Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni 2016-2017: LE SCADENZE, LE MODALITÀ DI INOLTRO DELLA DOMANDA, COME PROCEDERE PER L’INOLTRO ON LINE

26 LUGLIO 2016

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni 2016-2017

LE SCADENZE, LE MODALITÀ DI INOLTRO DELLA DOMANDA, COME PROCEDERE PER L’INOLTRO ON LINE 

Nel link le schede da condividere e scaricare

AT DI CATANIA: Utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2016/17 – Ipotesi C.C.N.I. e presentazione domande

25 LUGLIO 2016

AT DI CATANIA: Utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2016/17 – Ipotesi C.C.N.I. e presentazione domande

Pubblicazione nota MIUR n. 19976 e ipotesi di CCNI

Allegati:

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AT DI CATANIA: Indicazioni operative per l’individuazione dei docenti trasferiti o assegnati agli ambiti territoriali e il conferimento degli incarichi nelle Istituzioni scolastiche a.s. 2016/2017

25 LUGLIO 2016

AT DI CATANIA: Indicazioni operative per l’individuazione dei docenti trasferiti o assegnati agli ambiti territoriali e il conferimento degli incarichi nelle Istituzioni scolastiche a.s. 2016/2017

Pubblicazione nota MIUR 2609 del 22/07/2016 e relativo allegato

Allegati:

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Presidio di solidarietà verso gli insegnanti della Turchia

25 LUGLIO 2016

Presidio di solidarietà verso gli insegnanti della Turchia

FLC CGIL – CISL SCUOLA – UIL SCUOLA

MARTEDÌ 26 LUGLIO | ORE 17,30 

Piazza San Martino della Battaglia (angolo via Palestro)
Presidio di solidarietà verso gli insegnanti della Turchia

L’istruzione rende liberi
La libertà d’insegnare la garantisce

I sindacati confederali italiani esprimono solidarietà ai colleghi, agli insegnanti e ai docenti universitari
che in questi giorni sono vittime di azioni restrittive della libertà da parte del governo turco.

INSEGNANTI, AMBITI E SCUOLE.

Insegnanti, ambiti e scuole
La scheda di dettaglio della Uil Scuola 
sulle indicazioni operative del Miur
Sono 43 i criteri definiti dal Miur per la scelta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici : confermato il conferimento degli incarichi triennali, e non sono neanche criteri e titoli vincolanti.
Sostanzialmente, come anticipato dalla Uil scuola, l’elenco dei requisiti (Allegato A) è meramente esemplificativo e i dirigenti, nella loro autonomia, possono non tenerne conto e farne valere altri. Siamo alla più completa anarchia.
Questo in sintesi quanto prevede la nota ministeriale n.2609 del 22 luglio 2016, pubblicata oggi.
Come è organizzata la procedura?
La procedura di individuazione dei docenti predisposta dal Miur consta di due fasi:
a)     La prima per l’individuazione dei docenti da assegnare alle scuole, sulla base dei criteri definiti dai dirigenti scolastici;
b)     La seconda per l’assegnazione alle scuole da parte degli Uffici scolastici provinciali dei docenti non scelti nella prima fase o che non hanno presentato domanda, ovvero in caso di inerzia del dirigente.
Che succede nella prima fase?
Nella prima fase i dirigenti indicano da tre a sei criteri, in ordine di priorità, sulla base delle competenze richieste per l’individuazione dei docenti, anche attraverso l’utilizzo di un elenco esemplificativo di criteri riportati nell’Allegato A.
Successivamente, pubblicano gli avvisi con l’elenco dei posti disponibili nella scuola. Per ciascun posto l’avviso deve specificare i criteri individuati, le modalità e i termini di scadenza per la presentazione delle candidature da parte dei docenti interessati.
In caso di inerzia da parte del dirigente, quindi in caso di mancata pubblicazione dell’avviso, i posti saranno assegnati dall’Usr.
Come avviene la scelta dei docenti?
La scelta dei docenti da parte del dirigente avviene attraverso l’esame della corrispondenza dei curricula dei docenti inseriti nell’ambito, partendo da quelli che hanno presentato la propria candidatura, secondo i criteri fissati nell’avviso. 
(Ndr: non si capisce se é obbligato a prendere quelli che si sono candidati oppure prende chi vuole) 
Ma è previsto anche il colloquio?
Sì, i dirigenti, ai fini della scelta, possono procedere anche attraverso il colloquio, o in presenza o in remoto (videochiamata o Skype).
Che scadenza è prevista?
Gli avvisi delle scuole vanno pubblicati a partire:
–         dal 29 luglio: Infanzia e primaria
–         dal 6 agosto: Scuola secondaria di primo grado
–         dal 18 agosto: Scuola secondaria di secondo grado
E dopo gli avvisi?
Successivamente, le scuole comunicano formalmente via mail ai docenti individuati la proposta di incarico.
Dopo l’accettazione formale, via mail, da parte del docente, la scuola dà atto dell’individuazione utilizzando l’esclusiva funzione ‘individuazione per competenze’ del Sidi:
o    il 18 agosto (Infanzia, primaria e primo grado)
o    il 26 agosto (Secondo grado)
L’assegnazione é esecutiva solo dopo l’accettazione del docente.
Ma i docenti quando possono presentare il curriculum?
Sempre per la prima fase i docenti possono caricare nell’apposita sezione di ‘Istanze on line’ il proprio curriculum vitae:
·        dal 29 luglio al 4 agosto: infanzia e primaria
·        dal 6 al 9 agosto: primo grado
·        dal 16 al 19 agosto: secondo grado
E dopo il curriculum?
Possono presentare la propria candidatura ad una o più scuole dell’ambito, evidenziando la classe di concorso di titolarità e il possesso dei requisiti richiesti dalla scuola. 
L’invio della candidatura dovrà avvenire per e-mail e costituisce preventiva dichiarazione di disponibilità ad accettare la proposta di incarico. 
In presenza di più proposte, i docenti optano per la scuola di loro gradimento.
E’ la scuola che sceglie il docente?
No. La scuola pubblica l’avviso. Il docente decide di aderire o meno.
Cosa accade ai docenti non scelti?
Nella seconda fase i docenti non assegnati ad alcuna scuola, o perché non scelti o perché non hanno presentato domanda, sono assegnati d’ufficio da parte dell’USR ad una scuola dell’ambito.
Possono i docenti titolari di un ambito candidarsi per scuole di altro ambito territoriale?
No. Possono solo chiedere ed essere assegnati ad una scuola che ricada nell’ambito di cui si é titolare.
Finalmente, al termine delle due fasi i docenti assegnati alle scuole devono sottoscrivere l’incarico triennale.    

……e chi più ne ha più ne metta….. conviene restare inermi e inerti? No! io non ci sto!

salvo mavica, segretario generale territoriale Uil Scuola città metropolitana Catania

COMUNICATO STAMPA MIUR: Individuazione per competenze degli insegnanti, on line le Indicazioni operative per le scuole e i docenti

22 LUGLIO 2016

COMUNICATO STAMPA MIUR: Individuazione per competenze degli insegnanti, on line le Indicazioni operative per le scuole e i docenti

(TRATTO DAL SITO WWW.ISTRUZIONE.IT)

Ufficio Stampa

Roma, 22 luglio 2016

Individuazione per competenze degli insegnanti,
on line le Indicazioni operative per le scuole e i docenti

Sono disponibili da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le indicazioni operative che consentiranno alle istituzioni scolastiche di individuare gli insegnanti che dovranno coprire i posti vacanti secondo le novità previste dalla Buona Scuola.

Da quest’anno infatti cambia il sistema: i docenti di ruolo non saranno più assegnati alle sedi scolastiche sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Saranno le singole scuole ad individuare, fra gli insegnanti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli che più corrispondono, per profilo professionale, al loro progetto formativo. Parte dunque l’individuazione dei docenti per competenze. Le indicazioni operative sono state predisposte dal Ministero per “dare indirizzi comuni” alle scuole nel primo anno di applicazione. Dalla prossima settimana saranno disponibili anche delle FAQ e una modulistica standard per facilitare le procedure.

Il nuovo sistema “punta a valorizzare le esperienze e i percorsi professionali che gli insegnanti si sono costruiti negli anni – ricordano il Ministro Stefania Giannini e il Sottosegretario Davide Faraone – e consente alle scuole di scegliere i docenti di cui hanno bisogno per portare avanti la loro offerta formativa. Si tratta di una novità assoluta per il nostro sistema scolastico, che nelle prossime settimane sarà protagonista dell’avvio di una piccola rivoluzione e di uno sforzo importante da parte di tutti i soggetti coinvolti – dirigenti, docenti e personale amministrativo – ai quali rivolgiamo grande apprezzamento e riconoscenza”.

Cosa accade in pratica? Tutto parte dalle esigenze delle scuole. Il capo d’istituto tiene conto, per individuare i docenti, del Piano dell’Offerta Formativa e del Piano di miglioramento della propria istituzione scolastica. Un esempio concreto: un dirigente ha a disposizione un posto di matematica. Con le vecchie regole, l’Ufficio Scolastico Regionale gli avrebbe assegnato un docente sulla base delle graduatorie, senza correlazione con le esigenze dell’istituto. Quest’anno il dirigente potrà vagliare i CV degli insegnanti presenti nel suo ambito territoriale e individuare quelli che hanno esperienze (ad esempio di didattica laboratoriale o innovativa) o titoli (come la conoscenza di una lingua) che rispondono al meglio all’offerta formativa presentata alle famiglie e decisa dal Collegio dei docenti.

Saranno valorizzate soprattutto le esperienze: la professionalità del docente si costruisce e si caratterizza in modo qualitativamente differente a seconda dei contesti scolastici in cui ha lavorato. Aver operato in ambiti diversi, aver utilizzato didattiche innovative e laboratoriali, aver ricoperto ruoli organizzativi, aver curato particolari progetti interni alla scuola o in collaborazione con le altre agenzie del territorio, sono alcuni degli elementi che possono consentire di identificare i profili più adeguati ai Piani Triennali delle istituzioni scolastiche. Questo approccio, ricorda il documento, considera “l’anzianità non un valore in sé, ma come elemento da valorizzare in quanto può aver consentito uno specifico sviluppo professionale”.

LE FASI
Sono previste due fasi nelle operazioni, la prima a cura dei dirigenti scolastici, la seconda a cura degli Uffici Regionali.

Cosa faranno i dirigenti scolastici? Pubblicheranno appositi avvisi relativi ai posti disponibili, individuando da 3 a 6 caratteristiche (coerenti con il Piano dell’offerta formativa) richieste ai docenti che dovranno inviare la loro candidatura. Il Ministero fornisce una tabella esemplificativa. Queste caratteristiche saranno di tre tipi:esperienze (didattica digitale, insegnamento in sezioni ospedaliere, pratica musicale, per fare degli esempi);titoli universitari, culturali e certificazioni (come i dottorati su tematiche affini alla classe di concorso o certificazioni linguistiche); attività formative. I dirigenti pubblicheranno gli avvisi dal 29 luglio per infanzia e primaria, dal 6 agosto per la secondaria di primo grado, dal 18 agosto per la secondaria di secondo grado. Esamineranno poi i CV dei docenti presenti nel loro ambito territoriale a partire da quelli che hanno presentato la loro candidatura. Ogni scelta sarà motivata. I dirigenti faranno una proposta di incarico agli insegnanti individuati.

I docenti potranno caricare il loro curriculum sul sistema del Miur (Istanze On Line) dal 29 luglio al 4 agosto per infanzia e primaria, dal 6 al 9 agosto per la secondaria di primo grado, dal 16 al 19 agosto per la secondaria di secondo grado. Avranno a disposizione un modello predefinito. Potranno partecipare a eventuali colloqui proposti dai dirigenti e accettare o meno le proposte ricevute.

Per i docenti rimasti senza una sede alla fine delle procedure, questa verrà individuata dagli Uffici Scolastici Regionali.

In allegato le indicazioni operative e la tabella con le scadenze

Il precedente comunicato:
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs150716

 Allegati
Nota prot. n. 2609 del 22 luglio 2016Scarica
Individuazione per Competenze – Tempistica.pdfScarica

Informativa organico di fatto personale docente

22 LUGLIO 2016

Informativa organico di fatto personale docente

Uil: procedure di calcolo affrettate. Si dovranno gestire migliaia di posti in esubero scaricando il problema a danno della mobilità e delle future immissioni in ruolo.

Il MIUR ha illustrato alle organizzazioni sindacali una nota che di fatto sostituisce, per ora, il decreto interministeriale con la quale fornisce indicazioni ai Direttori degli Uffici Scolastici Nazionali sulla definizione dell’organico di fatto del personale docente.

Il dato più vistoso che emerge e’ relativo al decremento del numero degli alunni, rispetto allo scorso anno, pari a 48.000 unità che, nel fatto, si traducono in 1.192 posti in meno.

Il Ministero, alla nota che è in fase di emanazione, allegherà una tabella dettagliata con la ripartizione, a livello regionale, dei 30.262 posti in organico di fatto.

La UIL Scuola oltre a stigmatizzare le modalità ed i tempi dell’informativa, ha evidenziato che la determinazione dei posti in organico di fatto oltre a tenere conto del dato relativo al numero degli alunni, non può prescindere dalle esigenze complessive di funzionamento delle scuole.

Inoltre la UIL Scuola nel corso dell’incontro ha posto il problema relativo alla compensazione, con i posti dell’organico potenziato, degli esuberi provinciali del personale docente.

L’Amministrazione, evidentemente, per procedure di calcolo affrettate si ritrova a gestire migliaia di posti in esubero scaricando il problema a danno della mobilità e delle future immissioni in ruolo.

La UIL Scuola ritiene la scelta dell’Amministrazione inaccettabile.
Ha chiesto, ai sensi della legge 241/90, la trasparenza dei criteri adottati dal MIUR e, se necessario, si farà carico della tutela, nelle sedi opportune, dei docenti penalizzati.

Nulla ancora in merito alle istruzioni operative relative al passaggio dei docenti dagli ambiti alle scuole.

Dirigenti scolastici sotto assedio: C’È DA CREDERE CHE IL MIUR LI CONSIDERI COME BATMAN

21 LUGLIO 2016

Dirigenti scolastici sotto assedio

C’È DA CREDERE CHE IL MIUR LI CONSIDERI COME BATMAN

Pensare agli impegni che si profilano per i dirigenti scolastici in quest’ultimo scorcio di anno scolastico, coincidente sia con la preparazione delle attività d’inizio del prossimo anno scolastico 2016/17, sia con le ferie – costituzionalmente sancite – dei dirigenti medesimi e del personale amministrativo, c’è da credere che il Miur li consideri uguali a Batman.

Il Miur ha gettato la maschera e si appalesa come il Ministero che più di ogni altro non ha alcun rispetto per la scuola e per chi ci lavora.

Dalla promulgazione della legge 107/2015 ad oggi, piovono a cascata sulle scuole meri elenchi di indicazioni operative, prive di alcuna effettiva cogenza se non per quanto riguarda il rispetto delle scadenze, sulla cui praticabilità è lecito peraltro nutrire forti dubbi.

Si tratta di procedure e tempistiche, come la chiamata diretta dei docenti, che necessiterebbero di una gestione oculata, efficace e corretta di adempimenti amministrativi di indubbia delicatezza, con attenzione alla trasparenza, all’anticorruzione. Tant’è che non possono non annoverarsi nell’elenco dei “processi a maggior rischio corruttivo per le istituzioni scolastiche”. Si capisce pertanto come è indispensabile, sia nell’interesse dell’Amministrazione scolastica, sia dei dirigenti scolastici che dei docenti, muoversi in un quadro di procedure e tempistiche non stressate dalla fretta di un calendario che, in modo capestro, non tiene conto che  tutti hanno diritto alle ferie.

La superficialità con cui il Miur scarica sui dirigenti scolastici la gestione di adempimenti su adempimenti, anche  di competenza dell’Amministrazione, pretendendo il rispetto tassativo di scadenze inconciliabili con la dovuta serietà di disporre, come nel caso della chiamata dei docenti, l’esame dei curricula pervenuti da parte dei docenti medesimi, di effettuare le proposte agli aventi diritto, magari di fare anche un colloquio(sic!), di affidare l’incarico e darne notizia all’Ufficio Scolastico Regionale, che dovrà a sua volta provvedere – sempre in brevissimo tempo – a definire gli incarichi per tutti gli altri docenti.

In un sistema come quello scolastico, cadenzato su ritmi e tempi definiti dal calendario scolastico, anche per la progettazione delle ferie del personale scolastico e delle loro famiglie, il Miur si dimostra cinico nella sua apoteosi di cambiamento, che in sostanza, con i meccanismi farraginosi creati, aggiunge solo difficoltà a difficoltà, con l’impressione di tutto il personale scolastico che ogni volta si ricomincia sempre tutto d’accapo.

Non è esagerato affermare che questa produzione ininterrotta di disposizioni è diventata causa e conseguenza d’insonnia di molti dirigenti scolastici e di docenti che si trovano in questa giostra, in quanto alcuni di questi adempimenti decisionali saranno presi in assoluta solitudine senza poter condividere con i collegi dei docenti, con le rappresentanze sindacali pur rappresentando  un valore strategico per la funzionalità della scuola e oggetto di valutazione dell’ operato dei dirigenti stessi.

Di Rosa Cirillo
Responsabile Area V

COMPENSI AL PERSONALE SCOLASTICO COMANDATO PRESSO GLI UFFICI DEL MIUR: Sottoscritta l’ipotesi di contratto integrativo

21 LUGLIO 2016

Sottoscritta l’ipotesi di contratto integrativo

COMPENSI AL PERSONALE SCOLASTICO COMANDATO PRESSO GLI UFFICI DEL MIUR 

E’ stata sottoscritta l’ipotesi di contratto collettivo relativo ai compensi al personale scolastico comandato/utilizzato, nell’anno scolastico 2013/14, presso gli uffici del Miur, di cui all’art. 86 del CCNL del 29 novembre 2007.

L’importo complessivo di Euro 519.333,50 e’ ripartito per Euro 379.114,00 a favore del personale docente collocato in esonero o semi esonero impegnati nelle attività di tirocinio per la formazione degli insegnanti.

Il restante importo di Euro 140.219,50 a favore del personale scolastico comandato o utilizzato presso gli uffici del Miur.

I criteri per l’attribuzione dei compensi ai beneficiari verranno definiti con contrattazione a livello regionale.

Per la UIL scuola hanno partecipato Proietti e D’Aprile.

PASSAGGIO DEI DOCENTI DA AMBITO A SCUOLA: Il Miur illustra le sue indicazioni operative – DATE IMPOSSIBILI DA RISPETTARE E REQUISITI MOLTO DISCREZIONALI

20 LUGLIO 2016

Il Miur illustra le sue indicazioni operative

PASSAGGIO DEI DOCENTI DA AMBITO A SCUOLA

DATE IMPOSSIBILI DA RISPETTARE E REQUISITI MOLTO DISCREZIONALI 

Uil: servono norme attuative più precise per un’applicazione omogenea in tutta Italia, rispetto ai tempi e ai modi.

E’ un documento, non ancora definitivo, con le “indicazioni operative” che dovrebbero essere utilizzate dai dirigenti scolastici per attuare il passaggio dei docenti titolati di ambito territoriale alle scuole, quello che il Capo dipartimento del Miur ha illustrato ai sindacati scuola nella riunione di questa mattina.
Le indicazioni dovrebbero valere, in prima applicazione, solo per il prossimo anno scolastico (2016/17).

L’operazione, ad avviso dell’amministrazione, si divide in due parti.

  1. Nella prima fase, i dirigenti, sulla base delle domande presentate dai docenti, ne individuano le caratteristiche in conformità con il Ptof.
    Comunque, ai fini della scelta possono operare liberamente, senza vincoli.  Se lo ritengono, possono utilizzare alcuni criteri definiti dal Miur e raggruppati in un elenco allegato al provvedimento.

Quindi completa libertà di scelta da parte dei dirigenti.
Come comunicato dai rappresentanti del Miur, l’elenco dei requisiti è meramente esemplificativo e i dirigenti, nella loro autonomia, possono tenerne conto o, se lo ritengono, farne valere anche altri.

2. Nella seconda fase, quella relativa ai docenti non scelti o che non hanno presentato domanda, l’Ufficio scolastico regionale procederà con nomina d’ufficio.

Ad aumentare ulteriormente le distanze dal testo condiviso durante la trattativa tra Miur e sindacati, è l’introduzione del colloquio.

Rispetto alla soluzione delle “indicazioni operative” del Miur, la Uil Scuola ha proposto norme applicative cogenti. Questo al fine di rendere più omogenea l’applicazione della legge sul territorio: non solo rispetto alla tempistica ma anche ai contenuti.
La Uil ha registrato con preoccupazione il forte arretramento del Miur rispetto a quanto condiviso in sede di contrattazione che si sostanzia, di fatto, nella libera scelta dei docenti da parte dei dirigenti, senza alcun vincolo.
Il Miur suggerisce, il dirigente “fa come vuole”: questo in estrema sintesi il quadro della situazione che si va delineando.

La Uil del testo illustrato dall’amministrazione non condivide nulla.

Gli unici che brinderanno saranno gli enti di formazione e le scuole private che vedranno incrementato il fatturato del già fiorente “mercato dei titoli”. Per la Uil le scelte del ministero non hanno nulla a che vedere con l’autonomia scolastica che presuppone collegialità che nel piano del Miur è fortemente compressa.
Se le cose, come sembra, resteranno così la Uil scuola metterà in campo tutte le azioni e le iniziative possibili per contrastare questa deriva autoritaria e confusionaria.

Di seguito la tempistica comunicata dall’Amministrazione che dovrà essere confermata nelle indicazioni operative di prossima emanazione.

I dirigenti scolastici
rendono noti gli avvisi
prima della pubblicazione dei trasferimenti
I docenti
inviano le
candidature
alle scuole:
Scuola dell’infanzia e scuola primaria
entro il 25 luglio
Scuola dell’infanzia e scuola primaria
entro l’1 agosto
Scuola secondaria di primo grado
entro il 2 agosto
Scuola secondaria di primo grado
entro il 7 agosto
Scuola secondaria di secondo grado
entro il 12 agosto
Scuola secondaria di secondo grado
entro il 18 agosto
Immessi in ruolo da concorso
entro il 6 settembre

 

I dirigenti scolastici,
esaminate le candidature,
effettuano la proposta di incarico triennale
I docenti,
ricevuta la proposta di incarico,
dovranno accettarla:
Scuola dell’infanzia e scuola primaria
entro il 5 agosto
Scuola dell’infanzia e scuola primaria
entro l’8 agosto
Scuola secondaria di primo grado
entro il 10 agosto
Scuola secondaria di primo grado
entro l’11 agosto
Scuola secondaria di secondo grado
entro il 25 agosto
Scuola secondaria di secondo grado
entro il 26 agosto
Per gli immessi in ruolo da concorso
entro il 9 settembre
Per gli immessi in ruolo da concorso
entro il 10 settembre

Il MIUR a margine dell’incontro ha comunicato anche le scadenze domande assegnazione provvisorie ed utilizzazioni:

Scuola dell’infanzia e scuola primaria: dal 28 luglio al 12 agosto.

Scuola secondaria di primo e secondo grado: dal 18 agosto al 28 agosto.

Personale ATA: la scadenza è prevista per il 20 agosto.

ALTRO DURO ATTACCO, ALTRO DURO COLPO ALLA SCUOLA PUBBLICA

Il conflitto tra falchi e colombe porta a scelte che danneggeranno gli insegnanti e  la scuola.  
Pino Turi :  la scuola deve essere fuori dal terreno dello scontro politico
Una vicenda politica che finisce nelle maglie dell’amministrazione. Termina così, in mano ai funzionari ministeriali, la questione legata al passaggio degli insegnanti dagli ambiti alle scuole.
I risultati di quello che doveva essere un impegno politico – commenta il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi –  sono diventati punti da scrivere con poca cura delle conseguenze.
Contrariamente a quanto sembrava assunto in un primo momento – mette in evidenza il segretario della Uil Scuola –  il ministro ha deciso di superare di netto il lavoro svolto in sede di contrattazione.
Un accordo difficile, raggiunto per il 90%. Si è ceduto allo scontro ideologico.
Sarà stata una decisione sofferta.  Dopo tre giorni, il duro conflitto tra i falchi e colombe politiche e ministeriali, ha determinato la scelta dello scontro con il sindacato.
Ancora una volta si è voluto privilegiare lo scontro politico, piuttosto che una scelta mediata e meditata che avrebbe fatto bene alla scuola, di ciò il ministro ne porta tutta la responsabilità.
Per parte nostra metteremo in campo ogni azione per contrastare questa deriva autoritaria della scuola pubblica italiana che, ormai è chiaro,  è terreno di scontro politico.
Un destino che la scuola e il personale non merita. E’ al personale che noi vediamo, con l’attenzione dovuta, per salvaguardarne la dignità e la professionalità che le scelte di oggi mettono in forte discussione.
Aver deciso di lasciare alla libera determinazione delle 8.500 scuole, ogni azione di passaggio dagli ambiti, ci sembra una sorta di scaricabarile che ricadrà sui dirigenti scolatici, anche quelli che avrebbero voluto norme chiare condivise, applicabili e di buon senso.
Sulla base degli testi che avremo modo di approfondire, decideremo, unitariamente, le azioni da adottare per la tutela della libertà di insegnamento, di apprendimento e la dignità dei docenti.

PERSONALE ATA: Riconoscimento dell’una-tantum delle posizioni economiche non pagate

18 LUGLIO 2016

Riconoscimento dell’una-tantum delle posizioni economiche non pagate

PERSONALE ATA
UN PASSO AVANTI DETERMINATO DALLA AZIONE DECISA DELLA UIL SCUOLA

Il MIUR, al termine di verifiche estenuanti chiede al MEF di pagare una-tantum per il periodo 1° settembre 2011 – 31 agosto 2014, al  personale ATA, già destinatario ai soli effetti giuridici negli anni scolastici 2011-2012, 2012-2013 e 2013-2014 delle posizioni economiche in relazione alle funzioni svolte.

E’un passo avanti determinato dalla azione decisa della UIL Scuola che ha promosso le azioni di rivalsa in sede giurisdizionale che, attraverso le procedure ingiuntive, stanno restituendo ai lavoratori il legittimo diritto.

Ora dobbiamo solo attendere di vedere la risposta positiva del MEF per mettere un punto definitivo su una questione che si trascina da troppo tempo.

AL CONSIGLIO NAZIONALE UIL SCUOLA IL PUNTO SULLA TRATTATIVA SUL PASSAGGIO DA AMBITI E SCUOLA

15 LUGLIO 2016

Turi: Troppi requisiti. Questi insegnanti non vanno riassunti solo trasferiti.

AL CONSIGLIO NAZIONALE UIL SCUOLA IL PUNTO SULLA TRATTATIVA SUL PASSAGGIO DA AMBITI E SCUOLA

ABBIAMO LASCIATO UN TESTO DI ACCORDO BUONO PER IL 90%. ORA IL MIUR NE ASSUMA I CONTENUTI. 

Non sono assunzioni ma mobilità da un posto all’altro. Parte da questa osservazione l’intervento di Pino Turi nel corso del Consiglio nazionale della Uil Scuola convocato oggi Roma. All’ordine del giorno la mancata soluzione positiva della trattativa sulla sequenza contrattuale.

Quel che non hanno voluto comprendere i tecnici del ministero – ha detto Turi – è che le persone che faranno domanda di mobilità dagli ambiti alle scuole sono insegnanti di ruolo.

Non bisogna ‘riassumerli’ vanno solo trasferiti. Per fare questo non c’è alcun bisogno di una lista infinita di requisiti.
Bisognava semplicemente predisporre strumenti, pochi, oggettivi per tutti, senza decisioni discrezionali dei dirigenti scolastici.

Altra questione aperta – ha detto il segretario della Uil Scuola – è che gli insegnanti che saranno coinvolti sono una parte, una parte importante, che necessita di regole certe, ma pur sempre una parte.
Pensare, invece, che il lavoro delle scuole sia tutto orientato a cercare fuori, l’insegnante ideale è fuorviante e non risponde alla realtà dei nostri istituti che hanno già al loro interno le risorse sufficienti a realizzare il piano triennale dell’offerta formativa e i piani di miglioramento da loro stessi adottati.

Va detto – ha aggiunto Turi – che la trattativa ha portato alla definizione di procedure che funzionano. Al Miur potranno prendere quello che abbiamo realizzato, il 90% dell’accordo è valido. Dovranno aggiustare il 10% dell’accordo. La nostra azione sarà in funzione di ciò.

Sulla base delle decisioni che assumerà l’amministrazione – si legge nel documento approvato oggi dal Consiglio nazionale – la Uil Scuola deciderà di porre in essere ogni azioni, anche unitaria, di tutela e di garanzia per i docenti titolari di ambito, a cui vanno garantite, trasparenza ed oggettività di procedura, tali da salvaguardare dignità personale e professionale: le stesse che erano state concordate e condivise dal ministero in sede di trattativa sindacale.

AT DI CATANIA: Graduatorie di istituto personale docente – Apertura finestra semestrale del 1 agosto 2016

12 LUGLIO 2016

AT DI CATANIA: Graduatorie di istituto personale docente – Apertura finestra semestrale del 1 agosto 2016

Graduatorie di istituto personale docente – Apertura finestra semestrale del 1 agosto 2016
Pubblicazione DDG n. 643/2016 e relativi allegati

Allegati:
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GRADUATORIE DI ISTITUTO: Ad agosto le integrazioni – LE NUOVE SCADENZE

12 LUGLIO 2016

Ad agosto le integrazioni

GRADUATORIE DI ISTITUTO
LE NUOVE SCADENZE 

Il MIUR, in attuazione del DM n. 326 del 3 giugno 2015, l’11 luglio ha emanato il DDG n. 643 col quale integra le graduatorie d’istituto del personale docente.
Il decreto in particolare prevede:

a) L’inserimento in II fascia d’istituto dei docenti che hanno conseguito il titolo di abilitazione oltre il termine del normale aggiornamento delle graduatorie. La domanda va presentata col modello A3 e dovrà essere trasmessa entro il 3 agosto, tramite raccomandata A/R, PEC o consegnata a mano.

b) L’inserimento, con cadenza semestrale, in elenchi di sostegno  per coloro che conseguono il relativo titolo di specializzazione. La domanda va presentata, esclusivamente in modalità telematica compilando il modello A5, nel periodo che va dal 8 agosto al 29 agosto (entro le ore 14,00).

c) Il riconoscimento della precedenza nell’attribuzione delle supplenze di III fascia di istituto  per i docenti già inseriti e che conseguano il titolo di abilitazione dopo la scadenza delle “finestre” semestrali. A tal fine, sarà possibile presentare la domanda  compilando il modello A4 fino al termine del triennio 2014/17.

EUROPA | DALL’UNIONE MONETARIA ALL’UNIONE POLITICA – La sfida dell’istruzione – L’INTERVENTO DI PINO TURI

08 LUGLIO 2016

La sfida dell’istruzione

EUROPA | DALL’UNIONE MONETARIA ALL’UNIONE POLITICA

L’INTERVENTO DI PINO TURI

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Il pendolo della storia sta girando e Brexit ne è la prova. Il liberismo senza regole sta mettendo in luce le abissali disuguaglianze che le persone non sono più disposte  a sopportare.

La mancanza della politica che ha lasciato il posto ad una tecnocrazia senza visione e responsabilità che risponde ai dettami di una economia tutta finanziaria, senza più regole. In molti Paesi industrializzati stiamo registrando gli estremi di un sistema che è destinato alla destabilizzazione: da una parte grandi ricchezze, dall’altra, grande povertà. Le disuguaglianze sono diventate inaccettabili dopo che dagli anni venti in poi erano  state colmate da politiche di redistribuzione e di crescita economica, insieme ad un sistema di welfare che aveva reso il vecchio continente un modello da imitare per stabilità e benessere.

Il fenomeno dilagante ed insostenibile del lavoro precari e mal pagato, un lavoro sempre più  a breve termine e non qualificato sta colpendo la nostra economia, le nostre comunità, la pubblica opinione.  E’ un’atmosfera che influenza i cittadini, i lavoratori, gli studenti che nell’attività quotidiana sono portatori di ansie, insicurezza, fino a diventare problema economico e sociale che mina le istituzioni, i valori, cambia il consenso nell’intera società e nella politica. Un fenomeno di alienazione che si trasforma in  scetticismo, per arrivare al cinismo distruttivo del “tanto peggio, tanto meglio”.

Nella comunicazione e nella politica il linguaggio inganna la mente, come spesso dice il Prof. Limone, presente oggi come relatore.  Occorre (ri)definire le parole da collegare ai concetti di buono e di brutto, di giusto ed ingiusto.

Prendiamo una parola abusata: riforma. Nella sua accezione iniziale era associata al progresso sociale, ad una maggiore uguaglianza, a maggiore giustizia. Oggi riporta al significato di  involuzione, regressione.  Si procede per slogan: “Privato è bene. Pubblico è male”, format che si sono incuneati nella mente della gente  al punto che nessun argomento è migliore, ogni argomentazione resta ininfluente.
Una sorta di travisamento del pensiero, attraverso  l’uso propagandistico del linguaggio.

 

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L’istruzione in questo contesto, ha sempre rappresentato lo strumento per abbattere le disuguaglianze e nella tradizione italiana è stata la scuola pubblica della costituzione, quella frequentata dal 94% degli italiani.
Una anomalia si dirà. In tutto il mondo la scuola pubblica convive al 50% con quella privata. E’ un’anomalia positiva che ha portato l’Italia nei paesi più industrializzati del mondo.

La scuola per essere bene comune e diritto di ciascun cittadino, deve rispondere ai bisogni della comunità in un determinato periodo storico, potendo disporre di risorse adeguate per fare una scuola di qualità.

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Sbagliato, quindi, ipotizzare modelli omologhi per i diversi Paesi. Si possono, realisticamente, concordare azioni comuni, ma sarebbe opportuno evitare l’omologazione a modelli avulsi dalla storia e dalla tradizione di ognuno di essi.

E’ attraverso il sistema scolastico che si misura il grado di civiltà di un paese e da come è strutturato, si può determinarne la potenzialità di crescita sociale ed economica.

 

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La scuola italiana è definita da principi di carattere costituzionale (garantire a tutti cittadini di frequentarla), da motivazioni di ordine pedagogico (offerta formativa adeguata e ordinamenti validi e significativi), di ordine sociale (dotare la scuola di mezzi e strumenti di collegamento con le dinamiche della vita reale in cui è immersa); con adeguati spazi di libertà, di autonomia e di indipendenza, rappresenta un presidio di democrazia partecipata.

I padri costituenti con la Carta costituzionale hanno introdotto elementi che rappresentano gli anticorpi per evitare nuove derive autoritarie (quella italiana nasce dalle ceneri del fascismo):l’obbligo scolastico, la libertà di insegnamento, quella di apprendimento, la laicità ed il pluralismo della scuola pubblica, la netta distinzione con la scuola privata che in Italia è sostanzialmente scuola confessionale, con il divieto di finanziamenti pubblici per quella privata. Sono questi i tratti caratterizzanti della scuola italiana.

Ha svolto la sua funzione in  modo efficace ed equo: è stata ed è ancora, una struttura per la democrazia, con una  governance cooperativa che ha fornito una istruzione di qualità basata su tre pilastri ben precisi: libertà di insegnamento, autonomia , indipendenza.

Con la c.d. riforma della buona scuola si agisce in controtendenza e si rischia di aprire  le porte della privatizzazione strisciante che invece di abbattere le disuguaglianze le radica, allargando ancora di più le differenze.

In ogni parte del mondo è in atto una spinta continua verso la commercializzazione e la privatizzazione dell’istruzione.  Una minaccia al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile in generale. La scuola, per sua natura persegue altre opportunità.

Non siamo contro il mercato. Abbiamo bisogno del mercato, ma se il fine è lo scopo di lucro, l’istituzione scolastica che valuta tutto sulla base del profitto, aumenta le disuguaglianze sociali, senza considerare che invaderebbe inevitabilmente lo spazio professionale dei docenti a cui dire  cosa e come insegnare.

Sono sempre presenti idee del tipo la scuola deve funzionare come un’impresa.
L’efficienza è data dalla governance manageriale. I docenti non  hanno bisogno di essere motivati, da alti ideali e da una buona formazione, bensì dalla paura di essere licenziati o di valutazioni fredde e meccaniche.

 

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Nessun sistema educativo può avere successo se i docenti non sono fiduciosi e appassionati, sapendo di poter incidere sulla vita e sul futuro dei giovani.

Occorre investire danaro pubblico sull’istruzione e non si può pensare che sia data al mercato ed ai privati.  Ricordiamo il racconto paradigmatico dell’industriale e del suo gelato ai mirtilli.

Tutelare e difendere l’autonomia professionale, trova nei politici avversione e difficoltà, tutti intenti ed  ansiosi di lasciare la loro impronta senza rendersi conto  che  indossare i panni del docente, prescrivendo l’uso di strumenti e metodologie metodologia didattiche, non è compito della politica.

Di recente la polemica sull’uso dei cellulari a scuola affidata sempre al politico di turno che dall’alto delle sue conoscenze pedagogiche decide cosa  è bene e cosa è male.
I politici dovrebbero rimanere fuori dalla classe.

La scuola ha liberato risorse, rotto i vincoli di classe, messo in circolo le risorse inutilizzate, ridotto la forbice sociale e le ineguaglianze proprie di una società chiusa, la scuola ha funzionato da ascensore sociale.  

Negli anni del miracolo economico la riforma della scuola ha contributo a portare l’Italia nei primi sette paesi più industrializzati del mondo, imponendo il “made in Italy ”,  lo stile italiano apprezzato per la creatività, l’innovazione, il gusto.

La scuola ha unito l’Italia dandole quella identità culturale che le mancava, attraverso un’istruzione pubblica di qualità.

 

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La scuola italiana si è ritagliata un ruolo didattico educativo basato sull’importanza delle conoscenze, come base su cui costruire le competenze. Un insegnamento svolto con lo spirito laico del dubbio e della ricerca, per sviluppare quel pensiero critico e libero che ha messo in secondo piano le azioni di tipo tecnocratico per privilegiare un metodo di come studiare, piuttosto che cosa studiare.

 

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La legge del Governo sulla scuola  è una riforma che riflette la volontà di ritornare ad una scuola centralistica, eterodiretta da un sistema burocratico di stampo autoritario e verticistico, con il fondato sospetto che vi sia un recondito desiderio di un assoggettamento del sistema scolastico, ai soli fini del consenso politico.

Una riforma deve essere costruita su punti fermi: un sufficiente livello di coinvolgimento del personale che deve dare continuità all’azione educativa, la salvaguardia dei principi di libertà e di indipendenza che in ogni scuola, a qualunque latitudine si trovi, deve essere garantita.

 

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In Europa abbiamo la moneta unica, con tutti i problemi che non è il caso di riprendere, ma non siamo riusciti a dotarci di una Costituzione Europea, progetto definitivamente abbandonato.

Dopo il vento conservatore che si è abbattuto pesantemente sull’Europa, occorrerà riprendere la costruzione di un percorso comune che si prefigga di:

– riconoscere ai docenti la libertà di insegnamento intesa come libertà di pensiero, non condizionata dalle burocrazie e dai Governi;
–  garantire azioni in grado di abbattere le disuguaglianze economiche e culturali;
– condurre una lotta seria alla dispersione e all’abbandono scolastico;
– assicurare integrazione e politiche dell’inclusione,
– impegnare i Governi a trovare le risorse per investimenti in istruzione e formazione,
– classificare la spesa per l’istruzione tra gli investimenti e, quindi escluderla dal patto di stabilità.

Ogni buona scuola parte da un bravo insegnante che rimane tale e si migliora se trova un ambiente stimolante, motivazionale,  in cui sia possibile sperimentare modelli didattici innovativi, legati al territorio ed all’autonomia della scuola nella sua dimensione collegiale, senza condizionamenti esterni se non quello della rendicontazione sociale a cui ogni scuola è tenuta.

Strumenti di lavoro: polizza infortuni fornita gratuitamente ed automaticamente agli iscritti alla UIL Scuola

10 LUGLIO 2016

Strumenti di lavoro: polizza infortuni fornita gratuitamente ed automaticamente agli iscritti alla UIL Scuola

A tutti i tesserati   L O R O   S  E D  I

al sito: www.uilscuolacatania.it

Carissimi, per dovuta quanto opportuna conoscenza, mi pregio informarVi che a far data dal 1 luglio 2016, è operativa la  polizza aggiornata infortuni stipulata dalla UILSCUOLA, Vs favore, a copertura degli infortuni che comportano ricovero ospedaliero ovvero diaria da gesso con franchigia e gg. totali rimborsabili.
In allegato il modulo di denuncia per infortunio con il nuovo indirizzo della Laborfin, lo stesso di tutti i servizi UIL.
Sul sito della UIL Scuola, sul lato destro, trovi gia’ un piccolo banner dedicato alla Polizza infortuni. L’immagine collega al sito della laborfin e alla polizza infortuni.
Cordialità e saluti
Salvo mavica, segretario territoriale Catania