UFFICIO VII – AMBITO TERRITORIALE CATANIA
attachments: prospetti.
— Ufficio VII – Ambito Territoriale Catania
AT: Aspiranti nelle graduatorie concorsuali e nelle GAE/i
Dirigenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della Sicilia
Sito istituzionale
OO.SS. Comparto istruzione e ricerca e dell’Area V
Rettifica elenco convocati Immissioni in ruolo scuola infanzia e primaria.
Verificati i decreti di rettifica alle Graduatorie ad esaurimento di questa provincia, si sostituisce, con l’allegato alla presente, l’allegato 1 alla nota prot. 7965 del 27/5/2020 pubblicato sul sito di questo ufficio, limitatamente ai docenti convocati della scuola primaria e infanzia, restando fermo il termine di scadenza per l’inoltro del modulo domanda allegato 2 alla nota predetta fissato per le ore 23.59 del 31 maggio 2020.
La presente nota con l’allegato elenco dei convocati rettificato è pubblicata al sito di quest’ufficio, inviata alle istituzioni scolastiche interessate e alle OO.SS del comparto istruzione e ricerca e dell’area V per la massima diffusione tra il personale interessato. Il Dirigente Emilio Grasso
attachments: Rettifica elenco convocati primaria e infanzia-signed
L’esecutivo Nazionale della UIL SCUOLA conferisce ampio mandato al Segretario Nazionale per la reitera della DIFFIDA (allegata e notificata al MIUR, in persona del Ministro pro-tempore), volta ad interrompere la condotta antisindacale posta in essere nei confronti della UIL Scuola.
In particolare viene richiesta la convocazione immediata, entro e non oltre il termine di 3 giorni, per l’avvio delle trattative negoziali e la necessaria contrattazione sui temi fondamentali legati al CCNI sulla mobilità per tutti i lavoratori del comparto – personale docente, educativo e ATA – al fine di armonizzare le norme legislative con il contenuto del CCNI.
Si è riunito questa mattina il Tavolo nazionale permanente per gli esami di Stato, composto da componenti del MI, della Protezione civile, della Croce Rossa Italiana e dalle Organizzazioni Sindacali, che svolge le funzioni di verifica dell’attuazione, presso le istituzioni scolastiche, delle indicazioni contenute nel Documento tecnico scientifico per gli esami di Stato.
Un primo incontro che ha visto da parte della UIL Scuola – rappresentata da Giuseppe D’Aprile – un’adesione convinta al fine di contribuire allo svolgimento in sicurezza degli esami in presenza, ben sapendo che ci sono grandi difficoltà che la macchina amministrativa da sola non potrà superare se non attraverso una grande solidarietà e collaborazione.
In questo senso la UIL ha chiesto al tavolo decisioni condivise e scevre da posizioni ideologizzate che, possibilmente, vadano nella stessa direzione e cioè la tutela a 360 gradi della comunità educante, eliminando elementi di scontro anche pregressi al fine di supportare le scuole nella giusta maniera. Comunicazioni e indicazioni stringate e chiare, senza linguaggi burocratici, anche per fornire alla dirigenza scolastica il giusto supporto che merita.
Un approccio costruttivo, collaborativo, democratico e non burocratico.
Nel merito è stata esaminata una bozza di circolare che il dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali ha predisposto per le scuole e che riguarda le “dotazioni finanziarie per la ripresa dell’attività didattica a settembre, nonché per lo svolgimento, in presenza e in sicurezza, degli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione”.
La UIL Scuola, per quanto concerne la parte della circolare che riguarda gli esami di Stato, ha sollecitato il tavolo a fornire immediatamente indicazioni alle scuole onde evitare iniziative più o meno opportune.
In particolare ha evidenziato le pretese di qualche dirigente scolastico che costringe il personale che ritiene di essere in condizioni di fragilità e dunque maggiormente esposto a rischio di contagio, di chiedere di essere sottoposto a visita da parte del medico competente o medico del lavoro INAIL. Alla luce di ciò, ha fatto presente che non c’e’ alcun obbligo per il lavoratore il quale, se appartenente alle categorie fragili, dovrà farlo dichiarare semplicemente dal medico di base. “L’individuazione dei lavoratori “fragili” può essere effettuata dal medico di base… è previsto nel documento redatto dal comitato tecnico scientifico.
Turi: serve progetto per far ripartire la scuola.
Alle scuole occorrono risposte precise e strumenti. C’è solo confusione.
Un clima mai visto, una confusione preoccupante. Bisognerebbe cambiare titolo al decreto – sottolinea il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi ricordando che si sta dibattendo di «misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato».
Di urgente non c’è rimasto più niente. Tutto è rinviato al prossimo anno.
Sugli esami abbiamo firmato un protocollo e lo rispetteremo perché le scuole hanno bisogno di elementi di supporto e di chiarezza. Per il resto il clima è di conflitto.
Con una decisione che ha rari esempi paragonabili, Premier e ministra, hanno stracciato due accordi sottoscritti con loro a Palazzo Chigi, mesi e mesi di lavoro, di riunioni, di confronti tecnici, emendamenti, mediazioni parlamentari.
Pacta sunt servanda. Per noi vale ancora. Ciò che abbiamo firmato rispettiamo.
La domanda oggi è: sappiamo come riapriranno le scuole?
Non a settembre, tra qualche giorno. L’ultimo Dpcm prevede la chiusura delle lezioni fino al 14 giugno. Le scuole dell’infanzia chiudono il 30. Che faranno i bambini? Dove andranno? Li affideremo ai volontari? Stiamo scherzando?
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Quattro le domande tante le risposte che il comitato tecnico scientifico nazionale deve fornire per far ripartire le scuole.
Ed e’ già tardi.
La realizzazione di protocolli pedagogici che solo le scuole possono elaborare in base ad evidenze tecniche aspettano la proposta del CTS, la consegna del documento al ministro dell’istruzione e al ministro della salute, il coinvolgimento dei diversi attori sociali tra cui al primo posto si colloca il sindacato, per i lavoratori tutti.
L’incontro solo interlocutorio svolto in data odierna tra sindacati di categoria e comitato tecnico scientifico nazionale ha chiarito la contrarietà degli esperti alla riapertura anche di un solo giorno della scuola per questo anno scolastico.
Le motivazioni di igiene e sicurezza lo sconsigliano in modo netto. Tutte le fughe di notizie anticipate dai media sono infondate, anche quelle in tema di scuola nei parchi, nei musei e nelle biblioteche.
Per la Uil bisogna fare presto e bene. Serve una proposta da cui partire per aprire un confronto con le parti sociali. Se ciò non accade si alimenteranno solo esercizi mediatici che non rasserenano il clima. No a decisioni calate dall’alto che demotivano ed escludono i lavoratori scaricando su di loro responsabilità improprie.
Nessuno deve affrontare da solo le conseguenze della pandemia e al sindacato va riconosciuto il ruolo di mediazione che consente di affrontare con i lavoratori le difficoltà.
La scuola che immaginiamo mantiene la sua funzione fondamentale per lo sviluppo della società, e deve riaprire a settembre alle migliori condizioni per non lasciare indietro nessuno, né il milione o due di studenti esclusi dalla didattica a distanza, e tra questi i più fragili quali portatori di handicap, di bisogni educativi speciali. L’istruzione e’ il primario fattore di inclusione sociale, le scuole sono il luogo privilegiato dove i processi educativi si realizzano: non sarà la pandemia a determinare un aumento della dispersione scolastica e il rischio di abbandono precoce.
Leggi tutto “FAR RIPARTIRE LE SCUOLE: PROSEGUE IL CONFRONTO CON IL CTS”
La proposta UIL finalmente in dirittura di arrivo
Resta la contraddizione del blocco quinquennale
L’informativa sulle nomine in ruolo con “chiamata veloce”, introdotta dalla Legge n. 159 del 20 dicembre 2019, e’ stato l’argomento al centro dell’incontro tra il Ministero e le Organizzazioni sindacali.
La legge 159/19 ha recepito una proposta che la UIL scuola ha presentato all’allora ministro Bussetti al momento dell’avvio del confronto su tutta la “partita” del precariato e per dare risposte ai tanti precari in GAE, in attesa di una stabilizzazione, anche a fronte di posti autorizzati dal MEF e rimasti vuoti per mancanza di candidati idonei
Va da se’ che la soluzione individuata risponde innanzi tutto all’esigenze delle scuole e fa incontrare la domanda con l’offerta: da una parte le disponibilità, soprattutto al nord e dall’altra il personale precario, soprattutto al centro sud..
Risultato: più stabilità per il personale precario, maggiore continuità didattica per gli alunni, nell’ambito della libertà di scelta che andrebbe icoraggiata e non ostacolata con improbabili divieti, ormai anacronistici.
Roma, 26 maggio 2020, Prot. n. 139/2020 flcgil FS/AS-stm. Alla Presidenza del Consiglio Dipartimento Funzione Pubblica. Al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Al Ministero dell’Istruzione. Alla Commissione di garanzia sul Diritto allo sciopero. ll.ss.
Le scriventi OO.SS.: FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS CONFSAL, GILDA UNAMS proclamano lo stato di agitazione della Sezione Scuola e dell’Area della Dirigenza del Comparto istruzione e Ricerca per rivendicare un piano straordinario di investimenti al fine di rendere possibile la ripresa in condizioni di sicurezza delle attività scolastiche in presenza.
È indispensabile a tal fine disporre di adeguate risorse economiche, per consentire un necessario potenziamento degli organici, sia per il personale docente che per il personale Ata, condizione imprescindibile per:
Mentre è in corso in Senato l’esame del Decreto scuola che, tra i suoi obiettivi, ha l’immissione in ruolo di 24..000 docenti precari con almeno 36 mesi di servizio, i cinque maggiori sindacati del settore (FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS CONFSAL E GILDA UNAMS), del tutto insoddisfatti delle mediazioni politiche raggiunte fra i gruppi di maggioranza, hanno inviato ai ministeri competenti una richiesta di svolgimento del tentativo di conciliazione, sancendo formalmente lo stato di agitazione della categoria.
Gli esiti dell’incontro notturno di maggioranza hanno definito un quadro che ora deve passare il vaglio parlamentare, ma dai sindacati arriva un giudizio di totale insoddisfazione.
Le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto accordi, con due governi e tre ministri, proprio su questa materia e responsabilmente hanno condiviso le linee guida su cui aprire un dibattito serio e costruttivo per riaprire le scuole a settembre. Un impegno volto ad individuare soluzioni praticabili, come nell’accordo sottoscritto qualche giorno fa per lo svolgimento degli esami di Stato.
Stiamo parlando di docenti e personale ATA che saranno pochi rispetto all’organico necessario per affrontare la riapertura, che impone fra l’altro l’adozione di misure organizzative di cui ogni giorno emergono anticipazioni più o meno fondate.
L’unica certezza, al momento, è che Il prossimo anno scolastico si presenta con un numero di precari mai visto prima, oltre 200 mila.
Turi: rinviare per non decidere significa lasciare migliaia di precari in una condizione di incertezza . Un accordo che serve alla politica, anzi al potere della politica, non alla scuola, non alla società civile.
Una vera e propria fuga dalle responsabilità di buon governo.
Se la mediazione è basata sul rinvio al prossimo anno – commenta a caldo il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi – siamo in presenza di una politica autoreferenziale che contraddice se stessa. Basta vedere le innumerevoli dichiarazioni dei giorni scorsi che ritenevano prioritario avere al 1°settembre i docenti in classe.
Stiamo parlando della conversione di un decreto legge pensato nell’agosto scorso, quindi un provvedimento adottato per ragioni di necessità ed urgenza, ancora prima della pandemia. Ragioni di necessità ed urgenza che non sono evaporati, anzi si sono accentuati per effetto della pandemia in corso.
Le ragioni della politica hanno travisato il fine con il mezzo. Il fine era, e resta, mettere in ruolo i precari al 1°settembre. Il mezzo era lo strumento per realizzare questo obiettivo. Si è stravolto tutto. Resta la stessa realtà: resta il balletto dei docenti, resta l’aumento dei contratti precari, resta l’amarezza di un governo che si concentra sulla gestione piuttosto che sulla strategia di fondo.
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Stanotte, dopo la mezzanotte:
ANSA >>>Accordo chiuso nella maggioranza sul decreto scuola. A quanto si apprende da fonti di governo l’intesa, dopo il vertice di Palazzo Chigi convocato dal premier Giuseppe Conte, e’ stata trovata: il concorso per i precari ci sarà ma dopo l’estate e non sarà più a crocette ma con una prova scritta.
Turi: rinviare per non decidere significa lasciare migliaia di precari in una condizione di incertezza
Con tutte le conseguenze che comporterà in termini di continuità didattica, a gran voce reclamata da studenti e famiglie. Ancora una volta al centro delle scelte non ci sono i cittadini, ma le ragioni della politica
Se la mediazione è basata sul rinvio al prossimo anno – commenta a caldo il segretario generale della Uil Scuola – siamo in presenza di una politica autoreferenziale che contraddice sè stessa. Attende per capire.
Stiamo parlando di un decreto legge, quindi un provvedimento adottato per ragioni di necessità ed urgenza, ancora prima della pandemia.
Rinviare per non decidere significa lasciare migliaia di precari in una condizione di incertezza con tutte le conseguenze che comporta in termini di continuità didattica a gran voce reclamata da studenti e famiglie.
Ancora una volta al centro delle scelte non ci sono i cittadini, ma le ragioni della politica. Speriamo di aver capito male e ci siano, invece, soluzioni di immediata assunzione in ruolo dei 40.000 precari a cui attivare, a fine anno, ogni opportuna verifica e valutazione anche con elaborati scritti, per dare pace ai fautori del merito.
Il governo farebbe bene a concentrarsi sulla ripresa a settembre delle scuole, i cui termini e soluzioni nessuno conosce e ci sembra un comportamento quantomeno colpevole.
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Sembra che i precari siano spuntati da Marte. Sono stati assunti sulla base del loro curriculum, i titoli e servizio.
Non sono abusivi, solo lavoratori senza contratto. Servono risposte politiche chiare e non pasticci.
Siamo pronti allo sciopero per tutelare ruolo e dignità del lavoro
Citare la costituzione per giustificare l’ingiustificabile – interviene il segretario della Uil Scuola sulla questione di concorsi straordinari per il personale precario – dimostra l’inconsistenza delle motivazioni che stanno alla base di una posizione che si vuole definita a priori. Come nelle monarchie. I contratti di medici e gli infermieri assunti per questa epidemia sono forse incostituzionli?
Qualcuno si è preso onestamente la briga di verificare la praticabilità di un’idea sostenuta in modo oltremodo cocciuto, per un percorso che è più simile ad una lotteria che non ad un concorso di merito?
Pensare ai titoli professionali non è procedura bastevole per docenti che hanno lavorato nella scuola per anni? Non basta nemmeno che nella procedura sia previsto un esame finale, destinato ad accertare l’idoneità di docenti che oggi sono i supplenti di migliaia di alunni. Sono quelli che stanno facendo la Dad.
Questi docenti sono maestri, sono professori, non fanno i professori o i maestri
. Così sono percepiti da alunni e famiglie.
La precarietà è solo nel loro contratto.
Uno stato inadempiente dovrebbe evitare invece provoca precariato. Non si può fare di questi lavoratori merce di scambio.
Facciamo appello alle forze sane di questo Paese affinché si evitino scontri politici su un terreno delicato come quello della scuola che è di tutti e non del ministro che, pro tempore, ne ha la responsabilità.
Facendo seguito alla informativa con i Sindacati Scuola del 15 maggio sull’organico di diritto del personale ATA, il Ministero ha trasmesso lo schema di decreto e la relativa circolare.
La UIL Scuola torna a chiedere certezze per i dipendenti e per le scuole che devono disporre del personale necessario a garantire il servizio anche attraverso l’istituzione di posti in organico di fatto, presidi sanitari e protocolli puntuali a tutela degli studenti e dei lavoratori.
Per dare certezze ai lavoratori e stabilità alle scuole occorre una gestione trasparente dei posti evitando di esporre il personale a situazioni di incertezza e di ingiustificata instabilità. va ricordato che solo dopo l’emanazione dei decreti formali verrà stabilito l’organico di diritto di ciascuna scuola, utilizzando anche la quota riservata agli interventi compensativi da gestire a livello di direzioni regionali ed uffici territoriali.
In allegato la circolare, lo schema di decreto ed il report della riunione del 15 maggio.
24.04.20 Bozza DM Organici ATA 20-21
Bando graduatoria NAZIONALE – Internalizzazione dei servizi – EX LSU.
SCEDA TECNICA A CURA DELLA UIL SCUOLA RUA.
Chi può presentare la domanda. Indicazione delle preferenze e assegnazione provincia.
Disponibilità posti nelle province esprimibili.
In allegato, i modelli editabili da utilizzare per la domanda di trasferimento del personale ATA soprannumerario che devono essere presentati in modalità cartacea.
Consulenza, assistenza, gratuita per i tesserati UIL SCUOLA e per chi ne fa richiesta.
I ns esperti sono sempre raggiungibili ai recapiti pubblicati sul sito ovvero con richiesta per le vie telematiche: email – catania@uilscuola.it
UIL Scuola, sindacato utile. salvo mavica, segretario
OGGI DIRETTA FB DEI SEGRETARI GENERALI SCUOLA DEDICATA AL PERSONALE PRECARIO
Turi: siamo interessati ad un progetto per il paese e la scuola ne è il fulcro.
Per questo siamo pronti alla mobilitazione.
Se il sindacato ha trovato soluzioni, se la politica sta cercando soluzioni, si può tollerare che il Governo resti dentro un pregiudizio?
In Italia per chi commette un reato c’è la presunzione di innocenza, fino al terzo grado di giudizio.
Per gli insegnanti vale la presunzione di incapacità, dopo anni di servizio. Uno storytelling che non regge più.
Così questa mattina, il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, nel corso della diretta Facebook dedicata alla situazione di grave incertezza in cui si trova il personale precario della scuola.
La quarantena sta finendo anche il sindacato smetterà di stare in quarantena – ha detto Il segretario Uil Scuola annunciando iniziative di mobilitazione, fino allo sciopero generale della scuola.
Questo sindacato ha mostrato responsabilità, il governo invece si mostra irresponsabile.
Il ministro Fioramonti si è dimesso perché ha chiesto tre miliardi. Oggi, in piena emergenza alla scuola ne viene dato uno e mezzo, in due anni. La politica deve essere responsabile.
Il nodo del confronto con il Governo è stato uno dei punti centrali della diretta con i quattro segretari generali scuola.
La mobilitazione sarà in funzione delle risposte che arriveranno dal Governo. Non dal Parlamento – ha detto senza misure Turi, registrando l’impegno parlamentare a trovare una soluzione che metta in sicurezza il rientro a scuola a settembre e dia garanzie alle migliaia di precari che ad oggi non hanno alcuna certezza rispetto al loro futuro, licenziati a giugno e ad agosto, riassunti da precari, con calma.
Siamo interessati ad un progetto per il Paese. Per questo serve una scuola libera. Si tratta di democrazia e partecipazione che cominciano a scuola Se il sindacato ha trovato soluzioni, se la politica sta cercando soluzioni, possibile che il Governo resti dentro un pregiudizio?