I 4 DPCM che autorizzano le assunzioni per 2400 posti nella PA
Nel complesso, i quattro DPCM delineano un intervento che appalesa la volontà di ricostruire gradualmente gli organici della PA, colpiti negli anni da pensionamenti e blocchi del turn over. Trattasi di strumenti diversi ma complementari, utilizzati per rispondere sia a carenze strutturali di organico sia alla necessità di valorizzare competenze già presenti nella macchina amministrativa.
La parte più consistente delle assunzioni riguarda le amministrazioni centrali, con numeri particolarmente significativi per alcuni dicasteri. Tra questi figurano:
- il Ministero della Giustizia, con oltre 1400 unità tra funzionari, assistenti e dirigenti;
- il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che potrà bandire concorsi per 142 posti;
- l’INAIL, autorizzato a oltre 230 assunzioni, soprattutto in ambito sanitario;
- l’Automobile Club d’Italia, con un piano triennale che supera le 260 unità;
- il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che potrà rafforzare la propria struttura amministrativa e diplomatica.
- Uno dei capitoli più rilevanti riguarda il rafforzamento dell’Albo nazionale dei segretari comunali e provinciali, affidato al Ministero dell’Interno. Il DPCM dell’8 gennaio 2026 autorizza 98 nuove assunzioni, destinate a coprire una parte delle oltre 2200 sedi attualmente scoperte.
- I dati ufficiali fotografano una situazione critica: a fronte di 4924 sedi di segreteria, i segretari in servizio sono poco più di 2600. Le scoperture riguardano soprattutto i comuni di piccole e medie dimensioni, con un impatto diretto sulla capacità amministrativa degli enti locali.
A emergere con chiarezza dall’analisi dei testi è la pluralità delle modalità di assunzione autorizzate. Accanto ai concorsi pubblici tradizionali, i DPCM consentono infatti:
- stabilizzazioni di personale già in servizio, in particolare nei comparti più sotto pressione;
- scorrimenti di graduatorie vigenti, per ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego;
- mobilità volontaria tra amministrazioni, nel rispetto dei limiti finanziari e dei piani dei fabbisogni.