Visite fiscali, aumentano i controlli: tutte le regole per il 2026

   L’INPS ha deciso di potenziare la vigilanza, mantenendo invariati gli obblighi per i lavoratori ma incrementando l’attenzione sulle verifiche domiciliari. La scelta arriva dopo un 2025 caratterizzato da numeri in crescita sia per quanto riguarda i certificati medici sia per le visite fiscali effettuate. Un segnale chiaro della volontà dell’Istituto di rafforzare gli strumenti di contrasto agli abusi.

La visita fiscale è uno strumento di accertamento previsto dalla legge per verificare che l’assenza dal lavoro per motivi di salute sia reale, documentata e coerente con la diagnosi indicata nel certificato. Una volta che il medico curante trasmette telematicamente il certificato all’Istituto, il lavoratore entra nel sistema di monitoraggio.
L’incremento delle verifiche non ha carattere punitivo. L’obiettivo dichiarato è garantire equità e correttezza, contrastando comportamenti scorretti senza penalizzare chi si assenta per reali motivi di salute.

L’ l’INPS può disporre in qualsiasi giorno – compresi sabato, domenica e festivi – l’invio di un medico fiscale presso l’indirizzo indicato nel certificato stesso. È fondamentale che il domicilio comunicato sia corretto e aggiornato: eventuali errori o imprecisioni possono infatti generare contestazioni.
Le finestre di reperibilità, valide in modo uniforme per settore pubblico e privato. Il lavoratore deve trovarsi presso il domicilio indicato nelle fasce comprese tra le 10:00 e le 12:00 e tra le 17:00 e le 19:00.

Il medico incaricato non effettua una nuova diagnosi completa, ma verifica la compatibilità tra la patologia dichiarata e lo stato di salute riscontrato al momento del controllo. Può inoltre valutare la prognosi, confermandola o proponendone una modifica, ad esempio riducendo i giorni di malattia se ritiene che le condizioni del lavoratore consentano un rientro anticipato.

L’estensione anche alle giornate festive e domenicali rende il sistema particolarmente rigoroso, poiché la verifica può avvenire in qualunque giorno coperto dal certificato.

Al di fuori di queste fasce, il lavoratore può allontanarsi, ma deve comunque rispettare le prescrizioni mediche e mantenere un comportamento coerente con lo stato di malattia dichiarato. Attività incompatibili con la patologia – qualora accertate – potrebbero dare luogo a ulteriori contestazioni disciplinari.

Non tutte le assenze durante la fascia di reperibilità comportano automaticamente una sanzione. La normativa prevede alcune cause di giustificazione, come ad esempio visite mediche urgenti, esami diagnostici indifferibili o situazioni di forza maggiore. L’onere della prova ricade sul lavoratore, che deve fornire documentazione adeguata in tempi rapidi. La mancata presentazione di giustificazioni valide può tradursi in conseguenze economiche significative, ivi compresa sospensione totale del trattamento economico per l’intera durata della malattia certificata.

Oltre agli effetti sull’indennità, nei casi più gravi possono essere attivati procedimenti disciplinari da parte del datore di lavoro, soprattutto qualora emergano comportamenti incompatibili con lo stato dichiarato.

. L’attenzione particolare riservata al pubblico impiego, dove il rapporto tra certificati e controlli risulta stabilmente più elevato, indica la volontà di mantenere alta la soglia di vigilanza in quei settori considerati più esposti a potenziali irregolarità.