Report incontro tavolo tecnico reclutamento e mobilità dei docenti.


Incontri al Ministero 
È proseguito il confronto tra Ministero e Organizzazioni sindacali sul tema del reclutamento e della mobilità dei docenti contenuto nel Decreto Sostegni bis

Per la UIL: il tempo sta per scadere. Servono soluzioni immediate per avere tutti i docenti in cattedra il 1° settembre.
 Dopo il confronto avuto con il capo di Gabinetto dott. Luigi Fiorentino, nel quale la UIL scuola ha ribadito all’Amministrazione la propria posizione politica sul Decreto Sostegni bis (https://uilscuola.it/incontro-politico-senza-ministro-turi-offrono-tavoli-invece-di-soluzioni-leffetto-placebo-non-funziona-piu/), il confronto si è spostato sul tavolo tecnico nel quale la UIL scuola ha rivendicato i punti principali in cui il Decreto Sostegni bis deve essere modificato per dare delle soluzioni immediate sul tema del reclutamento e della mobilità dei docenti.
Per la UIL scuola hanno partecipato Giuseppe D’aprile e Paolo Pizzo.

Relazioni sindacali e rispetto dei Contratti. 

Docenti di serie A e docenti di serie B. 

Docenti non abilitati.

Il sistema dei concorsi ha fallito.

Cosa manca nel decreto – DSGA Facenti Funzione

Relazioni sindacali e rispetto dei Contratti. 
La UIL scuola ha evidenziato come quello delle relazioni sindacali e della invadenza, inopportuna e illegittima, del decreto- legge nelle materie che sono strettamente contrattuali, è inaccettabile e è il primo punto dal quale la discussione deve partire.

 1) Per i docenti esistono diritti e obblighi che sono regolati e garantiti da un Contratto Nazionale di Lavoro così come viene prevista, sempre per via contrattuale, una retribuzione per eventuali attività aggiuntive rispetto all’orario ordinario di lavoro. Non può quindi essere accettabile che in una relazione tecnica di un decreto- legge si scriva che nei giorni di sospensione delle lezioni il recupero degli apprendimenti non si aggiunge alle normali attività didattiche e che quindi si azzerarono eventuali compensi per attività aggiuntive, se svolte nel periodo tra il primo settembre e l’inizio delle lezioni.
Chi ha scritto questo probabilmente non conosce cosa è contenuto nel contratto nazionale di lavoro e non sa che i docenti tra il 1° settembre e l’inizio delle lezioni sono già impegnati in tutte quelle attività, deliberate dal collegio dei docenti, che sono propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico. Per cui, qualsiasi attività aggiuntiva, inerente o meno ad eventuali recuperi che comunque devono essere programmati e deliberati, devono necessariamente essere retribuite. Altrimenti ciò si traduce di fatto in un aumento dell’orario di lavoro non previsto contrattualmente.
2) La mobilità di tutti i docenti, compresi i neoimmessi in ruolo, è anch’essa materia strettamente contrattuale.
Con ciò che è invece contenuto nel decreto- legge si agisce quasi peggio rispetto a ciò che è stata capace di fare la ex ministra Azzolina: mentre si riduce per i neoimmessi in ruolo il blocco sulla mobilità, introdotto comunque per legge, passando da 5 a 3 anni, e che comunque continua a vincolare i docenti neo immessi in ruolo per le assegnazioni provvisorie non tenendo conto degli affetti e delle situazioni familiari dei docenti, si introduce un nuovo vincolo triennale che riguarderà tutti i docenti che otterranno una qualsiasi scuola della provincia con la prossima mobilità.
Su questi temi la UIL scuola ha ribadito all’amministrazione che ciò non è solo un problema del Governo, ma che in questo modo si compromettono le relazioni sindacali dal momento che alcune di queste regole sono contenute nei contratti nazionali dei trasferimenti e delle assegnazioni provvisorie che sono direttamente contrattati dalle Organizzazioni sindacali con il Ministero.
Docenti di serie A e docenti di serie B
Il decreto- legge prevede al termine delle ordinarie assunzioni in ruolo la possibilità di assunzione per i docenti che sono inseriti nella I fascia delle Graduatorie provinciali (GPS) con almeno tre anni di servizio nella scuola statale escludendo il resto dei docenti non abilitati inseriti nelle II fasce.
1) Docenti abilitati e docenti specializzati sul sostegno
Richiedere a questi docenti, già abilitati o specializzati sul sostegno, le 3 annualità di servizio per poter essere assunti in ruolo la riteniamo prima di tutto una mancanza di rispetto per il percorso selettivo e formativo che tali docenti hanno svolto durante il percorso di abilitazione o di specializzazione.
Per i docenti di sostegno, in particolare, considerando la necessità di coprire i numerosi posti di sostegno c’è la lesione di diversi diritti, in primis quelli degli studenti con disabilità. 
Per cui per la UIL scuola deve essere eliminato il requisito dei 3 anni di servizio che nasconde solo la volontà di non voler assumere nessuno visto già il numero esiguo dei docenti presenti in I fascia e ancora più esiguo è il numero di coloro che hanno maturato i 3 anni di servizio.
2) Docenti non abilitati
L’esclusione dalla procedura dei docenti non abilitati presenti nella II fascia delle GPS non è accettabile.
Intanto perché la mancanza di un percorso di abilitazione non dipende dai docenti, ma dal governo e da un Ministero che da ormai quasi 10 anni alimentano il mercato delle abilitazioni all’estero e non si preoccupano di indire percorsi abilitanti o di assumere i docenti e farli abilitare direttamente all’atto della conferma in ruolo.
In secondo luogo, la stabilizzazione per tali docenti è stata conquistata sul campo, anche al di là delle infrazioni europee sulla reiterazione dei contratti a tempo determinato. Sono docenti che hanno permesso il funzionamento delle nostre scuole, servendo lo Stato in scuole spesso di frontiera, lontano dalla famiglia e dagli effetti.
Docenti che sono utili per svolgere le supplenze, per valutare i nostri studenti, che per insegnare vanno bene, ma ciò non è poi abbastanza per essere assunti.
Su questo punto la UIL scuola ha rivendicato anche lo scorrimento della II fascia delle GPS per tutti i docenti con almeno 3 anni di servizio.
Il sistema dei concorsi ha fallito.
La terza questione che la UIL scuola ha sollevato è il fallimento dei concorsi così come sono stati finora pensati e di come si creano anche principi di incostituzionalità su alcune delle norme previste dal decreto sostegni bis, in particolare:
– Deve essere cancellata la norma che prevede che chi partecipa ad un concorso ordinario e non lo supera non potrà più partecipare ai concorsi successivi;
– Non ci può essere una sorta di gerarchia tra le classi di concorso per cui alcune materie sono più importanti di altre e per tali motivi si anticipa un concorso ordinario per le materie matematico-scientifiche mentre le altre discipline possono aspettare congelando però i posti e rendendoli quindi “sospesi” per procedure future che potrebbero non attuarsi;
– Non si può pensare che in una procedura di immissione in ruolo il docente, dopo aver superato l’anno di prova e di formazione, debba essere valutato ulteriormente da una commissione esterna che dovrebbe rendere “idoneo” il docente nell’insegnamento della propria disciplina dopo una valutazione positiva del dirigente scolastico e del comitato di valutazione. Un sistema schizofrenico che non può reggere.
Cosa manca nel decreto – DSGA Facenti Funzione
La UIL scuola ha anche ribadito ciò che manca nel Decreto. 
Un pezzo sicuramente importante che manca è quello che riguarda la stabilizzazione dei DSGA Facenti Funzione per i quali la UIL scuola continua a rivendicare la strutturazione di una procedura concorsuale tesa a valorizzare gli aspetti professionali di lavoratori che, sul campo, hanno mostrato di possedere le qualità per poter legittimamente aspirare ad essere inquadrati stabilmente nel profilo di direttore dei servizi generali amministrativi senza il requisito della laurea specifica.
 
Al termine della riunione la UIL scuola ha quindi ribadito il proprio giudizio di merito molto negativo su un decreto-legge che, ricordiamo, dopo l’entrata in vigore dovrà essere trasformato in legge con possibilità di modificazioni.
L’amministrazione si è resa disponibile a riferire al Ministro la posizione nel merito espressa dalle Organizzazioni sindacali.