LEGGE SULLA SCUOLA E TRASFERIMENTI DEL PERSONALE – Turi: bisogna creare condizioni di equità

18 DICEMBRE 2015 

Turi: bisogna creare condizioni di equità

LEGGE SULLA SCUOLA E TRASFERIMENTI DEL PERSONALE

Uil:garantire a tutti la possibilità di potersi spostare, definire gli organici, rispondere con misure adeguate ad una situazione straordinaria

Siamo in una situazione di grande confusione ed incertezza a cui la fase di  mobilità straordinaria, deve dare risposte concrete: la questione della mobilità riguarda tutti i lavoratori ed in particolare i docenti sui quali ricadono le contraddizione della legge 107.

La mobilità deve riguardare i docenti di ruolo e neo immessi: nessuno ne è escluso, nessuno può restare escluso: è quanto prevede una risoluzione dell’Esecutivo nazionale della Uil Scuola che si è svolto in questi due giorni a Fiuggi.

La mobilità si fa guardando all’organico: è una regola di buon senso.
Ne vanno previsti almeno tre: quello di diritto, quello potenziato e quello di fatto.
Sulla base di questo quadro di riferimento occorre garantire a tutti la possibilità di potersi spostare, su tutti i posti disponibili.

E’ quanto ha ribadito oggi  Pino Turi –nel corso dell’Esecutivo della Uil Scuola – sottolineando  come  è assolutamente vicino il rischio di trovarsi di fronte a una serie di rigidità normative e di risultati indesiderati dovuti al mix di provvedimenti  che si va componendo sulla mobilità.

Un sistema che la Uil Scuola ha oggi messo sotto la lente di ingrandimento su alcuni  punti essenziali:

  1. riconoscere a tutti i lavoratori la possibilità di accedere alla mobilità volontaria su tutti i posti disponibili e vacanti secondo le disponibilità dell’organico classe;
  2. riconoscere a tutti i lavoratori la possibilità di accedere alla mobilità volontaria su tutti i posti disponibili e vacanti secondo le disponibilità dell’organico potenziato;
  3. consentire i trasferimenti interprovinciali a tutti i lavoratori  su tutti i posti disponibili e vacanti dopo le operazioni a domanda e d’ufficio delle fasi provinciali, sia sull’organico sede che su quello potenziato;
  4. accedere ai movimenti in deroga al blocco triennale sia per i movimenti nella provincia che in quella interprovinciale, su tutti i posti di organico sede e potenziato;
  5. accedere ai movimenti di passaggio di ruolo sia nel livello provinciale che interprovinciale in deroga ad ogni blocco;

Sono questi gli aspetti sui quali, secondo la Uil Scuola, è possibile aprire e concludere positivamente la trattativa sulla mobilità nell’interesse dei lavoratori e della qualità della nostra scuola. Vedremo nell’incontro con il ministro se ci saranno spazi per una proficua mediazione.

SUPPLENTI SENZA STIPENDIO – Turi: il rimbalzo di competenze lascia i prof senza un euro

17 DICEMBRE 2015 

Turi: il rimbalzo di competenze lascia i prof senza un euro

SUPPLENTI SENZA STIPENDIO
UIL: SERVE EMISSIONE STRAORDINARIA PER PAGARE IL LAVORO DI MIGLIAIA DI PERSONE

Il combinato disposto di competenze del Miur, delle scuole, dell’Economia ha lasciato migliaia di persone senza stipendio. Ormai da mesi.

E’ questo il risultato – mette in luce Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola – di leggi  emanate senza un piano di fattibilità. Così non solo la supplentite non è passata, ma siamo in presenza di insegnanti anche di ruolo che sono stati spostati lontano e lasciati senza retribuzione.

Una situazione non più sostenibile per quei tanti insegnanti che la scuola la vivono, non in modo mediatico, ma reale. Il Governo dovrebbe cominciare a porsi in modo propositivo rispetto alla soluzione dei problemi aggiungerei  – dice Turi – anche con un po’ di umiltà.
La legge 107 mostra  i propri limiti ogni volta che viene applicata concretamente.

Nei giorni scorsi abbiamo chiesto un incontro con il ministro per mettere a punto le soluzioni legate alla mobilità del personale.  La possibilità di intervenire con una emissione straordinaria per pagare il lavoro dei supplenti sarà per noi all’ordine del giorno in quella sede.

I TRASFERIMENTI DEL PERSONALE NELL’ANNO DELLE NUOVE ASSUNZIONI – Turi: servono strumenti normativi adatti ad una situazione straordinaria

14 DICEMBRE 2015

Turi: servono strumenti normativi adatti ad una situazione straordinaria

I TRASFERIMENTI DEL PERSONALE NELL’ANNO DELLE NUOVE ASSUNZIONI

UIL: inaccettabili disparità di trattamento: chi vuole spostarsi non può farlo. Chi non vuole, deve.
Rischiamo un carosello infinito dove alle legittime aspettative delle persone si risponde con regole inadeguate e imprecise.

Anna è insegnante di ruolo, da qualche anno, a Torino.
Quest’anno vorrebbe trasferirsi a Roma. Per farlo presenterà domanda di trasferimento.
Al momento attuale, stante che sul tema della mobilità regna la massima incertezza, si può supporre che,  se otterrà il trasferimento cambierà non solo città ma anche ‘status’: il trasferimento infatti comporterà la perdita della titolarità dalla sua scuola per assumere quella dell’ambito territoriale. Passerà dalla scuola all’ambito: da lì verrà scelta dal dirigente per l’attribuzione dell’incarico triennale.

Carla è stata immessa in ruolo nella fase C è di Torino ed è riuscita restare a Torino su sede provvisoria.
Lei non ha alcuna intenzione di spostarsi,  dovrà, invece,  partecipare alla mobilità per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale. Corre, quindi, il fondato rischio di doversi trasferire anche non volendolo. Anche lei andrebbe in un ambito territoriale. Ed è dall’ambito che verrà scelta dal dirigente per l’attribuzione dell’incarico triennale.

Francesco è stato immesso in ruolo nella fase O – A  a Torino.  Vorrebbe tornare a Napoli ma per il suo caso vale il blocco triennale per la mobilità interprovinciale. Non può trasferirsi. Sarà costretto a restare nella provincia di Torino.

Situazioni concrete che producono effetti indesiderati e opposti.
Chi vuole spostarsi non può farlo, chi non vuole deve.
Si è passati dalla lotteria estiva – commenta Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola – alla giostra di Natale.  Quel che si preannuncia – spiega – è un carosello infinito dove alle legittime aspettative delle persone si risponde con strumenti legislativi inadeguati e imprecisi.

Siamo in una situazione straordinaria – aggiunge Turi  – occorre mettere a punto strumenti normativi che consentano a tutti di potersi spostare su tutti i posti.

Abbiamo chiesto un incontro al ministro per mettere a punto le soluzioni più adatte:  nessuno può essere escluso.  Nella trattativa che è in corso vanno superate le disparità di trattamento e trovate le soluzioni per dare chiarezza di metodo e certezze alle persone.

Ecco il quadro delle possibilità che si profilano per la mobilità degli insegnanti, se si prendono in considerazione le diverse fasi delle immissioni in ruolo:

Blocco triennale

Provincia

Regione

Ambiti

Personale già in ruolo
al 2014 -2015

Tutti

NO

SI

SI

FASE 0
personale assunto da GAE

36.000

SI

SI

NO

Scuola

FASE A
personale assunto da GAE

11.000

SI

SI

NO

Scuola

FASE B
Posti di diritto rimasti
dalle fasi 0 e A
(scelta tra 100 province)

9.000

NO

NO

NO

SI

FASE C
Posti dell’organico Potenziato

55.000

NO

NO

NO

SI

Il Coordinamento Nazionale per le Politiche dell’Infanzia e della sua Scuola incontra l’INVALSI

Il Coordinamento Nazionale per le Politiche dell’Infanzia e della sua Scuola incontra l’INVALSI

Rapporto di autovalutazione nella scuola dell’infanzia: elemento necessario per la unità del sistema Da mettere a punto con le scuole tramite una fase sperimentale.

Il coordinamento nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola al momento dell’ avvio delle procedure di autovalutazione delle scuole ha criticato  ripetutamente la scelta di escludere la scuola dell’infanzia dalla elaborazione dei Rapporti di autovalutazione degli istituti comprensivi, onnicomprensivi e dai circolo didattici.

L’azione di sensibilizzazione ha determinato l’avvio di una serie di approfondimenti che hanno coinvolto il Miur, direzione generale per gli ordinamenti e per la valutazione del sistema dell’istruzione e L’INVALSI.

Il coordinamento, sostenitore di questa esigenza,  ha promosso un incontro con il direttore generale dell’istituto nazionale di valutazione, dottor Roberto Mazzoli e la dott.ssa Cristina Stringher per verificare lo stato dell’arte e ha rappresentato le proprie posizioni:

  • Il contributo di qualità e specificità con cui la scuola dell’infanzia arricchisce l’esperienza organizzativa e la qualità degli apprendimenti alla base dell’intero percorso educativo dei giovani e quindi nei contributi che la sua organizzazione fornisce all’ autovalutazione delle scuole non può essere ignorato.
  • I meccanismi di autovalutazione delle scuole non possono fare a meno di riconoscere e valorizzare il contributo di qualità e  di specificità che la scuola dell’infanzia apporta;
  • L’esclusione non può essere sostenuta dalla difficoltà di rilevare i livelli di maturazione dei bambini rispetto agli esiti di apprendimento attesi;
  • È necessario approntare strumenti di rilevazione diversi da quelli in uso in altri ordini e gradi di scuola, partendo da elementi di contesto, ad esempio, da cui non possono essere esclusi il valore della routine, l’osservazione sistematica, le relazioni tra gruppi di pari, l’integrazione tra i bambini e quant’altro;
  • Va evitato ogni equivoco sulla correlazione tra rilevazioni oggettive e valutazione delle capacità professionali dei docenti;
  • Va messo a punto un RAV specifico, ma inserito a pieno titolo in quello d’Istituto, evitando il rischio di portare fuori dall’attuale ordinamento la scuola dell’infanzia, valorizzando tutti gli elementi di raccordo e di continuità con gli altri segmenti;
  • Gli strumenti per l’autovalutazione della scuola dell’infanzia, quale parte integrante del sistema dell’istruzione e quale parte attiva e specifica della organizzazione delle istituzioni scolastiche vanno tarati tramite una fase sperimentale che solleciti il coinvolgimento e la condivisione delle scuole stesse e degli operatori tutti.

I rappresentanti dell’Invalsi hanno fornito numerosi elementi di chiarificazione condividendo sostanzialmente gli esiti della discussione hanno comunicato che gli esiti del lavoro saranno consegnati al MIUR per l’assunzione delle azioni di competenza.

I componenti del Coordinamento hanno dato disponibilità ad ulteriori  approfondimenti, considerano inoltre positiva una fase esplorativa di collaborazione al fine di rendere adeguata la definizione degli strumenti stessi, anche in considerazione che nessun docente della scuola dell’infanzia ha potuto far parte del comitato di elaborazione nominato dal MIUR.                                                                                                    By segreteria Territoriale Uilscuola Ct, s.mavica segretario generale

Carosello infinito, articolato burocratico calato dall’alto, sicuramente non ponderato. E le persone? numeri o sudditi? Cambiate verso , adesso, davvero!

I trasferimenti del personale nell’anno delle nuove assunzioni Turi: servono strumenti normativi adatti ad una situazione straordinaria UIL: inaccettabili disparità di trattamento: chi vuole spostarsi non può farlo. Chi non vuole, deve. Rischiamo un carosello infinito dove alle legittime aspettative delle persone si risponde con regole inadeguate e imprecise.

Anna è insegnante di ruolo, da qualche anno, a Torino. Quest’anno vorrebbe trasferirsi a Roma. Per farlo presenterà domanda di trasferimento. Al momento attuale, stante che sul tema della mobilità regna la massima incertezza, si può supporre che,  se otterrà il trasferimento cambierà non solo città ma anche ‘status’: il trasferimento infatti comporterà la perdita della titolarità dalla sua scuola per assumere quella dell’ambito territoriale. Passerà dalla scuola all’ambito: da lì verrà scelta dal dirigente per l’attribuzione dell’incarico triennale.

Carla è stata immessa in ruolo nella fase C è di Torino ed è riuscita restare a Torino su sede provvisoria. Lei non ha alcuna intenzione di spostarsi,  dovrà, invece,  partecipare alla mobilità per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale. Corre, quindi, il fondato rischio di doversi trasferire anche non volendolo. Anche lei andrebbe in un ambito territoriale. Ed è dall’ambito che verrà scelta dal dirigente per l’attribuzione dell’incarico triennale.

Francesco è stato immesso in ruolo nella fase O – A  a Torino.  Vorrebbe tornare a Napoli ma per il suo caso  vale il blocco triennale per la mobilità interprovinciale. Non può trasferirsi. Sarà costretto a restare nella provincia di Torino.

Situazioni concrete che producono effetti indesiderati e opposti. Chi vuole spostarsi non può farlo, chi non vuole deve.  Si è passati dalla lotteria estiva – commenta Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola  – alla giostra di Natale. Quel che si preannuncia – spiega – è un carosello infinito dove alle legittime aspettative delle persone si risponde con strumenti legislativi inadeguati e imprecisi.Siamo in una situazione straordinaria – aggiunge Turi  – occorre mettere a punto strumenti normativi che consentano a tutti di potersi spostare su tutti i posti.  Abbiamo chiesto un incontro al ministro per mettere a punto le soluzioni più adatte:  nessuno può essere escluso.  Nella trattativa che è in corso vanno superate le disparità di trattamento e trovate le soluzioni per dare chiarezza di metodo e certezze alle persone. 

Ecco il quadro delle possibilità che si profilano per la mobilità degli insegnanti, se si prendono in considerazione le diverse fasi delle immissioni in ruolo:

Blocco triennaleProvinciaRegioneAmbiti
Personale già in ruolo al 2014 -2015TuttiNOSISI
FASE 0 personale assunto da GAE36.000SISINOScuola
FASE A personale assunto da GAE11.000SISINOScuola
FASE B Posti di diritto rimasti dalle fasi 0 e A (scelta tra 100 province)9.000NONONOSI
FASE C Posti dell’organico Potenziato55.000NONONOSI

Supplenti senza stipendio e segreterie in difficoltà gestionale: I SINDACATI CHIEDONO INCONTRO AL MINISTERO

10 DICEMBRE 2015 

Supplenti senza stipendio e segreterie in difficoltà gestionale

I SINDACATI CHIEDONO INCONTRO AL MINISTERO 

FLC Cgil CISL Scuola UIL Scuola SNALS Confsal GILDA Unams chiedono un incontro urgente in merito a due specifiche questioni: la mancanza di risorse per la copertura delle supplenze e la persistenza delle disfunzionalità del sistema SIDI.
Due circostanze che, protraendosi ormai da tempo, lasciano un numero elevatissimo di lavoratori senza stipendio e le segreterie scolastiche in grave difficoltà gestionale.

ORGANICO POTENZIATO: linee di orientamento per il corretto utilizzo

09 DICEMBRE 2015 

Linee di orientamento per il corretto utilizzo

ORGANICO POTENZIATO
LA SCHEDA E IL DOCUMENTO DEI SINDACATI SCUOLA 

Linee di orientamento per il corretto utilizzo
dell’organico per il potenziamento
Premessa
Terminate le assunzioni della cosiddetta fase C, tutte le scuole sono alle prese con l’utilizzazione del personale docente assegnato sui posti di organico aggiuntivo per le finalità di cui al comma 7 della L.107 (posti per il potenziamento).
L’avvio di quello che sarà l’organico dell’autonomia, cuore della riforma e dei suoi contenuti innovatori, sta creando non poca confusione e certamente sembra aggiungere nuovi problemi anziché risolvere quelli già presenti nelle scuole.
Ricordiamo le difficoltà dovute al divieto di nominare i supplenti per il primo giorno di assenza e le difficoltà determinate da tale divieto per il personale ATA che non può essere sostituito nemmeno per assenze lunghe .
Aggiungiamo il caos nelle graduatorie d’istituto, il riproporsi ancora una volta del carosello dei supplenti, il dramma dei ritardi nel pagamento degli stipendi a tanti precari che, dopo tre mesi di lavoro, non hanno ancora visto un euro.
La prima attuazione della legge, avviata a settembre, non ha portato un miglioramento del servizio e delle condizioni di lavoro e certo non basterà l’organico potenziato, così come impostato e definito dalla Legge 107, a riportare nelle nostre scuole un clima di maggiore serenità.
La scuola dell’infanzia resterà comunque priva di ulteriori risorse di organico, essendo stata in partenza esclusa dalle assunzioni della fase C; le viene così negata ogni opportunità di sviluppo professionale e di una generalizzazione dell’offerta indispensabile a garantire alle bambine e ai bambini la possibilità di inserirsi a tre anni nel sistema di istruzione.
Le molte criticità che si stanno rilevando non sono solo dovute all’attuazione di provvedimenti che si realizzano ad anno scolastico avviato, ma sono anche conseguenza di lacune e superficialità riscontrabili nella legge, approvata senza tenere in considerazione il vissuto professionale e la concreta esperienza delle scuole e in assenza di reale confronto con le parti sociali.
Si veda ad esempio la sconcertante ipotesi per cui un docente di scuola superiore può essere mandato a insegnare, con modalità e contenuti assolutamente vaghi e indefiniti, nella scuola del primo ciclo (ma il problema sarebbe lo stesso se si verificasse il caso contrario), senza peraltro disporre delle competenze didattiche specifiche assicurate fino ad oggi dal possesso del relativo titolo di studio di accesso, con possibili riflessi anche sotto il profilo della responsabilità sui minori.  A questo fine non basta certo che la legge 107 abbia previsto il mantenimento del trattamento stipendiale in godimento (non potendo peraltro fare diversamente!) per dare a questi docenti pari dignità professionale rispetto ai colleghi.
Vi è poi il vero e proprio paradosso di un organico potenziato che per le modalità con cui è stato definito e assegnato spesso non trova riscontro col reale fabbisogno delle scuole, finendo per dover essere utilizzato per compiti diversi da quelli per cui le scuole stesse lo avevano chiesto: saltano così i progetti elaborati dagli istituti, nell’impossibilità di onorare il patto sociale (POF) sottoscritto dalle scuole con le famiglie.
C’è un solo modo per limitare i danni di questo improvvisato modo di procedere: utilizzare l’organico aggiuntivo assegnato, seguendo un percorso di trasparenza e condivisione, nel solco tracciato dalla normativa vigente e nel rispetto delle prerogative degli organismi competenti. In questo modo, oltre a rendere un buon servizio alle scuole e consentendo loro di tener fede agli impegni sottoscritti con le famiglie, si eviterà la creazione di una categoria di docenti “di serie B”, destinati alla copertura delle emergenze con un utilizzo quasi esclusivo in sostituzione dei colleghi assenti, non rispettosa della dignità professionale dei docenti né del comma 85 della stessa legge 107.
Le competenze degli Organi Collegiali
A questo fine riteniamo utile mettere a disposizione una scheda di lettura per orientare le scuole stesse nel percorso da seguire, con l’obiettivo di una piena e corretta valorizzazione professionale dei colleghi neoassunti e del contributo che possono dare all’attuazione all’ampliamento dell’offerta formativa, secondo i criteri di trasparenza e di coerenza decisi negli organismi collegiali e sindacali.
Ricordiamo che “il Collegio dei Docenti ha competenze sui progetti, sull’organizzazione di tutte le attività didattiche, sulle modalità e sul coinvolgimento degli studenti anche in relazione all’impiego sull’orario e sull’assegnazione alle classi dell’organico potenziato”.
Il collegio dei docenti, che già è stato chiamato “all’elaborazione e all’approvazione delle proposte” come da nota MIUR 0030549 del 21.09.2015, deve essere dunque protagonista della progettazione: sulle aree di intervento individuate, sarà lo stesso Collegio a formulare le proposte al DS per lo svolgimento delle attività necessarie al raggiungimento degli obiettivi programmati, anche con eventuale revisione dei campi di intervento qualora le competenze dei docenti effettivamente in utilizzo non corrispondano alle richieste inoltrate.
Allo stesso Collegio spetta avanzare proposte “per la formulazione dell’orario delle lezioni e lo svolgimento delle altre attività scolastiche tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio di circolo o d’istituto” e la facoltà di valutare “periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica” (art.7 T.U. 297/94.)
Sempre in base agli artt. 7 e 276 spettano al collegio le decisioni in materia di:
a)   coordinamento interdisciplinare;
a)   accordi con reti di scuole;
b)  adeguamento dei programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali;
c)   ricerca e realizzazione di innovazioni sul piano metodologico-didattico che coinvolgano più insegnamenti.
L’organico del potenziamento, dunque, sarà coerente e funzionale alla progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa su cui le singole Istituzioni Scolastiche sono chiamate a predisporre il proprio PTOF nelle modalità previste dall’art. 3 DPR 275/1999, come modificato dal comma 14 della legge 107/2015, proprio se e in quanto vedrà protagonista l’organo collegiale tecnico- professionale.
Tra gli aspetti tecnico-professionali di competenza del collegio, condizione per l’esercizio del suo “potere deliberante in materia di funzionamento didattico del circolo o dell’istituto”, si inseriscono a pieno titolo tutti gli aspetti della dimensione processuale per il percorso di autovalutazione di istituto (circ. Miur 47/2014).
Il Consiglio di Istituto che formula criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi deve essere coinvolto anche sull’assegnazione dell’organico potenziato.
Va da sé che l’individuazione di criteri, da parte del consiglio d’istituto, e le proposte, da parte del Collegio, devono essere specificamente curvate sul carattere di aggiuntività dell’organico potenziato ricercando la coerenza fra le competenze del docente e l’area di progetto delle attività.
Va certamente evitato che i nuovi docenti siano utilizzati esclusivamente per supplenze. Semmai deve essere esplicitamente deliberato che, essendo l’impiego per supplenze (comma 85 della legge 107) una semplice facoltà del Dirigente scolastico, l’utilizzazione per le supplenze non deve compromettere lo svolgimento dei progetti. L’utilizzo per supplenze deve restare, dunque, un fatto residuale e straordinario.
 Relazioni sindacali
Le relazioni sindacali e le prerogative delle RSU si esercitano anche sull’utilizzo dell’organico aggiuntivo.
Innanzi tutto la RSU deve ricevere l’informativa sulle risorse di organico assegnate alla scuola.
Questo spazio di relazioni sindacali previsto dal CCNL sul diritto d’informazione preventiva delle RSU sui “criteri di individuazione e modalità di utilizzazione del personale in progetti derivanti da specifiche disposizioni legislative, nonché da convenzioni, intese o accordi di programma stipulati dalla singola istituzione scolastica o dall’Amministrazione scolastica periferica con altri enti e istituzioni” (ed è il caso, ad esempio, delle convenzioni sull’alternanza scuola-lavoro o sulla scuola digitale), va affermato e rivendicato, poiché non messo in discussione dalla legge 107 anche nel caso dell’organico potenziato.
Da queste riflessioni e osservazioni scaturiscono le indicazioni riportate nella scheda allegata in cui, in modo schematico, vengono richiamate le competenze dei diversi organi e le diverse funzioni in materia di utilizzo dei docenti quale che sia il titolo in base al quale sono stati assegnati all’organico.
Roma, 7 dicembre 2015
ORGANICO POTENZIATO: LE REGOLE PER L’UTILIZZO

 

TIPOLOGIA DI POSTO
MODALITA’ DI UTILIZZO DEI DOCENTI
NEL CONTRATTO INTEGRATIVO DI ISTITUTO
Docenti assunti con contratto a tempo indeterminato sui posti aggiuntivi della scuola
Il docente è utilizzato, con atto formale scritto da parte del DS (art. 28 c. 4 del CCNL/07), per il proprio orario contrattuale (18 o 24 ore settimanali o frazioni di posto in caso di assunzione part time) e per le attività deliberate in relazione agli obiettivi del comma 7 della legge 107/2015, così come individuati nel fabbisogno di cui alla nota ministeriale 0030549 del 21.09.15.
Il collegio dei docenti deve valutare il POF 15/16 già approvato, alla luce del quale sono state espresse le priorità di intervento, per apportare eventuali revisioni tenendo conto delle competenze dei docenti e delle classi di concorso loro assegnate e programmare l’impiego dei docenti all’interno delle attività per l’intero anno scolastico.
Il dirigente scolastico assegna i docenti alle classi/attività e alle aree di intervento, rispettando i criteri generali del Consiglio d’Istituto e le proposte del Collegio, e definisce inoltre le attività funzionali di cui all’art.29 del CCNL. In sede di Collegio docenti si farà specifico riferimento in merito al ruolo/contributo sulla valutazione degli alunni ai sensi del DPR 122/09.
Il comma 85 indica la possibilità che il docente sia utilizzato per la sostituzione di colleghi assenti fino a 10 giorni; in nessun caso è indicata la possibilità che tali docenti siano utilizzati in supplenze di durata superiore.
L’eventuale utilizzo per le supplenze fino a 10 giorni deve essere definito quantitativamente e in un numero massimo di classi, per non condizionare lo svolgimento delle attività già programmate.
Va assolutamente evitato l’utilizzo per supplenze in un ordine di scuola per il quale il docente non possiede il titolo di studio di accesso.
Al docente neo-assunto deve essere garantito in ogni caso tutto il percorso di formazione dell’anno di prova, con particolare riguardo alle attività peer-to-peer in co-presenza coltutor (senza gerarchizzazione alcuna) finalizzate all’azione di insegnamento.
A seguito dell’informativa ai sensi dell’art.6 del CCNL è necessario che siano regolate nel contratto integrativo di istituto – anche attraverso intese – le regole da rispettare per:
1)     definire i criteri per la distribuzione dei docenti sulle diverse sedi o plessi
2)     definire i criteri per l’orario settimanale con limiti orari giornalieri e con riferimento ad eventuale utilizzo in attività extracurricolari (per tutto l’anno, per periodi plurisettimanali, con quali limiti di flessibilità – art 28 comma 9 CCNL)
3)     definire, al pari di quanto avviene per gli altri docenti, le modalità e i limiti di impegno per le attività funzionali all’insegnamento (art.29)
4)     definire le modalità e i limiti all’impiego su più sedi/plessi (CCNL art. 6 lettera i)
5)     definire i limiti orari (entro le 18 o 24 ore) eventualmente destinati alle sostituzioni, solo nel caso in cui il docente non sia totalmente impegnato in attività programmate nelle aree di intervento del potenziamento.
È necessario prevedere regole di utilizzo che consentano al docente neo-immesso l’effettuazione del servizio per almeno 180 giorni e lo svolgimento di insegnamento/attività didattiche per i 120 gg previsti dal DM 850/15.
Docenti assegnati per la copertura di semi-esoneri su più scuole
Come sopra. Nella gestione del rapporto di lavoro valgono le stesse regole del personale docente che ha una cattedra-orario esterna.
Docenti assegnati alle secondarie di 2° grado ma utilizzati nel primo ciclo
Tale utilizzo è previsto dal comma 20 solo in qualità di docenti specialisti per gli insegnamenti della lingua inglese, della musica e dell’educazione motoria nella scuola primaria; il comma 85 indica la possibilità di impiegare il personale per le sostituzioni fino a 10 giorni anche in gradi di istruzione inferiore. Si tratta di istituti comprensivi o onnicomprensivi che al loro interno si strutturano in più gradi di scuola. inferiore
La mancanza del titolo di studio di accesso costituisce impossibilità per l’utilizzo in supplenze, si configura come illegittimo e si può perseguire.
Il docente, pertanto, può essere utilizzato solo in compresenza per le attività di potenziamento .
La RSU chiede informativa sulle modalità di utilizzazione del docenti e segnala irregolarità al sindacato che valuterà eventuali azioni legali a tutela del singolo docente.

AT DI CATANIA: Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”.Scuola secondaria di I e II grado. Elenco aspiranti che hanno accettato la proposta di nomina

04 DICEMBRE 2015

AT DI CATANIA: Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”.Scuola secondaria di I e II grado. Elenco aspiranti che hanno accettato la proposta di nomina

Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”. Scuola secondaria di I e II grado.
Elenco aspiranti che hanno accettato la proposta di nomina

Allegati:

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CAMBIARE LA LEGGE 107. Un atto possibile e necessario NUOVA INIZIATIVA DELLA UIL SCUOLA DI CATANIA

5 DICEMBRE 2015

CAMBIARE LA LEGGE 107. Un atto possibile e necessario
NUOVA INIZIATIVA DELLA UIL SCUOLA DI CATANIA

Precariato, mobilità – il pasticcio delle fasi,- ambiti, nuovo reclutamento, scuola dell’Infanzia, Personale ATA: sono le emergenze da risolvere ed ancora rinnovo innovativo del Contratto, risorse per le spese di funzionamento e di investimento, giusto salario, arginare l’imperante speculazione con vera innovazione per il rilancio dell’economia reale………………………………………..

Presentato oggi a Catania e presso tutti i banchetti allestiti in tutta la Provincia il documento con le proteste e le proposte della Uil e Uil Scuola

La legge sulla scuola approvata dal Governo presenta, nella sua applicazione concreta, molti punti critici.
Li abbiamo messi in evidenza a più riprese, ne abbiamo prefigurato gli effetti, ora siamo più che mai convinti che occorre porre rimedio agli errori di questa legge, piena di rigidità, scritta da chi non conosce la scuola e ne ignora la vitale complessità democratica.

Abbiamo ribadito in ogni sede la nostra contrarietà: al Parlamento, nelle audizioni, al ministero, nelle iniziative pubbliche, nelle manifestazioni, nelle assemblee nelle scuole. E ora andiamo a ribadirlo anche nei banchetti del PD – commenta Salvo Mavica – segretario generale Uil Scuola, presentando questa ’iniziativa.

Siamo convinti che cambiare la legge non solo è possibile ma è necessario – spiega Salvo Mavica.
Le contraddizioni della legge approvata dal governo sono sopite, ma non risolte. L’azione sindacale, civile e nel rispetto della Legge, non è silente anzi vibrante e convinta.

Intendiamo riportare l’asse della discussione nel merito – afferma Salvo Mavica.
Assistiamo ad una sorta di valutazione a spanne, che anticipa gli effetti di scelte sbagliate della 107: una babele infinita.

Il Piano delle assunzioni ha determinato di rendere difficili le cose facili. Era sufficiente predisporre un piano, anche triennale, con le vecchie e ben collaudate regole che non avrebbe scontentato nessuno anzi avrebbe accresciuto efficacia ed efficienza. Danno e beffa con altrettanta arrogante prepotenza: ai neo assunti che sono stati costretti a raggiungere le sedi più disparate, fase B e C, è concessa la deroga all’obbligo triennale di permanenza in sede assegnata e quindi il prossimo anno vedrà nuovamente il balletto della mobilità, migrazioni? transumanze? E gli alunni? e la continuità didattica? e la programmazione del corso di studi e l’erogazione dei saperi? materia sconosciuta e misconosciuta. Accentramento decisionale dall’alto, carenza di puntuale conoscenza della peculiarità insita di tutto il mondo della scuola e di tutti i suoi componenti. Famiglie squinternate, una sorta di lite sociale e l’assurda prepotenza di aver voluto legare ad ogni costo il piano delle assunzioni all’articolato della Legge 107. Il prendere o lasciare, inesorabilmente, la liquefazione delle persone, la libertà di insegnamento come specificità e garanzia di libertà, sottaciuta ovvero mortificata. Circola la sensazione che a chi governa piace l’idea e l’assunto che la democrazia è bella allorchè sono pochi quelli che comandano.

Piuttosto che analizzare le criticità e risolverle è stato impalcata l’assurda quanto illogica L.107. I veri problemi non sono stati sfiorati. Non è stato possibile e non è stato concesso ai lavoratori della scuola malgrado 400mila firme di protesta depositate, 620mila adesioni allo sciopero del 5 maggio 2015,di fare valere osservazioni e ragioni, sono rimasti inascoltati, assoluta esclusione di tutti coloro che, con competenza e professionalità, erano e sono titolati a trattare la materia, di entrare nel merito delle questioni per contribuire a risolvere i problemi : vero esercizio di libertà e democrazia.

Non vogliamo neanche immaginare ciò che succederà con la scelta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici. Sappiamo solo che ciò che sta accadendo è un piccolo saggio di ciò che potrà accadere.

Non hanno idea – continua Salvo Mavica – degli effetti concreti delle norme approvate. E’ un sistema che non può funzionare. Non si deve guardare ‘il dito ma la luna’. Speriamo chi ha la responsabilità politica di questo Paese, se ne accorga e si fermi, almeno per una riflessione pacata ed attenta e, se occorre, con ponderata fase sperimentale.

Non siamo contro la politica ma per la Politica, la vera Politica con la P maiuscola.

SALVO MAVICA

Segretario Segretario Generale UIL SCUOLA Catania

In allegato le proposte della Uil Scuola di modifica e di attuazione delle deleghe.

Banchetti PD, nota, proposte, proteste

 05 DICEMBRE 2015

Banchetti PD, nota, proposte, proteste

Per dovuta quanto opportuna conoscenza, ci pregiamo inviarVi, Le allegate note in proseguo della lotta che noi dalla Uil Scuola a tutela e difesa della Vera Buona Scuola.

L’iniziativa politica del PD e della politica in genere vorrebbe far capire che tutto va bene, che queste riforme, per noi non riforme, hanno dato il colpo di “scossa” per la ripartenza dell’Italia….peccato che non hanno dosato bene il voltaggio e ci stanno rosolando a dovere.

Ci siamo: proteste e proposte.
Uniti vinciamo, con la forza delle ns idee ed indiscusse “” intellighenzie””.
by segreteria uil scuola.

Informativa sul bonus (mancia?) dei 500 euro. Alcuni approfondimenti sul corretto uso et obblighi rendicontazione.‏

05 DICEMBRE 2015

Informativa sul bonus (mancia?) dei 500 euro. Alcuni approfondimenti sul corretto uso et obblighi rendicontazione.‏

Ai sigg.ri Dirigenti Scolastici
Docenti e ATA
RSU, RSA, Rappresentanti sindacali territoriali.
Componenti Consiglio Direttivo
L O R O S E D I

Leggi qui l’informativa UILSCUOLA sul bonus 500 euro

In allegato, la nota per quanto in oggetto.
L’occasione è gradita per porgere sentiti ed affettuosi saluti.

salvo mavica.

AT DI CATANIA: Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”. Scuola Primaria. Elenco aspiranti che hanno accettato la proposta di nomina per la fase c) in ordine di graduatoria

02 DICEMBRE 2015

AT DI CATANIA: Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”. Scuola Primaria. Elenco aspiranti che hanno accettato la proposta di nomina per la fase c) in ordine di graduatoria

Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”. Scuola Primaria.
Pubblicazione elenco aspiranti che hanno accettato la proposta di nomina per la fase c) in ordine di graduatoria.

Allegati:

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PIU’ VALORE ALLA SCUOLA. CAMBIARE LA LEGGE 107.

“”””Adesso che le abbiamo viste tutte a seguito l’ultimo atto delle assunzioni di cui alla così’ detta fase “C”….gridiamo che errare umanun est…perseverare diabolico!                                    La L.107, così com’è, non va. Deve essere ripensata e cambiata.

Cosa aspettano i cervelli “”dell’ex Ministero della Pubblica Istruzione “” ovvero i grandi strateghi che hanno”partorito” e messo in atto il più grande inciucio mai perpetrato ai danni della Scuola Pubblica, in senso lato, verso tutti: Alunni, famiglie, docenti, Dirigenti Scolastici, Ata, per non parlare della grande assenza dal loro immaginario collettivo: l’offerta formativa, il potenziamento e miglioramento dei saperi, il rendere subito spendibile nel mondo del lavoro il titolo di studio conseguito, ecc. ecc. di correre ai ripari, prima che i danni diventino irreparabili, e sistemare tutte le incongruenze dalla Legge 107? La beffa: avere voluto legare a tutti i costi il normale piano di assunzioni in ruolo dei docenti per la copertura dei posti in organico di diritto alla così ingiuriata “buona scuola”.  Sarebbe stata sufficiente e semplicemente utile la programmazione con un piano , anche triennale, di assunzioni, rispettando le vecchie quanto ben collaudate regole. Non occorre nominare ed aspettare la pubblicazione di studi commissionati a grandi esperti di turno che il piano di assunzioni, il potenziamento così com’è non va, non funziona, non può funzionare, non apporta migliore, non sortisce alcun effetto….quello che vediamo nell’immediato è solo che i “fortunati” immessi in ruolo in questi giorni, costretti a migrare ove il caso ha voluto, in tutt’Italia, faranno i tappabuchi e verranno utilizzati per coprire le assenze temporanee dei docenti titolari.  Altro paventato pericolo è che Dirigenti Scolastici, riformisti e poco avveduti, possano con interventi personali e personalistici, dimenticare che nulla è stato innovato per quanto concerne l’osservanza e l’applicazione del vigente CCNL, dei compiti, funzioni ed attribuzioni degli Organi Collegiali. Stiamo a vedere con trepitande attesa speranzosi che prevalga, scienza, coscienza, buon senso e rispetto verso tutti gli operatori scolastici ed anche della sin qui bistrattata Istruzione Pubblica. Un domanda: che siamo all’inizio dello smantellamento della Scuola Pubblica, libera, universale a favore e per conto di una devastante privatizzazione? Le belle parole, le enunciazioni degli attuali politici, a capo dei dicasteri, giovani, giovanissimi…poggiano su esperienze dirette? sono essi stessi corroborati dei risultati ottenuti a seguito del loro personale impegno lavorativo? Sarebbe opportuno che rendessero pubblici i loro curriculum vitae. Spero di non commettere reato di lesa maestà.”””

salvo mavica, segretario generale territoriale Uil Scuola Catania.

Più valore alla scuola, più valore al Paese
28 NOVEMBRE 2015 | MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
Un contratto innovativo per tutto il personale della scuola | Cambiare la legge 107

Ora bisogna far funzionare le scuole, dare sicurezze professionali alle persone, valore al loro lavoro con il rinnovo del  contratto – è il commento di Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola.  Quello che stanno tentando di realizzare, fase dopo fase, è un sistema che si sta rivelando – come avevamo preannunciato – inefficace, ingiusto, impossibile da mettere in pratica.  Un sistema neo-burocratico e dirigista, tutto orientato a seguire le procedure, piuttosto che guardare al risultato, che riduce l’autonomia professionale. Un sistema che non ci convince, non ci piace, non rispetta i valori costituzionali assegnati al nostro sistema di istruzione. Va cambiato  – precisa Turi – nelle parti più deleterie della legge, come gli ambiti territoriali, la titolarità e responsabilità dei docenti nei confronti degli alunni.

28 NOVEMBRE A ROMA – GRANDE MANIFESTAZIONE SINDACALE

MANIFESTAZIONE PUBBLICO IMPIEGO  – Carmelo BARBAGALLO – segretario Generale UIL

BARBAGALLO: VOGLIAMO FIRMARE I CONTRATTI DEL PUBBLICO IMPIEGO A QUALSIASI COSTO NON CI COSTRINGANO A FERMARE IL PAESE
28/11/2015 
 Sindacato
Oggi, grande manifestazione dei lavoratori del pubblico impiego, con corteo per le vie di Roma e comizio dei tre Segretari generali di Cgil, Cisl, Uil nei pressi di Piazza Venezia. Queste, in sintesi, le dichiarazioni a margine di Carmelo Barbagallo:
“Lo Stato è il peggior datore di lavoro di questo paese. È ora di smetterla: la Corte costituzionale ha dato indicazioni precise e ci sono le piattaforme delle categorie del pubblico impiego con cui si chiedono 150€ di aumento. Non c’è bisogno di sedersi a un tavolo per rinnovare il contratto del pubblico impiego, possiamo farlo anche restando in piedi! Si metta mano, dunque, alla legge di stabilità, anche per i trasferimenti a livello locale, perché le risorse stanziate, al momento, servono a comprare solo le caramelle. Stiamo avendo molta responsabilità: quella odierna è una manifestazione che non blocca il Paese, ma non ci costringano a fermarlo davvero. Noi vogliamo firmare i contratti del pubblico impiego a qualsiasi costo: spero che la Befana ci porti in dono i contratti, altrimenti ci sarà il carbone per qualcun altro. Se non ci saranno risposte, la prossima manifestazione sarà più adeguata alla necessità. A me gli scioperi non piace annunciarli, piace farli”

AT DI CATANIA: Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”. Elenchi convocati

24 NOVEMBRE 2015

AT DI CATANIA: Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”. Elenchi convocati

Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”.
Pubblicazione elenchi convocati
Si precisa che la stipula del contratto c/o l’Istituzione scolastica dovrà avvenire il giorno lavorativo successivo all’individuazione della sede.

Allegati:

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AT DI CATANIA: Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”. Elenco sedi disponibili per la stipula dei contratti a T.I.

24 NOVEMBRE 2015

AT DI CATANIA: Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”. Elenco sedi disponibili per la stipula dei contratti a T.I.

Piano assunzionale L. 107/2015 – Fase “C”.
Pubblicazione elenco sedi disponibili per la stipula dei contratti a T.I.
Si precisa che la stipula del contratto c/o l’Istituzione scolastica dovrà avvenire il giorno lavorativo successivo all’individuazione della sede.

Allegati:

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LA UIL SCUOLA CONFERMA NETTA CONTRARIETA’ AL SISTEMA DEGLI AMBITI TERRITORIALI

PROSEGUE IL CONFRONTO SULLA MOBILITÀ

Il Miur in nome di una legge sbagliata offre soluzioni che alimenteranno un’altra lotteria                                                                                  

La Uil conferma la netta contrarietà al sistema degli ambiti territoriali.                                   

Prosegue il confronto per la definizione del contratto nazionale integrativo per la mobilità del personale. I rappresentanti del MIUR in relazione alle problematiche poste con il documento unitario hanno confermato la volontà di istituire gli ambiti territoriali. Sulle altre questioni non hanno fornito risposte se non quella relativa alla cadenza annuale del contratto sula mobilità. La Uil Scuola – alla riunione ha partecipato Antonello Lacchei ha fermamente ribadito la propria contrarietà al sistema degli ambiti: sbagliati concettualmente e irrealizzabili, frutto di scelte ideologiche che non coincidono con la realtà, divisivi nei confronti del personale e lesivi del principio costituzionale della libertà di insegnamento. Per la Uil il piano straordinario della mobilità deve consentire a tutto il personale già di ruolo e a quello di nuova nomina, di poter scegliere oltre che una nuova provincia anche una nuova scuola di titolarità, su tutti i posti disponibili e vacanti per ritrovare quella serenità indispensabile ad un proficuo lavoro nelle scuole. Gli incontri proseguiranno con l’informativa sulle linee guida per la definizione dei nuovi ambiti alla quale seguirà una nuova convocazione del tavolo contrattuale.

PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO OCSE “EDUCATION AT A GLANCE 2015”        

Si è svolta oggi presso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca la presentazione del rapporto annuale dell’OCSE, “Education at a glance 2015”, che fotografa lo stato dei sistemi educativi dei 34 Paesi aderenti e di altri 12 Paesi al di fuori dell’organizzazione. L’illustrazione dei dati per l’Italia è stata effettuata da due funzionari dell’OCSE, il dott. Avvisati e il dott. Marconi. Ha partecipato in rappresentanza del ministro, il sottosegretario Toccafondi. Per la UILScuola ha preso parte all’incontro Rossella Benedetti.

Il quadro presentato dagli analisti dell’OCSE, sulla base di dati prevalentemente raccolti tra il 2011 ed il 2014 con le varie indagini PISA, TALIS, PIAAC e con le informazioni fornite dal MIUR E dall’ISTAT per l’Italia, mostra un Paese che, rispetto alla media OCSE, ancora ha un numero basso di laureati; dove i giovani fino ai 34 anni, pur con laurea, non riescono a trovare lavoro, al contrario di quello che accade negli altri Paesi; dove, infine, la valutazione non è ancora quello stimolo al miglioramento registrato in altre realtà. E’ stata evidenziata, inoltre, l’età media particolarmente alta dei docenti italiani, sottolineando come il loro futuro pensionamento, in un periodo valutato intorno ai dieci anni, potrebbe permettere un rinnovamento (sic!) della scuola italiana. Il sottosegretario Toccafondi ha commentato la presentazione con favore giacché, a suo dire, supporterebbe le azioni intraprese dal governo con la legge 107 e con la prossima legge di stabilità. Ha affermato che il sistema di valutazione introdotto, bonus compreso, contribuirà al processo di miglioramento, dando un chiaro segnale ai docenti e che i 3 miliardi in più spesi per la scuola dimostrano l’importanza che il presente governo attribuisce all’istruzione. Ha sostenuto, inoltre, che il problema dell’età verrà risolto con i nuovi concorsi. In generale, la legge 107 dovrebbe ridare maggiore autonomia alle scuole, ai docenti e alle università. Nel dibattito che è seguito, la UILScuola, tra le altre cose ha evidenziato come anche quest’anno resti confermato il dato che gli insegnanti italiani guadagnano meno non solo della media dei loro colleghi degli altri Paesi industrializzati, ma anche di quanti – sempre in Italia – hanno qualifiche analoghe; ha contestato l’efficacia delle misure di valutazione introdotte e l’imprecisione di alcuni dati delle indagini OCSE: a tal proposito ha chiesto che venga data regolare informativa alle parti sociali sulle scuole ed il personale coinvolto dal MIUR in tali occasioni e sulla natura dei questionari, cosa che fin qui non è accaduta. La dott.ssa Bono si è detta disponibile a garantire questo flusso di informazioni in futuro.

Rapporto Ocse | E’ emergenza retribuzioni per la scuola italiana

Turi: Non è così che funzionerà la scuola del futuro

E’ una fotografia a tinte ancora in bianco e nero quella che ci consegna, ancora una volta,  il rapporto Ocse: le retribuzioni dei docenti sono le più basse dell’area UE, l’investimento in istruzione dell’Italia (comprese le private) è di 1,3 % in meno della media UE, rispetto ai lavoratori con  qualifiche equivalenti gli stipendi dei docenti italiani sono il 33% in meno, il rapporto alunni docenti è  più alto della media europea.

Il ministro dell’istruzione – commenta Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola –  vede nel rapporto solo il ritardo dell’Italia nella valutazione degli insegnati e dei dirigenti a cui la legge avrebbe posto rimedio. Come dire che il prestigio sociale che è venuto meno nei confronti dei docenti italiani possa derivare dal fatto che non sono stati valutati. E’ un bel modo di rispondere ad una situazione che è una vera emergenza stipendiale che viste le esigue risorse per il rinnovo del contratto (circa 8 euro lorde medie pro capite) è destinata a permanere ancora.La continua propaganda del Miur sulla legge di riforma della scuola, nasconde i problemi vecchi e nuovi , di questi giorni l’ulteriore pasticcio dei docenti assunti nella scuola di secondo grado e dirottati nelle scuole medie. Si continuano a mettere pezze che sono peggio del buco di una legge rigidamente ideologica e praticamente irrealizzabile. Ed ancora proprio in questi giorni, i docenti neo immessi in ruolo della fase C della scuola secondaria di secondo grado, sono stati retrocessi nella scuola di primo grado; un vero e proprio abuso che  fa capire come funzionerà la scuola del futuro, quella degli ambiti da cui scegliere i docenti da utilizzare per tappare buchi ed inefficienze senza alcuna coerenza con la propria abilitazione. Docenti che saranno poi  valutati, ma sulla disponibilità ad accettare ogni sorta di impiego, piuttosto che sulle competenze e le performance che non si capisce chi e come dovrà valutare.

NOMINE IN RUOLO FASE C: la scheda con domande e risposte della Uil Scuola

23 NOVEMBRE 2015 

La scheda con domande e risposte della Uil Scuola

NOMINE IN RUOLO FASE C | AUMENTANO CONFUSIONE E DIFFICOLTÀ PER I DOCENTI INTERESSATI.

La UIL Scuola, già nell’incontro con il Miur del 18 novembre 2015,  ha rivendicato con proposte concrete, azioni di tutela del personale immesso nei ruoli con le varie fasi, previste dalla legge n. 107/2015 , a partire dal garantire libertà nelle scelte individuali dei docenti interessati ed in particolare modo di quelli che , ancorché in servizio su posti a tempo determinato (supplenze), possono optare per restare in servizio sulla supplenza, ovvero assumere servizio sul posto che gli sarà assegnato dall’ APT di competenza.

Con questa scheda di lettura, intendiamo contribuire a fare chiarezza sulla base della normativa vigente ivi compresa la legge n. 107/2015 e riassumere le varie azioni e procedure per l’assegnazione delle sedi ai neo docenti immessi in ruolo, con la raccomandazione, di prendere visione delle circolari dei rispettivi USR.

  1. coloro che hanno in corso una supplenza annuale, 30 giugno o 31 agosto, possono raggiungere la sede del ruolo al termine della stessa, rispettivamente il 1 luglio e il 1 settembre.
  2. chi vuole raggiungere subito la nuova sede di nomina, pur avendo in corso una supplenza annuale (docenti, Ata, educatori, IRC, docenti in servizio all’estero), sia ad orario completo che su “spezzone”, può farlo.
  3. coloro che hanno un rapporto di lavoro a tempo determinato con il MIUR, assumano servizio nella nuova sede senza soluzione di continuità.
  4. coloro, invece, che hanno un rapporto di lavoro subordinato di natura pubblica, ovvero privata, devono risolvere tale rapporto, per assumere servizio, ovvero chiedere all’USR il differimento dell’assunzione.
  5. tutti i docenti assunti con le procedure della 107/2015, hanno la decorrenza giuridica della nomina dal 1°settembre 2015 ed economica dal momento in cui assumono servizio, nella sede assegnata.
  6. coloro che optano per restare in servizio sulla supplenza, eccetto che per la retribuzione, hanno gli stessi diritti e doveri dei docenti già di ruolo, così come disciplinati dal CCNL.

Le incertezze e i problemi che stanno avendo tante persone, nascono in primo luogo dal fatto che il Miur, non ha ritenuto opportuno emanare una specifica nota attuativa con  disposizioni chiare e univoche su tutto il territorio nazionale. Assistiamo quindi al prodursi di circolari da parte degli Uffici Scolastici Regionali, con disposizioni tra loro opposte, come se le incertezze proprie della legge non bastassero.
In alcuni casi c’è chi dice che occorre assumere servizio entro il 1 dicembre, in altri si dice che è vietato e si deve assumere servizio il 1° dicembre.

Consigliamo per questo ai docenti interessati di seguire le circolari dei rispettivi USR che sono vincolanti per tutto il territorio regionale e rivolgersi alle nostre sedi territoriali  nel caso in cui fossero presenti vistose differenze rispetto ai contenuti dalla presente scheda di lettura che delinea i principi fondamentali previsti dalla legge 107.

Domande e risposte

  • Per il personale destinatario di nomina in ruolo nella fase C è possibile differire la presa di servizio?
    Sì. Il personale in servizio con supplenza fino al 30 giugno o 31 agosto può differire la presa di servizio e raggiungere la nuova sede al termine della supplenza;
  • Per il personale destinatario di nomina in ruolo nella fase C che non lavora o ha un rapporto di lavoro pubblico o privato, può differire la presa di servizio?
    Si, con le modalità contenute nella FAQ ministeriale N. 25 che prevede la presentazione di una specifica istanza indirizzata all’USR che si riserva di valutare l’accoglibilità della richiesta;
  • Se il docente ha in essere una supplenza annuale su “spezzone” o su posto intero, 30 giugno o 31 agosto, può lasciare la supplenza e assumere servizio di ruolo sul posto su cui è stato individuato?
    Sì. Può scegliere di andare sul posto di ruolo su cui è stato individuato, e assumere servizio entro il 1° dicembre 2015;
  • Il personale in servizio presso le scuole paritarie può differire l’assunzione al 1° settembre 2016?
    Sì, con le modalità contenute nella FAQ ministeriale N. 25 che prevede la presentazione di una specifica istanza indirizzata all’USR che si riserva di valutare l’accoglibilità della richiesta;
  • Il personale in ruolo su posto Ata può differire l’assunzione al 1° settembre 2016?
    Sì, previa motivata istanza resa all’USR.
  • Coloro  che non hanno rapporti di lavoro subordinato in essere come i liberi professionisti?
    Possono scegliere di prendere servizio entro il 1° dicembre 2015 oppure, sempre con istanza motivata, il 1° settembre 2016;
  • Al momento della scelta della sede è possibile trasformare il rapporto di lavoro in part-time?
    Sì. Al 50% dell’orario cattedra, previo calcolo della compatibilità col 25%  destinato alla singola classe di concorso sul livello provinciale.
  • Ai fini della scelta della sede si applica la Legge 104/92?
    Sì. La scelta della sede provvisoria è assegnata prioritariamente al personale che si trova nelle condizioni, nell’ordine,  dell’art. 21, dell’art. 33 comma 6 e dell’art. 33 commi 5 e 7 della Legge 104/92, come previsto dal CCNI sulla mobilità del personale di ruolo.
  • Il personale docente che non ha titolo per optare o che non opta per il differimento dell’assunzione al 2016 quando dovrà prendere servizio?
    Dovrà prendere servizio entro il 1° dicembre 2015.
  • Il personale docente con nomina giuridica a tempo indeterminato che opta per il mantenimento in essere della supplenza annuale come viene trattato?
    Detto personale, considerato che a norma di legge è già giuridicamente nei ruoli dal 1° settembre 2015, ad eccezione che per gli effetti economici che decorrono dal giorno di assunzione in servizio, è assoggettato ai diritti e doveri del personale di ruolo previsti dal CCNL.
  • Potrà partecipare alla mobilità per il prossimo anno scolastico?
    Sì, nei termini previsti dal novo contratto sulla mobilità.