la pandemia può e deve essere anche l’occasione per risanare la nostra democrazia!
Un manifesto per far ripartire l’Italia uscendo dalla cultura dell’emergenza e affermando quelle delle regole. #Giustaitalia, un “Patto per la Ripartenza” fondato sull’etica della responsabilità promosso da Libera con Avviso Pubblico, Legambiente, Arci, Rete dei Numeri Pari, Rete della Conoscenza, Fuci, Centro Studi Pio La Torre, Cooperare con Libera Terra, Acsi, Us Acli, Cngei, Fondazione Interesse Uomo, Cgil, Cisl, Uil.

attachnents: patto per la ripartenza

Circolare unitaria su Patto (1)

 

DECRETO SCUOLA ALL’ESAME DEL SENATO PER LA CONVERSIONE IN LEGGE. Turi: prossimo anno sia nel segno della continuità

Qui di seguito il testo del comunicato stampa appena diffuso.

 In allegato due importanti strumenti di analisi e di merito sul decreto scuola.
- la nota di approfondimento
- la scheda di lettura
Questo il link ad un video spot che serve a dare un quadro di sintesi degli sforzi in atto.
Sanità e scuola sono diritti universali. Salvaguardiamoli!
Buona visione: https://youtu.be/OogULFT18m4

Proposta Uil punta sul mantenimento dell’attuale livello organizzativo con il minimo di spostamenti. Serve legge.  
Agire in continuità: è questa la proposta che lancia la Uil Scuola rispetto alle misure per la regolare conclusione dell’anno scolastico in corso e l’ordinato avvio dell’anno prossimo e sullo svolgimento degli esami di Stato, che inizia oggi al Senato.
I latini dicevano ‘quieta non movere et mota quietare’. Non agitare ciò che è calmo, ma calma piuttosto ciò che è agitato – sottolinea il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi mentre inizia al Senato l’iter di conversione in legge del decreto approvato l’8 aprile scorso.
Proviamo a costruire uno scenario: senza sindacato, con gli italiani che diventano – spiega Turi – improvvisamente, tutti giapponesi e superano gli aspetti della mera gestione organizzativa.
Ipotizziamo anche che in virtù di questo meccanismo prodigioso sia completata la rivoluzione di scuole e classi, con docenti e personale ATA tutti o quasi, cambiati.
A settembre cosa succede?
Si avranno scuole nuove in piccola parte, lavoratori diversi in grande parte.
A quel punto si ricomincia daccapo per:
• il personale ATA, che nel frattempo potrebbe avere un nuovo capo del personale laureato e fresco di concorso (ipotesi impraticabile) che dovrà stabilire chi è in grado di operare il lavoro agile (anche chi sino al giorno precedente ne era il responsabile, facente funzione), quali contingenti per mantenere la scuola aperta;
• per il personale docente, totalmente nuovo che si dovrà cimentare con una DaD che ha mostrato grandi prospettive, ma anche grandi problemi da risolvere;
• gli alunni che dovranno probabilmente rispettare la distanza, magari con l’alternanza tra didattica in presenza per alcuni, per altri con docenti che non hanno mai usato la DaD.
• con genitori che non sanno a chi lasciare i propri figli;
Uno scenario da fare tremare le vene e i polsi che potrebbe rappresentare il collasso del sistema.
E’ proprio questo che induce la nostra attenzione e preoccupazione, per cui il primo obiettivo dovrebbe essere garantire il sistema scolastico e il personale che ha mostrato professionalità e straordinario impegno.

NOTA APPROFONDIMENTO DECRETO SCUOLA

SCHEDA DECRETO SCUOLA – 9 aprile -16042020

 

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Rientro a scuola: come sarà possibile? Intervista a Giuseppe D’aprile.


Rientro a scuola: come sarà possibile? Tra voci di rientro a settembre e ipotesi di didattica a distanza che non riescono a raggiungere tutti.
Intervista a Giuseppe D’Aprile sull’anno scolastico in corso e sulle modalità con cui programmare la ripartenza.

«Per fare sindacato ci vuole coraggio nelle scelte – dice D’Aprile. Se ci troviamo in una situazione di pecore e lupi, come racconta il titolo della vostra trasmissione, va bene. Ma se ci sono le pecore sopraffatte dai lupi, facciamo i cani pastore. Evitiamo che le pecore siano mangiate dai lupi».

[Come pecore in mezzo ai lupi, è il titolo delle la storica trasmissione di attualità, società e politica ai tempi della pandemia diventa Pandemonio.
Ogni mattina alle 10,30 ed in replica alle 16,30 tutti i giorni su www.radioshamal.it]

Richiesta unitaria di incontro politico e di rinvio dell’informativa sui concorsi.

“”””Le scriventi Segreterie, con la presente chiedono un rinvio dell’incontro di informativa previsto per mercoledì 15 aprile alle ore 15.00. Ritengono infatti necessario un preliminare confronto politico per inquadrare la questione reclutamento e concorsi in un contesto che nelle ultime settimane ha subito progressivi e sempre più profondi mutamenti, così come appaiono del tutto incerte le prospettive, tenuto conto che l’andamento dell’epidemia e i tempi di un’auspicabile uscita dalla stessa non sono ad oggi prevedibili con certezza.
Ciò premesso, e ribadita la non disponibilità a partecipare all’incontro di informativa del 15 aprile, le scriventi segreterie chiedono che sia fissato quanto prima un confronto a livello politico, della cui convocazione rimangono pertanto in attesa.”””””””

attchments: il documento unitario firmato dai segretari nazionali comparto Scuola: RICH-RINVIO-INFORM-CONCORSI-14042020 (2)

CRONACHE DALLA UIL SCUOLA / 7 aprile 2020

Dall’attualità all’utilità
. Consigli, appunti, indicazioni, raccomandazioni, modalità d’uso 
per sostenere, informare, tutelare, essere vicini alle persone.
Una bussola sindacale e professionale per uscire indenni dalla crisi.

Il punto della giornata 
di Pino Turi.

Nei giorni scorsi CGIL- CISL e UIL Confederali e le categorie del Pubblico impiego hanno sottoscritto un documento con il responsabile del Dicastero della Funzione Pubblica, in cui si condividono azioni utili per superare l’emergenza sanitaria con una forte azione comune.
 Sostanzialmente si tratta di un protocollo, la cui condivisione deve garantire i lavoratori che, andando a lavorare, non debbano rischiare di infettarsi.  Le amministrazioni si impegnano a fornire, con confronti sindacali, sedi di lavoro sicure e garantiscono il minimo della presenza in situazione, inducendo anche i più riottosi dei dirigenti a sostenere ogni forma di lavoro agile da utilizzare da remoto.
 Il ministro Dadone si è impegnata con la stipula del protocollo, a garantire, anche attivando l’ispettorato, a farne rispettare i contenuti.
 Mentre due terzi dei lavoratori pubblici sono coperti da un protocollo che riconosce alcune prerogative e diritti, l’altro terzo, quello dell’Istruzione Università e ricerca, deve sottostare alle più variegate e, a volta anche stravaganti iniziative dirigenziali che, come minimo non garantiscono uniformità di trattamenti.Riconoscere la loro autonomia non vuol dire che non sia necessario un quadro generale il più coeso possibile, anche a tutela dei dirigenti scolastici, lasciati soli nelle loro responsabilità.Per questo abbiamo sottoscritto il protocollo con Funzione Pubblica ed analogamente rivendichiamo che si faccia un analogo protocollo nei comparti dell’Istruzione, dell’Università, Ricerca ed Afam.

Ci hanno chiestoSono un docente del IV ciclo TFA sostegno. Posso presentare domanda di trasferimento per i posti di sostegno?
>>>Scadenza presentazione domande
. Le domande possono essere presentate  sino al 21 aprile 2020.
>>>Invio entro il 31 maggio
. È possibile presentare domanda di trasferimento con “riserva” entro il 21 aprile ed entro il 31 maggio andrà poi inviata una comunicazione all’ufficio scolastico provinciale in cui si dichiara l’acquisizione del titolo
>>>Il docente che ci pone il quesito deve: 
indicare l’ordine di gradimento tra le tipologie di posto di sostegno (psicofisico, udito e vista); allegare apposita dichiarazione in cui si impegna a presentare, in modalità telematica, all’Ufficio territorialmente competente gli estremi del titolo conseguito, entro il 31 maggio.
Prestate attenzione a:
MILANOTODAY
Scuola e Coronavirus: “Incalzata, la ministra Azzolina ha abbandonato la chat. Riunione surreale”
Il racconto dell’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione, Melania Rizzoli
https://www.milanotoday.it/attualita/coronavirus/ministro-azzolina-abbandona-chat.html?fbclid=IwAR19VXBR2O9Ahvk2IltI6uxixmHANoYAIkQMGYTDtzPggLamL6xlpuftQN4

l’amara quanto sconfortante conclusione dell’articolo pubblicato oggi 7 aprile 2020 su MILANOTUDAY: ““L’incontro di questa mattina – ha concluso Rizzoli – certifica che la scuola italiana è in pessime mani e il rischio che si intravvede e che i nostri giovani pagheranno il conto della totale inadeguatezza di questo Ministro. Non avendo avuto neppure l’indicazione di una data per un futuro confronto non possiamo augurarci altro se non che, almeno nel dibattito parlamentare, possano trovare spazio le nostre istanze”.

VIDEOCONFERENZA >>> Turi: oggi come ieri le politiche scolastiche sono dettate dall’economia.


Turi: Non abbiamo ancora capito la lezione
Oggi come ieri le politiche scolastiche sono dettate dall’economia 
Il Mef chiede tagli e il ministro sta a guardare.
Agisce in ritardo, perché i posti sono quelli di Quota 100 dello scorso anno,
e li dimezza perché invece di autorizzare tutti i 9 mila posti ne autorizza solo la metà (4.500).
In questo quadro di emergenza vanno confermati gli organici attuali.
Un incontro fissato per fare il punto sugli organici, quello che si è svolto oggi pomeriggio in videoconferenza sindacati-ministero. Non il primo dall’inizio dell’emergenza coronavirus ma al pari di altri che sono stati fissati per trovare soluzioni, senza una interlocuzione in grado di assumere decisioni condivise.
Così anche quella di oggi è una riunione partita per discutere dell’organico triennale dell’autonomia. Un controsenso dal momento che siamo ancora all’interno del triennio. 
Altra questione che non regge è quella di una riduzione degli organici del prossimo anno
Ci saremmo aspettati – dicono al termine dell’incontro i segretari Uil scuola – una politica diversa.
 Dovremo far fronte a misure nuove in risposta ad una situazione di forte criticità, la riduzione che vorrebbe il Mef appare veramente in controtendenza. 
Siamo di fronte ad una manovra che il Presidente del consiglio ha definito ‘poderosa’ di 400 miliardi. 
Alla scuola – sottolinea il segretario generale Turi – rischiano di restare solo i ringraziamenti.Un gioco delle tre carte nel quale con una mano si prende e con l’altra non si dà. L’Azzolina ancora una volta si dimostra forte con i deboli (precari) e deboli con i forti (MEF). 
Con questa politica non si traghetta il sistema dell’istruzione verso il prossimo anno scolastico.  E’ invece il tessuto sociale e politico su cui operare e merita scelte coraggiose ed innovative.

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Bozza decreto scuola emergenza Coronavirus, Turi (UIL): Ministro chiede “pieni poteri speciali”. Questo è sprezzo per la democrazia di Paolo Damanti

Pubblichiamo l’intervista rilasciata e pubblicata su “Orizzonte Scuola” da parte di Pino Turi.                                                                              La rilanciamo e facciamo nostra  per piena condivisione, nonché per offrire spunto di riflessione onde arginare qualsiasi deriva di potere a scapito della democrazia partecipata stante che nemmeno il subdolo quanto invisibile e malefico covid19, che sta causando effetti devastanti e tanto dolore a carico delle vittime e  le indicibili sofferenze ai loro cari e a tutti noi,  persone , cittadini e mai sudditi, può cancellare o azzerare o consegnare a mano di pochi che invero non ci meritavamo. Non è polemica o sfogo di rabbia di gente frustata  contro non si sa chi ma invito al buon senso, a volare alto ad agire con riferimento al senso di comunità partecipata. Auspichiamo che vengano riconosciute, con i fatti e non a parole belle, tutte le speculari professionalità dei docenti e del personale ATA, famiglie, genitori ed alunni da chi di dovere, collegialmente  e non dal singolo ministero  poiché solo condivisione e sforzo  comune possono evitare ulteriori sofferenze altre che fisiche ma anche mentali, psicologiche ed esistenziali.

Gli atti unilaterali non sono propri della nostra era. Uniti facciamo la differenza e si vince. uniti si entra nel merito delle questioni per risolvere  gli enormi problemi di civiltà ed esistenziali in cui siamo, immeritatamente e tragicamente quanto velocemente, piombati.

La cabina di regia nazionale certamente si trova ad affrontare di tutto e di più, non c’è nessuno con  facoltà divinatorie e indenni da errori, lo si deve capire ed accettare, ma che almeno si capisca e tenga in considerazione che noi tutti siamo cittadini, sicuramente mai sudditi o rassegnati e quindi degni e meritevoli di essere tenuti in considerazione ed ascoltati.                                salvo mavica, segretario Uil Scuola Catania

da Orizzonte Scuola….

“””Reso noto dalla nostra testata, nella giornata di ieri, il testo della bozza di Decreto nel quale si affrontano alcune questioni legate all’emergenza sanitaria, come gli esami di Stato, la didattica a distanza, l’avvio dei concorsi e molto altro.
Un testo che ha fatto scattare una serie di dichiarazioni e comunicati da parte dei sindacati rappresentativi del settore scuola, che hanno criticato sia il testo che il modus operandi del Ministero. Tra questi il segretario Generale della UIL Scuola, che abbiamo sentito per capire più nel dettaglio qual è il giudizio sul testo.
Il suo comunicato, dopo la pubblicazione della bozza di Decreto, ci è parso molto duro.
Certo, qui si mettono in discussione valori come libertà e democrazia che sono più importanti della vita stessa, dato che molti l’hanno sacrificata per consentircele.
Siamo in emergenza …
Non c’è emergenza che può giustificare la sospensione della democrazia e la partecipazione, peraltro in un settore come quello dell’educazione. Noi siamo convinti che le Istituzioni e la tradizione Italiana che non ha interrotto la democrazia neanche nei periodi bui delle stragi e del terrorismo, siano in grado di evitare una simile evenienza che si sostanzierebbe in una deriva autoritaria degna dei peggiori sovranisti, tanto da essere in “concorrenza” con l’Ungheria di Orban.
Se la sentirebbe di commentare la bozza del decreto pubblicata ieri in anteprima dalla nostra redazione? Qualcuno l’ha fortemente criticata, affermando che andiamo verso un “pieni poteri” al Ministro
Non commenterò una bozza, lo faremo nel merito. Dico solo che se è vero che è stata scritta nelle grigie stanze del ministero non mi meraviglio affatto, visto i comportamenti del ministro che mostra sprezzo per le opinioni altrui.Sprezzo per le opinioni altrui? Affermazioni pesanti
Mercoledì, bontà sua, ci ha convocato e non ci ha detto nulla, anzi ha dovuto ascoltarci, concedendo 10 minuti per esprimere le nostre posizioni, addirittura a me è stato staccato anche il microfono. Evidentemente ciò che le stavo dicendo non le piaceva. Siamo in presenza di un Ministro che cerca gli elementi di scontro piuttosto che quelli che uniscono e, vista la bozza che circola, che chiederebbe poteri speciali, per imporre un suo personale programma definito in un altro contesto, approfittando di una emergenza che quel contesto ha stravolto.

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CRONACHE DALLA UIL SCUOLA / 31 marzo 2020


Dall’attualità all’utilità
Consigli, appunti, indicazioni, raccomandazioni, modalità d’uso per sostenere, informare, tutelare, essere vicini alle persone.
Una bussola sindacale e professionale per uscire indenni dalla crisi.Il punto della giornata
Riportiamo i lanci dell’Agenzia AdnKronos che delineano il punto di oggi
**FLASH -CORONAVIRUS: TURI (UIL), ‘SU SCUOLA NON SI PUO’ NAVIGARE A VISTA, PROVVEDIMENTO ORGANICO’- FLASH** = (Ste/AdnKronos)
Roma, 31 mar. (Adnkronos) – (di Stefania Quaglio) Sulla scuola non si può “navigare a vista”, serve un provvedimento di legge organico che stabilisca con chiarezza come procedere sulla chiusura dell’anno scolastico, degli esami di maturità e dell’avvio del nuovo anno. Ne è convinto il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi che vede nella fine di aprile la data ultima per dare indicazioni.
“Non si può navigare a vista – ribadisce all’Adnkronos il numero uno della Uil Scuola – certo, dovranno essere le autorità sanitarie a stabilire quando sarà possibile rientrare in classe in totale sicurezza ma non si può pensare di lasciare in un limbo perenne il mondo della scuola”. Secondo Turi “serve al più presto un provvedimento di legge organico che stabilisca con chiarezza le prossime scadenze, dalla fine di quest’anno, prevedendo soluzioni chiare anche per gli esami di maturità e, inevitabilmente, l’avvio del prossimo anno”………segue…..

Ci hanno chiesto
Un docente ha chiesto la fruizione dei 12 giorni in più della L.104/92 previsti dal Decreto Legge n. 18/2020.
Il sistema SIDI in dotazione alle scuole al momento non permette l’inserimento di queste giornate aggiuntive.
Che fare?
>>> 12 giorni fino al 30 aprile
L’ art. 24 del D.L. 18/2020 dispone che Il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.
…..segue…..

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CRONACHE DALLA UIL SCUOLA / 27 marzo 2020


Dall’attualità all’utilità
Consigli, appunti, indicazioni, raccomandazioni, modalità d’uso
per sostenere, informare, tutelare, essere vicini alle persone.
Una bussola sindacale e professionale per uscire indenni dalla crisi.

Il punto della giornata 
di Pino Turi


Ieri il Ministro dell’istruzione, in Senato, ha illustrato le misure adottate dal Governo per fare fronte all’emergenza sanitaria per ciò che riguarda la scuola. L’elemento positivo è la parlamentarizzazione della politica scolastica, portata avanti dal titolare del dicastero in assoluta solitudine. 
Al punto che ieri, sia pure timidamente, gli interventi delle forze politiche lo hanno fatto presente. 
Certo la situazione è abbastanza difficile e da ogni parte arriva il monito di unità e coesione.
 Lo ha ribadito il Presidente del Consiglio, lo ha ripetuto oggi il Capo dello Stato che, nel suo messaggio ha auspicato che le risposte all’emergenza del coronavirus possano essere il frutto di un impegno comune fra tutti soggetti politici, sia di maggioranza che di opposizione, dei soggetti sociali e dei governi dei territori.  Solo la ministra Azzolina sembra non accorgersene.  Il peggior sordo è chi non vuole sentire. Ancora una volta, i vecchi detti non si smentiscono mai.

Ci hanno chiesto: Come deve essere considerata l’assenza dal servizio a causa delle misure straordinarie?
>>>

Istituti previsti dal CCNL Scuola. 
Il personale che non può essere adibito a prestazioni di servizio in forma agile può ricorrere alle ferie pregresse dell’a.s. 2018/19 da fruire entro il 30 aprile di questo anno.
>>> Si può essere esentati dal servizio
.?  Se non si può ricorrere alle ferie pregresse o comunque dopo esservi ricorsi, si è esentati dal servizio.
>>> Come si considera l’assenza?  
L’art.87 del D.L.18/2020 al comma 3, 2° periodo, dispone che “Il periodo di esenzione dal servizio costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge…”. Pertanto tale periodo di assenza è considerato come servizio effettivamente prestato, per esempio, per la maturazione delle ferie o, in presenza di personale con contratto a tempo determinato, per la valutazione del punteggio.

Prestate attenzione a: 
AGENZIA ANSA >>> Mattarella, una generosa solidarietà attraversa l’Italia
Il grazie del presidente a chi lavora in prima linea
 (ANSA) – ROMA, 27 MAR – “Desidero esprimere rinnovata riconoscenza nei confronti di chi, per tutti noi, sta fronteggiando la malattia con instancabile abnegazione: i medici, gli infermieri, l’intero personale sanitario, cui occorre, in ogni modo, assicurare tutto il materiale necessario. Numerosi sono rimasti vittime del loro impegno generoso. Insieme a loro ringrazio i farmacisti, gli agenti delle Forze dell’ordine, nazionali e locali, coloro che mantengono in funzione le linee alimentari, i servizi e le attivita’ essenziali, coloro che trasportano i prodotti necessari, le Forze Armate. A tutti loro va la riconoscenza della Repubblica, cosi’ come va agli scienziati, ai ricercatori che lavorano per trovare terapie e vaccini contro il virus, ai tanti volontari impegnati per alleviare le difficolta’ delle persone piu’ fragili, alla Protezione Civile che lavora senza soste e al Commissario nominato dal Governo, alle imprese che hanno riconvertito la loro produzione in beni necessari per l’emergenza, agli insegnanti che mantengono il dialogo con i loro studenti, a coloro che stanno assistendo i nostri connazionali all’estero. A quanti, in ogni modo e in ogni ruolo, sono impegnati su questo fronte giorno per giorno”. Questo e’ il ringraziamento del presidente Sergio Mattarella a quanti sono impegnati sul campo per fronteggiare l’emergenza coronavirus.
”La risposta cosi’ pronta e numerosa di medici disponibili a recarsi negli ospedali piu’ sotto pressione, dopo la richiesta della Protezione Civile, e’ un ennesimo segno della generosa solidarieta’ che sta attraversando l’Italia”, ha aggiunto il capo dello Stato.



CRONACHE DALLA UIL SCUOLA / 24 marzo 2020

Dall’attualità all’utilità
 Consigli, appunti, indicazioni, raccomandazioni, modalità d’uso 
per sostenere, informare, tutelare, essere vicini alle persone.
Una bussola sindacale e professionale per uscire indenni dalla crisi.

Il punto della giornata 
Di Pino Turi
. Il sindacato non si ferma!Mentre il Presidente della Repubblica chiama all’unità in un momento difficile per il paese, il ministro dell’Istruzione, nottetempo in assoluta solitudine, emana l’ordinanza per la mobilità del personale. 
Se si pensa alla situazione che il Paese sta vivendo, che ne ha determinato la fermata – sono state rinviate anche le elezioni ammnistrative e il referendum – non si capisce come si possa solo pensare di mantenere procedure ordinarie, in un momento di straordinarietà in cui ognuno è preoccupato della propria salute.
La tradizionale fase di mobilità che impegna gran parte del personale, rappresenta un momento della vita professionale e personale di estrema importanza che merita un approfondito confronto che le organizzazioni hanno sempre dato come supporto a tali scelte. Ignorare che le sedi sindacali sono chiuse, che altrettanto chiusi sono anche gli uffici periferici, significa agire – come sta facendo questo ministro – con una superficialità inadeguata rispetto ai bisogni e alle aspettative delle persone. Noi non ci rassegneremo e faremo di tutto per stare vicino ai nostri iscritti.
Ci hanno chiesto 
Il congedo speciale dei 15 giorni è previsto anche per la scuola?

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