ROMA – Attivo Pubblico Impiego >>> TURI: LA NOSTRA È BATTAGLIA CULTURALE. NON DOBBIAMO AVERE PAURA DI STARE FUORI DAL CORO.


Non siate timidi. C’è un grandissimo bisogno di sindacato in un momento come questo, difficilissimo. Ci vogliono soli, in un disperato individualismo. Noi rappresentiamo e diamo voce a un pezzo di società che non ce la fa più”.

E’ un intervento interamente basato sul modello di sindacato – libero, democratico, pluralista – e sul modello di scuola – laica, statale, inclusiva, basata sulla Costituzione – quello di Pino Turi, ieri mattina all’attivo dei quadri e delegati del Pubblico impiego a Roma.
Due i pericoli in atto: le spinte verso la privatizzazione del sistema di istruzione e i tentativi, non sopiti,  di regionalizzazione.
                                                                                             “Un paradosso – ha detto Turi – si vogliono dare i soldi ai poveri per frequentare le scuole dei ricchi.
Intanto è proprio la distinzione che non regge. Perché scuola dei ricchi e scuole dei poveri? Scherziamo?
La nostra costituzione garantisce a tutti il diritto ad una istruzione di qualità.
E la scuola di tutti che va sostenuta e finanziata. Non le scuole d’élite con i soldi pubblici.
Nella stessa ottica in cui si muovono anche i fautori della regionalizzazione – ha aggiunto Turi.
Anche in questo caso è sbagliato l’assunto di partenza: la scuola non è un servizio e gli studenti, le famiglie non sono utenti.

salvo mavica.

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E’ la scuola di tutti e per tutti, che deve garantire la libertà di insegnamento. Il punto dunque è che non si tratta di economia e di ricette neo liberiste, ma di democrazia e partecipazione.

UNA SCUOLA LAICA, EGALITARIA ED INCLUSIVA: È QUESTO IL MODELLO A CUI FACCIAMO RIFERIMENTO

Per noi la scuola è una funzione dello Stato e non può essere delegata al privato se non per consentire una sua convivenza alle condizioni della Costituzione che 70 anni fa già disponeva misure per garantire l’istruzione di tutti, al riparo dalle diatribe laici-cattolici.
E’ questo il punto di partenza dell’intervento di Pino Turi durante la tavola rotonda organizzata a Milano dalla Uil Scuola Lombardia.

Tra gli ospiti, insieme a Valeria Fedeli, Valentina Aprea, Camilla Sgambato, Francesco Schianchi, Paolo Ramazzotti, anche Suor Monia Alfieri.
La tesi di suor Monia Alfieri non è particolarmente innovativa, nè originale e tanto meno moderna  – ha detto Turi – cambia solo il nome e la rende più scientifica: costo standard di sostenibilità.
Calamandrei le definì sussidio alla famiglia, più di recente Berlusconi e Valentina Aprea l’hanno chiamato buono scuola. Si tratta di finanziamento pubblico alle scuole private, vietate dalla costituzione e in questa città aggirato dal sussidio dato dalla Regione Lombardia per 24 milioni alle famiglie, 9 milioni alle scuole dell’infanzia direttamente e 4,5 milioni per la disabilità.

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SIT IN PRECARI oggi 11 novembre.

Un presidio dei docenti precari oggi pomeriggio a Montecitorio, a partire dalle ore 15.30, per chiedere con forza il rispetto pieno degli impegni assunti dal Governo prima a Palazzo Chigi nell’aprile scorso, poi nell’accordo del 1° ottobre con il Ministro dell’Istruzione, e disattesi nel Decreto Legge 126/2019 con misure urgenti per la scuola.

allegati: locandina precari 11 novembre

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Scelte di finanza pubblica e scuola

Turi: risorse per scuola e stipendi Governo rispetti impegni presi nell’intesa di Primavera a Palazzo Chigi

Occorre che l’intesa di Palazzo Chigi sia interamente attuata – ha detto il segretario generale della UIL Scuola, Pino Turi, intervenendo oggi a Torino, all’Assemblea provinciale delle RSU e dei rappresentati di istituto.
In questo momento di scelte di finanza pubblica, va confermato l’impegno per le risorse da destinare al personale della scuola.  Colmare il divario che separa gli stipendi italiani da quelli degli altri paesi della zona Ocse – continua Turi – è uno dei dati richiamati anche nell’indagine OCSE TALIS diffusa proprio ieri.
La raccomandazione rivolta a tutti i paesi dell’area UE a investire sul sistema di istruzione, deve valere come priorità per l’Italia che si colloca in coda nella graduatoria dei livelli delle retribuzioni.
Ricordiamo al Governo – ribadisce Turi – che sta impostando la manovra finanziaria di destinare le risorse necessarie per ottemperare agli impegni assunti. L’assemblea di Torino è stata anche l’occasione per fare il punto su due temi centrali per la Uil Scuola:
la difesa dell’impianto statale del nostro sistema scolastico, ingiustamente denigrato per ragioni di natura politica  – ha detto Turi  – che vedrebbero nella privatizzazione e nella regionalizzazione il modo surrettizio di finanziare le scuole private e il ruolo fondamentale che il sindacato sta svolgendo, assumendo responsabilità e scelte, a tutela della natura collettiva della scuola e della sua funzionalità.

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A Palermo: assemblea e fiaccolata. #liberidiimparare #liberidiinsegnare


A Palermo, nella partecipata assemblea all’Istituto tecnico industriale, Vittorio Emanuele III, genitori studenti, docenti, hanno espresso la loro contrarietà ad ogni tentativo di limitare la libertà di insegnamento, l’essenza stessa di ogni processo educativo che possa dirsi plurale e democratico.
Le sanzioni alla professoressa Dell’Aria vanno ritirate, senza indugio, per autotutela. Una procedura che significa che l’amministrazione riconosce che non c’erano gli estremi per procedere.
Il caso dell’insegnante di Palermo non è che la punta di un iceberg. Occorre ripristinare, per legge o contratto, le sedi di garanzia smantellate dalla furia ideologica dell’allora ministro Brunetta, passi che il ministro Buongiorno sembra voler ripercorrere.
Non c’e un equilibrio nella sanzione contro  nessuna lavoratrice, nessun lavoratore della scuola, che svolge la propria preziosa funzione: educare gli studenti al confronto, all’approfondimento, all’analisi dei fatti e soprattutto ed a trarne utilità per il proprio sviluppo e la propria crescita. 

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ANSA >>> Scuola: leader Cgil Cisl Uil contro regionalizzazione

rassegna stampa

“””Scuola: leader Cgil Cisl Uil contro regionalizzazione  Firmano appello, no a ‘secessione’ legata ad autonomia   (ANSA) – MATERA, 7 MAG – I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo,hanno firmato l’appello promosso da tutti i sindacati della scuola “contro la regionalizzazione del sistema di istruzione”.Lo hanno fatto chiudendo l’iniziativa unitaria su Europa, cultura e lavoro, a Matera. L’appello nasce dopo che le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto “hanno, tra l’altro, chiesto al governo ulteriori forme e particolari condizioni di autonomia in materia di istruzione e formazione. L’obiettivo e’ quello di regionalizzare la scuola e l’intero sistema formativo – si legge nel testo – tramite una vera e propria secessione delle regioni più ricche, che porterà ad un sistema scolastico con investimenti e qualita’ legati alla ricchezza del territorio”.

(ANSA).

Sciopero Generale del personale della Scuola, Università, Ricerca e Afam per l’intera giornata del 17 maggio 2019.


I sindacati FLC CGIL, CISL FSUR, Federazione UIL SCUOLA RUA, SNALS -CONFSAL e GILDA – UNAMS,

ritenendo inaccettabile il mancato stanziamento delle risorse economiche da parte del governo necessarie per l’apertura della trattativa per il rinnovo contrattuale, considerando fondamentale contrastare ogni tentativo di regionalizzazione del sistema d’Istruzione, dopo avere sollecitato con la massima urgenza azioni legislative volte a dare definitiva copertura dei posti disponibili del Comparto Istruzione e Ricerca così da garantire il diritto allo studio di tutti gli studenti e risolvere nel contempo la questione del precariato e rivendicata l’apertura di tavoli contrattuali volti alla individuazione di strumenti utili alla piena valorizzare di tutti i profili del Personale ATA, verificata, ad oggi, la mancata risposta da parte del Governo e del MIUR a tutte le emergenze poste alla base dello stato di agitazione del personale del Comparto istruzione e Ricerca, hanno indetto lo Sciopero Generale del personale della Scuola, Università, Ricerca e Afam per l’intera giornata del 17 maggio 2019.
In occasione dello sciopero si svolgerà a Roma, una manifestazione con corteo che avrà come luogo di concentramento alle ore 9.30 Piazza della Repubblica e si concluderà alle ore 13.30 in Piazza della Madonna di Loreto (Fori Imperiali- Lato Piazza Altare della Patria) dove è previsto il comizio finale.

OGGI A BARI INCONTRO SINDACATI SCUOLA -PRESIDENTE ANCI Turi: scuola al top nella fiducia degli italiani Va lasciata fuori dalle scacchiere del  potere

“””Continua l’instancabile quanto puntuale informazione e netta contrarietà alla regionalizzazione da parte del segretario generale Pino Turi e di tutta la Uil Scuola. Motivazioni argomentate e supportate sia in diritto che nel fatto. Invito a tutto il mondo della scuola ed ai “cittadini” di difendere il diritto all’istruzione pubblica per come voluto dai padri fondatori della Costituzione Italiana.””” s.mavica

 

No alla regionalizzazione del sistema di  istruzione, edilizia scolastica delle scuole, tempo pieno soprattutto nelle scuole del Sud, insegnamento di cittadinanza e costituzione: questi i punti all’ordine del giorno della riunione che si è svolta questa mattina a Bari tra i segretari dei sindacati scuola, università e ricerca, e il presidente dell’Anci, Antonio De Caro.
L’Italia è fatta di realtà tra loro molto differenti – ha detto durante l’incontro il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi – sono diversità che rendono il nostro Paese speciale e pieno di risorse. Per valorizzare queste caratteristiche la scuola della nostra costituzione è ‘autonoma’. La scuola italiana, quella di tutti, funziona grazie all’impegno di chi ci lavora e alle caratteristiche che ha saputo mantenere: rigore, qualità, inclusività, accoglienza, libertà, democrazia, libertà.  E gli italiani si fidano.  La mobilitazione in atto nella scuola ne è prova.  Insegnanti, personale, famiglie e studenti devono poter continuare a riporre il massimo della fiducia nel nostro sistema di istruzione.

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ATTIVO VENEZIA: TURI: DIRE NO ALLA REGIONALIZZAZIONE SIGNIFICA CONTINUARE L’IMPEGNO PER ELIMINARE LA 107

Dire no alla regionalizzazione significa continuare l’impegno per eliminare la 107 – ha detto Pino Turi nel suo intervento, durante la riunione di questa mattina, a Venezia.  Hanno entrambe la stessa matrice neo liberista e perseguono gli stessi obiettivi: riduzione finanziaria,  chiamata diretta, valutazioni burocratiche, elenchi provinciali, privatizzazione del sistema scolastico, finanziamenti scuole private, eliminazione delle Rsu, disintermediazione sindacale.
Il nostro dissenso rispetto questa impostazione è  netto.
Il nodo contrattuale – ha detto ancora Turi – è stato ripreso proprio in questi giorni dalla Ragioneria dello Stato. Quella che noi abbiamo definito “emergenza stipendiale” è diventato un bel promemoria per la politica.  Una situazione di affanno che non può essere risolta nella normale dinamica del rinnovo dei contratti dei  tre milioni di lavoratori del Pubblico impiego, ma merita l’individuazione di specifiche risorse che vadano ad attenuare il gap stipendiale interno e quello esterno con i colleghi europei.
Occorre istituire, già nel prossimo documento di programmazione economica, un capitolo specifico di spesa per l’adeguamento stipendiale dei lavoratori della scuola a cui si chiede tanto e si riconosce poco.
rassegna stampa
ANSA) – ROMA, 27 MAR – Le retribuzioni degli insegnanti italiani sono le piu’ basse tra tutti i comparti pubblici: non solo. Rispetto ai colleghi europei, i docenti italiani hanno stipendi inferiori per 8 mila euro l’anno. Per questo i sindacati della scuola, da tempo impegnati in mobilitazioni da nord a sud, con le quali chiedono di iniziare le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro e con cui  si oppongono al progetto di autonomia differenziata, minacciano concretamente lo sciopero.

“Il finanziamento del rinnovo del contratto è nelle rivendicazioni unitarie dei sindacati che, insieme alla questione del precariato, al rifiuto alla regionalizzazione del sistema scolastico, all’immissione nei ruoli dei docenti precari, alla semplificazione, mobilità e valorizzazione professionale degli ATA, rappresentano le rivendicazioni. Se dovessero rimanere inascoltate, sposteremo l’azione sindacale dalla mobilitazione alla protesta in ogni forma possibile. Nelle prossime ore avvieremo le procedure per la conciliazione che sono propedeutiche alle azioni sciopero vere e proprie”, incalza Pino Turi per la Uil.

PROSEGUE LA RACCOLTA DELLE FIRME CONTRO OGNI IPOTESI DI REGIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI ISTRUZIONE


 Sindacati: la scuola nazionale è valore della società civile. Città diventino protagoniste.
A Napoli, il Comune decide di sostenere la campagna e sceglie un ruolo attivo e di partecipazione.

La raccolta firme per dire no alla regionalizzazione della scuola entra nelle città e si apre alla società civile. E’ accaduto a Napoli dove, in questo fine settimana, sono state raccolte migliaia di firme, nei banchetti organizzati in tre luoghi simbolo della città. Vogliamo esprimere il nostro apprezzamento per il coinvolgimento e l’impegno mostrato dal sindaco De Magistris, dal vicesindaco Panini e dall’assessore alla scuola Palmieri sottolineano il segretari generali dei sindacati scuola, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda Unams, Snals Confsal. Il Comune di Napoli ha deciso di sostenere la raccolta firme in modo non formale, ma sostanziale, inviando una delibera in tutte le scuole e mettendo dei banchetti dell’amministrazione  a disposizione dei cittadini nella giornata di oggi. Il progetto collegato alla raccolta delle firme non è stato pensato per restare all’interno delle scuole – spiegano i segretari Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi,  Pino Turi, Rino Di Meglio e Elvira Serafini – ma per coinvolgere l’intero Paese nel dire che la scuola italiana è quella nazionale, di tutti, inclusiva.  “. “Il nostro impegno è rivolto a sostenere la qualità del nostro sistema scolastico e a dare stabilità al lavoro -concludono Sinopoli, Gissi, Turi, Di Meglio, Serafini –  obiettivi cui si ricollegano le questioni alla base della mobilitazione in atto, che attendono risposte concrete: contratto,  precariato,  condizioni di lavoro del personale Ata“.

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ATTIVO NAPOLI >>> Turi: abbiamo orario più alto e stipendi più bassi. Promesse regionali di aumenti nascondono un trucco.

Oggi a Napoli la prima delle tre iniziative nazionali promosse dai sindacati scuola: è mobilitazione
Turi: abbiamo orario più alto e stipendi più bassi
Promesse regionali di aumenti nascondono un trucco

E’ una grande mobilitazione della scuola quella che parte oggi da Napoli  nella prima delle tre iniziative nazionali promosse dai sindacati scuola.  Quattro i punti, che attendono risposte concrete: contratto, regionalizzazione, precariato, personale Ata. Non siamo all’anno zero –  ammonisce Pino Turi dal palco della riunione con segretari, delegati e Rsu arrivate da tutto il Sud Italia. Abbiamo un modello di scuola che va bene e che merita attenzione.
La scuola italiana funziona grazie alle persone che ci lavorano ogni giorno. Un impegno che va riconosciuto veramente.
Nella terra di Ulisse diciamo che non ci interessano i richiami delle sirene: il ritornello in auge è quello del “che ne dite di più ore di lavoro in cambio di un po’ più di soldi?”.
Non è questo il modo di riconoscere la professionalità. E’ un trucco. L’orario di servizio degli insegnanti italiani è tra i più alti d’Europa. E’ lo stipendio ad essere tra i più bassi.
E’ nel rinnovo contrattuale nazionale, che vanno definiti gli stipendi, non con promesse politiche a dimensione regionale.

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FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS CONFSAL, GILDA UNAMS: il personale ATA impegnato nella mobilitazione generale sulla scuola contro la regionalizzazione per il rinnovo del contratto e contro ogni forma di precarietà.

 

Nell’ambito del percorso unitario di mobilitazione generale, Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA UNAMS presentano una piattaforma rivendicativa comune da condividere con tutto il personale ATA e tra i lavoratori tutti della scuola, nelle assemblee e negli attivi che saranno organizzati fin dai prossimi giorni in tutta Italia. Il documento unitario affronta, sia l’azione comune di contrasto all’autonomia differenziata, rivolta a difendere diritti, retribuzioni e prestazioni uguali per tutti nell’intero territorio nazionale, sia dei punti specifici sui quali abbiamo focalizzato le rivendicazioni storiche per la categoria, tra le quali:  organici stabili e potenziati, estensione della figura di assistente tecnico in tutte le scuole, riattivazione della mobilità professionale, riavvio delle posizioni economiche, pagamento delle indennità obbligatorie, formazione di qualità in servizio,stabilizzazione del precariato, semplificazione amministrativa ed esclusione di ulteriori aggravi di competenze oggi a carico di altri Enti pubblici. attribuzione del ruolo di DSGA ai facenti funzione.

Le iniziative sindacali e politiche in coordinamento FLC CGIL CISL Scuola e Federazione UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA UNAMS saranno orientate ad ottenere il più ampio contributo della categoria nella discussione su tutti temi proposti e nella individuazione delle azioni più efficaci a sostegno della piattaforma unitariamente condivisa e per portare a positiva soluzione i problemi denunciati. Roma, 14 marzo 2019.

attaments: comunicato-vertenza-ATA-5 (1)

Piattaforma unitaria ATA

Flc CGIL

Francesco Sinopoli

CISL Scuola

Maddalena Gissi

UIL Scuola Rua

Giuseppe Turi

SNALS Confsal

Elvira Serafini

GILDA Unams

Rino Di Meglio

Report riunione precari Roma RENDERE STABILE IL LAVORO: L’IMPEGNO DELLA UIL PER I PRECARI

  

Dopo le assemblee di Milano, Firenze e Cagliari, oggi al Liceo Classico “Tasso” di Roma si è tenuta un’assemblea alla quale hanno partecipato oltre 200 docenti precari. Il 12 marzo una iniziativa nazionale con manifestazioni nelle città italiane.

…«L’esperienza è un valore aggiunto insostituibile, bisogna valorizzare il precariato per far funzionare la scuola»… è la dichiarazione dei Parlamentari 5 Stelle che ci trova concordi.  Ma siamo assolutamente contrari  all’idea che una diposizione contenuta nel Decretone all’esame del Senato possa dare risposte alla situazione di emergenza in atto – mette in chiaro Giuseppe D’aprile, segretario nazionale Uil Scuola, intervenuto oggi all’Assemblea di Roma per il personale precario.
L’idea di valutare il servizio con un punteggio fino al 50 % del punteggio attribuibile ai titoli” – precisa D’Aprile –  come prevede  l’emendamento  al decretone ora all’esame dell’Aula del senato, rappresenta un riconoscimento positivo, un passo in avanti, ma sarà totalmente insufficiente.
La ragione è presto detta: il prossimo anno scolastico sarà caratterizzato da una situazione degli organici  particolarmente grave,  ai posti in organico già vacanti si aggiungeranno quelli che si libereranno per effetto dei pensionamenti “quota 100”.

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REGIONALISMO DIFFERENZIATO. Convegno UIL. Roma 28 febbraio 2019, ore 09,30. Sala del Parlamentino CNEL

Il contrasto alla regionalizzazione ha coinvolto la confederazione UIL e le diverse categorie a partire da quelle del pubblico impiego. 
In un convegno specifico promosso per la mattinata del 28 febbraio presso il parlamentino del Cnel ne parleranno illustri relatori, accademici, esperti e naturalmente Carmelo Barbagallo e Pierpaolo Bombardieri.  Forte impegno espresso dalla Uilscuola con campagne di comunicazione, dichiarazioni, iniziative nazionali e territoriali.

LOCANDINA 28-2-2019 – Copia

IL 26 FEBBRAIO ASSEMBLEA SINDACALE UIL SCUOLA CON I PRECARI PRESSO IL LICEO TASSO DI ROMA PER SOLLECITARE UNA FASE TRANSITORIA. In allegato la locandina

     
Le misure contenute nella Legge di Bilancio intervengono sul reclutamento del personale docente della scuola, introducendo non pochi elementi di novità che tuttavia non sono in grado di garantire un regolare avvio dell’anno scolastico. Al fine di rimuovere alla radice una serie di criticità altrimenti destinate fatalmente a riproporsi, è indispensabile:
▪ prevedere una fase transitoria finalizzata all’immissione in ruolo dei docenti già abilitati o con tre anni di servizio
▪ consentire l’accesso alle procedure concorsuali per più classi di concorso
▪ garantire l’istituzione di corsi di specializzazione su sostegno per tutti gli ordini di scuola in numero adeguato al fabbisogno
Già quest’anno, ultimate le operazioni di immissione in ruolo, sono rimaste scoperte ben 32.217 cattedre, pari a più della metà del contingente delle immissioni in ruolo 2018/19. A queste vanno poi sommati i 56.564 posti, tra organico di fatto e deroghe di sostegno da attribuire con incarichi al 30 giugno, la cui ritardata attivazione ha avuto ripercussioni molto negative sull’ avvio dell’anno scolastico, tanto che ancora a novembre molte classi e molti studenti erano privi dei docenti in cattedra.

Assemblee-Sindacale Fase TransitoriaLiceo Tasso 26 Febbraio2018

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Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione

Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione
ADERISCI!
#RestiamoUniti

Promotori:
Sindacati: FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda Unams, SNALS Confsal, COBAS, Unicobas Scuola e Università.
Associazioni: Associazione Nazionale “Per la scuola della Repubblica”, ACLI, AIMC, ANDDL, ASSUR, CIDI, MCE, UCIIM, IRASE, IRSEF IRFED, Proteo Fare Sapere, Associazione Docenti Art. 33, CESP, Associazione “Unicorno-l’AltrascuolA”, “Appello per la scuola pubblica”, Autoconvocati della Scuola, Gruppo No Invalsi, Link, Lip scuola, Manifesto dei 500, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Unione degli Studenti, Uds, Udu.

COME ADERIRE
Chi intende aderire all’appello può farlo inviando una mail al seguente indirizzo
restiamouniti1@gmail.com

attachments: appello-contro-autonomia-diff-150219-ver4