Categoria: Notizie
Turi: né spot, né alibi. Ora il contratto.
20 MAGGIO 2016
Turi: né spot, né alibi. Ora il contratto.
LO SCIOPERO NEL GIORNO DEL 46° ANNIVERSARIO DELL’ADOZIONE DELLO STATUTO DEI LAVORATORI
Gli insegnanti hanno perso la pazienza, hanno mille ragioni per scioperare e mille ragioni per chiedere alla politica, quella che vuole bene al Paese, di smetterla con gli spot e la propaganda e confrontarsi con il mondo reale.
Ci preoccupa la direzione che sta prendendo la nostra scuola all’indietro nella storia, ci preoccupano le ‘scuole di tendenza’, ci preoccupa la trasformazione genetica che sta avendo la scuola ad opera delle legge 107. Il Governo – ha detto Pino Turi nel suo intervento alla manifestazione di Napoli – dietro la facciata delle assunzioni tradisce un ritorno neo autoritario nella scuola che pensavamo ormai scongiurato.
Con l’introduzione del bonus e la scelta diretta da parte dei dirigenti scolastici si opera un condizionamento inaccettabile del personale. Ad essere penalizzati per primi sono gli insegnanti che di fatto vedono indeboliti il pluralismo professionale e la libertà di insegnamento. Fondamentali per una scuola di qualità.
Siamo molto preoccupati – ha ribadito ancora Turi dal palco allestito a Piazza Matteotti – con il pericolo non tanto lontano di arrivare a scuole di tendenza, una vera e propria privatizzazione della funzione statuale della scuola pubblica e statale.
Si tratta di rivendicazioni che vedono insieme tutte le componenti del mondo della scuola che da questa riforma si vedono tutte penalizzate e svuotate delle proprie funzioni – ha detto ancora il segretario generale della Uil Scuola ricordando che proprio oggi ricorre il 46° anniversario dell’adozione dello Statuto dei lavoratori.
I dirigenti scolastici sono sottoposti ad una valutazione che ne condizionerà l’azione finendo per essere etero diretti dalla burocrazia ministeriale che nulla a che fare con l’attività delle scuole dell’ autonomia.
Il personale ATA che è stato totalmente ignorato dalla legge 107 e danneggiato dalla legge finanziaria che ha, al momento, negato il diritto alle assunzioni nei ruoli ed impedito la sostituzione per le assenze brevi. Una situazione che sta producendo ricadute negative sulle attività nelle scuole.
Neanche sul fronte del precariato, la legge del Governo sulla scuola – ha prodotto gli effetti attesi: ha lasciato scoperti pezzi importanti di precariato storico a cui non è stata data alcune risposta.
Il concorso del resto, gestito in maniera semplicistica e dilettantesca, lascerà , posti vuoti e tanti precari.
Una situazione di vera emergenza a cui si associano nove anni di vuoto contrattuale che ha indotto ed acuito una vera e propria emergenza stipendiale che coinvolge tutte le figure professionali della scuola.
I diritti – ha concluso Turi – non sono come il diamante, per sempre, bisogna difenderli ogni giorno. E’ fondamentale la partecipazione attiva.
Turi: è il contratto che può governare le rigidità di questa legge
19 MAGGIO 2016
Turi: è il contratto che può governare le rigidità di questa legge
DOPO LE AFFERMAZIONI DEL MINISTRO SULLO SCIOPERO
AL MINISTRO: “INOPPORTUNO COMMENTARE LA LEGITTIMITÀ DELLA PROTESTA DELLA SCUOLA, ALLA VIGILIA DELLO SCIOPERO”
Attuare al meglio la legge 107 equivale ad aprirsi al dialogo ed al confronto – è il commento del segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi alle affermazioni di questa mattina del ministro Giannini – è il contratto che può governare le rigidità e le contraddizioni di questa legge.
E’ singolare che il ministro valuti la legittimità o meno di una protesta.
Tanto più di uno sciopero, che rappresenta la più ampia forma di democrazia partecipativa, alla vigilia del quale, la politica ed il ministro dovrebbero semplicemente prendere atto – sottolinea Turi che domani sarà a Napoli dove è stato organizzato un corteo che partirà alle 10.00 da Piazza Dante per raggiungere alle 11.00 Piazza Matteotti dove si svolgerà il comizio.
Non c’è un mondo ideale in cui qualcuno pensa e possiede la verità e gli altri si devono adeguare ed eseguire. Vogliamo ricordare – aggiunge il segretario generale della Uil Scuola – che i contratti nascono proprio per definire, in modo rapido e flessibile, regole condivise che riguardano i diritti ed i doveri dei lavoratori.
La legge del Governo sulla scuola, la 107, nella sua rigidità, interviene impropriamente su questi diritti, compresi quelli di natura sindacale, che sono riconosciuti dalla costituzione, troppo spesso ignorata.
In tema di rinnovo di contratto, l’interlocutore è l’intero governo, non questo o quel ministro, che con l’atto di indirizzo all’Aran dovrà esprimere le scelte per i rinnovi contrattuali che non hanno natura solo finanziaria, ma anche giuridica.
Le contraddizioni e le incursioni legislative delle varie finanziarie e della stessa legge 107, potrebbero trovare, proprio nella sede contrattuale, quelle soluzioni che consentano di superare l’attuale situazione di stallo che sta caratterizzando, oltre gli annunci, la gestione della scuola di questi ultimi nove mesi di vita della legge.
AT CATANIA: SCUOLA PRIMARIA – ANNO SCOLASTICO 2016/17 – DISPONIBILITA’ POSTI PRIMA DELLE OPERAZIONI DI MOBILITA’ PROVINCIALE E INTERPROVINCIALE
18 MAGGIO 2016
AT CATANIA: SCUOLA PRIMARIA – ANNO SCOLASTICO 2016/17 – DISPONIBILITA’ POSTI PRIMA DELLE OPERAZIONI DI MOBILITA’ PROVINCIALE E INTERPROVINCIALE
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA SICILIA
AMBITO TERRITORIALE DI CATANIA
Unità Operativa n._II_ Area _II
UFFICIO COMUNICAZIONE, INFORMATICO STATISTICO, URP
PER OPPORTUNA CONOSCENZA SI TRASMETTE IN ALLEGATO IL FILE DI CUI ALL’OGGETTO
AT CATANIA: Personale Scuola dell’Infanzia – Pubblicazione movimenti a.s. 2016/2017
AT DI CATANIA: Elenco pensionamenti 2016 – PERSONALE ATA
14 MAGGIO 2016
AT DI CATANIA: Elenco pensionamenti 2016 – PERSONALE ATA
Elenco provvisorio pensionamenti 2016 ATA AT CATANIA
20 MAGGIO 2016 | LE LOCANDINE DELLO SCIOPERO : le ragioni della protesta del mondo della scuola
Passaggio docenti da ambito territoriale a scuola: occorre spostare il confronto sul piano politico
13 MAGGIO 2016
Passaggio docenti da ambito territoriale a scuola: occorre spostare il confronto sul piano politico
Nella comunicazione del Miur alle organizzazioni sindacali nel corso di uno specifico incontro sull’argomento, in relazione alla sequenza contrattuale aperta, ci è stata indicata la procedura che si vuole inserire nel contratto integrativo: i dirigenti scolastici per scegliere i docenti dagli ambiti territoriali e conferire loro l’incarico triennale dovranno tener conto del curriculum, dell’esperienza lavorativa, delle competenze professionali dei docenti, da verificare anche attraverso un colloquio individuale.
Sulla base di tale comunicazione, si rileva la totale chiusura rispetto a quanto rivendicano i sindacati, che chiedono criteri basati sulla massima oggettività e sulla trasparenza delle procedure.
Tutti i sindacati hanno ritenuto assolutamente inaccettabile la prima proposta ministeriale, per le ricadute che può avere sul personale docente e per le prevedibili difficoltà di gestione di tutta l’operazione che creerà intralcio al corretto avvio dell’anno scolastico ed innescherà un sicuro contenzioso.
E’ bene ricordare che quest’anno le operazioni di mobilità straordinaria si completeranno con molto ritardo rispetto al passato e che il Parlamento è stato costretto a prorogare di 15 giorni il termine ultimo previsto per avere tutti i docenti in cattedra il 1° settembre.
Tutti i sindacati hanno invitato l’amministrazione ad un atto di responsabilità e buon senso, per evitare il fallimento sul nascere della sequenza contrattuale che come è noto, inserita nel CCNI sulla mobilità, non comportava e non comporta l’accettazione della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici.
Le condizioni per la firma di un accordo non possono che basarsi sulla gestione del passaggio dei docenti dagli ambiti alle scuole sulla base di criteri oggettivi come quelli della mobilità, anche attraverso le procedure della mobilità annuale.
E’ inoltre inaccettabile e sbagliato costringere i dirigenti scolastici a procedere a tappe forzate, negli ultimi giorni di agosto, ad operazioni che devono anche tenere conto di quelle di utilizzazione e assegnazione provvisoria.
Assicurare oggettività, trasparenza e semplificazione delle procedure di passaggio dei docenti alle scuole è obiettivo per noi irrinunciabile e ricompreso nelle ragioni della proclamazione dello sciopero del 20 maggio, volto anche a rimuovere gli aspetti più deleteri della legge 107.
Il Governo, il Ministro e l’amministrazione abbandonino posizioni inaccettabili nel merito, impraticabili nei tempi, dannose per il personale e per il buon andamento del servizio.
Vista l’impossibilità di procedere sulla base delle comunicazioni del MIUR di ieri, si rende necessario spostare il confronto a livello politico, così come è stato fatto per il CCNI della mobilità.
Alla luce di quanto sopra, si confermano tutte le ragioni dello sciopero del 20 maggio, tra cui è centrale la richiesta di ricondurre il passaggio dei docenti dall’ambito alla scuola a indispensabili criteri di trasparenza e oggettività.
FLC CGIL Domenico Pantaleo | CISL SCUOLA Maddalena Gissi | UIL SCUOLA Pino Turi | SNALS CONFSAL Marco Paolo Nigi |
Concorso: AVVISO TAR LAZIO
13 MAGGIO 2016
Concorso: AVVISO TAR LAZIO
Assemblee sindacali unitarie. Convocazione e sedi. In contemporanea giorno 16 maggio 2016. INVITO a partecipare in preparazione dello sciopero generale della scuola di VENERDI’ 20 MAGGIO ’16
10 MAGGIO 2016
Assemblee sindacali unitarie. Convocazione e sedi. In contemporanea giorno 16 maggio 2016. INVITO a partecipare in preparazione dello sciopero generale della scuola di VENERDI’ 20 MAGGIO ’16
Oggetto: assemblee sindacali unitarie. Convocazione e sedi. In contemporanea giorno 16 maggio 2016. INVITO a partecipare in preparazione dello sciopero generale della scuola di VENERDI’ 20 MAGGIO ’16
“” invito ed esortazione a voler partecipare tutti quanti. E’ il momento che chi fa la vera scuola, parlino della propria scuola. Fermiamoci e unitariamente reclamiamo a facciamo nostre tutte le questioni che ci riguardano. Esigiamo il diritto di cittadinanza e la salvaguardia della libertà individuale e del proprio lavoro. L’istruzione è un diritto garantito dalla costituzione. Facciamo sentire che non ci stiamo, facciamoci contare…..e sappiano che siamo, tanti, tantissimi…tutti.
Una sola voce corale, basta devastazioni: la SCUOLA NON SI TOCCA…..o Grande Presidente del Consiglio dei Ministri, e, politici, con senso responsabile e dignitoso: fermatevi, ragionate o dimettetevi.”” .
Della conferenza stampa che ha fatto il punto sui temi dello sciopero della scuola del 20 maggio riportiamo, in breve sintesi, i lanci delle agenzie di stampa
Scuola: sindacati, sciopero del 20 e’ grido d’allarme
Cortei in parecchie citta’ e raccolta firme per petizione
(ANSA) – ROMA, 11 MAG – La questione centrale e’ il contratto, ma sul tappeto ci sono anche la stabilita’ del personale scolastico, le modalita’ della valutazione dei docenti, le modifiche alla legge 107, il riconoscimento della professionalita’ degli Ata, la liberta’ d’insegnamento, il ripristino di corrette relazioni sindacali, la semplificazione amministrativa. I sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals-Confsal hanno illustrato oggi, in una conferenza stampa, le ragioni dello sciopero, che coinvolge tutto il personale scolastico, indetto per il 20 maggio. Una protesta – hanno spiegato – che “vuole alzare un grido d’allarme per un’istituzione importante quale e’ la Scuola”. Lo sciopero, dal quale sono esonerati i docenti impegnati nel concorso a cattedra, si articolera’ in iniziative a livello territoriale. In parecchie citta’ sono previsti cortei e presidi davanti alle prefetture. I sindacati a sostegno delle loro rivendicazioni hanno anche avviato nelle scuole una raccolta di firme che in questa prima tranche ha raggiunto quota 150.000
SCUOLA: UIL “MUTAZIONE GENETICA CHE CI PORTA INDIETRO DI ANNI”
ROMA (ITALPRESS) – “La scuola dell’esecutivo e’ una scuola che ci porta indietro di molti anni nella storia. Si sta attuando una mutazione genetica della scuola”. Lo afferma Pino Turi, segretario generale della Uil scuola, nel corso della conferenza stampa congiunta con gli altri sindacati per spiegare le motivazioni dello sciopero proclamato per il 20 maggio. “Le motivazioni dello sciopero sono molteplici. La legge 107, cosiddetta ‘Buona scuola” di buono ha poco – avverte – perche’ si nasconde dietro la foglia di fico delle assunzioni, che pure sono importanti ed abbiamo apprezzato, una deriva autoritaria della scuola nel nostro paese, la scuola deve essere libera, come si ad avere una scuola libera se il docente deve essere scelto e addirittura premiato o punito? E a sua volta il dirigente, come fa ad essere libero e a gestire una scuola dell’autonomia se sara’ valutato dalla burocrazia esterna?”, domanda.
Il 20 scuola in sciopero, sindacati: legge 107 deriva autoritaria
“Nessuna relazione con Giannini, valutiamo diffida”
ASKANEWS – Rinnovare il contratto, fermo da anni; rafforzare la contrattazione d’istituto; sburocratizzare la scuola; valorizzare le professionalità; stabilizzare i precari; adeguare le retribuzioni dei docenti alla media europea. Sono le ragioni dello sciopero nazionale generale della scuola, proclamato per il prossimo 20 maggio dai sindacati Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals Confsal. Le modalità della protesta sono ancora in via di definizione, ma sono previste varie iniziative a livello regionale e territoriale (con cortei e presidi davanti le Prefetture), manifestazioni nelle principali città (Cagliari, Napoli, Bari, Milano, Torino, Bologna) e un corteo a Roma da San Paolo al Ministero dell’Istruzione in Viale Trastevere. “Non pensiamo a una scuola guerrigliera, siamo più vicini a Gandhi”, hanno assicurato i sindacati presentando le motivazioni della protesta, “la battaglia sarà lunga, non è questione di vincere o perdere ora, siamo sicuri che nel tempo le nostre ragioni verranno fuori”. Una delle questioni cruciali, hanno spiegato, è che “manca un sistema di relazioni sindacali con il ministro Giannini e stiamo valutando delle azioni legali nei confronti del Ministero. Abbiamo chiesto un incontro, ma ci è stato negato: chiediamo delle relazioni serie, che si possa discutere, perchè ora per farci sentire dobbiamo fare i presidi e la lotta”.
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CATANIA, 10 Maggio 2016
A TUTTO IL PERSONALE DOCENTE E ATA
SCUOLE CATANIA E PROVINCIA
OGGETTO : ASSEMBLEE SINDACALI TERRITORIALI IN ORARIO DI SERVIZIO
In preparazione dello sciopero nazionale del comparto scuola del 20 maggio prossimo, le
scriventi Organizzazioni Sindacali FLC CGIL – CISL SCUOLA – UIL SCUOLA -SNALS CONFSAL , ai sensi
dell’art. 8 del CCNL 29/11/07 Comparto Scuola, indicono le seguenti Assemblee Sindacali Zonali
destinate a tutto il Personale Docente ed ATA in servizio – di ruolo e precario – , alle quali ciascun
lavoratore potrà aderire secondo le proprie esigenze
- CATANIA : CIRCOLO DIDATTICO ” PIZZIGONI” VIA SIENA , 5 – CATANIA;
- CALTAGIRONE : LICEO SCIENTIFICO ” E. MAJORANA” – AULA MAGNA
- GIARRE: IST. TECNICO INDUSTRIALE ” ENRICO FERMI – GUTTUSO ” – VIA MACCARRONE , 4
- ADRANO : ISTITUTO TECNICO ” ETTORE BRANCHINA ” VIA PASQUALE SIMONE NERI – ADRANO
Ordine del giorno :
SCIOPERO NAZIONALE COMPARTO SCUOLA del 20 MAGGIO 2016.
RAGIONI e INIZIATIVE
CONTRATTO – PRECARIATO – PENSIONI …
Chiedono inoltre, l’uso di un locale idoneo allo svolgimento dell’assemblea , la diffusione della presente nota al personale interessato, tramite avviso con circolare interna, l’affissione all’albo sindacale.
Saranno presenti i segretari scuola Catania
CGIL ( Distefano ) CISL ( Denaro ) UIL ( Mavica ) SNALS ( Tempera )
Cordiali saluti
salvo mavica, segretario generale territoriale Uil Scuola Catania
Turi: si sta attuando una mutazione genetica della scuola
11 MAGGIO 2016
Turi: si sta attuando una mutazione genetica della scuola
OGGI CONFERENZA STAMPA DEI SINDACATI SCUOLA

Della conferenza stampa che ha fatto il punto sui temi dello sciopero della scuola del 20 maggio riportiamo in breve sintesi i lanci di tre agenzie di stampa intervenute oggi.
Scuola: sindacati, sciopero del 20 e’ grido d’allarme
Cortei in parecchie citta’ e raccolta firme per petizione
(ANSA) – ROMA, 11 MAG – La questione centrale e’ il contratto, ma sul tappeto ci sono anche la stabilita’ del personale scolastico, le modalita’ della valutazione dei docenti, le modifiche alla legge 107, il riconoscimento della professionalita’ degli Ata, la liberta’ d’insegnamento, il ripristino di corrette relazioni sindacali, la semplificazione amministrativa. I sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals-Confsal hanno illustrato oggi, in una conferenza stampa, le ragioni dello sciopero, che coinvolge tutto il personale scolastico, indetto per il 20 maggio. Una protesta – hanno spiegato – che “vuole alzare un grido d’allarme per un’istituzione importante quale e’ la Scuola”. Lo sciopero, dal quale sono esonerati i docenti impegnati nel concorso a cattedra, si articolera’ in iniziative a livello territoriale. In parecchie citta’ sono previsti cortei e presidi davanti alle prefetture. I sindacati a sostegno delle loro rivendicazioni hanno anche avviato nelle scuole una raccolta di firme che in questa prima tranche ha raggiunto quota 150.000
SCUOLA: UIL “MUTAZIONE GENETICA CHE CI PORTA INDIETRO DI ANNI”
ROMA (ITALPRESS) – “La scuola dell’esecutivo e’ una scuola che ci porta indietro di molti anni nella storia. Si sta attuando una mutazione genetica della scuola”. Lo afferma Pino Turi, segretario generale della Uil scuola, nel corso della conferenza stampa congiunta con gli altri sindacati per spiegare le motivazioni dello sciopero proclamato per il 20 maggio. “Le motivazioni dello sciopero sono molteplici. La legge 107, cosiddetta ‘Buona scuola” di buono ha poco – avverte – perche’ si nasconde dietro la foglia di fico delle assunzioni, che pure sono importanti ed abbiamo apprezzato, una deriva autoritaria della scuola nel nostro paese, la scuola deve essere libera, come si ad avere una scuola libera se il docente deve essere scelto e addirittura premiato o punito? E a sua volta il dirigente, come fa ad essere libero e a gestire una scuola dell’autonomia se sara’ valutato dalla burocrazia esterna?”, domanda.
Il 20 scuola in sciopero, sindacati: legge 107 deriva autoritaria
“Nessuna relazione con Giannini, valutiamo diffida”
ASKANEWS – Rinnovare il contratto, fermo da anni; rafforzare la contrattazione d’istituto; sburocratizzare la scuola; valorizzare le professionalità; stabilizzare i precari; adeguare le retribuzioni dei docenti alla media europea. Sono le ragioni dello sciopero nazionale generale della scuola, proclamato per il prossimo 20 maggio dai sindacati Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals Confsal. Le modalità della protesta sono ancora in via di definizione, ma sono previste varie iniziative a livello regionale e territoriale (con cortei e presidi davanti le Prefetture), manifestazioni nelle principali città (Cagliari, Napoli, Bari, Milano, Torino, Bologna) e un corteo a Roma da San Paolo al Ministero dell’Istruzione in Viale Trastevere. “Non pensiamo a una scuola guerrigliera, siamo più vicini a Gandhi”, hanno assicurato i sindacati presentando le motivazioni della protesta, “la battaglia sarà lunga, non è questione di vincere o perdere ora, siamo sicuri che nel tempo le nostre ragioni verranno fuori”. Una delle questioni cruciali, hanno spiegato, è che “manca un sistema di relazioni sindacali con il ministro Giannini e stiamo valutando delle azioni legali nei confronti del Ministero. Abbiamo chiesto un incontro, ma ci è stato negato: chiediamo delle relazioni serie, che si possa discutere, perchè ora per farci sentire dobbiamo fare i presidi e la lotta”. P
er Domenico Pantaleo (Flc Cgil) “il primo obiettivo” dello sciopero “rimane il contratto nazionale, fermo per la parte normativa al 2006 e per quella economica al 2010. Va ricostruito un sistema di relazioni sindacali, perchè ora l’idea è che nella scuola quello che conta è il comando. Vogliamo un contratto nazionale che ristabilisca le regole e che apra spazi per la contrattazione decentrata. Inoltre dalla valutazione alla gestione del precariato vogliamo cambiare la legge 107, che ha un’impostazione autoritaria, sta peggiorando il clima delle relazioni, non ha raggiunto i suoi obiettivi e sta determinando un sistema con un clima irrespirabile”.
“Noi abbiamo a cuore la qualità del servizio scolastico e mettere i giovani in grado di competere per il futuro, chiediamo stabilità per l’intero corpo docente, Ata e dirigente per una didattica di qualità”, ha spiegato Achille Massenti (segretario vicario dello Snals Confsal). “E’ giusto che il governo dica che deve decidere, ma prima deve ascoltare. L’errore di fondo è aver voluto voltare pagina senza gradualità, perchè in questo modo si producono strappi. Con la legge 107 si gioca al ‘divide et impera’ e si accontenta solo qualcuno”.
Secondo Maddalena Gissi (Cisl scuola) “oggi a causa della legge 107 le scuole sono oberate come non mai, siamo al limite della molestia burocratica: ci auguriamo che anche i dirigenti scolastici aderiscano in massa allo sciopero, riceviamo da loro molti appelli perchè si rimedi alle brutture che sono state determinate. Anche la professionalità docente è messa molto in discussione, non ha limiti d’orario e mansioni da burocrate. Sulle retribuzioni poi stendiamo un velo pietoso. Abbiamo chiesto un incontro al ministro, forse potremo anche fare una diffida: vogliamo rispetto perchè rappresentiamo un milione di lavoratori che consentono all’Italia di essere la settima potenza mondiale”.
Anche per Pino Turi (Uil scuola) “dopo un anno dalla legge 107 i nodi stanno venendo al pettine. Se allora poteva esserci un pregiudizio oggi c’è un giudizio severo e se il personale scolastico potesse decidere il ministro Giannini sarebbe stata licenziata. La 107 sta creando una mutazione genetica nella scuola, è una riforma contro la Costituzione, una deriva autoritaria che impone la sordina alla scuola italiana e ai docenti, attraverso i condizionamenti. Lo sciopero è un grido d’allarme e, oltre alle motivazioni sindacali, un ministro che si sottrae al confronto per noi è un ministro debole”. I sindacati ancora non si sbilanciano su una previsione sulla partecipazione alla protesta: “Difficile dare numeri, ci aspettiamo un’adesione alta ma risentirà di vari fattori, siamo a fine anno e molti docenti sono nell’anno di prova e potrebbero essere anche sotto ricatto. Avremo comunque un buon risultato, anche se più basso delle ultime iniziative”.
NUOVE CLASSI DI CONCORSO: una sequela infinita di errori travolge anche il decreto di riordino delle classi di concorso
11 MAGGIO 2016
Una sequela infinita di errori travolge anche il decreto di riordino delle classi di concorso
NUOVE CLASSI DI CONCORSO
NEI LICEI MUSICALI: C’È LA CLASSE DI CONCORSO MA NON C’È L’ORGANICO
Il Miur riconosce gli errori e cerca di correre ai ripari.
Nel corso dell’incontro del 10 maggio con i sindacati il Miur ha dovuto riconoscere gli errori e rivedere alcuni aspetti delle classi di concorso che, nonostante l’emanazione del DPR 19/16, dovranno essere modificati.
L’iter di revisione, avviato ad agosto 2015 e concluso a febbraio scorso, ha escluso perentoriamente il confronto con le rappresentanza dei lavoratori reputando di poter assumere perfette ed immodificabili decisioni di gestione di un sistema così complesso.
I fatti, purtroppo, hanno dato ragione alle organizzazioni sindacali le quali hanno sempre rappresentato la loro disponibilità al confronto pur di evitare disagi e preoccupazioni ad un larghissimo numero di insegnanti.
I sindacati si sono impegnati a segnalare nuovamente osservazioni e proposte per il superamento delle criticità fin qui registrate.
Per la UIL scuola le nuove classi di concorso devono essere operative solo per le nuove assunzioni da concorso, mentre per le assunzioni da GAE e per le supplenze devono continuare ad essere utilizzate le vecchie classi di concorso.
Sequenza contrattuale Licei musicali
Le solite contraddizioni: c’è la classe di concorso ma non c’è l’organico
Durante lo specifico incontro di contrattazione per la definizione della sequenza sui Licei musicali, l’amministrazione ha comunicato l’indisponibilità a trattare la materia e ha proposto il rinvio della sequenza al prossimo contratto sulla mobilità, 2017/18.
La Uil scuola, insieme agli altri sindacati, ha espresso netta contrarietà a tale decisione, conseguenza della mancata concessione da parte del MEF dei posti in organico di diritto da assegnare a queste istituzioni scolastiche.
Continua la politica del rinvio, i problemi restano.
In assenza di regole sui passaggi di ruolo, la materia continuerà ad essere regolamentata attraverso la mobilità annuale, mediante l’utilizzo, come avvenuto negli anni precedenti, dei docenti titolari nelle classi di concorso A031, A032 e A077.
Agli incontri per la Uil scuola hanno partecipato Noemi Ranieri e Pasquale Proietti.
Riunione del comitato sindacale presso l’Ocse
11 MAGGIO 2016
Riunione del comitato sindacale presso l’Ocse
PARIGI | 3 E 4 MAGGIO 2016
Si è svolta a Parigi la riunione primaverile del Comitato consultivo sindacale presso l’OCSE e la terza riunione del Gruppo informale di lavoro dell’OCSE sul progetto denominato “Il futuro dell’istruzione e delle competenze – Istruzione 2030”. Per la UIL Scuola ha partecipato Rossella Benedetti.
Durante il consueto appuntamento con i funzionari della Direzione OCSE per L’istruzione e le competenze, sono stati discussi numerosi argomenti relativi ai diversi livelli dell’istruzione e della formazione professionale.
Delle indagini TALIS e PISA, sono stati discussi i seguenti aspetti: il sostegno alla professionalità docente; gli studenti con basso rendimento; gli alunni immigrati. L’OCSE ha ricavato dai dati emersi dal TALIS quello che, a suo giudizio, dovrebbe essere il profilo del docente attuale:un professionista che, non solo si deve continuamente aggiornare sulla propria materia, ma deve anche saper lavorare in classi multiculturali, integrare alunni con BES, essere specialista della valutazione, saper lavorare e progettare in gruppo, assumere ruoli di leadership, dare consigli professionali alle famiglie ed avere familiarità con le TIC(Supporting Teacher Professionalism: Insights from TALIS 2013).
Dall’indagine PISA 2012,invece, apprendiamo le conseguenze di politiche educative che non si prendono cura degli alunni meno performanti. La buona notizia per l’Italia è che, rispetto ai dati di PISA 2003, il rendimento in matematica, scienze e comprensione del testo è migliorato, prima che ci si inventasse la riforma della “buona scuola”.
Poi, si è discusso lungamente sulle competenze professionali, argomento quest’ultimo al centro di una serie di studi e strategie. A tale proposito, è stata presentata l’iniziativa Bergen Skills Summit, rivolta, però, solo ai rappresentanti dei governi, e la pubblicazione, che l’Ocse sta preparando, dal titolo 2017 Skills Outlook. Naturalmente, i sindacati presenti hanno protestato per l’impossibilità di partecipare a riunioni in cui si definiscono le linee guida future per il mercato del lavoro e per l’istruzione.
Infatti, solo se il ministro interessato dall’invito decide di coinvolgere le parti sociali, allora il sindacato riesce a portare la voce dei propri iscritti; nelle maggior parte dei casi, però, si tratta di confronti tra rappresentanti governativi, non altro. Il discorso delle competenze è, poi, proseguito con la presentazione del recente studio sulle strategie per valutare ed anticipare la richiesta di nuove o rinnovate competenze (Getting Skills Right: Assessing and Anticipating Changing Skill Needs ), con la discussione sull’analisi fatta dall’OCSE riguardo all’efficacia degli incentivi per l’apprendimento sul posto di lavoro e riguardo alle competenze nelle economie digitali.
Non sfugge ad un attento lettore di tutti questi documenti, l’inveterato sforzo di subordinare sempre l’istruzione alle esigenze del mondo del lavoro. I dati forniti non sono sempre completi. La UILScuola ha fatto notare che mancano informazioni sul livello di acquisizione delle competenze di base da parte degli studenti che attraverso l’apprendistato completano l’obbligo.
Questo è un aspetto non indagato dall’OCSE, a torto. Inoltre, la UILScuola ha fatto notare come la preoccupazione costante di anticipare o soddisfare le richieste del mercato del lavoro in materia di competenze, mettendo in discussione l’efficacia dei sistemi educativi, è una rincorsa a vuoto, vista la velocità con cui cambiano le esigenze delle aziende. Anche questo aspetto non è stato indagato.
Oltre alla riunione generale del comitato sindacale, la UILScuola ha fatto parte di una piccola delegazione ammessa a partecipare alla riunione del Gruppo Informale di Lavoro sul Futuro dell’Educazione. Obiettivo di questi incontri è la definizione di un modello efficace di curricolo che permetta anche e non solo il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall’ ONU per il 2030. Anche l’Italia partecipa e finanzia questo progetto che potrebbe avere ricadute reali su tutti i sistemi educativi dei Paesi dell’OCSE. Per questo motivo, i sindacati ne seguono con attenzione gli sviluppi.
PRONTA LA DIRETTIVA SULLA VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI – UIL: per loro il Miur prepara un triste futuro da tecnocrati
09 MAGGIO 2016
UIL: per loro il Miur prepara un triste futuro da tecnocrati
PRONTA LA DIRETTIVA SULLA VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI
Misure che fanno il verso alla legge Brunetta, superata dagli eventi.
Sbilanciato il ruolo di controllo dei direttori regionali.
Un sistema che rischia di rendere i dirigenti funzionali e dipendenti dal potere esecutivo, espressione della maggioranza di turno.
Troppo spostato l’obiettivo verso una logica amministrativa che ci riporta indietro nella storia.
“Eccellente, molto buono, buono, mancato raggiungimento degli obiettivi”: saranno questi voti che prenderanno i dirigenti scolastici in base ai nuovi criteri della direttiva sulla valutazione che ne fissa gli obiettivi e le modalità di composizione del nucleo di valutazione.
Un progetto di valutazione – mette in chiaro Rosa Cirillo, responsabile del dipartimento Dirigenti della Uil Scuola – che rischia di trasformare il dirigente scolastico in un funzionario, un burocrate da valutare in base al principio delle performance ideate dall’allora ministro Brunetta. Proprio lui che, in seguito, ha riconosciuto che non si può applicare quel modello valutativo alla scuola che ha sue specificità e diversa natura giuridica.
I diritti della scuola – spiega il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi – la libertà di insegnamento, il diritto allo studio e la libertà di scelta educativa da parte delle famiglie sono garantiti dalla Costituzione. L’indipendenza e la terzietà delle scuole devono essere tutelati.
La procedura proposta dal Miur, invece, comporterà una serie di conseguenze che privano la valutazione dei dirigenti scolastici di ogni garanzia di trasparenza e di salvaguardia dagli arbitri, mettendola nelle mani della burocrazia amministrativa con a capo i direttori scolastici regionali.
La valutazione dei dirigenti scolastici, così come quella di tutto il personale appartenente alla scuola dell’autonomia, deve invece garantire l’esercizio dell’autogoverno della scuola e rinviare alla contrattazione ogni elemento di valutazione che riguardi il personale.
Ci vogliono criteri oggettivi, oggettività ed organismi indipendenti – aggiunge Turi – mentre le ricadute valutative su tutto il personale in servizio debbono trovare nel contratto la sede della discussione ed attuazione.
Con il sistema di valutazione che c’è stato presentato – mette in rilievo Rosa Cirillo – la contrattazione dovrà stabilire solo come distribuire le risorse tra i dirigenti, sulla base delle “note di qualifica” decise dal direttore regionale in relazione all’istruttoria del nucleo di valutazione.
Si tratta del ritorno alla burocrazia, dove l’esigenza di controllo e di condizionamento prevale su quella di valorizzare e migliorare il sistema. Una controriforma che ci riporta indietro di decenni.
La contrattazione è il vero strumento di modernizzazione perché flessibile.
Questo approccio – mette in evidenza Turi – può determinare norme contrattuali condivise, in un quadro di regole normative rispettose dei principi di autogoverno della scuola dell’autonomia.
In questo modo si mantiene il necessario carattere di oggettività, con riferimento esclusivo agli atti dell’autonomia, alla valorizzazione delle risorse umane, alla condivisione dei modelli organizzativi messi in campo, alla cultura della promozione e del coinvolgimento degli organi collegiali nella gestione tutta dell’istituzione scolastica.
Svolgimento delle prove scritte per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria
06 MAGGIO 2016
Svolgimento delle prove scritte per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria: le prove fissate per il 30 e 31 maggio 2016 su tutto il territorio nazionale nel turno del mattino.
(Avviso del 6 maggio 2016)
SCIOPERO DELLA SCUOLA: conferenza stampa di presentazione mercoledì 11 maggio
06 MAGGIO 2016
Conferenza stampa di presentazione mercoledì 11 maggio
SCIOPERO DELLA SCUOLA
Flc Cgil, Cisl Scuola, UIl Scuola, Snals hanno proclamato uno sciopero che coinvolgerà tutto il personale della scuola (docente, educativo, ATA e dirigente) per l’intera giornata di venerdì 20 maggio 2016.
Motivazioni e obiettivi dello sciopero saranno illustrati in modo dettagliato nel corso di una conferenza stampa che si terrà mercoledì 11 maggio p.v. alle ore 10,30 presso l’Hotel Nazionale di piazza Monte Citorio 131 a Roma. Al termine della conferenza stampa vi sarà anche la consegna al Governo delle firme raccolte sulla petizione sottoscritta nelle settimane scorse in tutte le scuole italiane, un testo che evidenzia le diverse emergenze su cui da mesi i lavoratori e i sindacati sono mobilitati.
Comune a tutto il personale del comparto è la richiesta di vedere rinnovato un contratto fermo da parecchi anni. Per tutti si rivendicano percorsi di valorizzazione professionale e una sburocratizzazione del lavoro, nella prospettiva di un consolidato patto educativo tra scuola, famiglie e comunità sociale sostenuto anche da una forte e mirata politica di investimenti. Si rivendica inoltre la stabilizzazione dei tanti precari cui né il piano straordinario di assunzioni né le procedure concorsuali in atto hanno dato risposta.
Tra le questioni riguardanti in modo più specifico il personale ATA la mobilitazione sostiene la richiesta di una diversa politica degli organici, l’istituzione di un organico funzionale di istituto; la cancellazione delle disposizioni che impediscono di sostituire gli assenti e lo sblocco del turn over; l’introduzione della figura dell’assistente tecnico anche nelle scuole del primo ciclo; il bando dei concorsi per i Direttore dei Servizi Amministrativi; la ripresa dei processi di mobilità professionale interna; la fine delle ricorrenti disfunzioni del sistema informativo.
Per i docenti la mobilitazione è volta a rivendicare, anche ai fini di una piena salvaguardia della libertà di insegnamento, criteri trasparenti e oggettivi – definiti contrattualmente – per l’assegnazione alle scuole, una gestione partecipata e contrattata delle procedure di valorizzazione professionale, rifiutando una gestione verticistica del cosiddetto bonus, il sostegno e la promozione della collegialità come modello che può favorire la miglior qualità nella programmazione e nella gestione dell’offerta formativa. Tutto ciò in continuità con le azioni fin qui svolte per rimediare agli aspetti più dannosi della legge 107.
Per i dirigenti scolastici, oltre all’esigenza di un riallineamento retributivo rispetto al resto della dirigenza pubblica, si rivendica il superamento delle assurde differenze nel trattamento economico legate alle diverse modalità di reclutamento, la fine del sistematico ricorso alle reggenze, l’eliminazione di responsabilità improprie, il ripristino delle risorse per i contratti regionali sul salario accessorio, la riconduzione alla contrattazione della mobilità e dei conferimenti di incarico.
Nel corso della conferenza stampa forniremo ulteriori approfondimenti e materiale informativo sugli obiettivi della giornata di sciopero e sulle modalità con cui si svolgeranno, nella stessa giornata, iniziative su tutto il territorio nazionale.
FLC CGIL Domenico Pantaleo | CISL SCUOLA Maddalena Gissi | UIL SCUOLA Giuseppe Turi | SNALS CONFSAL Marco Paolo Nigi |
VALIDITÀ ANNO DI PROVA E FORMAZIONE PER I DOCENTI ASSUNTI IN FASE C E B: Finalmente riconosciuti i diritti dei neoassunti esclusi dalla formazione
06 MAGGIO 2016
Finalmente riconosciuti i diritti dei neoassunti esclusi dalla formazione
VALIDITÀ ANNO DI PROVA E FORMAZIONE PER I DOCENTI ASSUNTI IN FASE C E B
UIL: L’ESIGENZA DI RIDARE DIGNITÀ AL CONFRONTO E ALLA CONTRATTAZIONE VIENE NUOVAMENTE CONFERMATA DAI FATTI.
Il ministro in quattro mesi di tempo, segnalazioni verbali, richieste e solleciti dei sindacati, sentenze di condanna dei giudici emana un decreto su cui sarebbe bastato ascoltarci da subito.
Intanto la magistratura riconosce anche il diritto a non reiterare la formazione dell’anno di prova per chi l’ha già effettuato una volta nella carriera.
Per la UIL si devono fermare i motori e si deve riaprire il confronto per arginare la cattiva gestione che peggiora gli errori della legge 107.
Il decreto 290 del 2 maggio 2016 riconosce ai docenti assunti nelle fasi B e C il diritto ad espletare l’anno di prova e formazione.
Destinatari
Sono i docenti neoassunti che:
- hanno differito la presa in servizio e svolgono una supplenza in una scuola di ordine e grado diverso, purché su insegnamento affine (possesso del titolo di studio valido per l’accesso);
- sono stati nominati in fase C su classi di concorso di scuola secondaria di secondo grado, chiamati a prestare servizio presso scuole di ordine e grado diverso.
Assegnazione dei tutor
In base a iniziative progettuali, didattiche e metodologiche dell’area di utilizzo dei docenti.
Durata dei percorsi
Resta di 50 ore, articolata in attività frontali, e-learning, in laboratorio e in presenza con il tutor.
Cosa fa l’amministrazione scolastica territoriale
Rimodula i corsi già avviati per favorire l’accoglienza dei nuovi ammessi
Cosa fa la scuola di servizio
- Fornisce gi elementi necessari alla valutazione preliminare del percorso formativo effettuato;
- Riunisce il comitato di valutazione che esprime un parere fondato sulla conferma/non conferma in ruolo alla scuola di titolarità
Cosa fa la scuola di titolarità
Il dirigente scolastico, sulla base degli elementi forniti, emana il provvedimento di conferma/disconferma in ruolo. In caso di mancata conferma il docente può ripetere l’anno di prova e formazione.
Come va calcolato il servizio
Il numero dei giorni di servizio (previsto di 180 e 120 giorni) va riproporzionato rispetto alla data di presa di servizio
COMITATI DI VALUTAZIONE: così come sono concepiti non servono a niente
04 MAGGIO 2016
Così come sono concepiti non servono a niente
COMITATI DI VALUTAZIONE
Il monitoraggio non può trasformarsi in una gabbia ideologica in cui le persone, dopo l’identificazione, vengono inviate a formazione obbligata.
Le procedure di attribuzione del bonus che ha natura di salario accessorio, non devono essere confuse con quelle di valutazione dei docenti; la prima, fonte di enormi contestazioni resta nell’ambito della 107; la valutazione dei docenti, cosa ben diversa ed argomento delicato va ricondotta nella sede contrattuale per correggere gli errori ed eliminare la confusione indotta dalla legge; con questaprocedura non si riconoscono ai docenti le molteplici e diverse professionalità, svilite da trattamenti economici troppo bassi, che si intende nascondere sotto goffi tentativi di valorizzazione del merito.
Solo una adeguata sede pattizia può intervenire in maniera equilibrata sulla materia come già accaduto con la commissione per l’articolo 22 nel 2004.
Dalla presentazione dei documenti del MIUR sulla costituzione dei comitati di valutazione e sulle loro attività sono emerse tante criticità su cui la UIL ha espresso la propria netta contrarietà. L’identificazione nominativa dei componenti del comitato di valutazione, non fornisce alcun elemento di sistema, la rilevazione parte in modo asimmetrico rispetto a finalità ed obiettivi che dovranno essere riallineati dal comitato tecnico nazionale.
Occorre rilevare che i documenti sono già pubblicati e trasmessi alle scuole.
E’ certo che un confronto più aperto avrebbe evitato errori grossolani. A che serve, ci chiediamo, ai fini della rilevazione conoscere i nomi dei componenti invece che la loro professionalità? Anzianità di servizio, titolarità, esperienza pregressa, formazione specifica e quant’altro. A cosa rileva il tipo di comunicazione usata per le motivazioni di attribuzione del bonus? Il monitoraggio non deve aumentare la già lunga pletora delle complicazioni burocratiche né confondere ancor più le idee.
Le modifiche alla tempistica già definita per la elaborazione delle procedure di autovalutazione, il RAV, ed i suoi aggiornamenti, i piani di miglioramento, il bilancio sociale hanno l’effetto di far coincidere impropriamente il bonus con la valutazione delle persone.
Il bonus e la chiamata diretta dagli ambiti sono effetti, tra i più nefasti della legge 107, che vanno cambiati. I numerosi errori presenti, ormai anche riconosciuti, meritano una pausa di riflessione per evitare che la legge si strasformi nella tomba dell’autonomia invece che nella sua valorizzazione.
USR SICILIA: Istituzioni scolastiche autonome della Sicilia a.s. 2016-2017
03 MAGGIO 2016
USR SICILIA: Istituzioni scolastiche autonome della Sicilia a.s. 2016-2017
Presa d’atto del Dimensionamento della rete scolastica della Sicilia per l’a.s.2016/17, disposto dall’Assessore dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana. DDG USR Sicilia prot.7451 del 3/5/2016.


