21 GIUGNO 2016
AT DI CATANIA: Scuola secondaria di II grado – Dotazione Organica di diritto a.s. 2016/2017
Scuola secondaria di II grado – Dotazione Organica di diritto a.s. 2016/2017
La mobilità del 2016 si ricorderà, probabilmente, per essere stata la più incerta e complicata della storia della scuola pubblica italiana.
L’attuazione delle norme introdotte dalla Legge 107/15 si è rivelata più complessa di quanto pensasse il legislatore. Soprattutto perché nell’introdurre gli ambiti territoriali non si è pensato alle tante “facce” di cui si compongono gli organici della scuola. Dal confronto con i sindacati è così uscito fuori un anno di transizione. Che ha “salvato” gli assunti sino al 2014 e permesso anche a tutti i neo-assunti della Buona Scuola di accedere all’assegnazione provvisoria.
Ora, però, rimane da giocare la partita più difficile: quella della sequenza contrattuale che dovrebbe regolare la chiamata diretta. Le due parti, sindacati e Miur, rimangono lontane. I primi chiedono, visti i tempi ristretti, di posticipare il tutto al 2017 o, almeno, di graduare le posizioni dei tanti docenti terminati negli ambiti. Dall’altra parte, l’amministrazione sinora si è mostrata riluttante a qualsiasi ipotesi che privi i dirigenti di attuare la chiamata diretta senza paletti.
Ne abbiamo parlato con Pino Turi, segretario generale Uil Scuola, tra i sindacalisti in prima linea, in questi ultimi mesi di trattative, per trovare una soluzione favorevole agli oltre 200mila lavoratori coinvolti nella mobilità 2016.
Dopo i trasferimenti, avete portato in porto anche un’altra scommessa che ai più sembrava persa: utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie del 2016 rimarranno immutate, superando quanto previsto dalla Legge 107/15. Come avete fatto a convincere il Miur?
Semplicemente perché si è reso conto dei buoni risultati raggiunti nel primo tempo della mobilità e che il metodo della contrattazione è lo strumento moderno ed efficace per risolvere i complessi processi di gestione del personale: è bene ricordare che stiamo parlando di un milione di persone. La legge è troppo rigida per farlo, con buoni risultati.
Ora, però, arriva la “partita” più difficile: quella della chiamata diretta. O no?
Sì, è il ‘terzo tempo’ della partita mobilità: dobbiamo essere in grado di fare cadere gli steccati ideologici, da ambo le parti e pensare al bene supremo che è quello di fare funzionare al meglio il sistema scolastico.
Cosa vi ha detto il sottosegretario Davide Faraone quando vi siete incontrati?
Che è interessato ad applicare la Legge 107, come sua missione politica. Ma, contemporaneamente, ha lasciato aperto il dialogo e la possibilità di chiudere un accordo sulla sequenza che riguarda il passaggio dagli ambiti alle singole scuole.
Ma perché Faraone non è intervenuto a mediare, come invece fece ad aprile con il contratto sulla mobilità?
A me risulta che la trattativa sia in piedi e quindi vi è lo stesso metodo ed approccio a ciò che ho definito il ‘primo tempo’ di una partita complessa a cui l’onorevole Faraone ha dato un apporto determinante.
Turi, come vi comporterete se, invece, il Miur non volesse venire incontro alle vostre richieste, autorizzando i dirigenti scolastici a scegliere il suo staff di docenti su una parte dei posti vacanti? Anche questa volta ci facciamo trovare uniti. Anche con la Gilda che ha firmato il ‘secondo tempo’ della mobilità, quella annuale. Insieme vogliamo rappresentare gli interessi dei docenti e dei dirigenti, fuori da scontri ideologici; con questo approccio, non possono che prevalere le ragioni della scuola, quella reale e non le scaramucce ideologiche politiche o sindacali che siano.
Ovviamente i contratti si fanno in due e se non ci sarà un accordo, il Miur dovrà agire con provvedimenti unilaterali e noi siamo convinti e i fatti lo confermano, che con le circolari non si governa il mondo complesso della scuola.
Parliamo dell’inizio del prossimo anno scolastico: non le pare che con la chiamata diretta ancora da definire e i trasferimenti che si concluderanno alla vigilia di Ferragosto, c’è il rischio concreto di partire senza tutti i docenti al loro posto?
È proprio ciò che le dicevo prima. Il mondo della scuola è un mondo caratterizzato da una specifica complessità che si è caricata ulteriormente con le procedure della Legge 107 e le risposte non possono essere semplici o semplicistiche. Se si segue il metodo della contrattazione si trovano le mediazioni per un sistema condiviso che (ri)attiva e (ri)motiva tutte le risorse interne alla scuola. Che sono tante. Viceversa, con il sistema burocratico delle circolari, a mio parere si rischia di dare spazio a confusione e ritardi. Che ricadrebbero sul buon funzionamento delle scuole.
Ma perché si finisce ogni anno con il fare lo stesso errore? Gli studenti e le famiglie non dovrebbero valere di più della burocrazia?
È quello che penso. La scuola deve rispondere alle famiglie, agli studenti e solo attivando i sistemi di partecipazione, insiti in sistemi complessi, come quello delle scuole autonome che rappresentano l’offerta formativa dello Stato, è possibile farlo. Molti confondono la scuola con un ufficio pubblico che può essere amministrato con i sistemi burocratici e le circolari che funzionano, anche bene, quando si tratta di procedure, di pratiche. Tutto questo non può essere attuato, però, quando si tratta di milioni di persone: stiamo parlando di dirigenti, docenti, personale Ata, genitori e studenti. Che vanno coinvolte e motivate.
Se la sente di fare una previsione sul regolare avvio delle lezioni a settembre?
Vedrà: il buon senso e la ragione, alla fine prevarranno.
Si è tenuta il 14 giugno l’informativa Miur- organizzazioni sindacali rappresentative della scuola sulle assunzioni della scuola dell’infanzia, attraverso lo scorrimento delle graduatorie di merito del concorso del 2012 e contestuale assunzione dalle GAE. I rappresentanti del Ministero hanno riferito che, in attuazione della legge 62/2016, é in via di emanazione il dm che regola queste assunzioni, per sanare parzialmente una ingiustizia del piano assunzionale della legge 107 che aveva escluso questo personale.
Le assunzioni avverranno in due fasi.
Alla fine dell’intera procedura le graduatorie del concorso saranno soppresse mentre resteranno in vigore le GAE, fino ad esaurimento.
Chi presenterà domanda per partecipare alla procedura di reclutamento, se inserito anche nella GAE ne sarà depennato e dovrà accettare il posto.
Chi non presenta domanda resta inserito nelle GAE.
Gli eventuali posti residui tornano alle GAE.
Coloro che saranno assunti nella fase regionale verranno automaticamente depennati dalla procedura nazionale.
Nelle Graduatorie di merito, da notizie del Miur, risultano oltre 1700 aspiranti concentrati nelle regioni Lazio Campania Abruzzo Calabria Puglia e Sicilia.
I posti – più di 3.000 – si concentrano, invece, nelle regioni Lombardia Emilia e Veneto.
La procedura esclude chi è già di ruolo, , come già nel piano di assunzioni di questo anno con una eccezione per gli insegnanti di religione cattolica.
Il decreto è al vaglio del Gabinetto e i tempi delle domande, che si effettueranno tramite il sistema POLIS, saranno compressi. Si ipotizzano delle date intorno alla fine di luglio ( 29 luglio – 9 agosto ) ma non sono ancora certe.
La UIL scuola apprezzamento e soddisfazione per aver corretto un’iniquità inaccettabile e chiede di assegnare anche a questo settore un organico potenziato per la generalizzazione dell’offerta formativa, la piena attuazione dell’autonomia scolastica e l’eliminazione delle liste d’attesa.
Hanno partecipato Ranieri, Lacchei e Proietti.
BONUS DOCENTI: INVITO AI DIRIGENTI PER UN’INTESA
Pubblicato mercoledì, 15 Giugno 2016
UIL SCUOLA, REITERA LA RICHIESTA AI DS DELLA PROVINCIA ed invita la RSU a rappresentare quanto in parola.
OGGETTO: Intesa bonus valorizzazione merito personale docente (art. 1 comma 128 legge 107/2015).
Con l’introduzione del fondo per la valorizzazione del merito del personale docente (art. 1 comma 126 legge 107/2015) le scuole della provincia, attraverso la costituzione del Comitato di Valutazione, sono chiamate in questo momento dell’anno scolastico alla definizione dei criteri generali a cui attenersi per l’avvio di processi decisionali che porteranno all’assegnazione del bonus da parte dei dirigenti scolastici al personale docente (art. 1 comma 127). In un’ottica di riduzione dei conflitti e del contenzioso all’interno della scuola e ritenendo che le scelte operate dal Comitato di Valutazione contribuiscano al miglioramento dell’offerta formativa e riconoscano impegni e responsabilità assunti in modo differenziato dai docenti della scuola, la scrivente Organizzazione sindacale, nel rispetto dell’art. 1 comma 128 che definisce il bonus ‘natura accessoria’ del salario, in linea con le indicazioni della C.M. 1804/2016 che sottolinea che occorre attivare il “coinvolgimento della comunità scolastica nel suo complesso”, invita i sigg.ri Dirigenti Scolastici ad avviare la procedura per la definizione di un’intesa a livello di singola istituzione scolastica, secondo quanto previsto dall’art. 2 comma 3, dall’art. 40 e dall’art. 45 del D.L.vo 165/01.
Distinti saluti.
salvo mavica, segretario generale territoriale UIL SCUOLA Catania.

Il contratto sulla mobilità ha messo in relazione domanda ed offerta superando la logica dell’algoritmo – mette in chiaro il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi.
Siamo riusciti con un negoziato serio, a scongiurare l’esodo del personale della scuola come nelle peggiori previsioni. Questo anche grazie al contratto sulle assegnazioni provvisorie.
L’analisi dei dati relativi alla mobilità straordinaria di quest’anno mostrano cifre imponenti ma non preoccupanti. E’ meno del 2% lo scarto tra le domande inserite a sistema e quelle effettivamente inoltrate.
Il dato relativo alla scuola primaria mostra che ci sono oltre 18 mila posti residuali dalle operazioni di mobilità della Fase A. Per la scuola secondaria di primo grado i posti sono oltre 14 mila.
Dopo il 1 luglio– aggiunge Turi – avremo un quadro più esatto anche per gli altri ordini di scuola.
Quel che è certo è che una azione sindacale flessibile e basata su scelte concrete ha permesso di fare in modo che alle rigidità della legge del Governo sulla scuola si potesse rispondere con un contratto realizzato ponendo al centro le persone.
Il risultato di scelte non preconcette è quello che raccogliamo oggi, con un numero straordinario di trasferimenti che con ogni probabilità andranno a buon fine con un sistema, non imposto dall’altro, ma messo a punto con la contrattazione. Strumento di assoluta modernità e flessibilità.
Lo stesso approccio va attuato per le altre rigidità normative, introdotte dalla legge 107/2015 che solo se contrattate e condivise, possono evitare il collasso del complesso sistema scolastico.
INFORMATICONUIL, per dovuta quanto opportuna conoscenza, riportiamo qui di seguito la nota MIUR SU “”Bonus DOCENTI”. L’occasione ci consente di raccomandare a tutte le RSU, RSA, Terminali associativi sindacali, Rappresentanti sindacali, ecc. di esigere che i Dirigenti, nella qualità di “parte datoriale” convochino una seduta onde trattare nel metodo e merito tutte le sequenze per assolvere alle incombenze di che trattasi nel modo più legale e confacente, trasparenza ed eguaglianza. Anche i comitati di valutazione, che non sono espressione di rappresentanza datoriale bensì dell’intero consesso scolastico, esercitino il mandato con scienza e coscienza, espressione attiva e garante di tutte le dinamiche didattiche dell’istituzione scolastica. Infine, si riprende l’assunto, che il “”bonus”” da percepire è a tutti gli effetti “”salario accessorio”” e che pertanto oggetto di contrattazione in seno alla RSU. A tale proposito si richiama la nota unitaria sindacale recentemente diramata. Presso la ns segreteria Uil Scuola di Catania è operativo un servizio di consulenza ed assistenza, appositamente istituito, sulle tematiche in parola.
di seguito la comunicazione del MIUR inviata alle scuole:
Con nota del 9 giugno 2016 (di seguito riportata) il MIUR ha comunicato alle scuole l’ammontare della cifra relativa al “Bonus docenti” e chiarimenti applicativi.Oggetto: fondo per la valorizzazione del merito del personale docente – art. 1, commi 126, 127 e 128 della legge 13 luglio 2015, n. 107 – assegnazione della risorsa finanziaria e chiarimenti applicativi.
Si comunica che è stata attribuita a codesta istituzione, per l’anno scolastico 2015-2016, la risorsa finanziaria pari ad euro ************ da utilizzare per la finalità richiamata in oggetto, nel rispetto del vincolo di destinazione previsto dalla legge.
Con successiva nota verrà data comunicazione dell’assegnazione della risorsa finanziaria sul POS, tenuto conto che tale risorsa sarà iscritta su apposito piano gestionale nell’ambito dei capitoli di bilancio di cedolino unico.
In sede di prima attuazione della norma, si ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti tecnici relativamente ai criteri che sono stati utilizzati dalla scrivente Direzione Generale per ripartire il fondo in oggetto tra le istituzioni scolastiche assegnatarie delle risorse.
I commi 126, 127 e 128 dell’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, afferenti la valorizzazione del merito del personale docente, hanno disposto l’istituzione di un apposito fondo presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con uno stanziamento di euro 200 milioni annui a decorrere dall’anno 2016, da ripartire, con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a livello territoriale e tra le Istituzioni scolastiche. Tale somma è destinata a valorizzare il merito del personale docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
Nell’ottica, quindi, di una puntuale attuazione della normativa predetta, con il decreto ministeriale n. 159 del 14 marzo 2016, che ad ogni buon fine si allega alla presente, sono stati determinati, come da previsione legislativa, i criteri generali di riparto del citato fondo.
In particolare, il fondo di euro 200 milioni è stato ripartito in misura dell’80% in relazione al numero di docenti di ruolo in servizio presso ciascuna Istituzione scolastica statale su posti comuni, su posti di sostegno e su posti del potenziamento, nonché con riferimento ai docenti di ruolo di religione.
Si precisa che, ai fini della quantificazione delle risorsa finanziaria da assegnare ad ogni istituzione scolastica in sede di riparto, sono stati considerati tutti i docenti a tempo indeterminato in servizio presso la scuola, ivi compresi i docenti neo-assunti nell’anno scolastico 2015/2016 nonché, nell’ambito di tale ultima categoria, i docenti che sono stati assunti con decorrenza economica differita ma attualmente impegnati con un contratto di supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche. Sono stati altresì presi in considerazione i docenti in part-time, conteggiati in modo proporzionale alle ore lavorate, e i docenti di ruolo degli Istituti statalizzati nell’anno scolastico 2015/2016.
Il restante 20% è stato ripartito sulla base di un indicatore composto che, attraverso specifici sottoindicatori, ha tenuto conto della complessità delle Istituzioni e delle aree a maggior rischio educativo. Più dettagliatamente, per ciascun Istituto sono stati elaborati i seguenti indicatori:
a) la percentuale di alunni con disabilità sul totale degli alunni;
b) la percentuale di alunni con cittadinanza non italiana sul totale degli alunni;
c) il numero medio di alunni per classe;
d) il numero di scuole in comune montano o in piccole isole sul totale delle scuole dell’Istituto.
Da ultimo, si precisa che le risorse in questione, stanziate nell’esercizio finanziario 2016, sono destinate integralmente al fondo per la valorizzazione del merito per l’anno scolastico 2015/2016. Lo stanziamento di 200 milioni, previsto dall’art. 1 comma 126 della legge n. 107/2015, infatti ha carattere pluriennale e consentirà di assegnare stabilmente tali risorse anche nei futuri anni scolastici.
La scrivente Direzione Generale resta a disposizione per ogni ulteriore ed eventuale chiarimento in merito.
IL DIRETTORE GENERALE
Jacopo Greco
Cassazione: per il licenziamento dei dipendenti statali vale lʼarticolo 18, non la legge Fornero
Per il pubblico impiego le garanzie sarebbero quindi intatte, con la reintegra in caso di licenziamento senza giusta causa Il licenziamento del personale del pubblico impiego non è disciplinato dalla legge Fornero, bensì dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Lo afferma la Corte di Cassazione, “all’esito di un’approfondita e condivisa riflessione”, con la sentenza n. 11868 della Sezione Lavoro. L’allora ministro del Lavoro, Elsa Fornero, aveva modificato la disciplina sui licenziamenti mettendo mano sia alla procedura che “precede” il licenziamento sia alla sua giustificazione. La legge 92 (più nota come Legge Fornero) prevedeva anche di equiparare i dipendenti privati a quelli statali. In particolare sanciva che il risarcimento per ogni licenziamento ritenuto illegittimo non fosse più soltanto il reintegro nel posto, e introduceva, in alcuni casi, nuove possibilità, tra cui quella del risarcimento economico. Ora la Cassazione è intervenuta su una questione da tempo dibattuta su cui ci sono state anche sentenze di diverso orientamento. Dal canto suo il Governo, con il ministro della P.A. Marianna Madia, ha sempre tenuto a precisare come l’articolo 18 per gli statali non fosse stato cambiato né dalla legge Fornero, prima, né dal Jobs act, dopo. Per il pubblico impiego le garanzie sarebbero quindi intatte, con la reintegra in caso di licenziamento senza giusta causa. Un trattamento diverso rispetto ai lavoratori privati, sostiene il ministero, perché è diversa la natura del datore di lavoro. Per mettere fine a possibili diverse interpretazioni il governo resta dell’idea di intervenire, da quanto si apprende, con una norma che chiarisca l’esclusione dei dipendenti pubblici dalle nuove regole. La precisazione dovrebbe trovare spazio nel testo unico del pubblico impiego, in attuazione della riforma della P.A. Un impegno in questo senso era stato preso alla fine dello scorso anno da Madia, dopo una sentenza della stessa Cassazione che allora, però, sembrava dire il contrario, ovvero che le modifiche della Fornero valevano anche per gli statali. Ora tutto sia riallinea. Il Jobs Act promosso dal Governo Renzi e il connesso contratto di lavoro a tutele crescenti hanno mandano in soffitta l’articolo 18 per i rapporti di lavoro stipulati a partire dal primo marzo 2015 ma tali novità interessano quindi solo i neoassunti che fanno il loro ingresso in aziende private.
A seguito della richiesta unitaria di avvio di un tavolo politico per affrontare i nodi della sequenza contrattuale sul passaggio da ambito a scuola è svolto un primo incontro con risultati deludenti. La UIL non è disponibile a sottoscrivere alcun contratto che preveda una procedura burocratizzata e non contempli criteri oggettivi di riferimento. All’incontro hanno partecipato Turi, Ranieri, Proietti, Lacchei.
INFORMATICONUIL. Roma 7.giugno 2016
Basta alibi. E’ ora di agire. | Assemblea dei quadri del pubblico impiego.
Uil
Scuola, PinoTuri: Reperire le risorse e mutare i presupposti normativi
(…) E’ arrivato il momento di sfidare il Governo sulla riapertura dei contratti, ma per farlo servono due precisi prerequisiti:
Reperire le risorse per adeguare le retribuzioni di lavoratori sottopagati e demotivati che hanno i loro stipendi congelati al 2010 e che hanno subito una sensibile riduzione del potere di acquisto dei salari. Non si può più accettare che lo Stato utilizzi lo stipendio dei lavoratori della P.A. come una sorta di bancomat da cui prelevare le somme che gli servono.
Mutare i presupposti normativi per liberare la contrattazione da lacci e lacciuoli. Siamo al bivio, la contrattazione ed il sindacato sono riconosciuti e previsti dalla Costituzione. Non siamo noi i pericolosi eversori, siamo quelli che devono rappresentare l’elemento di tutela per i diritti dei lavoratori.
Infine, la legge 107/2015. La contrattazione dovrà essere lo strumento per superare le contraddizioni di una legge sbagliata, fatta senza alcun confronto ed in aperta controtendenza con il percorso normativo fin qui svolto. Andranno risolti i conflitti, tuttora aperti, con i principi costituzionali quali: la libertà di insegnamento e le prerogative degli organi collegiali che sono stati sacrificati sull’altare di un distorto autoritarismo del dirigente che ci riporta indietro nel tempo. (…) By segreteria territoriale Uil Scuola Catania, salvo mavica segretario.
Altra azione sindacale andata a buon fine. Sono stati riconosciuti i diritti negati. Altro aggiustamento a conferma che le nostre tesi sono state sempre corrette: la Legge 107 va cambiata. Per amor del vero siamo contenti che in questo frangente è prevalso il buon senso, il diritto, la legalità. A tutto il personale Ata interessato, i nostri migliori auguri di buon lavoro.Segreteria Territoriale Uil Scuola Catania. salvo mavica, segretario generale.
qui di seguito la nota a firma del Direttore Generale. Oggetto: Contratti di supplenza personale ATA – Proroghe a.s. 15/16
Con nota prot. 15307 del 31/5/2016, che si allega, l’amministrazione centrale ha chiarito che i contratti di supplenza conferiti su posti di organico di diritto possono essere prorogati al 31 agosto 2016 come previsto dall’art.4, comma 1 della Legge 124/99. Si evidenzia inoltre che per le supplenze su posti non vacanti ma disponibili, l’art.1, comma 7, del Regolamento sul conferimento delle supplenze al personale ATA prevede che le supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche possano essere prorogate in tutti casi di pregiudizio per l’effettivo svolgimento dei servizi di istituto. Pertanto le SS.LL. nei casi di effettiva necessità segnalata dai Dirigenti scolastici, potranno concedere l’autorizzazione alla proroga dei contratti, comunque non oltre il 31 Luglio c.a. Si rappresenta la necessità di contenimento della spesa pubblica e si precisa che le operazioni suddette devono essere completate entro il 30 c.m.
DOPO LE SOLLECITAZIONI SINDACALI ed in particolare modo da parte delle segreteria nazionale della Uil Scuola, SI SBLOCCA ANCHE LA QUESTIONE DELLE ASSUNZIONI.
Ancora una volta si avvera quanto anticipato e prospettato da parte della Uil Scuola: il blocco imposto a tutto il comparto del personale ATA, penalizzante, devastante ma ancor più impraticabile, è stato un altro madornale errore da parte del MIUR-GOVERNO.
Lo sblocco delle assunzioni scatta dopo la revisione delle norme che tagliano gli organici ATA, limitano le supplenze brevi e congelano il turn over in relazione al passaggio, PRESUNTO QUANTO ASSURDO, del personale soprannumerario delle province. Quindi, al via sblocco delle assunzioni che si aggireranno intorno alle 5mila unità. La conferma del numero delle assunzioni e dell’estensione delle supplenze sarà data a metà giugno.
Noi non demordiamo mai.
BY SEGRETERIA TERRITORIALE UILSCUOLA CATANIA. salvo mavica, segretario gen.terr.
TUTELA LEGALE PER GLI ISCRITTI
La UIL affianca oltre ad una intensa ed attenta attività sindacale a favore dei propri iscritti anche una specifica tutela legale. Segnaliamo alcun iniziative legali di rilevo a favore dei nostri iscritti:
1) RICORSO RICOSTRUZIONE DI CARRIERA PER LA PROGRESSIONE ECONOMICA.
La tutela legale è destinata a tutto il personale della scuola di ruolo con un’anzianità pre ruolo di almeno 6 anni, difatti sulla base delle recenti decisioni della Corte di Giustizia Europea il servizio pre-ruolo va calcolato interamente ai fini della progressione economica e ai fini giuridici.
2) RICONOSCIMENTO POSIZIONE ECONOMICHE PERSONALE ATA
Il MIUR non ha più corrisposto le posizioni economiche (1^ e 2^) per il personale ATA nonostante siano stati pubblicati gli elenchi del personale che ha maturato il diritto.
3) risarcimento danni per mancato rinnovo del CCNL
Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale il Governo non ha ancora convocato le parti sociali per la firma del nuovo CCNL. Oramai il nostro contratto è fermo all’ultimo aggiornamento del 2007, con un conseguente danno economico per tutte le retribuzioni del personale della scuola.
4) riconoscimento del bonus scuola a favore degli educatori
Il Governo ha illegittimamente stabilito che il bonus scuola di euro 500,00 non debba essere riconosciuto agli educatori ciò in aperto contrasto con il CCNL Scuola.
5) ricorso triennalisti
Nonostante le numerose sentenze a favore dei precari con un servizio superiore a 36 mesi il Governo continua ad utilizzare il personale con contratti di lavoro a tempo determinato in violazione della normativa comunitaria.
6) proroga dei contratti a termine al 31 agosto.
Il personale nominato con un contratto di lavoro a tempo determinato su un posto libero disponibile e vacante ha diritto alla proroga del contratto di lavoro sino alla data del 31 agosto e non sino al 30 giugno.
7) Inserimento in GAE dei diplomati magistrali ante 2001
Anche l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha confermato le precedenti decisioni del Consiglio di Stato. I docenti in possesso del diploma magistrale ante 2001 devono essere inseriti in GAE.
Slitta al 3 giugno la scadenza per le domande della seconda fase della mobilità Uil: in ventimila completeranno la domanda venerdì
92.286 domande inserite a sistema, 74.972 quelle inoltrate: sono questi i numeri della mobilità di giugno, quella delle fasi B, C, D che riguarda i trasferimenti interprovinciali e i neo immessi in ruolo. A leggere i dati si scopre subito che sono quasi ventimila le domande inserite nel sistema e non inoltrate. Questo significa che ci sono almeno ventimila persone che, a distanza due giorni dalla nuova scadenza fissata dal Miur al 3 giugno, hanno la domanda ‘predisposta’ e non ‘inviata’. Un giorno in più perché altrimenti l’invio doveva essere fatto entro domani e la festa della Repubblica rischiava di trasformarsi in un click day. Domani, invece non saranno attive le funzioni di service desk. Venerdì il completamento della procedura riguarderà una persona su cinque fra tutte quelle che hanno fatto domanda. All’appello mancano poi 339 domande di coloro che hanno vinto il concorso e 2.605 domande da parte di quanti sono nelle graduatorie ad esaurimento (GAE). Per questi ultimi, se non presenteranno la domanda scatterà il trasferimento d’ufficio con punti zero.
INFORMATICONUIL L’interrogazione orale: un’interazione necessaria con gli studenti è il patrimonio della nostra scuola Turi: libertà e indipendenza di pensiero, presupposto necessario per qualità istruzione. Inadeguati i paragoni con il mondo anglosassone. Oggi il Ministro se ne ricorda. Finalmente una affermazione che valorizza la nostra scuola e ciò che rappresenta. Quella scuola che, è sbagliato paragonare sempre ad altre esperienze che sono basate su una comunicazione non verbale con il ricorso a test e verifiche scritte. Se ne è ricordata oggi il ministro Giannini – sottolinea Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola commentando le affermazioni del ministro durante una trasmissione radiofonica – che ha ricordato come ‘esporre a voce un argomento, dove non si può copiare e si capisce se un ragazzo è padrone dell’argomento’, è patrimonio della nostra scuola. Un approccio – aggiunge Turi – ben diverso dal patrimonio del mondo anglosassone che privilegia la misurazione delle competenze, piuttosto che l’insegnamento della scuola italiana, tradizionalmente basata sulle conoscenze, sul dubbio e la ricerca che porta all’acquisizione delle competenze. Un insegnamento il cui strumento principale è l’iterazione e la rappresentazione delle realtà e dell’astrattezza concettuale, ma questo è il frutto della tradizione della nostra scuola che non deve essere disperso in un meccanismo di omologazione che purtroppo nel nostro paese per motivazione non sempre nobili, è alla ricerca di paragoni e di modelli che poco o niente sarebbero da imitare. Se continueremo a difendere la nostra inimitabile capacità di insegnamento ed apprendimento – sostiene Turi – a valorizzare l’autonomia scolastica come luogo di libertà ed indipendenza, forse riusciremo a fare un’Europa dei popoli e non della finanza e del profitto.