01 GIUGNO 2016
AT DI CATANIA: Scuola secondaria di I grado. Dotazione organica a.s. 2016/2017
Scuola secondaria di I grado.
Pubblicazione dotazione organica a.s. 2016/2017
Slitta al 3 giugno la scadenza per le domande della seconda fase della mobilità Uil: in ventimila completeranno la domanda venerdì
92.286 domande inserite a sistema, 74.972 quelle inoltrate: sono questi i numeri della mobilità di giugno, quella delle fasi B, C, D che riguarda i trasferimenti interprovinciali e i neo immessi in ruolo. A leggere i dati si scopre subito che sono quasi ventimila le domande inserite nel sistema e non inoltrate. Questo significa che ci sono almeno ventimila persone che, a distanza due giorni dalla nuova scadenza fissata dal Miur al 3 giugno, hanno la domanda ‘predisposta’ e non ‘inviata’. Un giorno in più perché altrimenti l’invio doveva essere fatto entro domani e la festa della Repubblica rischiava di trasformarsi in un click day. Domani, invece non saranno attive le funzioni di service desk. Venerdì il completamento della procedura riguarderà una persona su cinque fra tutte quelle che hanno fatto domanda. All’appello mancano poi 339 domande di coloro che hanno vinto il concorso e 2.605 domande da parte di quanti sono nelle graduatorie ad esaurimento (GAE). Per questi ultimi, se non presenteranno la domanda scatterà il trasferimento d’ufficio con punti zero.
Personale ATA: Graduatoria di circolo e d’istituto di 1° fascia
Le domande on line entro il 4 luglio. I candidati già inclusi o che chiedono l’inclusione nella graduatoria permanente provinciale ATA possono, a domanda, chiedere l’inserimento anche nelle graduatorie di circolo e d’istituto, attraverso la presentazione della domanda che dovrà essere inviata tramite le “istanze on line”. L’applicazione per l’invio on line del modello di domanda (All. G) sarà disponibile a partire dalle ore 9.00 del 3 giugno. La domanda potrà essere presentata fino alle ore 14.00 del 4 luglio.
Lo definisce una nota del Miur inviata alle Direzioni Regionali
E’ di oggi la comunicazione inviata dalla Direzione del personale del MIUR ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali: i contratti di lavoro a tempo determinato su posti in organico di diritto, del personale ATA, sono prorogati al 31 di agosto.
Finalmente una risposta certa al personale ( più volte da noi sollecitata http://www.uil.it/uilscuola/node/4557).
La Funzione Pubblica ha, infatti, comunicato che sono venuti meno gli elementi ostativi (procedure di mobilità intercompartimentale del personale delle Province) che impedivano la proroga.
Resta comunque, la possibilità di proroga anche per i contratti effettuati su organico di fatto (posti disponibili ma non vacanti) per le esigenze di servizio che i rispettivi Dirigenti scolatici dovranno valutare ai sensi del regolamento delle supplenze ( D.M 430/2000).
Ora attendiamo che si sblocchino anche gli oltre 6.000 posti per le immissioni in ruolo del personale ATA, visto che i motivi ostativi ( gli stessi che impedivano le proroghe al 31 agosto) sono venuti meno.
By segreteria territoriale Uii Scuola Catania, salvo mavica, segretario generale.
A.T. Catania
INFORMATICONUIL L’interrogazione orale: un’interazione necessaria con gli studenti è il patrimonio della nostra scuola Turi: libertà e indipendenza di pensiero, presupposto necessario per qualità istruzione. Inadeguati i paragoni con il mondo anglosassone. Oggi il Ministro se ne ricorda. Finalmente una affermazione che valorizza la nostra scuola e ciò che rappresenta. Quella scuola che, è sbagliato paragonare sempre ad altre esperienze che sono basate su una comunicazione non verbale con il ricorso a test e verifiche scritte. Se ne è ricordata oggi il ministro Giannini – sottolinea Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola commentando le affermazioni del ministro durante una trasmissione radiofonica – che ha ricordato come ‘esporre a voce un argomento, dove non si può copiare e si capisce se un ragazzo è padrone dell’argomento’, è patrimonio della nostra scuola. Un approccio – aggiunge Turi – ben diverso dal patrimonio del mondo anglosassone che privilegia la misurazione delle competenze, piuttosto che l’insegnamento della scuola italiana, tradizionalmente basata sulle conoscenze, sul dubbio e la ricerca che porta all’acquisizione delle competenze. Un insegnamento il cui strumento principale è l’iterazione e la rappresentazione delle realtà e dell’astrattezza concettuale, ma questo è il frutto della tradizione della nostra scuola che non deve essere disperso in un meccanismo di omologazione che purtroppo nel nostro paese per motivazione non sempre nobili, è alla ricerca di paragoni e di modelli che poco o niente sarebbero da imitare. Se continueremo a difendere la nostra inimitabile capacità di insegnamento ed apprendimento – sostiene Turi – a valorizzare l’autonomia scolastica come luogo di libertà ed indipendenza, forse riusciremo a fare un’Europa dei popoli e non della finanza e del profitto.
Si pubblicano le note, prot. 9112 del 24 maggio 2016, dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia e prot.2881 del 12 maggio 2016, dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, relative al Funzionamento dei Centri Provinciali di Istruzione degli Adulti (CPIA).
Allegati:
I CRITERI PER LA SCELTA DELLE SCUOLE DEVONO SOSTENERE LA QUALIFICAZIONE DELL’OFFERTA EDUCATIVA
Il Coordinamento nazionale per le politiche dell’Infanzia e della sua scuola ha partecipato, il 23 maggio, ad una riunione presso la sede Invalsi; presenti, tra gli altri, il direttore Paolo Mazzoli, Cristina Stringher ricercatrice presso l’Invalsi, Giancarlo Cerini, Rossana Cuccurullo e Franca Rossi quali componenti del gruppo di lavoro attivato presso l’Invalsi e, per il Miur, la dott.ssa Maria Rosa Silvestro.
L’incontro a carattere operativo ha avuto come oggetto l’avvio della sperimentazione di uno specifico Rapporto di Auto Valutazione (RAV) riferito alla Scuola dell’Infanzia, nell’ambito del più ampio percorso di autovalutazione avviato dal 2014 in tutte le istituzioni scolastiche all’interno del quale anche la scuola dell’infanzia dovrà trovare una propria specifica collocazione.
Un’apposita nota Miur prevista per giugno annuncerà l’avvio di una fase preliminare di rilevazione da realizzarsi nella prima quindicina di settembre 2016 in forma di consultazione per raccogliere dati e informazioni sulle Scuole dell’infanzia, inserite in istituzioni scolastiche statali, pubbliche e paritarie, finalizzata a rilevare suggerimenti e contributi degli insegnanti in merito al prototipo di modello RAV elaborato dall’Invalsi.
Successivamente, nel corso della prima parte dello stesso anno scolastico 2016-2017 partirà la fase sperimentale che coinvolgerà circa 450 scuole, selezionate sulla base di criteri tali da soddisfare una duplice esigenza: la “casualità” del campione, garanzia della sua attendibilità scientifica e, al tempo stesso, l’opportunità di raccogliere adesioni di scuole motivate e supportate da pregresse significative esperienze.
Il Coordinamento, a tale riguardo, sottolinea la rilevanza di due aspetti fondamentali:
– la valorizzazione della Scuola dell’infanzia come parte del sistema di istruzione a tutti gli effetti (ribadita in via definitiva dalle Indicazioni nazionali);
– l’elaborazione di strumenti e modalità di valutazione coerenti con il modello pedagogico e la specificità della Scuola dell’Infanzia: tra questi, prioritariamente, osservazione e documentazione come passaggi ineludibili verso una valutazione autenticamente formativa, quale deve essere in questo segmento del sistema di istruzione.
Il Coordinamento è impegnato ad accompagnare con propri contributi il percorso istituzionale, anche con specifiche proposte in merito ai criteri per l’individuazione delle scuole, l’avvio della sperimentazione, la sua implementazione e l’attuazione a regime.
Particolare attenzione, a parere del Coordinamento, va riservata a quelle istituzioni scolastiche che già realizzano o intendano realizzare progetti di costruzione del curricolo verticale, nell’ottica 3-16 e oltre, valorizzando lo scambio professionale sistematico tra i docenti dei diversi segmenti del sistema scolastico, in vista di una reale continuità educativo-didattica.
L’invito che il Coordinamento rivolge alle istituzioni scolastiche è quello di partecipare attivamente alla fase della consultazione, per offrire suggerimenti e indicazioni che scaturiscano dalla diretta esperienza professionale degli insegnanti della Scuola dell’infanzia, i quali, anche in collaborazione con i colleghi degli altri gradi di scuola, si confrontano con le difficoltà dell’odierno “fare scuola”.
NON PUÒ LIMITARSI A PROSPETTARE SOLUZIONI, DEVE ATTUARLE.
Si è svolto presso il Miur l’incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali rappresentative della scuola sulle problematiche ATA.
Per la Uil Scuola ha partecipato Antonello Lacchei. La riunione si è incentrata sulle diverse questioni. Vediamole una ad una.
Proroghe supplenze
I rappresentanti del ministero hanno riferito di una interlocuzione con la funzione pubblica che consentirebbe la proroga delle supplenze al 30 luglio. Si starebbe lavorando ad una ipotesi di proroga al 31 agosto delle supplenze sui posti disponibili in organico di diritto. Sugli altri posti resterebbe la possibilità da parte del dirigente di chiedere la proroga, motivandola.
Immissioni in ruolo
È stata rinnovata al MEF ed alla Funzione Pubblica la richiesta di autorizzazione degli oltre 6.000 posti disponibili riferiti all’organico dell’anno scolastico 2015/2016. Su questi si dovrebbe procedere entro il mese di agosto, utilizzando le graduatorie attualmente vigenti. Successivamente verrebbe inoltrata la richiesta di copertura dei posti resi disponibili dal turn over di quest’anno.
Posizioni economiche bloccate dal 2011
È stato ultimato il conteggio delle posizioni riattivate. Il numero di queste – inferiore a quello previsto dalla legge che riconosceva il diritto all’una tantum a coloro che avevano subito il blocco – consente la liquidazione degli arretrati a coloro che, pur avendo riconosciuta giuridicamente la posizione, non li avevano percepiti.
Ancora una volta dobbiamo constatare che i problemi restano irrisolti, anche quelli, che all’apparenza sembrano semplici, ma che per i lavoratori sono fonte di incertezza e frustrazione.
Da un lato la legge prevede il turn – over nella scuola e sono stati chiesti per questo, circa 6.000 posti.
Dall’altro la legge finanziaria ne congela l’attuazione per i profili amministrativi per via della mobilità del personale delle Province,.
Così sui rimanenti posti in organico di diritto sono state fatte supplenze a tempo determinato sino al 30 giugno, mentre la norma prevede la scadenza al 31 agosto.
Una situazione che mostra la paralisi dell’amministrazione che non riesce a dare soluzione anche a problemi ormai ben noti, chiari e su cui sono tutti d’accordo
Una condizione che si sta protraendo nel tempo contro ogni logica percepibile e di buon senso.
Ad un mese dalla scadenza del termine del 30 giugno i lavoratori non sanno se il loro contratto sarà prorogato o meno.
Di conseguenza, non sanno se potranno usufruire delle loro ferie, visto che la legge ne impedisce il pagamento.
Se questa è buona scuola, iniziamo seriamente a preoccuparci, nel silenzio assordante delle politica e di chi dovrebbe dare risposte concrete.
ATTRAVERSO LA SOTTRAZIONE DI QUELLE DESTINATE ALLA SCUOLA STATALE.
Dopo l’approvazione in Senato lo scorso 14 maggio, la Camera ha approvato, con la fiducia, il decreto legge in “materia di funzionalità del sistema scolastico”.
Il decreto, passato alla Camera con un testo praticamente blindato dal Senato, presenta alcuni aspetti positivi, altri che pongono fine a palesi ingiustizie come quella degli insegnanti della scuola dell’infanzia – sottolinea Pino Turi, partendo dall’esame dell’articolato – ma contiene anche norme che ci vedono fortemente contrari come il travaso di risorse dalla scuola pubblica a quella privata utilizzando i fondi previsti per la valorizzazione ed il miglioramento di quelle statali.
La Uil Scuola ha effettuato un analisi di dettaglio dell’articolato del decreto, ecco quanto ne deriva.
Sistema integrato 0-6 anni
La modifica apparentemente formale da ‘livelli essenziali’ a ‘bisogni standard’ è nella sostanza positiva se riesce a mantenere la specificità organizzativa e gestionale del settore 0 – 3 anni di tipo assistenziale da quello di istruzione per i bambini 3-6 anni.
Mai più apprendisti-insegnanti
E’ da cogliere positivamente il cambiamento apportato da ‘apprendistato’ a ‘ tirocinio’.
Una differenza sostanziale che coglie lo status degli insegnanti che, superato il concorso, svolgono un tirocinio (non fanno apprendistato).
Rifinanziata l’operazione scuole belle
E’ la proroga alla soluzione di un problema di finanziamento per i Servizi di pulizia delle scuole che trova la sua giustificazione negli interventi sullo stato degli edifici scolastici del nostro Paese, che non hanno bisogno di interventi di abbellimento, ma di (ri)strutturazioni profonde. La misura che copre assai poco le esigenze concrete delle scuole che necessitano di ben altri interventi strutturali.
Concorsi in ritardo, si posticipano i tempi
In previsione dei ritardi nella conclusione dei concorsi in atto si posticipa al 15 settembre 2015 la possibilità di assunzione a tempo indeterminato con decorrenza economica dalla effettiva presa di servizio.
Questo produrrà anche il posticipo della validità triennale delle graduatorie.
Insegnanti della scuola dell’infanzia: superata l’ingiustizia ma manca l’organico potenziato
L’emendamento introdotto va a porre rimedio alla situazione degli insegnanti della scuola dell’infanzia, che hanno partecipato al concorso del 2012, che sono risultati idonei ma la cui assunzione era stata rinviata all’attuazione della delega per lo 0-6.
Quel che manca è la predisposizione dell’organico potenziato anche per la scuola dell’infanzia che avrebbe potuto aumentare l’offerta formativa in un settore che non riesce neanche a garantire a tutti i bambini dai 3 a 6 anni la frequenza della scuola dell’infanzia.
12, 2 milioni di euro alle paritarie
Risulta piuttosto opaca la procedura con la quale studenti disabili potranno essere inseriti nelle scuole private, dietro erogazione di uno specifico contributo.
Una misura di civiltà viene realizzata nel modo più sbagliato. Per trasferire questi fondi alle scuole private si utilizzano i fondi che la legge 107 destina alla valorizzazione e al miglioramento delle istituzioni scolastiche. Un sistema di travaso inaccettabile.
Supplenti pagati per decreto
In un paese normale chi lavora viene pagato puntualmente. Nel nostro per essere pagati ci vuole un decreto.Tra le misure inserite c’è, infatti, anche quella legata agli stipendi del personale supplente che dovranno essere erogati entro 30 giorni. Il rispetto dei termini e delle modalità, se vi è la prevista copertura finanziaria, ricade sotto la responsabilità dei dirigenti. Tali adempimenti concorrono alla valutazione dei dirigenti, in caso di inadempimento saranno sanzionati.
Gli istituti tecnici superiori non sono un sistema subalterno all’università.
Il decreto opera una riduzione dei crediti formativi di quanti studiano negli ITS. Una sperequazione che non può essere accettata e che significa indebolire gli ITS rispetto all’Università.
Un comportamento dissociato del Governo che, mentre organizza la conferenza nazionale degli ITS per il prossimo 26 maggio, ne riduce ruolo e peso.
Così mentre in tutti i paesi evoluti esiste un sistema terziario post secondario non universitario, in Italia questo provvedimento contraddice il principio dell’alternanza scuola lavoro e pone l’ITS in un sistema subalterno a quello universitario.
Compensi ai commissari e bonus ai diciottenni extra comunitari
La prima è una misura imposta dall’evidenza dei fatti. Utile ma non sufficiente e che rimedia appena ad una situazione d’emergenza che era stata sottovalutata. La seconda è una misura che risponde a un’esigenza di parità di diritti, anche se restano dubbi sull’efficacia sulla loro utilità complessiva