VERTENZA ATA
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Se il ministro Bussetti, si riferisce all’autonomia scolastica, siamo perfettamente d’accordo con lui: deve essere vera.
Se invece, si riferisce a quella differenziata, che alcune regioni vorrebbero applicare alla scuola, non deve essere fatta.
Ci auguriamo che il ministro non voglia passare alla storia come il commissario liquidatore della scuola statale.
Così il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, commenta le affermazioni del ministro Bussetti che, dai microfoni di Radio Padania, nel pomeriggio, ha detto che “l’autonomia è necessaria ma deve essere reale, deve responsabilizzare. E’ innegabile che ha portato una grande trasformazione nella scuola, ogni territorio è caratterizzato da grandi differenze, anche nella stessa città. Ben venga l’autonomia ma sia reale”.
Di seguito:
la relazione del Segretario Confederale UIL Antonio Foccillo: lo schema su regionalismo differenziato;
le slides del Prof. Adriano Giannola.
UIL, contraria e fortemente critica.
I punti di vista e gli studi:
Schema Regionalismo differenziato da stampare (3)
salvo mavica
Dopo le assemblee di Milano, Firenze e Cagliari, oggi al Liceo Classico “Tasso” di Roma si è tenuta un’assemblea alla quale hanno partecipato oltre 200 docenti precari. Il 12 marzo una iniziativa nazionale con manifestazioni nelle città italiane.
…«L’esperienza è un valore aggiunto insostituibile, bisogna valorizzare il precariato per far funzionare la scuola»… è la dichiarazione dei Parlamentari 5 Stelle che ci trova concordi. Ma siamo assolutamente contrari all’idea che una diposizione contenuta nel Decretone all’esame del Senato possa dare risposte alla situazione di emergenza in atto – mette in chiaro Giuseppe D’aprile, segretario nazionale Uil Scuola, intervenuto oggi all’Assemblea di Roma per il personale precario.
L’idea di valutare il servizio con un punteggio fino al 50 % del punteggio attribuibile ai titoli” – precisa D’Aprile – come prevede l’emendamento al decretone ora all’esame dell’Aula del senato, rappresenta un riconoscimento positivo, un passo in avanti, ma sarà totalmente insufficiente.
La ragione è presto detta: il prossimo anno scolastico sarà caratterizzato da una situazione degli organici particolarmente grave, ai posti in organico già vacanti si aggiungeranno quelli che si libereranno per effetto dei pensionamenti “quota 100”.
Bisogna uscire dalla politica ragionieristica finalizzata alla messa a punto dei saldi finanziari. Serve visione complessiva e strategica dei provvedimenti di politica scolastica
Urgenti le misure per il personale precario: all’emergenza si deve rispondere con immediatezza. Emendamento nel Decretone non è sufficiente. Ineludibile la conferma impianto nazionale del sistema di istruzione.
Nel 2008, mentre in Italia il Governo tagliava circa 140 mila posti in organico – tra docenti e personale ATA – la Germania, pur attraversando la stessa crisi, investiva otto miliardi nel sistema dell’istruzione. Oggi vediamo i risultati.
La proposta di legge all’esame della VII Commissione, presieduta dall’On. Luigi Gallo, rappresenta una discontinuità rispetto al passato ed interviene sui fondamentali di un buon sistema scolastico come il nostro:
- riduzione graduale di un punto del rapporto alunni/docente in un triennio;
- previsione di un tetto massimo di 22 alunni nelle classi iniziali, elevabile fino a 23
- tetto massimo di 20 alunni nelle classi con presenza di alunni con disabilità.
In questa ottica – si legge nella memoria presentata oggi in VII Commissione Cultura – il parere della Federazione UIL scuola RUA è di piena condivisione.
Ridurre il numero di alunni per classe – sottolinea Pino Turi – può dare risposte in termini di didattica individualizzata, attenuare i fenomeni di burnout , dovuti allo stress da lavoro correlato, sempre più in aumento. E’ positiva in termini di organico, con la restituzione di circa 86.000 posti per i docenti. Per il personale ATA, l’aumento, non ben quantificato dalla relazione, a nostro parere potrebbe essere di circa 40.000 posti.
Un provvedimento che assume elementi positivi che aiuterebbero, di molto, la qualità dell’istruzione. Rappresentando altresì un beneficio per il personale in termini di mobilità e reclutamento.
La manovra finanziaria del 2008 – commenta Turi – ha rappresentato il punto più basso, in
Leggi tutto “Turi: abbandono classi pollaio trova piena condivisione ma problemi sono altri.”
Il contrasto alla regionalizzazione ha coinvolto la confederazione UIL e le diverse categorie a partire da quelle del pubblico impiego.
In un convegno specifico promosso per la mattinata del 28 febbraio presso il parlamentino del Cnel ne parleranno illustri relatori, accademici, esperti e naturalmente Carmelo Barbagallo e Pierpaolo Bombardieri. Forte impegno espresso dalla Uilscuola con campagne di comunicazione, dichiarazioni, iniziative nazionali e territoriali.
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Le misure contenute nella Legge di Bilancio intervengono sul reclutamento del personale docente della scuola, introducendo non pochi elementi di novità che tuttavia non sono in grado di garantire un regolare avvio dell’anno scolastico. Al fine di rimuovere alla radice una serie di criticità altrimenti destinate fatalmente a riproporsi, è indispensabile:
▪ prevedere una fase transitoria finalizzata all’immissione in ruolo dei docenti già abilitati o con tre anni di servizio
▪ consentire l’accesso alle procedure concorsuali per più classi di concorso
▪ garantire l’istituzione di corsi di specializzazione su sostegno per tutti gli ordini di scuola in numero adeguato al fabbisogno
Già quest’anno, ultimate le operazioni di immissione in ruolo, sono rimaste scoperte ben 32.217 cattedre, pari a più della metà del contingente delle immissioni in ruolo 2018/19. A queste vanno poi sommati i 56.564 posti, tra organico di fatto e deroghe di sostegno da attribuire con incarichi al 30 giugno, la cui ritardata attivazione ha avuto ripercussioni molto negative sull’ avvio dell’anno scolastico, tanto che ancora a novembre molte classi e molti studenti erano privi dei docenti in cattedra.
Assemblee-Sindacale Fase TransitoriaLiceo Tasso 26 Febbraio2018
Federazione UIL Scuola RUA al MIUR- Docenti terzo anno FIT.
“ gestione dei docenti ammessi al terzo anno c.d. FIT, al fine di affrontare le problematiche derivanti da quanto previsto all’art. 6 c. 9 e all’art. 8 c. 2, lettera d) del CCNI sulla mobilità” La Segreteria nazionale
La scrivente organizzazione sindacale relativamente alla gestione dei docenti ammessi al terzo anno c.d. FIT, al fine di affrontare le problematiche derivanti da quanto previsto all’art. 6 c. 9 e all’art. 8 c. 2, lettera d) del CCNI sulla mobilità, chiede un approfondimento correttivo, relativo alla mobilità per l’a.s. 2019/20.
In particolare, già al momento della sottoscrizione dell’ipotesi di contratto sulla mobilità 2019/22, la UIL Scuola ha espresso, con una specifica nota a verbale, la propria contrarietà su quanto previsto dagli articoli sopra citati
leggi tutto: Federazione UIL Scuola RUA – Docenti terzo anno FIT
Alla vigilia della prima simulazione delle prove per gli esami di stato la UIL Scuola mette a disposizione una scheda di sintesi e ribadisce la propria contrarietà ad interventi che stravolgono le regole quando le macchine sono al massimo dei giri.
Nel mondo della scuola le trasformazioni dovrebbero avvenire in maniera graduale e condivisa: nel proporre una nuova idea, prima di tutto sarebbe bene sperimentarla su piccoli numeri verificandone il funzionamento. E’ questo il principio che ispira la posizione della UIL Scuola nel segnalare le difficoltà della rinnovata (in corso d’anno ) formula della maturità.
L’intreccio di due discipline nella seconda prova di maturità genera grande confusione. Il Miur tenta di correre ai ripari attraverso le simulazioni ed il coinvolgimento dei docenti a cui si chiede massima collaborazione a fronte del mancato rispetto dei tempi della scuola.
L’esame rappresenta il momento conclusivo di un percorso per il quale i ragazzi dovrebbero avere modo di prepararsi, almeno negli ultimi tre anni di scuola. Famiglie e docenti dovrebbero supportarli anche nella piena espressione della comunità educante. E’ questa ad essere completamente destabilizzata proprio da chi, il ministero, dovrebbe ratificare la validità di un percorso e che interviene invece a scombinarne la coerenza.
Ancora una volta ci si avvarrà dell’alta professionalità di insegnanti dotati di esperienza che sanno come mediare tra le novità introdotte e le giuste preoccupazioni degli studenti, è ancora sulle loro spalle che si operano i cambiamenti ordinamentali dimenticando di valorizzarli e coinvolgerli come si dovrebbe. Ancora una volta, si considerano impiegati e non professionisti.
La Segreteria nazionale
attchments: esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione – Scheda di lettura Uil Scuola Rua
La situazione in cui potrebbe trovarsi il sistema scolastico con le ipotesi di autonomia è di assoluta gravità.
Potrebbe rivelarsi necessario un impegno straordinario della scuola e della società civile.
Turi: tema dell’autonomia è estremamente serio
Uil impegnata per unità delle azioni e massima condivisione e coinvolgimento
Nel fine settimana appena concluso il mondo della scuola ha vissuto momenti di ansia e preoccupazione.
La risposta è giunta ampia, con un documento sottoscritto dai sindacati e dalle associazioni che svolgono un’azione sociale e culturale importante e che nella scuola incrociano lo spaccato fedele e migliore della società, un documento per dire NO alla disgregazione del sistema di istruzione nazionale, in tanti o pochi recinti regionali.
E’ stato uno sforzo non indifferente – mette in evidenza il segretario generale della Uil scuola, Pino turi – aver messo in relazione modi di vedere, culture e sensibilità politiche diverse.
Il punto è che, di fronte all’ipotesi di un’Italia che perde la sua scuola nazionale, sono diventati più importanti gli elementi comuni di una scuola che deve essere repubblicana, per autonomia e indipendenza, laica, per accogliere, integrare e svolgere il ruolo di mediazione educativa dei valori di cui la società moderna vive: multiculturalità, multirazzialità, multireligiosità.
attachments: appello-contro-autonomia-diff-150219-ver4
IN EVIDENZA, URGENTE, IMPORTANTE.
Preg.mi, Mi piace condividere con Voi quanto di seguito nell’intento di offrire spunto di riflessione ed attrarre la Vs attenzione sul grave pericolo ed attacco, ahimè, ancora una volta, che subisce la scuola pubblica, costituzionale, statale, libera ed inclusiva, a seguito l’ultima sparata di volerla imbucare nelle strettoie della così detta “autonomia differenziata”. L’invito è che occorre fare quadrato e puntualizzare movimento di opinione al fine di BLOCCARE OGNI TENTATIVO DI REGIONALIZZAZIONE IL SISTEMA DI ISTRUZIONE. La posizione della Federazione Uil Scuola è di netta contrarietà poiché siamo convinti che se accadesse equivarrebbe prestare acquiescenza alla innaturale trasformazione a regime privatistico. Regime privatistico significa trasformazione dal sistema istruzione a semplici servizi con quel che ne consegue. Le risorse impegnate e da impegnare per fare funzionare la scuola sono “investimenti” sicuramente non “Costi”. Per arginare il paventato pericolo saranno poste in essere, a livello sindacale, tutte le iniziative ed azioni ritenute utili e necessarie acchè non accada ma questo obiettivo si raggiunge solo con il supporto di tutti Voi. Non a caso negli Esecutivi nazionali unitari a Roma l’8 febbraio e ancor più con la grande manifestazione del 9 degli oltre 200mila persone è stato chiesto e detto a gran voce che la Scuola è, e deve restare quella pensata e voluta dai 75 “padri costituenti” della Costituzione Italiana firmata il 27 dicembre del 1947…ora più che mai sempre Valida ed attuale. Salvo Mavica.
Oggi il Presidente della Consulta alla scuola Carlo Urbani di Ostia Antica-Acilia
Turi: nella Costituzione valori non negoziabili, come l’istruzione.
Quello di Lattanzi è un messaggio molto chiaro: non ci sono scuole di serie A e B. Un grande insegnamento quello di oggi alla scuola Carlo Urbani di Ostia Antica- Acilia.
Un insegnamento che è anche un monito per tutti coloro che in questi giorni parlano di autonomia differenziata ed invocano la Costituzione. E’ un sincero apprezzamento quello del segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, alle parole espresse oggi dal Presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi, questa mattina, davanti agli studenti della scuola Carlo Urbani di Ostia Antica-Acilia, in occasione della nuova edizione del ‘Viaggio in Italia’.
Le misure contenute nella Legge di Bilancio intervengono sul reclutamento del personale docente della scuola, introducendo non pochi elementi di novità che tuttavia non sono in grado di garantire un regolare avvio dell’anno scolastico.
Al fine di rimuovere alla radice una serie di criticità altrimenti destinate fatalmente a riproporsi, è indispensabile:
· prevedere una fase transitoria finalizzata all’immissione in ruolo dei docenti già abilitati o con tre anni di servizio
· consentire l’accesso alle procedure concorsuali per più classi di concorso
· garantire l’istituzione di corsi di specializzazione su sostegno per tutti gli ordini di scuola in numero adeguato al fabbisogno
· 06 febbraio 2019
La contrarietà della Uil Scuola ad ogni ipotesi di regionalizzazione del nostro sistema di istruzione nazionale non è legata alle contingenze politiche, ma fondata su un modello di scuola, quello della Costituzione, che da sempre rappresenta il modello di riferimento. Abbiamo ripreso, in ordine cronologico, le dichiarazioni pubbliche di dissenso rispetto a quella che viene chiamata già la ‘secessione dei ricchi’. Riportiamo anche, per dovere di cronaca, la nota diffusa nell’ottobre 2017, quando il percorso dell’autonomia differenziata cominciava appena a prendere forma con i referendum regionali. Di seguito le note stampa, i comunicati, le interviste e i link di riferimento.
21 ottobre 2017
La scuola unisce l’Italia
LOMBARDIA E VENETO AL VOTO REFERENDARIO DOMENICA: SOTTO LE SPOGLIE DELL’AUTONOMIA SI VA A CACCIA DI PICCOLI POTERI
LA SCELTA REFERENDARIA APPLICATA ALLA SCUOLA CREA INUTILI DIVISIONI, DISPARITÀ E INGIUSTIZIE
(…) La scuola nazionale non va disgregata, il referendum di domenica parte da regioni come la Lombardia e il Veneto, rischia di produrre divisioni inutili e dannose che muterebbero l’impianto nazionale del nostro sistema scolastico italiano. È questo il richiamo che il segretario della Uil Scuola, Pino Turi, fa alla vigilia
Le disposizioni in materia di prevenzione vaccinale sono stati gli argomenti trattati in audizione innanzi la Commissione Igiene e Sanità.
La Federazione UIL Scuola RUA ha ribadito l’assoluta contrarietà all’istallazione di strumenti per la videosorveglianza nelle scuole, che limita la libertà di insegnamento e apprendimento e ha posto il problema del diritto alla tutela della salute dei minori attraverso la vaccinazione, che non deve rappresentare strumento di scontro politico a danno della serenità della comunità scolastica e del benessere degli alunni.
In allegato la memoria consegnata al presidente della Commissione.
Per la UIL Scuola hanno partecipato Pasquale Proietti e Mauro Panzieri.
attachments: Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale
Onorevole Presidente, Onorevoli Senatori
Innanzi tutto grazie per aver ritenuto di ascoltare la nostra organizzazione su una problematica così delicata che riguarda la vita di bambini, di anziani, di disabili.
Tutti soggetti deboli.
Il parere della Uil, in questo caso Federazione Uil Scuola RUA e Federazione Poteri Locali, non può che essere lo stesso già rappresentato nella precedente audizione, quella del 3 ottobre 2018, alle Commissioni riunite I e XI della Camera dei Deputati.
Pur comprendendo la finalità della proposta di legge, siamo convinti che ogni maltrattamento vada combattuto e possibilmente prevenuto in qualsiasi contesto ed in ogni sua forma soprattutto se riferito a soggetti deboli, pertanto riteniamo lo strumento della videosorveglianza non condivisibile se non nei casi circoscritti all’attività dell’autorità giudiziaria.
L’utilizzo di sistemi di videosorveglianza per la Uil non rappresenta una soluzione al problema e pregiudica l’attività didattica.
Detto questo, apprezziamo alcuni obiettivi previsti dal comma 1 che impegnano il Governo: la previsione di percorsi di formazione professionale continua; gli incontri periodici e regolari di équipe di operatori; i percorsi di sostegno e ricollocamento del personale non idoneo allo svolgimento delle mansioni; il rilevamento precoce dei casi di stress da lavoro.