DDL Semplificazioni: ci finisce anche la scuola. Tra emendamenti e relazione tecnica un groviglio normativo. Turi: blocco dei 5 anni e proroga Gae pessima demagogia


Una irresponsabile sottovalutazione della questione o il presupposto per nuovi tagli.
La scuola si governa con la condivisione e  il dialogo, non con i divieti e il dirigismo.
La continuità didattica è un valore condiviso che non si raggiunge con i divieti e gli obblighi,  studenti e famiglie lo sanno bene,  – commenta il segretario generale della Uil scuola, Pino Turi  – ma con strumenti contrattuali che hanno dimostrato di essere molto più efficaci dei divieti che portano ai contenziosi.
L’obbligo, generalizzato per legge, di permanenza di cinque anni sul posto assegnato, è frutto di propaganda e demagogia, di chi la scuola non sa neanche cosa sia. 
Poi la propaganda si sgonfierà, come è già stato in passato, e resteranno i problemi.  “””Come sempre l’azione della UIL Scuola sarà definita in risposta alle scelte che il Governo  vorrà attuare, e sarà basata sull’esigenza prioritaria di rappresentanza del personale e di difesa del modello di scuola laico, statale, autonomo.””””””

Prorogare l’aggiornamento delle Gae,...(continua)

Per questo il ritorno alla rilegificazione….(continua)

Il DDL semplificazioni, …..(continua)

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Buona Scuola: i decreti attuativi della riforma

Per dare seguito a numerose richieste e quesiti parliamo dei decreti attuativi previsti per delega dalla Legge 107, quella legge non voluta, quella legge che va cambiata e migliorata se non annullata.

Il Governo ha esercitato otto delle nove deleghe previste dalla riforma approvata a luglio 2015. La nona riguardava la revisione del Testo unico sulla scuola per la quale è previsto un disegno di legge delega specifico e successivo.

  • Ecco il dettagli delle novità più rilevanti introdotte nella scuola italiana con i decreti attuativi:
    Le nuove regole per diventare insegnanti.
    I prof. per gli alunni disabili –
    La scuola da 0 a 6 anni.
    La nuova istruzione professionale.
    Risorse per il diritto allo studio
    Dal 2019 nuova maturità.
    Più docenti all’estero.
    Un piano per promuovere il Made in Italy.

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Incontro al MIUR. Assegnazioni provvisorie docenti posto comune su sostegno. Fumata nera.

Assegnazioni provvisorie docenti classi comuni su sostegno. Le speranze di migliaia di “”persone””. Nessuna risposta Ufficiale. Da indiscrezioni pare che il Governo non adotterà deroghe.                     Noi continuiamo a sperare su un ripensamento dell’ultima ora.     Ogni altro commento è fuorviante…questo accade allorché la politica mette le mani su materia delicata: la scuola pubblica, statale ,libera, garantita dalla costituzione, eppure…ci associamo ai desiderata di moltissime persone ancor prima che docenti, auguriamoci che il Governo non renda difficili provvedimenti facili…anche xchè sempre di docenti abilitati, trattasi e molto esperti nel campo difficile dell’insegnamento.                                       salvo mavica, segretario generale territoriale Uil Scuola città metropolitana Catania

Comunicato stampa
Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal della Sicilia in data odierna hanno ottenuto per il tramite delle segreterie Nazionali un incontro presso il Miur con la Dott.ssa Rosa De Pasquale capo dipartimento per l’istruzione.
L’incontro si è reso necessario dopo la totale chiusura della trattativa regionale conclusasi con l’atto unilaterale a firma del Direttore Regionale che non permesso deroghe di alcun tipo.
La gravosa condizione dei Docenti siciliani in relazione alle pesanti ricadute del piano straordinario di assunzione della legge 107 ha alimentato la dolorosa emigrazione degli stessi verso le province del nord Italia.

 

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UILSCUOLA, Pino Turi: pronti alla mobilitazione per uscire da un’impasse insostenibile

Mentre si plaude all’inclusività del sistema di istruzione italiano, cresce il disagio nelle scuole20150505_095734

Turi: pronti alla mobilitazione per uscire da un’impasse insostenibile
UIL: sugli organici si gioca la partita del rilancio.   Una inaccettabile mutazione genetica della scuola italiana che sta vivendo un periodo di profondo disagio dovuto ad una riforma sbagliata – così il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi oggi a Fiuggi nel corso dell’Esecutivo nazionale.

Sugli organici si gioca la partita del rilancio – si legge nel documento approvato – solo la trasformazione dei 25.000 posti dall’organico di fatto a quello di diritto potrà dare i risultati attesi di sostanziale rilancio del sistema. E’ attraverso la determinazione dell’organico che si potrà rimediare agli errori dovuti alla mancanza di un progetto di fattibilità e dare risposte sia in termini di riduzione del precariato sia di riconoscimento agli alunni di una vera continuità didattica.

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Finanziamenti alle scuole private: i regali nascosti nella Legge di Stabilità

Finanziamenti alle scuole private: i regali nascosti nella Legge di Stabilità Turi: serve trasparenza, togliere ogni velo di ipocrisia UIL: c’è poco di ideologico, si trasferiscono risorse verso la scuola non statale e si indebolisce quella statale che con la buona scuola subisce una mutazione genetica sul modello delle private.

Subito e (anche) interamente: è in questo modo che le scuole paritarie, grazie ad una deroga nascosta tra i commi della legge di Stabilità, potranno avere finanziamenti dai privati, in tempi certi e per il 90% dell’importo.

La modifica apportata dalla legge di Stabilità (comma 148-bis) fa sostanzialmente due regali alle paritarie: – rende immediato e diretto il godimento delle elargizioni, saltando tutta la trafila burocratica, che invece rimane per le scuole statali passando prima dal Mef, poi dal Miur e infine con l’assegnazione alle scuole. – Rende di fatto inesistenti i controlli. perché non è prevista alcuna sanzione per il mancato rispetto delle regole della trasparenza dei bilanci e per il mancato versamento della quota del 10% al fondo. ( lettere a e b  dello stesso comma).

Delle scuole statali il Governo non si fida, delle paritarie sì. Più che alzare muri ideologici – mette in chiaro Pino Turi , segretario generale della Uil Scuola – vogliamo togliere veli di ipocrisia.

Che in legge finanziaria siano cambiate le procedure lo conferma la nostra denuncia e preoccupazione. Si sta scardinando il sistema della scuola statale per aprire alle private e finanziarle contro i principi costituzionali che lo impediscono.

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La legge di bilancio e il pubblico impiego

UIL: Nota di commento alla legge di bilancio e al decreto proroga termini 2017 a cura del Servizio Politiche contrattuali Pubblico Impiego.

IN EVIDENZA:

  1. Sul fronte Scuola è iscritto un fondo con autonoma dotazione di 140 milioni di euro per l’anno 2017 e 400 milioni a decorrere dall’anno 2018 da destinare all’incremento dell’organico dell’autonomia di cui all’art. 1, comma 201, della legge 107/15.
  2. Nell’ambito delle politiche di alternanza scuola – lavoro, al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datori di lavoro privati con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in apprendistato, è riconosciuto, per un periodo massimo di trentasei mesi, l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro. Tale esonero spetta ai datori di lavoro che assumano a tempo indeterminato, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, studenti che abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola – lavoro o che abbiano svolto periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato di alta formazione.
  3. L’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni è prorogata al 31 dicembre 2017.
  4. Le università possono prorogare fino al 31 dicembre 2017, con risorse a carico del proprio bilancio e previo parere favorevole del dipartimento di appartenenza, i contratti di ricercatori a tempo determinato in scadenza prima della medesima data, i cui titolari non hanno partecipato all’abilitazione scientifica nazionale.
  5. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020 (non più così dal corrente a.s. 2016/2017), l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto può avvenire esclusivamente a seguito del conseguimento del titolo di abilitazione.

Il commento dei due provvedimenti

La legge di bilancio approvata agli inizi del mese passato si è collocata in discontinuità con le precedenti leggi finanziarie, infatti notevoli sono stati i passi in avanti su svariati settori e una luce, finalmente, si è intravista anche per il pubblico impiego dopo “sette anni di vacche magre”.
Oltre all’accordo siglato lo scorso 30 novembre che ha l’obiettivo principale di riequilibrare gli assetti della regolamentazione del rapporto di lavoro alle dipendenze della P.A. tra normativa e contrattazione, il Governo con questa manovra apre il portafoglio e stanzia così le prime risorse utili a rispettare l’impegno preso con le parti sociali, ossia assicurare un incremento contrattuale a regime dell’attuale tornata non inferiore a 80€. Dopo gli anni del blocco della contrattazione nel pubblico impiego si gettano, quindi, le basi per tornare a sedersi ai tavoli dei rinnovi contrattuali. Il fondo, inoltre, consentirà, a decorrere dal 2018, nuove assunzioni a tempo indeterminato nelle amministrazioni statali. Nuovi finanziamenti sono stati previsti per la Scuola onde destinarli all’incremento dell’organico dell’autonomia di cui alla legge 107. E ancora certamente positiva la promozione, tramite esonero contributivo, delle assunzioni a tempo indeterminato facenti seguito a percorsi di alternanza scuola lavoro. Vengono stanziate, poi, risorse al fine di incentivare le attività di ricerca di docenti e ricercatori delle università statali. Una legge, insomma, che, in controtendenza, non chiude i cordoni della borsa.
Sul finire del 2016 è stato poi depositato il c.d. Mille-proroghe, il quale ha confermato la via indicata dall’accordo sul Pubblico Impiego e, in particolare, ha riservato la sua attenzione all’esigenza di tutela occupazionale di tutti quei precari della pubblica amministrazione che vedevano il loro rapporto di collaborazione minacciato dalle scadenze stabilite dalla nuova disciplina dei rapporti di lavoro. Ma non solo! Non possono che apprezzarsi sia la proroga della validità delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato già banditi sia la riconosciuta possibilità di nuove assunzioni per le P.A., riservandone una quota al personale precario già in servizio, per far fronte ai diversi fabbisogni di risorse umane.

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Oggi pomeriggio l’incontro con il ministro Fedeli

Oggi pomeriggio l’incontro con il ministro Fedeli.

Turi: il contratto deve correggere gli errori della legge.                                                               UIL: abbiamo un accordo con il Governo per questo,   partiamo da qui.

«E’ il contratto che deve modificare gli errori della legge. Abbiamo un accordo con il Governo per questo, Partiamo da qui» E’ questa in sintesi la posizione della Uil scuola illustrata oggi dal segretario generale, Pino Turi, nel colloquio con il ministro dell’istruzione Fedeli.

Un incontro franco, durato una mezz’ora. Nessuna ‘lista della spesa’ per la Uil Scuola, ma la definizione di un metodo di lavoro all’insegna della correttezza e della disponibilità, concordato con il ministro  –ben orientato e determinato a risolvere concretamente i problemi,  osserva Turi –  che ha dichiarato la propria volontà di ricucire un rapporto positivo con il mondo della scuola.

Mobilità (chiamata diretta), utilizzo del salario accessorio (bonus docenti), valutazione del personale docente e dirigente, formazione: sono le materie che la legge ha sottratto alla contrattazione e ad essa vanno ricondotte. Riguardano tutti i lavoratori della scuola: dirigenti; docenti; personale ATA che rappresentano l’elemento costitutivo della scuola dell’autonomia.

Bisogna ristabilire gli equilibri dei rapporti decisionali, in funzione delle norme costituzionali, tra organi monocratici e organi collegiali della scuola. Questo – aggiunge Turi – è il nucleo della questione.

Il contratto – ribadisce Turi – deve agire su questi temi che hanno ricadute sul lavoro delle persone e riflessi diretti sull’efficienza del sistema scolastico.

Riguardo poi all’attuazione delle deleghe previste dalla legge 107, attraverso sinergie, condivisioni ed anche una eventuale proroga dei termini, si potranno individuare gli strumenti  utili per la soluzione dei problemi aperti, come quello del reclutamento che resta l’obiettivo fallito della legge stessa.

TUTTI IN RUOLO!!!

Le vicende  degli ultimi tempi, di questi giorni e di queste ore impongono più che mai una riflessione.
Docenti ed ATA bistrattati e costretti all’impossibile. I precari ancora di più!!!!!                         Alcuni deportati dalle più disparate località d’Italia
 Altri negati di un diritto riconosciuto dalla stessa Unione Europea.
 Altri,  dopo la fatica di aver studiato e vinto un concorso accorgersi che non ci sono posti.   Si potrebbe andare avanti riga dopo riga raccontando la sorte e la vita di chi è persona vera.
Proprio del fatto che si tratti di persone qualcuno sembra averlo dimenticato. Ecco allora che è necessario riportare la questione alla sua origine naturale. Partire dalle persone e dai loro diritti, fra i quali il lavoro e la vicinanza alla famiglia. Anche se utile fa ridere la soluzione tampone di allargamento delle assegnazioni provvisorie.

E’ necessaria una forte azione sindacale reclamata a gran voce da parte di tutti i lavoratori del comparto scuola reclamando il diritto di rappresentanza.

La riconduzione sul binario dei diritti e della  morale affinché tutti coloro che da troppo tempo aspettano possano finalmente dire SIAMO TUTTI IN RUOLO.

salvo mavica, segretario generale territoriale ulscuola Catania

ORGANICO DELL’AUTONOMIA | Emanata la circolare Siamo al Bignami della 107 .

ORGANICO DELL’AUTONOMIA | Emanata la circolare

Siamo al Bignami della 107.

Punti critici: nessun riferimento agli organi collegiali e alla vera autonomia scolastica. La nota del ministero sull’organico dell’autonomia si pone come nuova frontiera pubblicitaria della Legge 107, con valore meramente politico e propagandistico, più che un possibile strumento di supporto alle istituzioni scolastiche. Di contro, le nostre osservazioni non possono che avere valore di merito. Per la Uil Scuola il documento rappresenta, ad inizio di anno scolastico, un ulteriore tentativo per dire che tutto va bene. La situazione nelle scuole è diversa. Qui siamo al Bignami della 107.

Pagine intere per dire che la normativa, relativa all’esonero e al semiesonero dei docenti vicari del capo d’istituto, è abolita.  Lo sforzo maggiore della nota sembra tutto orientato a dimostrare l’unitarietà dell’organico dell’autonomia e la centralità dell’autonomia scolastica nelle scelte da adottare.

Ma, questi due obiettivi, ancorché importati, sono contraddetti pesantemente dalla nota stessa:

manca un riferimento chiaro e forte ai compiti, alle funzioni e alla centralità degli organi collegiali;

manca il riferimento alla normativa sull’autonomia scolastica (il DPR n.275/99).

dire che è possibile nominare i supplenti solo per la sostituzione dei docenti impegnati su ore curricolari, equivale a sancire la separatezza e il peso diverso che si assegna all’organico dell’autonomia, sancendone la divisione in due organici. Il primo di seria A, il secondo di B. 

Mentre il ministero cerca di enfatizzare i pregi della legge del Governo sulla scuola, come se fosse la panacea di tutti i mali del nostro sistema di istruzione, nella scuola, quella reale, restano tutti i problemi di gestione del personale che avranno ricadute pesanti sul buon funzionamento delle scuole stesse. Appare comunque utile e proficuo il richiamo al rispetto delle disposizioni normative e contrattuali e delle prerogative sindacali per risolvere le tante complicazioni in atto nelle scuole e per aprire una nuova stagione di confronto costruttivo che coinvolga anche il livello della gestione concreta.

  1. La nota mostra dunque tutti i suoi limiti lasciando molti problemi aperti che vanno (ri)assunti in un confronto con il ministro a cui abbiamo chiesto un incontro specifico.
  2. A questo proposito sarebbe meglio riconoscere ai singoli dirigenti la decisione della sostituzione. Si danno responsabilità nuove e si negano le vecchie.

nota-2852organico-autonomia-050916

Salvo mavica, segretario generale territoriale uilscuola Catania

 

Individuazioni per competenze docenti scuole del primo ciclo. Art.1 comma 82 della legge 107/2015. Ambiti città metropolitana Catania

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la SiciliaUfficio VII – Ambito territoriale di Catania

Catania, 25 agosto 2016

Oggetto: Individuazioni per competenze docenti scuole del primo ciclo. Art.1 comma 82 della legge 107/2015.    Si pubblicano sul sito web http://www.ct.usr.sicilia.gov.it, a chiusura delle operazioni di competenza di quest’Ufficio, gli elenchi dei docenti del primo ciclo d’istruzione che, assegnati su ambito territoriale dopo la fase B-C-D dell’art. 6 del CCNI sulla mobilità per l’a.s.2016/2017, sono stati individuati per competenze nelle istituzioni scolastiche come previsto dalla legge 107/2015 art.1 comma 82.                   Il dirigente Emilio Grasso

elencoDocenti Infanzia per ambito

elencoDocenti Primaria per ambito

elencoDocenti secondaria I grado -2

 

Il prototipo del reclamo che la Uil Scuola ha predisposto C/o i propri iscritti ricorrenti.

Al solo scopo di pensare e di  volere essere un sindacato “utile” rendiamo pubblico e disponibile il prototipo del ricorso che immaginiamo possa rappresentare la gravità dell’attuale momento epocale che vive tutto il mondo della scuola, di arginare disparità di trattamento ed ingiustizie  nei confronti della “forza”” nuova;  i docenti neo immessi in ruolo che piuttosto di essere messi nelle migliori condizioni per  apportare nuova e competente linfa vitale per il rinnovo e proseguo della formazione e istruzione degli studenti, vengono inesorabilmente quanto indifferentemente , ulteriormente vessati.      Prendere o lasciare, essere scelti, scarsa considerazione…invero cittadini o sudditi?….non ci stanchiamo mai di ripeterlo, di ribadirlo, di cercare soluzioni,   di invitare tutti ad essere uniti coesi, presenti, propositivi, universali, socialmente altruisti nella convinzione che non funziona più il sistema egoistico dei pochi poiché adesso i problemi sono diventati dei molti.  Scusate lo sfogo, ma è talmente lo sdegno che non si riesce a stare zitti, tanta è la voglia di dirla tutta ed in chiaro. Perché ci esprimiamo con tanta amarezza? Presto detto: poiché ci immedesimiamo e facciamo nostro il disaggio, i dolori, i problemi che quotidianamente vengono rappresentati e affidati da tantissime brave, persone, bravi docenti che altro non hanno che la speranza e l’aspirazione ancor prima di avere il “posto fisso” di potere esercitare la mission che hanno scelto come proprio scopo di vita e collaborare e rendere attuata la prerogativa di cittadini, di persone libere, di gente di cultura, che ama la cultura ma sopratutto che spera di poterla trasmettere e contribuire per  foggiare le nuove leve, i nostri figli, i nostri nipoti. Scusate, vi sembra cosa da poco? ed i politici? nisba! e il Primo Ministro, non eletto democraticamente? alla fine salverà sicuramente qualcuno, certamente non il popolo sovrano. Dalla segreteria territoriale della Uil Scuola di Catania, salvo mavica, segretario generale.

Alla Direzione Regionale della………………
Ambito Territoriale di………………………………………

(da inviare tramite pec o raccomandata)

Oggetto: Reclamo avverso gli esiti dei movimenti interprovinciali della scuola infanzia/primaria per l’a.s. 2016/17. Richiesta chiarimenti scritti
Richiesta di accesso agli atti legge 241/90 e successive modifiche ed integrazioni

“”””La scrivente Segreteria Territoriale della UIL SCUOLA di ________________ preso atto della pubblicazione dei movimenti interprovinciali relativi alla scuola dell’infanzia/primaria rileva una forte incoerenza tra l’applicazione della normativa e i dati pubblicati. Difatti, analizzando le domande proposte dai propri iscritti e la conseguente pubblicazione dei movimenti non si è in grado di comprendere in alcun modo come l’algoritmo sia stato applicato avendo generato, invero, una serie di eclatanti anomalie con la conseguenza di trasferimenti incoerenti rispetto alla situazione personale dei lavoratori e l’assegnazione effettuata in sede di movimenti. In allegato, si riportano le dichiarazioni dei lavoratori e le singole situazioni soggettive per le quali si chiede di acquisire i relativi dati e il criterio logico – giuridico percorso dall’Amministrazione per la determinazione della sede di trasferimento interprovinciale, con particolare riferimento alle modalità ed i criteri applicati in comparazione con le domande presentate anche dagli altri lavoratori, ai punteggi di comparazione ed infine in coerenza con la disciplina prevista dalla CCNI sulla mobilità per l’a.s. 2016/2017. Pertanto, ai sensi e per gli effetti della legge 241/90 e successive modifiche ed integrazioni si chiede in nome e per conto dei propri iscritti:(indicare nome e cognome e codice fiscale) (sede di attuale servizio) (sede di trasferimento) con punti ___________ (*)Docenti per l’infanzia/primaria/sostegno con contratto a tempo indeterminato aspiranti alla mobilità professionale per l’anno scolastico 2016/2017 , vista la pubblicazione dei movimenti della scuola d’infanzia/primaria in data…………………………, non avendo ottenuto il trasferimento interprovinciale o non avendo ottenuto il trasferimento nel primo (o nei primi) ambito richiesto, ovvero essendo stati trasferiti in altra sede in modo del tutto incoerente in relazione alla domanda presentata e al proprio punteggio CHIEDE di acquisire con facoltà di estrarne copia del resoconto del movimenti con particolare riferimento al percorso logico – giuridico che ha condotto il lavoratore al trasferimento nella provincia /ambito secondo i dati sopra riportati in modo del tutto incoerente rispetto alla normativa vigente, alfine di poter conoscere la corretta applicazione della normativa di cui al CCNI INVITA E DIFFIDA L’AMMINISTRAZIONE nell’eventualità in cui nella procedura di trasferimento si accerti un anomalia ovvero l’impossibilità di chiarire i criteri logico –giuridici applicati in modo trasparente ed accessibili ai lavoratori a causa della non corretta applicazione dell’algoritmo sui trasferimenti che siano rettificati i movimenti e vengano attribuiti i diritti spettanti ai singoli lavoratori AVVISA che in difetto di un positivo riscontro la scrivente OO. SS. si riserva fin da ora di adire le vie legali per la tutela dei diritti dei singoli lavoratori.  Distinti saluti
Si allegano le denunce dei singoli lavoratori “””””””

omissis

 

 

 

INSEGNANTI, AMBITI E SCUOLE.

Insegnanti, ambiti e scuole
La scheda di dettaglio della Uil Scuola 
sulle indicazioni operative del Miur
Sono 43 i criteri definiti dal Miur per la scelta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici : confermato il conferimento degli incarichi triennali, e non sono neanche criteri e titoli vincolanti.
Sostanzialmente, come anticipato dalla Uil scuola, l’elenco dei requisiti (Allegato A) è meramente esemplificativo e i dirigenti, nella loro autonomia, possono non tenerne conto e farne valere altri. Siamo alla più completa anarchia.
Questo in sintesi quanto prevede la nota ministeriale n.2609 del 22 luglio 2016, pubblicata oggi.
Come è organizzata la procedura?
La procedura di individuazione dei docenti predisposta dal Miur consta di due fasi:
a)     La prima per l’individuazione dei docenti da assegnare alle scuole, sulla base dei criteri definiti dai dirigenti scolastici;
b)     La seconda per l’assegnazione alle scuole da parte degli Uffici scolastici provinciali dei docenti non scelti nella prima fase o che non hanno presentato domanda, ovvero in caso di inerzia del dirigente.
Che succede nella prima fase?
Nella prima fase i dirigenti indicano da tre a sei criteri, in ordine di priorità, sulla base delle competenze richieste per l’individuazione dei docenti, anche attraverso l’utilizzo di un elenco esemplificativo di criteri riportati nell’Allegato A.
Successivamente, pubblicano gli avvisi con l’elenco dei posti disponibili nella scuola. Per ciascun posto l’avviso deve specificare i criteri individuati, le modalità e i termini di scadenza per la presentazione delle candidature da parte dei docenti interessati.
In caso di inerzia da parte del dirigente, quindi in caso di mancata pubblicazione dell’avviso, i posti saranno assegnati dall’Usr.
Come avviene la scelta dei docenti?
La scelta dei docenti da parte del dirigente avviene attraverso l’esame della corrispondenza dei curricula dei docenti inseriti nell’ambito, partendo da quelli che hanno presentato la propria candidatura, secondo i criteri fissati nell’avviso. 
(Ndr: non si capisce se é obbligato a prendere quelli che si sono candidati oppure prende chi vuole) 
Ma è previsto anche il colloquio?
Sì, i dirigenti, ai fini della scelta, possono procedere anche attraverso il colloquio, o in presenza o in remoto (videochiamata o Skype).
Che scadenza è prevista?
Gli avvisi delle scuole vanno pubblicati a partire:
–         dal 29 luglio: Infanzia e primaria
–         dal 6 agosto: Scuola secondaria di primo grado
–         dal 18 agosto: Scuola secondaria di secondo grado
E dopo gli avvisi?
Successivamente, le scuole comunicano formalmente via mail ai docenti individuati la proposta di incarico.
Dopo l’accettazione formale, via mail, da parte del docente, la scuola dà atto dell’individuazione utilizzando l’esclusiva funzione ‘individuazione per competenze’ del Sidi:
o    il 18 agosto (Infanzia, primaria e primo grado)
o    il 26 agosto (Secondo grado)
L’assegnazione é esecutiva solo dopo l’accettazione del docente.
Ma i docenti quando possono presentare il curriculum?
Sempre per la prima fase i docenti possono caricare nell’apposita sezione di ‘Istanze on line’ il proprio curriculum vitae:
·        dal 29 luglio al 4 agosto: infanzia e primaria
·        dal 6 al 9 agosto: primo grado
·        dal 16 al 19 agosto: secondo grado
E dopo il curriculum?
Possono presentare la propria candidatura ad una o più scuole dell’ambito, evidenziando la classe di concorso di titolarità e il possesso dei requisiti richiesti dalla scuola. 
L’invio della candidatura dovrà avvenire per e-mail e costituisce preventiva dichiarazione di disponibilità ad accettare la proposta di incarico. 
In presenza di più proposte, i docenti optano per la scuola di loro gradimento.
E’ la scuola che sceglie il docente?
No. La scuola pubblica l’avviso. Il docente decide di aderire o meno.
Cosa accade ai docenti non scelti?
Nella seconda fase i docenti non assegnati ad alcuna scuola, o perché non scelti o perché non hanno presentato domanda, sono assegnati d’ufficio da parte dell’USR ad una scuola dell’ambito.
Possono i docenti titolari di un ambito candidarsi per scuole di altro ambito territoriale?
No. Possono solo chiedere ed essere assegnati ad una scuola che ricada nell’ambito di cui si é titolare.
Finalmente, al termine delle due fasi i docenti assegnati alle scuole devono sottoscrivere l’incarico triennale.    

……e chi più ne ha più ne metta….. conviene restare inermi e inerti? No! io non ci sto!

salvo mavica, segretario generale territoriale Uil Scuola città metropolitana Catania

ALTRO DURO ATTACCO, ALTRO DURO COLPO ALLA SCUOLA PUBBLICA

Il conflitto tra falchi e colombe porta a scelte che danneggeranno gli insegnanti e  la scuola.  
Pino Turi :  la scuola deve essere fuori dal terreno dello scontro politico
Una vicenda politica che finisce nelle maglie dell’amministrazione. Termina così, in mano ai funzionari ministeriali, la questione legata al passaggio degli insegnanti dagli ambiti alle scuole.
I risultati di quello che doveva essere un impegno politico – commenta il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi –  sono diventati punti da scrivere con poca cura delle conseguenze.
Contrariamente a quanto sembrava assunto in un primo momento – mette in evidenza il segretario della Uil Scuola –  il ministro ha deciso di superare di netto il lavoro svolto in sede di contrattazione.
Un accordo difficile, raggiunto per il 90%. Si è ceduto allo scontro ideologico.
Sarà stata una decisione sofferta.  Dopo tre giorni, il duro conflitto tra i falchi e colombe politiche e ministeriali, ha determinato la scelta dello scontro con il sindacato.
Ancora una volta si è voluto privilegiare lo scontro politico, piuttosto che una scelta mediata e meditata che avrebbe fatto bene alla scuola, di ciò il ministro ne porta tutta la responsabilità.
Per parte nostra metteremo in campo ogni azione per contrastare questa deriva autoritaria della scuola pubblica italiana che, ormai è chiaro,  è terreno di scontro politico.
Un destino che la scuola e il personale non merita. E’ al personale che noi vediamo, con l’attenzione dovuta, per salvaguardarne la dignità e la professionalità che le scelte di oggi mettono in forte discussione.
Aver deciso di lasciare alla libera determinazione delle 8.500 scuole, ogni azione di passaggio dagli ambiti, ci sembra una sorta di scaricabarile che ricadrà sui dirigenti scolatici, anche quelli che avrebbero voluto norme chiare condivise, applicabili e di buon senso.
Sulla base degli testi che avremo modo di approfondire, decideremo, unitariamente, le azioni da adottare per la tutela della libertà di insegnamento, di apprendimento e la dignità dei docenti.

Insegnanti, ambiti e scuole

CT, 13 luglio 2016          INFORMATICONUIL

Insegnanti, ambiti e scuole Domani nuovo incontro politico. Nuovo confronto politico sulla questione dell’assegnazione dagli ambiti alle scuole del personale docente. E’ fissato infatti per domani mattina alle 8.30 l’incontro con i segretari dei sindacati scuola. Un tema importante sul quale sono al lavoro da settimane i funzionari del Miur e i sindacati scuola per superare le rigidità introdotte dalla legge.

Nessuno chiama nessuno: era stato il commento a caldo del segretario generale della Uil scuola, Pino Turi,  al termine della lunga riunione politica che aveva portato nella notte di giovedì alla firma dell’intesa con il sottosegretario Faraone.

Firma che diventava bussola di lavoro per mettere a punto l’articolato che regolerà i passaggi da ambito a scuola per il prossimo anno scolastico.

Così non è stato, invece. Al punto che ieri, di fronte ad un testo che non recepiva quanto disposto nell’intesa, i sindacati hanno interrotto le trattative. Ora la nuova convocazione. Domani sarà negoziato vero per il rispetto di quei principi già assunti come condivisi. 

Contratti del pubblico impiego: firmato oggi l’accordo quadro per andare ai rinnovi. Turi: passo importante. Puntiamo a un contratto vero, deciso dalle parti Uil: non sarà un contratto per adesione. Per la scuola siamo pronti al negoziato vero. Fermi da sette anni, i contratti del pubblico impiego, tornano ad essere oggetto di negoziato con la firma del contratto collettivo quadro all’Aran. La firma di oggi è un passo importante e atteso da tempo. Il sindacato ha mostrato serietà e concretezza. Puntiamo ad un contratto vero – commenta Pino turi, segretario generale della Uil Scuola – deciso dalle parti. Non sarà un contratto per adesione – aggiunge, delineando la direzione che la Uil Scuola intende dare alla trattativa. Siamo pronti ad un negoziato vero. Il contratto che sarà firmato non sarà un modello precompilato cui apporre una firma ma un testo su cui ci sarà accordo tra le parti. Per un contratto che sia tale occorrono tre requisiti indispensabili: riconoscimento reciproco; risorse adeguate; superamento delle barriere legislative che  impediscano il libero confronto. Nel settore della scuola  – continua Turi – il negoziato per il rinnovo contrattuale sarà l’occasione per modificare attraverso la modalità pattizia gli errori della legge per quanto riguarda il rapporto di lavoro, così come definito dalla sentenza della Corte costituzionale. Il negoziato – aggiunge il segretario generale della Uil Scuola –  è un metodo che funziona e fa funzionare il sistema. E’ la contrattazione la strada per trovare soluzioni di buon senso e creare vera modernizzazione. Con questo spirito, laico e riformista, oltre che con equilibrio, affronteremo il rinnovo del contratto nazionale. Ci aspettiamo altrettanta disponibilità e buon senso: sarà il contratto a trovare gli equilibri sia economici che giuridici necessari per il buon funzionamento del sistema. Accordo che – conclude Turi –  funzionerà al meglio solo se il personale sarà motivato a lavorare in un sistema di istruzione, fondato sulle scuole dell’autonomia, che lo riconosca e lo valorizzi.

 

 

 

Assegnazione dei docenti da ambito a scuola: interrotta la trattativa

Assegnazione dei docenti da ambito a scuola: interrotta la trattativa
Tavolo inadeguato. I sindacati chiedono di rispettare l’accordo politico.

Non parte bene il tavolo contrattuale riunito oggi al Miur per dare seguito all’accordo politico sottoscritto venerdì 6 luglio tra il sottosegretario Faraone e i sindacati scuola.
L’Amministrazione, contrariamente agli impegni assunti in sede politica, vorrebbe dare la facoltà ai dirigenti scolastici di chiamare i docenti andando oltre le candidature presentate dagli stessi.
Tutto ciò non rispetta i termini dell’accordo politico e modifica inoltre sostanzialmente il contenuto della bozza consegnata ai sindacati nell’incontro di giovedì scorso. 
Si tratta di un cambio delle carte in tavola assolutamente inaccettabile, che fa venir meno le garanzie di imparzialità delle procedure concordate a livello politico.
Perché sia possibile una ripresa del confronto, si rende indispensabile un chiarimento in sede politica, che ripristini le necessarie condizioni di reciproca affidabilità, a partire dall’assoluta coerenza dei comportamenti con quanto si è concordato.

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12 luglio 2016
COMUNICATO SINDACATI SCUOLA – FLC CGIL – CISL SCUOLA – UIL SCUOLA – SNALS

Periodo di prova e formazione dei docenti: esito udienza in Consiglio di Stato

Periodo di prova e formazione dei docenti: esito udienza in Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato con ordinanza del 24 giugno 2016 si è pronunciato sul ricorso proposto da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal e GILDA-Unams in merito al periodo di prova e formazione del personale docente neo assunto o che abbia ottenuto il passaggio di ruolo, sconfessando la tesi del TAR Lazio, secondo la quale la questione avrebbe dovuto essere sottoposta al giudice del lavoro, e confermando che la  materia rientra nell’ambito della giurisdizione del giudice amministrativo. Infatti, nel provvedimento del Consiglio di Stato si legge chiaramente che: “diversamente da quanto ritenuto con l’ordinanza impugnata, sembra sussistere la giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo, avuto riguardo alla avvenuta impugnazione di atti che dettano criteri generali in ordine all’espletamento del periodo di prova”.
Relativamente al merito, il Consiglio di Stato, tuttavia, non ha ritenuto di poter assumere una decisione immediata in fase cautelare facendo riferimento alla complessità della questione nonché all’opportunità che tutti i rilievi sollevati dalle Organizzazioni Sindacali vengano approfonditi nel giudizio di merito dinanzi al Tar Lazio. A questo punto, anche in considerazione di tale esito, si provvederà a richiedere al Tar Lazio una sollecita fissazione dell’udienza di merito affinché siano esaminate con la dovuta attenzione tutte le contestazioni avanzate nei confronti del DM n. 850 del 27 ottobre 2015 con il quale l’Amministrazione ha regolamentato il periodo di prova e di formazione.

RETI DI AMBITO Marcia indietro dell’amministrazione

RETI DI AMBITO
Marcia indietro dell’amministrazione
Ad avviso della UIL è l’amministrazione periferica che avrebbe dovuto predisporre entro il 30 giugno 2016 le condizioni affinché le scuole potessero procedere con i tempi necessari alla costituzione di reti.
Centrale – anche la 107 lo ribadisce – resta la titolarità delle singole scuole di sottoscrivere o meno intese all’interno di un medesimo ambito territoriale anche superandone i confini territoriali( legge 107 art.1 c.70.).
La scuola in rete prefigurata dal Miur non può cedere autonomia all’ ambito con una forzatura interpretativa della legge.
Le reti di ambito, per la UIL, non possono e non devono avere supremazia sulle scuole, bisogna evitare che si crei una nuova filiera governativa non democratica, sostitutiva degli Uffici scolastici territoriali.
Per la UIL inoltre l’autonomia progettuale deve restare in capo alle scuole che possono trovare nella rete di scopo opportunità di potenziamento dell’offerta e sinergie nell’utilizzo delle risorse.
La soluzione alla corretta funzionalità delle reti passa attraverso processi partecipati dal basso, all’interno del riordino degli organi collegiali che dovranno considerare anche queste nuove realtà organizzative.
La UIL nel corso dell’incontro ha chiesto, ai fini della massima trasparenza,che vengano resi noti i nominativi dei componenti del gruppo di lavoro che ha elaborato i documenti allegati alla nota sulle reti e la nota stessa.
Ha chiesto inoltre di conoscere i criteri con cui verranno individuati dall’Ufficio scolastico regionale i 732 docenti da utilizzare nei progetti di interesse nazionale, sulla base del c. 65 art 1 della legge 107, la cui applicazione non è assolutamente condivisa ed è stata fortemente contestata dalla Uil in quanto sottrae risorse professionali all’organico di potenziamento delle scuole. Per la Uil anche questi posti vanno assegnati alle scuole.
La UIL ha posto infine la questione inerente l’informativa sul lavoro delle commissioni incardinate dal Miur per l’attuazione delle deleghe fissate al c. 181.
L’amministrazione prendendo atto delle puntuali osservazioni dei sindacati si è impegnata ad emanare una nota che annulla le previsioni della nota e degli allegati sulle reti, considerandoli contributo documentale, senza prescrittività. Alla riunione hanno partecipato Noemi Ranieri, Pasquale Proietti e Rosa Cirillo.

Costituzione di reti di scuole .
Come preannunciato nella comunicazione conseguente all’ incontro sulle reti scolastiche, richiesto dalle organizzazioni sindacali sulla attuazione dei commi 70 e seguenti della legge 107, il Miur ha inviato, a firma del capodipartimento la nota di chiarimento che riconduce a a mero contributo documentale la nota sulle modalità e i tempi di costituzione delle reti e i connessi allegati per la stipula delle intese.
Su richiesta della UIL nel testo è’ evidenziato che tale processo non può essere rispondente a semplici adempimenti burocratici ma rispondere ai reali esigenze di raccordo e coordinamento tra le diverse scuole.
È superfluo evidenziare che un informativa sindacale preventiva avrebbe evitato all’amministrazione questa brusca marcia indietro , comunque utile ed opportuna.
MIUR.AOODPIT.REGISTRO UFFICIALE(U).0002261.22-06-2016
by segreteria territoriale Uil Scuola Catania.  salvo mavica, segretario generale

ORGANICO DI DIRITTO DEL PERSONALE ATA

INFORMATICONUIL
ORGANICO DI DIRITTO DEL PERSONALE ATA
Confermate le dotazioni dello scorso anno

Nella giornata di martedì 22 giugno 2016 è proseguita l’informativa MIUR sulla definizione della dotazione organica del personale ATA per l’anno scolastico 2016 -2017. Per la UIL Scuola ha partecipato Antonello Lacchei
I rappresentanti del Ministero hanno ribadito il totale di 203.534 posti, fissato dalla legge di stabilità 2015. Nei prossimi giorni verrà comunicato il riparto tra profili che è ancora in via di definizione.
L’organico così previsto avrà una durata triennale con possibilità di adeguamento annuale nei limiti della dotazione complessiva.
La UIL Scuola ha segnalato la necessità di assicurare una gestione trasparente dei posti evitando di esporre il personale ad una situazione di incertezza e di ingiustificata instabilità e ricordato che, come ogni anno,  solo dopo l’emanazione formale dei decreti verrà stabilito l’organico di diritto di ciascuna scuola, utilizzando anche la quota del 3%riservata agli interventi compensativi da gestire a livello di direzioni regionali.
Nel corso della riunione da parte sindacale è stata chiesta la conferma degli oltre 9.000 posti in organico di fatto, indispensabili al funzionamento delle scuole.

Costituzione di reti di scuole.
Come preannunciato nella comunicazione conseguente all’ incontro sulle reti scolastiche, richiesto dalle organizzazioni sindacali sulla attuazione dei commi 70 e seguenti della legge 107, il Miur ha inviato, a firma del capodipartimento la nota di chiarimento che riconduce a a mero contributo documentale la nota sulle modalità e i tempi di costituzione delle reti e i connessi allegati per la stipula delle intese.
Su richiesta della UIL nel testo è’ evidenziato che tale processo non può essere rispondente a semplici adempimenti burocratici ma rispondere ai reali esigenze di raccordo e coordinamento tra le diverse scuole.
È superfluo evidenziare che un informativa sindacale preventiva avrebbe evitato all’amministrazione questa brusca marcia indietro , comunque utile ed opportuna.
MIUR.AOODPIT.REGISTRO UFFICIALE(U).0002261.22-06-2016