31 AGOSTO 2016
Chi non ha avuto assegnato ambito o sede di titolarità’ viene parcheggiato nella scuola dell’a.s. precedente
RENDICONTAZIONE SPESE BONUS FORMAZIONE
Con una circolare del 29 agosto il MIUR fornisce alle scuole le istruzioni per raccogliere la documentazione relativa alle spese sostenute dai docenti destinatari del bonus per l’aggiornamento professionale.
La stessa nota proroga il termine per la rendicontazione al 15 ottobre 2016 e trasmette alle scuole i modelli necessari.
Possono essere dichiarate spese effettuate entro il 31 agosto. La documentazione dovrà essere consegnata dal docente all’Istituzione scolastica di ultima titolarità. La tempistica di emanazione della nota rivela tutti i limiti dell’approccio burocratico del MIUR che – ignorando i tempi della scuola ed il lavoro già svolto dagli uffici di segreteria – fornisce istruzioni tardive a ridosso della scadenza e dell’inizio del nuovo anno scolastico. La conseguenza di questa scelta è che le scuole ed i docenti dovranno rimettere mano ad un lavoro concluso. Questa duplicazione di adempimenti che ricadono sul personale e che poteva essere evitata programmando per tempo la comunicazione è l’ennesima prova della distanza degli uffici del Ministero dalla realtà e dal lavoro e dalla vita delle scuole e di chi vi opera.
Dott. Alessandro Fusacchia – Capo di Gabinetto
Dott.ssa Rosa De Pasquale – Capo Dipartimento
Dott.ssa M. Maddalena Novelli – Direttore Generale
Dott. Giuseppe Bonelli
MIUR
La scrivente segreteria nazionale, con la presente nota, reitera la richiesta, già presentata nel corso dell’incontro Miur/sindacati del 18 agosto scorso, tesa a consentire al personale con procedimento di conciliazione in corso, ovvero in attesa di provvedimento di assegnazione provvisoria, di restare nell’attuale sede di servizio.
Tanto si chiede, in attesa che si definisca l’iter procedurale che riguarda le posizioni giuridiche di ognuno, relativamente al servizio che dovrà prestare nell’anno scolastico 2016/2017.
E’ superfluo sottolineare l’inutile spreco di tempo e di denaro, oltre che di gestione amministrativa che si verrà a determinare per spostamenti, temporanei e non definitivi, che riguarda migliaia di docenti, senza considerare l’aggravio di un possibile aumento del contenzioso già in atto.
Pasquale Proietti
Segretario nazionale
UIL: ORA LA COLPA È DI CHI È VENUTO A FARLO?

L’impostazione che è stata data al concorsone è viziata da una serie di elementi tutti negativi: la fretta politica, la sottovalutazione della complessità della procedura, la mancanza di un progetto di fattibilità, la mancanza di confronto e dialogo e la predisposizione, in risposta, di una procedura tutta burocratica con la pretesa dell’innovazione (computer based, lingua straniera, ecc).
Con questo insieme di dati e con queste premesse – fa notare Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola – partendo da una fotografia reale delle diverse situazioni professionali si sarebbe potuta prevedere una prova di accesso per i diplomati magistrali in possesso dell’abilitazione, acquisita prima del 2000.
Dopo il 2000 – precisa Turi – quel titolo non è più abilitante ed ha perso la validità giuridica.
Oggi occorre una formazione universitaria e l’acquisizione di specifica abilitazione.
C’è poco da stupirsi quindi, se si valutano i dati in modo obiettivo: la scuola dell’infanzia e la scuola primaria raccolgono la maggior parte dei candidati di questo concorso. E’ dunque presumibile una forte presenza di candidati che ancorché forniti di abilitazione (quella del vecchio istituto magistrale) o non aveva mai insegnato o ha cercato di cambiare lavoro o ancora se era inattiva con un titolo di studio valido, ha partecipato al concorso con la speranza di un posto nella scuola.
Vale la pena di sottolineare che le commissioni sono costituite da docenti – e pur nell’assurdo paradosso, mette in evidenza Turi, che li vede al top della stima delle persone e in coda ai livelli retributivi nelle categorie professionali – che hanno mostrato serietà, rigore, coerenza, vitalità del sistema, svolgendo un lavoro selettivo in favore della scuola pubblica che ha bisogno di docenti preparati ed anche motivati.
Quindi non è la scuola che è mancata, né i candidati ma, forse, qualche responsabilità se la prenda chi ritiene di essere autosufficiente, di non parlare con nessuno e di nascondersi dietro la propaganda del tutto va bene, salvo ribaltare le responsabilità sul personale che amministra.
Ci auguriamo – sottolinea il segretario della Uil Scuola – che si inauguri una nuova stagione in cui il confronto pubblico e trasparente possa favorire le scelte migliori e contribuire a fare il minor numero di errori.
Ed infine – puntualizza Turi – non è possibile parlare di scuole e di personale, traendo giudizi del tutto gratuiti, focalizzando il dibattito su situazioni del tutto marginali come quelle che stanno animando il dibattito di questi giorni: 100 mila docenti, peraltro aspiranti al ruolo, rappresentano il 10% del personale docente della scuola che, ricordiamo, riceve il gradimento del 70% delle famiglie italiane che in una graduatoria di gradimento li mette al terzo posto dopo magistrati e Forze dell’Ordine.
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la SiciliaUfficio VII – Ambito territoriale di Catania
Catania, 25 agosto 2016
Oggetto: Individuazioni per competenze docenti scuole del primo ciclo. Art.1 comma 82 della legge 107/2015. Si pubblicano sul sito web http://www.ct.usr.sicilia.gov.it, a chiusura delle operazioni di competenza di quest’Ufficio, gli elenchi dei docenti del primo ciclo d’istruzione che, assegnati su ambito territoriale dopo la fase B-C-D dell’art. 6 del CCNI sulla mobilità per l’a.s.2016/2017, sono stati individuati per competenze nelle istituzioni scolastiche come previsto dalla legge 107/2015 art.1 comma 82. Il dirigente Emilio Grasso
elencoDocenti Infanzia per ambito
elencoDocenti Primaria per ambito
elencoDocenti secondaria I grado -2
QUI DI SEGUITO LA NOTA INOLTRATA UNITARIAMENTE DAI SEGRETARI NAZIONALI, COMPARTO SCUOLA: ,UIL SCUOLA Giuseppe Turi, FLC CGIL Domenico Pantaleo, CISL SCUOLA Maddalena Gissi, SNALS CONFSAL Marco Paolo Nigi. Sen. Stefania Giannini
Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Dott. Alessandro Fusacchia
Capo di Gabinetto del MIUR
Dott. Rosa De Pasquale
Capo Dipartimento Istruzione
Dott. Maria Maddalena Novelli Direttore Generale del Personale
LORO INDIRIZZI
In considerazione dei gravissimi disagi che si stanno verificando nelle aree territoriali interessate dal sisma, si chiede l’immediata sospensione, per le aree in questione, di tutte le scadenze previste per le operazioni di utilizzo e assegnazione del personale, e che le stesse siano successivamente rideterminate in base all’evolversi della situazione, insieme a ogni altro provvedimento che si rendesse necessario per assicurare un regolare avvio dell’anno scolastico.
Distinti saluti
Un forte pensiero di compenetrazione e solidarietà nei confronti di tutte le persone che abitano e sono stati interessati dal devastante terremoto, delle vittime, dei loro familiari.
Un pensiero e la nostra solidarietà per tutto il corpo docente e gli alunni.
salvo mavica et segreteria territoriale Uil Scuola catania.
Graduatorie provinciali ad esaurimento definitive del personale docente a.s. 2016/2017 aggiornate ed integrate in applicazione del D.M. n. 495/2016.
Pubblicazione rettifiche
I sacrifici per il risanamento dei conti pubblici hanno nomi e cognomi: i pensionati e i dipendenti pubblici. Per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego e della scuola servono 7 miliardi ed è solo una parte di ciò che è stato preso e spostato sull’offerta.
Dopo il check-up alla nostra economia effettuato dall’Istat alla vigilia di Ferragosto, che certifica lo stop del PIL (risultato a “zero” nel secondo trimestre) siamo alla vigilia della Legge Stabilità 2017 che dovrà occuparsi di reperire i fondi per effettuare quella manovra espansiva a cui ha fatto ripetutamente riferimento il Premier per rilanciare il ciclo economico.
Le misure macro economiche di giugno sono esemplificative: produzione -1%, esportazioni -0,4%, consumi -1,3%, preannunciano il peggio.
La ripresa del confronto tra Governo e parti sociali ha evidenziato come siano necessarie politiche di investimento (rinnovo dei contratti del pubblico impiego) per supportare la crescita economica e ridare fiato allo stato sociale (interventi sulle pensioni), pesantemente compromesso da oltre un ventennio di misure ultraliberiste, ed agire per ridare fiato alla ripresa dei consumi.
La storia ce lo insegna, se si vuole uscire dalla stagnazione, bisogna agire su lato della domanda con la leva della politica fiscale, visto che quella monetaria, abbondantemente utilizzata dalla BCE, non ha funzionato; gli investimenti privati sono stati pressoché inesistenti.
E’ dalla domanda aggregata che bisogna ripartire. Ciò in assoluta controtendenza – fa notare il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi – rispetto alle prescrizioni di Confindustria che, ancora una volta, chiede interventi sull’offerta: una ricetta che ha già fallito. Stucchevole la ricetta economica degli industriali: poco mercato, più protezionismo, più assistenza alle imprese con l’aspettativa, mai realizzata, dell’aumento dell’occupazione.
Nulla di nuovo: stessi metodi e la pretesa di dettare regole e modelli di sviluppo che ci stanno condannando all’austerità che a parole si vuole superare.
E’ dalle persone che bisogna ripartire azionando comportamenti economici positivi per l’economia del Paese che lascino intravvedere un futuro positivo per loro e le loro famiglie, farle sentire parte attiva di una comunità.
E’ quanto ci dice continuamente il Presidente della Repubblica che rilancia l’Unità del Paese, contro la sua inaccettabile divisione e frammentazione.
I sacrifici per il risanamento dei conti pubblici hanno nomi e cognomi: i pensionati e i dipendenti pubblici. Per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego servono 7 miliardi ed è solo una parte di ciò che è stato preso e spostato sull’offerta. Di questi circa la metà vanno al personale della scuola , dell’università , della ricerca e dell’alta formazione, di recente accorpato, in un nuovo comparto che rappresenta l’investimento per il futuro.
Attenzione a non commettere sempre gli stessi errori, proprio la scuola lo testimonia. Anche lì, con la 107 si è adottato uno schema mercatista mutuato da modelli di tipo confindustriale, che scimmiottano esperienze di altri paesi molto diversi dal nostro, molto al di fuori della nostra tradizione: i risultati (negativi) sono sotto gli occhi di tutti. Una legge divisiva che sta erodendo un patrimonio che recenti ricerche hanno confermato: la scuola è al terzo posto per la fiducia degli italiani dietro la magistratura e le forze dell’ordine.
Ci auguriamo che evocare l’assalto alla diligenza non sia l’ennesimo alibi per fare ricadere l’onere del risanamento dei conti sui lavoratori e pensionati e dividere ulteriormente il paese.