25 FEBBRAIO 2016
AT DI CATANIA: TRASFORMAZIONE DEL RAPPORTO DA TEMPO PIENO A TEMPO PARZIALE – A.S. 2016/2017
TRASFORMAZIONE DEL RAPPORTO DA TEMPO PIENO A TEMPO PARZIALE – A.S. 2016/2017
PUBBLICAZIONE NOTA A.T. CATANIA E RELATIVI ALLEGATI
Regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 febbraio 2016, n. 19
Collegamento al sito della Gazzetta Ufficiale della Repubblica
C.M. n. 2 del 23/02/2016 – Anno scolastico 2015/16 – Esami di stato conclusivi dei corsi di studio d’istruzione secondaria di secondo grado – Formazione delle commissioni di esame.
Allegati:
Uil: serve un confronto non formale ma sostanziale per sanare le contraddizioni della legge 107. Vanno garantiti profili e professionalità e riconosciuti gli spazi contrattuali.
La ripartizione del fondo per la valorizzazione del merito e funzionamento dei comitati di valutazione sono stati il tema centrale del’incontro che si è svolto questa mattina al ministero tra le organizzazioni sindacali e il Miur, rappresentato in questa riunione dal Direttore generale del Bilancio, Dott. Greco e della Dott.ssa Palumbo, Direttore generale per gli ordinamenti e la valutazione.
A parere della Uil Scuola, i temi in oggetto del confronto vanno affrontati nel merito e non solo nella forma, per poter superare le numerose contraddizioni della legge 107, con il fine di comporre i vari interessi in campo: in particolare, i docenti sono coinvolti in forma attiva, come beneficiari e come componenti dei comitati; i dirigenti scolastici che non possono essere autorità salariale monocratica; il ruolo della contrattazione in relazione alla legge che definisce il finanziamento come salario accessorio.
Analogamente, non può essere ignorato il ruolo degli organi collegiali, in particolare del collegio dei docenti, espressione della funzione tecnico professionale che rappresenta l’aspetto più qualificato in materia educativa e didattica per definire criteri di assegnazione del beneficio economico.
Il ministero dovrà, in ottemperanza alla legge, definire un decreto ministeriale i cui contenuti, secondo la Uil Scuola, devono essere frutto di un confronto sostanziale e non formale.
I vincoli del comma 126 pongono una ripartizione basata sulla dotazione organica dei docenti, dei fattori di complessità e delle aree a maggiore rischio educativo.
Per la Uil i docenti su cui effettuare la ripartizione dovranno essere quelli derivanti dalla sommatoria dell’ organico di fatto, di diritto, del potenziamento e dei supplenti annuali. Solo così potrà risolversi, ad esempio, la questione dei licei musicali.
Nei fattori di complessità vanno considerati anche gli indicatori organizzativi degli istituti comprensivi ed onnicomprensivi, degli istituti con pluralità di indirizzi, gli squilibri e le difficoltà derivanti dallo svantaggio socio-economico di alcuni territori.
È ancora in fase di approfondimento la questione dell’attribuzione delle quote secondo la scansione degli 8/12 per anno scolastico o di quella per anno solare. Per la Uil, visto che si tratta di un bonus da assegnare alla fine dell’anno ai docenti sarebbe meglio l’assegnazione in una unica soluzione per evitare aggravi burocratici.
Il decreto del ministro opererà lo stanziamento, per il quale si prevede un nuovo passaggio con il sindacato. Per la Uil sarebbe necessaria un’intesa politica, come avvenuto per la mobilità, per definire una base solida di condivisione ed evitare l’attuale confusione e le contraddizioni sopra accennate.
Al momento rappresentiamo, rispetto ai criteri di costituzione la contrarietà sulle scelte fin qui operate dal Miur, senza trasparenza, senza coinvolgimento, tramite Faq che hanno confuso le idee più che chiarirle.
Alcuni provvedimenti hanno indotto gli uffici regionali a nominare, anche d’ufficio dirigenti scolastici in pensione, quali componenti esterni escludendo a priori le altre professionalità e figure pure previste dalla legge 107, come possono essere i docenti, dirigenti tecnici, funzioni strumentali, collaboratori dei dirigenti, RSU, di tutti quei professionisti cioè che hanno già consolidate esperienze e conoscenze del lavoro scolastico e della sua valorizzazione.
Restano da risolvere questioni ancora aperte e che riguardano tre aspetti particolari: la funzionalità dei comitati quando non sia stata individuata una componente; la loro considerazione come organi collegiali perfetti; il loro rapporto con il collegio dei docenti, dalla cui riflessione collegiale dovrebbero scaturire le indicazioni per i criteri da adottare.
Il Miur si è riservato ulteriori riflessioni e comunicherà un nuovo appuntamento per i primi di marzo, previo approfondimento con l’ufficio fdi Gabinetto e l’ufficio Legislativo.
La Uil e le organizzazioni sindacali hanno rivendicato l’importanza di un lavoro comune e trasparente messo sempre a disposizione dell’amministrazione; coerentemente stanno predisponendo un documento di sintesi del confronto che sarà diffuso a breve.
Le stesse organizzazioni non escludono il ricorso ad una impugnativa davanti al giudice qualora i provvedimenti non tengano in considerazione l’intero quadro normativo vigente a discapito degli interessi generali in campo.
All’incontro hanno partecipato per la UIL Ranieri e Lacchei.
AUTOVALUTAZIONE E VALUTAZIONE ESTERNA
Paradossale la situazione creata con la legge 107: da un lato l’autovalutazione delle scuole, dall’altro la valutazione del merito dei docenti. Due processi che viaggiano su binari paralleli.
Il 17 febbraio si è svolto un incontro presso il Miur con i rappresentanti della conferenza degli istituti Indire e Invalsi e il ministero, impegnati con la pubblicazione del DPR 80, nella costruzione del sistema nazionale di valutazione.
Oggetto dell’incontro lo stato di attuazione della direttiva 11/2014 sul sistema di autovalutazione. Due i punti trattati: i processi di autovalutazione e la valutazione esterna.
Scuola dell’infanzia e adeguamento dei rapporti di autovalutazione
A partire dal prossimo anno scolastico le scuole procederanno all’adeguamento del Rapporto di autovalutazione (RAV) elaborato nel 2015, da arricchirsi con i dati aggiuntivi forniti dalla prima stesura. Sarà integrato, per tutte le scuole in cui sono presenti sezioni di scuola dell’infanzia da parti inerenti questo importante segmento educativo, escluso dalla prima formulazione.
Il nuovo RAV sarà accompagnato da questionari di percezione della qualità per i docenti e per gli studenti, in aggiunta a quello per i genitori reso fruibile nella piattaforma online delle iscrizioni al prossimo anno scolastico, ormai giunta a conclusione.
Il documento, integrato con i dati sulla scuola infanzia, sarà adottato in via sperimentale già in questo anno da alcune scuole.
A breve sarà avviata una consultazione pubblica da cui potranno scaturire proposte di modifica.
Per la UIL tale scelta è condivisibile, sia direttamente che attraverso il Coordinamento nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola, è stata ripetutamente sollecitata.
Valutazione esterna
Il Miur ha informato che il modello di valutazione esterna previsto dalla direttiva 11/2014 partirà a marzo su 390 scuole (di cui 20 paritarie), da parte dei Nuclei esterni di valutazione (NEV), formati daun ispettore e due esperti provenienti sia dalla scuola che da altri settori.
Per loro un breve corso di formazione partirà il 25 febbraio mentre le scuole, estratte a sorte, saranno avvisate una settimana prima della visita.
Le visite dureranno tre giorni, saranno visionati spazi, attività, organizzazione oltre ai Piani dell’offerta formativa, ai RAV ed i piani di miglioramento; saranno svolti colloqui ed incontri con i diversi attori. Una prima fase di restituzione è destinata al dirigente scolastico ed al suo staff, successivamente un report sarà presentato al collegio dei docenti.
Obiettivo dell’intera procedura è indurre le scuole alla riflessione sull’azione quotidiana anche in riferimento ai piani di miglioramento ed al bilancio sociale, quale terza ed ultima fase del processo di autovalutazione.
In tema di valutazione la UIL ha presentato le proprie proposte.
Appare necessario un riallineamento delle azioni derivanti dalla sedimentazione di norme vecchie e nuove (il continuo rinvio della valutazione dei dirigenti scolastici) con l’attuazione della legge 107 per la valorizzazione della professionalità docente e la costituzione di comitati per la valutazione in tutte le scuole.
Va resa adeguata e costante l’informazione ai sindacati scuola sia per la pubblicazione di bandi di selezione di nuovi esperti valutatori, sia per tutti gli aspetti connessi alla realizzazione del sistema;
il pessimo esempio dei Vcamp, a suo tempo svelato e stoppato dall’impegno della Uil, deve restare un caso isolato. Anche i valutatori esterni ora coinvolti, sono stati selezionati con avvisi del 2013, pubblicati senza alcuna trasparenza né informativa sindacale.
Si osserva che gli esiti dei progetti sperimentali fin qui condotti, come il Progetto qualità e merito ed ancor più Vales, finanziato con fondi contrattuali per preciso impegno delle organizzazioni sindacali, sono rimasti chiusi nei cassetti senza alcuna possibilità di fornire indicazioni ai nuovi percorsi, spesso non valorizzando nemmeno il patrimonio di competenze ed esperienze acquisito dai docenti e dai dirigenti in essi impegnati.
Il Miur, per contribuire al miglioramento delle scuole sottoposte a valutazione esterna, deve garantire ai valutatori esterni provenienti dalla scuola le condizioni per il sereno svolgimento dell’incarico.
Le attività di valutazione insieme a quelle di rilevazione degli apprendimenti costituiscono un enorme carico di lavoro burocratico per le scuole che vanno liberate dall’impegno compilatorio, reso più grave dalla riduzione del personale amministrativo nelle segreterie scolastiche;
Sulle novità della Legge 107 per la valutazione non servono fughe in avanti del Miur ma l’apertura di un confronto in sede contrattuale, che riunisca in un unico profilo tutte le attività di valutazione ed autovalutazione e possa contemperare le diverse opzioni con le criticità in materia di assegnazione del bonus professionale ai docenti, costituzione dei comitati in ciascuna scuola, ecc.
Le iniziative prese da talune direzioni regionali costituiscono una pessima modalità operativa, sia nel merito che nel metodo, sono state bloccate sul nascere dai sindacati.
Per la UIL ha partecipato Noemi Ranieri
L’ultima decisione presa dal Consiglio di Stato dispone che a decidere sulla questione dei diplomati Magistrali sarà l’Adunanza Plenaria, organo che il nostro ordinamento prevede per i casi in cui è necessario un collegio giudicante più ampio.
Il caso dei ricorsi per l’accesso in GAE dei diplomati magistrali è stato ritenuto assai complesso al punto da determinare questa scelta in conseguenza dei problemi di giurisdizione ma, soprattutto, per le sentenze contrastanti che sono scaturite da ricorsi in tutto e per tutto simili tra loro. Esistono differenti possibilità in termini di esito: acceso alle Gae per tutti i diplomati magistrali, per i soli ricorrenti, oppure per nessuno. Queste ultime possibilità, gettano un’ombra sulle aspettative di molti docenti, e con loro di molte famiglie.
Per conto nostro continueremo a sostenere che devono prevalere le ragioni sia in diritto che nel fatto. Confidiamo nell’esito ed accoglimento favorevole delle richieste presentate all’Organo Giudicante.
Turi: sbloccare il contratto per riconoscere i diritti
SONO PIÙ DI SEI ANNI CHE AL PERSONALE DELLA SCUOLA NON VIENE RINNOVATO IL CONTRATTO
Uil: La legge del governo sulla scuola mostra tutti i limiti di concreta applicazione.
Siamo nettamente contrari alle scuole di tendenza.
I ragazzi Erasmus esempio dell’eccellenza del nostro sistema di istruzione, apprezzata solo all’estero.
La mancanza del rinnovo contrattuale del personale della scuola si protrae da oltre sei anni – mette in evidenza Pino Turi, segretario generale Uil Scuola nel suo intervento all’Auditorium Unipol per l’iniziativa promossa dalla Uil sui contratti nel pubblico impiego.
Un blocco che incide pesantemente sul potere di acquisto reale delle retribuzioni, quelle degli insegnanti italiani sono tra le più basse d’Europa, ma soprattutto sul valore del lavoro nel sistema di istruzione.
La scuola è stata investita da una legge di riforma, peraltro di dubbia costituzionalità, che non modifica l’impianto istituzionale dei cicli di istruzione, ma interviene sostanzialmente sulla governance – ha precisato Turi – con uno spostamento di poteri tra dirigente, docenti ed organi collegiali, rappresentativi del personale docente ed ATA, genitori ed alunni, che ne mortificano ruolo e funzione.
Quella che stiamo registrando – aggiunge Turi – è una pesante ingerenza, anche nelle materie di contrattazione, attuata per legge, la 107/2015.
Approvata con voto di fiducia dal Parlamento la legge del governo sulla scuola risente – ora che quotidianamente ci scontriamo con i limiti pratici della sua applicazione, spiega Turi – della mancanza di dibattito sereno e disteso, sia parlamentare che nel Paese.
Una legge formulata senza il coinvolgimento pieno del personale, trattato più da suddito che da lavoratore portatore di dignità e diritti.
L’aver scelto di attuare un processo di cambiamento in maniera autoritaria e senza coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori ha condotto ad un doppio risultato negativo: a chi a scuola lavora ogni giorno si presenta un modello di scuola meno libera e più dirigista; ad alunni e famiglie si rende meno scontato il pluralismo e la libertà di apprendimento.
Tutto questo in contraddizione con i valori costituzionali che indicano la scuola come laica, di tutti e per tutti – conclude Turi – quella scuola che ha rappresentato l’ascensore sociale degli italiani nei decenni scorsi e che, ancora oggi, registra eccellenze tra i ‘ragazzi Erasmus’ che trovano lavoro solo fuori dall’Italia.
L’Ufficio scolastico regionale del Veneto, con due note distinte, una indirizzata ai componenti esterni del Comitato di valutazione, da esso stesso nominati, l’altro ai sindacati regionali di comparto, ha ritirato la circolare del 16 febbraio con la quale dava “Orientamenti e riflessioni per i componenti esterni dei Comitati di Valutazione dei docenti nominati dall’USR per il Veneto”.
Quella dei componenti esterni è una delle novità introdotte dalla legge 107/2015 che modifica ed integra il Comitato di Valutazione interno ad ogni istituzione scolastica che, tra l’altro avrà il compito di assegnare il c.d. Bonus ai docenti, sulla base dello stanziamento di 200 milioni di euro, ripartiti tra le singole scuole, previsti dalla legge 107/2015 che lo definisce salario accessorio.
Il provvedimento dell’USR Veneto è stato ritirato a seguito della diffida che FLC Cgil, Cisl Scuola, UIL Scuola e Snals, hanno inviato in contrasto con la circolare dell’USR che si poneva come illegittima ed inaccettabile invasione nell’autonomia della scuola.
La materia è delicata in quanto riguarda la retribuzione accessoria dei docenti che la legge in modo pasticciato e contraddittorio introduce con meccanismi di dubbia legittimità costituzionale: questa circostanza consente di avviare un confronto ed un approfondimento della materia in sede sindacale.
Infatti, non solo l’USR Veneto, ma anche il MIUR ha convocato i sindacati per avviare una fase di approfondimento di merito.
L’incontro al MIUR è fissato per il prossimo 24 febbraio; in quella sede, la UIL Scuola, oltre a confermare il proprio giudizio negativo su comestaaffrontando una materia così delicata, rivendicherà procedure tali da garantire l’autonomia scolastica e la dignità professionale dei docenti che ha bisogno di regole certe che con le proprie contraddizioni la legge 107, non garantisce.
Ancora una volta, i nodi vengono al pettine: una legge pasticciata e non adeguatamente finanziata non può che aggiungere confusione a confusione come quella che si sta creando con la nomina dei componenti esterni, nella maggior parte dei casi dirigenti scolastici e per lo più in pensione a cui non è riconosciuto neanche il rimborso delle spese di viaggio per raggiungere la sede scolastica.
Gli esiti di una norma che ha l’ambizione di valutare il merito dei docenti e di assegnare loro una retribuzione accessoria – in contraddizione con un’altra legge che assegna alla contrattazione collettiva l’individuazione dei criteri di assegnazione dello stesso – sono affidate unicamente alle procedure burocratiche che non si preoccupano affatto del risultato
Nell’incontro odierno il Miur si è limitato a fornire i dati inerenti la ripartizione dei posti per classi di concorso, per ambiti e per regioni.
Nessuna novità sulla data di pubblicazione dei bandi, né sui bandi stessi, niente sulle classi di concorso e le loro confluenze, né sul rapporto tra i punteggi assegnati alle varie prove.
Unico elemento positivo il ripensamento sulla struttura delle due prove di inglese, che saranno a risposta chiusa.
Le procedure saranno circa 110, a fronte delle 18 del concorso 2012, su base regionale o multiregionale.
Il numero più consistente di posti di colloca su italiano storia e geografia nella secondaria di primo grado con 5.111 posti, che sommati ai 3.006 posti di lettere nel secondo grado determinano un totale di 8.117 posti dell’ambito AD 4.
Per il giapponese e il design del vetro ci sarà un solo posto.
Complessivamente i posti sono 63.712, di cui 6.101 per i sostegno, 17.299 per la scuola primaria e 6933 della scuola dell’infanzia.
506 posti saranno successivamente messi a bando per la classe A023 l’italiano come lingua seconda.
Il bando per 552 posti per le discipline coreutiche saranno bandito successivamente all’espletamento del terzo ciclo di TFA.
Per il terzo ciclo TFA è stato nominato un comitato tecnico nazionale che ha avviato i lavori.
Nella confusione generale non è chiaro se nel bando sarà prevista una salvaguardia per i docenti di scuola dell’infanzia, vincitori del concorso 2012 penalizzati dalle mancate assunzione nell’organico potenziato. A questi occorre dare certezze.
Per la UIL se esiste la volontà di concretizzare le assunzioni attraverso il concorso per il prossimo anno bisogna trasformare gli annunci in fatti.
All’incontro ha partecipato Noemi Ranieri.
La nota emanata il 16 febbraio dall’USR Veneto per fornire “orientamenti e riflessioni” ai componenti esterni dei Comitati di valutazione appare approssimativa sotto il profilo argomentativo per quanto riguarda le riflessioni di natura giuridica nelle quali incautamente si avventura.
Non sta certamente alle organizzazioni sindacali valutare l’opportunità di atti di assoluta intempestività e che vanno ben oltre il raggio di competenza di un ufficio scolastico regionale. Anticipare, senza averne alcun titolo, le linee guida nazionali che la legge 107, al comma 130, prevede siano emanate dal Miur e non dagli Uffici scolastici regionali, solo al termine del triennio 2016/2018, è un atto di ingerenza inaccettabile nell’autonomia delle singole scuole.
Numerose appaiono le incongruenze e le errate interpretazioni delle norme di riferimento, su diverse questioni che la nota pretenderebbe di chiarire: la qualificazione del Comitato di valutazione quale organo non perfetto, la facoltà del dirigente di procedere con atti sostitutivi in assenza di criteri, l’applicabilità alla scuola delle disposizioni in materia di valutazione della performance, l’asserita assenza di riserva costituzionale ai fini di sostenere la non ammissibilità della contrattazione sul bonus, ancorché la legge 107 lo qualifichi come salario accessorio, e altro ancora. Incongruenze e licenze interpretative che rendono ancor più ampiamente motivate le riserve di legittimità nei confronti di una circolare che già appare viziata sotto il profilo dell’eccesso di competenza.
Sul piano politico, è di tutta evidenza la gravità di un atto assunto fuori da ogni preventivo confronto né informativa con le organizzazioni sindacali, che si pone deliberatamente in conflitto con le posizioni da queste espresse su materie riconducibili alle loro prerogative, e che anche per questo è destinato ad accrescere ulteriormente lo stato di disagio, tensione e preoccupazione con cui chi lavora nella scuola sta vivendo “innovazioni” in gran parte non condivise.
Per queste ragioni, esprimendo con la massima nettezza il proprio dissenso politico, le organizzazioni sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal hanno inviato al Direttore dell’USR Veneto, e per conoscenza al Miur formale diffida a ritirare immediatamente la nota 2982 del 16 febbraio 2016. In difetto, valuteranno l’eventuale presentazione di impugnative legali.
Roma, 17 febbraio 2016
Gli impegni assunti dal Governo il 4 dicembre 2014 non sono stati rispettati:
i fondi contrattuali per il salario accessorio vengono tagliati;
la retribuzione dei Dirigenti Scolastici continua a diminuire; i
contratti regionali non sono certificati dal MEF che cerca di imporre una diminuzione della retribuzione pensionabile e della buonuscita;
non trova soluzione la sperequazione interna;
si allontana l’equiparazione esterna;
le condizioni di lavoro peggiorano e le responsabilità aumentano. I Dirigenti Scolastici non possono più attendere.
FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal hanno proclamato in data odierna lo stato di mobilitazione della categoria e richiesto un incontro urgente con i vertici politici del MIUR.
FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, a sostegno della vertenza che si rilancia con forza indicono, come primo momento di mobilitazione, un presidio nazionale dei dirigenti scolastici davanti al MIUR per mercoledì 9 marzo 2016; stanno verificando, nel frattempo, ulteriori azioni di lotta che esprimano il disagio dei dirigenti scolastici e la loro esasperazione per l’indifferenza dell’Amministrazione e dell’intero Governo.
La gravità della situazione e l’importanza delle rivendicazioni richiedono uno straordinario impegno e la partecipazione di tutti i dirigenti scolastici.
Si è tenuta presso il MIUR, in data 16 febbraio 2016, una riunione con le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto scuola, sulla emanazione della nota con le indicazioni agli USR per la predisposizione dei bandi dei concorsi ATA per soli titoli per l’anno scolastico 2016/2016 per i profili professionali dell’area A e B. Per la UIL Scuola hanno partecipato Antonello Lacchei e Mauro Panzieri. I rappresentanti del Ministero hanno illustrato i contenuti della stessa che sostanzialmente ricalca la procedura degli anni precedenti.
I Direttori Generali di ciascun Ufficio Scolastico Regionale – con esclusione della regione Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano – dovranno emanare i relativi bandi per ciascun profilo professionale e per tutte le province di competenza. Nella predisposizione degli stessi dovranno tenere conto dei cambiamenti normativi intervenuti, apportando le opportune integrazioni e modifiche al testo dell’ordinanza utilizzata per gli anni precedenti
Ricordiamo che a tale concorso possono partecipare aspiranti con 24 mesi di servizio nella scuola statale e nel profilo richiesto.
Solo Il modello G, che consente la scelta o la modifica delle sedi per l’anno 2015/16 sarà gestito tramite le istanze on line. Quest’ultimo non dovrà essere inviato in quanto l’Ufficio territoriale destinatario lo riceverà automaticamente al momento dell’inoltro telematico.
By segreteria Territoriale Uil Scuola Catania. Salvo mavica, segretario generale.
Attuazione D.M. 326 del 3 giugno 2015. Graduatorie di istituto personale docente. Aggiornamento semestrale graduatorie di II fascia.
Allegati:
salvo mavica, segretario territoriale generale Uil Scuola Catania
All’On.le Sen. Stefania Giannini
Ministro dell’Istruzione Università e ricerca
Al dott. Alessandro Fusacchia Capo Di Gabinetto
Oggetto : richiesta incontro su reclutamento e concorso
Le scriventi organizzazioni Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal chiedono un incontro urgente che affronti nel merito e con una equilibrata valutazione di tutti gli interessi in campo le diverse questioni connesse all’annunciata emanazione di un bando di concorso ordinario per i docenti.
Fra tali questioni si evidenziano quelle connesse allo svuotamento delle Graduatorie ad esaurimento, chiedendo che siano individuate soluzioni ponte per chi, pur in possesso di abilitazioni, non vi si trova inserito e per chi lavora nella scuola senza abilitazione per la mancata attivazione dei percorsi abilitanti, e per il settore della scuola dell’infanzia non coinvolto nel piano straordinario della legge 107.
Le scriventi OO.SS. lamentano peraltro l’assenza di ogni informativa sugli esiti dell’iter di approvazione del decreto di riordino delle classi di concorso, così come sui dati inerenti il numero dei posti messi a concorso e sulla loro distribuzione sia per territorio che per tipologia.
In attesa di una convocazione di cui si ribadisce l’urgenza porgono distinti saluti. Roma, 16 febbraio 2016
FLC CGIL
Domenico Pantaleo
CISL Scuola
Maddalena Gissi
UIL Scuola
Giuseppe Turi
SNALS Confsal
Marco Paolo Nigi
Piano di dimensionamento della rete scolastica – A.S. 2016/2017 –
Pubblicazione nuovi codici delle istituzioni scolastiche previste del D.A. n. 182 del 27/01/2016.
Nota A.T. Catania n. 1549 del 12/02/2016
Si potrebbe aprire anche per il personale della scuola una finestra per rendere meno pesanti gli ultimi due-tre anni di servizio, prima di andare in pensione per vecchiaia. Costi e opportunità saranno tutti da valutare. Il condizionale è d’obbligo per evitare facili illusioni.
La legge n°208 del 28.12.2015 (Legge di Stabilità 2016) all’art. 1 comma 284 ha stabilito che, nel settore privato e fino al 2018, il personale che andrà in pensione per vecchiaia (anni 66 e mesi 7) ha facoltà di ridurre il proprio orario di lavoro dal 40 al 60% e avere lo stipendio rapportato alla percentuale di part time che sceglie.
Dal punto di vista pensionistico, però, la parte di servizio non lavorata viene coperta da contribuzione figurativa e, pertanto, il calcolo della pensione verrà effettuato come se il lavoratore avesse svolto servizio a tempo pieno.
Nel disegno di Legge c.d. “milleproroghe” è stato inserito un emendamento che estende anche ai lavoratori statali ciò che è stato stabilito per il settore privato, si potrebbe aprire, anche al personale della scuola una finestra per rendere meno pesanti gli ultimi due-tre anni di servizio, prima di andare in pensione per vecchiaia. Il condizionale è d’obbligo per evitare facili illusioni .
L’emendamento votato riguarda unicamente alle pensioni di vecchiaia (66 anni e 7 mesi) e, per essere ancora più chiari, è rivolto a tutti coloro (maschi e femmine) che al 31.12.2016 posseggono un’età anagrafica di anni 64 e mesi 7. Bisogna ricordare, inoltre, che il requisito si dovrà possedere senza arrotondamenti.
Si dovrà attendere la pubblicazione del Decreto Ministeriale entro il 31.03.2016, per conoscere se e come potrà essere applicato al personale della scuola, nel cui comparto l’istituto del part-time ha una sua precisa normativa.
Si è svolto in data 10 febbraio un incontro al Ministero dell’istruzione con la dott.ssa Palumbo sulla circolare per le iscrizioni e sulle risorse economiche per l’istruzione degli adulti. Sono stati forniti, inoltre, i dati del monitoraggio svolto da INDIRE, dallo stesso MIUR e i materiali prodotti nell’ambito del progetto PAIDEIA (Piano di Azione per l’Innovazione dell’Istruzione Degli Adulti), che ora verranno sottoposti agli enti competenti per una validazione scientifica.
Per la UIL Scuola hanno partecipato Noemi Ranieri e Rossella Benedetti.
Le iscrizioni
La circolare illustrata dalla dott.ssa Palumbo, ricalca in buona parte quella dello scorso anno, con alcuni chiarimenti
Tra le novità introdotte, che a giudizio della UILScuola necessitano ulteriori chiarimenti, la possibilità per i percorsi di II livello, in presenza di un numero sufficiente di iscritti, di predisporre attività di ampliamento dell’offerta formativa per compensare l’assenza di corsi del primo periodo didattico con specifici interventi utili al proseguimento degli studi nel relativo secondo periodo didattico. La UILScuola, nel solco di questo ragionamento, ha chiesto di poter permettere anche l’iscrizione on line e di favorire la conoscenza dell’offerta formativa di ciascun CPIA con apposite pagine Web, in modo da facilitare l’accesso di tutti gli adulti ai vari percorsi senza obbligarli a fare di persona il giro delle scuole.
Le risorse
Per quanto riguarda le risorse, sono state esplicitate le varie fonti di finanziamento su cui i CPIA potranno contare e inserire nel programma annuale 2016:
Per la UIL Scuola l’assegnazione ai CPIA dei fondi FAMI riconosce positivamente il grande sforzo da questi realizzato a favore della integrazione e della alfabetizzazione degli stranieri e dei migranti;tali sforzi vano riconosciuti e sostenuti anche dal MIUR, in particolare in termini di organici e di concreta funzionalità dei centri, in molti casi penalizzati dalla riorganizzazione, anche in senso logistico e strutturale.
Permessi straordinari retribuiti per il “Diritto allo Studio”- Personale docente e Ata-Anno 2016. Pubblicazione graduatorie definitive e determinazione numero posti disponibili.
In primo luogo per i numeri: si prospettano circa 250 mila domande di trasferimento. Alle 100 mila che vengono presentate in media ogni anno vanno aggiunte quelle che potranno essere presentate dagli insegnanti neo assunti.
Per la prima volta si prevede una mobilità per alcuni neo assunti su tutto il territorio nazionale.
Questa volta non ci sarà il vincolo triennale per chi richiede trasferimento.
ITER
Dopo la firma del contratto lo stesso passerà in visione alla Funzione Pubblica.Il Miur predisporrà quindi l’ordinanza e i modelli di domanda.
Dalla pubblicazione dell’ordinanza si hanno 20 – 30 giorni di tempo per presentare la domanda.
CHI SI MUOVE
Si possono prevedere molti rientri da Nord a Sud dei cosiddetti docenti “immobilizzati” che, prima dei neo assunti in fase B e C da GAE, avranno la possibilità di occupare i posti compresi quelli del potenziamento.
LE NOVITA’
Per i trasferimenti, anche tra province diverse, andranno calcolati anche i posti del potenziamento quindi tutto l’organico dell’autonomia (non soltanto le cattedre in organico di diritto).
Viene introdotta una deroga al vincolo triennale per i trasferimenti interprovinciali.
Chi non poteva muoversi per tre anni, potrà farlo.
Gli ambiti vengono definiti come realtà amministrativo-territoriale.
Gli uffici scolastici regionali stanno definendo la loro costituzione. Dovrebbero essere circa 380.
LE PAROLE CHIAVE
Titolarità di sede = è la scuola dove si insegna e dove si chiede di essere trasferiti. Posto definito.
Ambito = realtà amministrativo-territoriale.
Deroga = le norme contrattuali agiscono in virtù di deroghe ai vincoli posti dalla legge
COME E’ CAMBIATO IL QUADRO DI RIFERIMENTO
Il negoziato contrattuale ha permesso di mantenere la titolarità di sede per tutta la fase provinciale dei trasferimenti e dei passaggi di ruolo.
Chi non richiede trasferimento provinciale mantiene la titolarità nell’attuale scuola.
Chi richiede trasferimento o passaggio provinciale avrà la sua sede di servizio.
Tale possibilità è prevista anche per i trasferimenti e per passaggi interprovinciali per gli immessi fino al 2014 -15 per il primo ambito.
Nella tabella di valutazione titoli è stato aggiunto un punteggio per chi è in possesso del CLIL.