05/11/2014
AT DI CATANIA: pubblicato ulteriore calendario convocazioni scuola dell’infanzia e primaria per il 11/11/2014
Una grande manifestazione, con un corteo che è partito da piazza della Repubblica attraversando le strade del centro di Roma (Largo di Santa Susanna, Via Barberini, Piazza Barberini, Via Sistina, Trinita’ dei Monti, Pincio) per arrivare a Piazza del Popolo dove è stato allestito il palco della manifestazione.
Una manifestazione che ha visto la partecipazione di quasi centomila persone – hanno annunciano dal palco gli organizzatori della manifestazione unitaria di Cgil Cisl e Uil – alla quale hanno preso parte i lavoratori dei settori pubblici, dalla sanità alla scuola, dalla sicurezza ai servizi locali.
Una Piazza del Popolo completamente gremita ha fatto da scenario agli interventi dei lavoratori delle diverse professionalità–dai vigili del fuoco ai medici, dai ricercatori agli insegnanti, dai funzionari agli infermieri, dal personale Ata ai musicisti – solo per citare alcuni esempi, e in conclusione degli interventi di Susanna Camusso per la Cgil, Annamaria Furlan per la Cisl e Carmelo Barbagallo per la Uil.
“Ci siamo stancati, con la manifestazione di oggi Renzi è avvisato: accettiamo la sua sfida e facciamo i sindacalisti. Ma cosa fa un sindacato? Chiede e poi sciopera” – ha affermato il segretario aggiunto della Uil, Carmelo Barbagallo. Proponiamo a Renzi – ha proseguito Barbagallo- che oltre a fare cene con gli industriali a mille euro, le faccia con noi a 20 euro”, ha aggiunto, ricordando che gli statali hanno perso 17 mld e ricordando che pensionati, cassintegrati e molti altri lavoratori stanno ancora aspettando gli 80 euro in busta paga”. Le risorse per fare i contratti – ha fatto notare Barbagallo – possono essere trovate nei 500 milioni di euro che vengono dati ai consulenti,”portaborse travestiti da esperti”, dai 180 miliardi di evasione fiscale, dai 60 miliardi della corruzione e dai 27 miliardi dei costi della politica. Ci riuniremo più tardi come segreterie per pianificare azioni nel prossimo futuro” ha annunciato.
“Con questa manifestazione cambieremo verso – ha detto Barbagallo ripetendo uno slogan del presidente del consiglio – cambieremo il verso di questo Paese”. Barbagallo ha avvertito il Governo: “se non viene a sedersi al tavolo per fare il contratto faremo lo sciopero generale – ha aggiunto – anche nel settore privato, per tutti i 7 milioni di lavoratori che sono senza contratto”.
La prima cosa che il Governo deve fare, se vuole contribuire a fare un ‘buona scuola’, è riconoscere e valorizzare il lavoro di chi ogni giorno la fa funzionare. Non c’è alternativa. E il modo per valorizzare il lavoro è rinnovare il contratto – è il commento del segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna presente sul palco di Piazza del Popolo. La grande manifestazione di Roma ha visto una forte partecipazione di insegnanti e personale della scuola che ha detto basta al blocco del contratto e delle retribuzioni, ai tagli al sistema di istruzione – ha detto ancora Di Menna.
Il Governo Renzi deve delle risposte alle 300 mila firme #sbloccacontratto consegnate a Palazzo Chigi, alle persone presenti oggi, ai lavoratori che ogni giorno fanno funzionare la scuola. Si apra la trattativa – ha detto ancora il segretario della Uil Scuola, se il Governo sarà ancora sordo e insensibile, aprendo un conflitto con la scuola italiana, continueremo le iniziative di mobilitazione e attiveremo le procedure previste per lo sciopero.
Dopo la manifestazione i segretari di Cgil, Cisl e Uil valutano “positivamente” le mobilitazioni messe finora in campo e annunciano che “ora la palla e’ al Governo, da cui si aspettano risposte immediate, nelle prossime ore”.
Conferenza stampa a Piazza Montecitorio, questa mattina a Roma, per i segretari generali dei sindacati scuola per illustrare gli esiti della campagna nazionale #sbloccacontratto promossa per dare voce al personale della scuola ingiustamente penalizzato due volte con il blocco del contratto e degli scatti di anzianità.
Un appuntamento importante programmato per fare il punto sulla raccolta delle firme in atto nelle scuole. Raccolta – ha chiarito il segretario generale della Uil scuola – che sta continuando, realizzata da chi ogni giorno a scuola lavora e la fa funzionare con esiti di qualità.
A fare da scenario a Montecitorio le grandi scatole con le firme che il presidente del Consiglio Renzi, in risposta la lettera inviata nei giorni scorsi, ha autorizzato a consegnare a Palazzo Chigi.
I segretari generali – Massimo Di Menna, Uil Scuola, Domenico Pantaleo, Flc Cgil, Francesco Scrima, Cisl Scuola, Achille Massenti, segretario vicario Snals, Rino Di Meglio, coordinatore nazionale Gilda – hanno portato, insieme ad insegnanti e personale della scuola le scatole con le firme da Montecitorio a Palazzo Chigi.
Un corteo serio e composto (come illustrano le immagini) per far capire al Governo che il blocco del contratto e degli aumenti fino al 2019 è veramente inaccettabile.
Abbiamo consegnato quasi 300 mila firme di persone che chiedono risposte concrete – ha detto Di Menna –
ora il Governo non potendo rispondere celermente a tutti firmatari deve convocare i sindacati.
Non è mancato lo scivolone del ministro tecnico Giannini – ha aggiunto Di Menna – che invece di accogliere positivamente il gesto di migliaia di insegnanti e personale Ata, ha parlato di ‘vecchio rituale’.
Auspichiamo che il presidente del consiglio che è anche segretario del partito Democratico sappia cogliere la portata della protesta.
La nostra azione nelle scuole continua, la raccolta delle firme proseguirà anche dopo la manifestazione dell’8 di tutto il pubblico impiego. Se non basteranno le firme – ha continuato Di Menna – le persone si faranno vedere personalmente in piazza.
Sarebbe davvero sbagliato, in un momento difficile del paese, aprire uno scontro con il personale della scuola. Questo tema va affrontato con serietà. Ed è bene che lo affronti il presidente del Consiglio in prima persona.
Il testo e la scheda a fronte
Dal 26 al 29 ottobre si è svolto a Stoccarda un seminario sulle competenze di base, organizzato dalla Commissione europea e dal ministero dell’istruzione del Baden-Württemberg nel quadro delle attività del gruppo di lavoro sull’istruzione degli adulti. In rappresentanza del Comitato Sindacale Europeo per l’Educazione ha partecipato Rossella Benedetti.
Nell’ottica del metodo di coordinamento aperto usato dall’Unione Europea per sviluppare strategie comuni nel settore dell’educazione, dieci Paesi membri o candidati tali hanno condiviso e confrontato esperienze riguardanti i corsi di alfabetizzazione o per il conseguimento delle competenze di base, rivolte ad adulti lavoratori, NEET, disoccupati o immigrati. I Paesi partecipanti rappresentavano realtà economiche diverse fra loro, garantendo così un quadro eterogeneo e ricco di spunti di riflessione. Anche l’Italia ha illustrato il suo sistema di istruzione degli adulti grazie alla presenza di un ricercatore dell’INDIRE. Al termine dei quattro giorni di lavoro sono emerse le seguenti indicazioni: le esperienze con risultati migliori in termini di risultati di apprendimento, di soddisfazione sia dei datori di lavoro che dei lavoratori, di miglioramento dei livelli di inclusione sociale e di autonomia dei soggetti svantaggiati o anziani coinvolti, sono determinati dalle dimensioni dei gruppi di studenti, dagli investimenti e dalla qualità degli operatori coinvolti. I problemi di governance dei processi si riducono in presenza del necessario coinvolgimento delle parti sociali. Le criticità, invece, sono state individuate soprattutto nella frammenzione degli interventi e nella mancanza di fondi adeguati, anche per la formazione specifica degli insegnanti. Il Comitato sindacale europeo per l’educazione, unica voce componente del gruppo in rappresentanza dei lavoratori del settore, ha ripetutamente insistito sulla necessità di ricorrere a pratiche virtuose di dialogo sociale e di fare tesoro delle informazioni provenienti dai docenti stessi per migliorare la performance di questi sistemi. Ha messo in guardia, inoltre, i funzionari ministeriali presenti sul ricorso crescente al volontariato per garantire servizi educativi che sono una precisa responsabilità dei governi. Non è pensabile, infatti, incoraggiare l’utilizzo di personale non qualificato e sottopagato solo per assecondare politiche di tagli crescenti al settore dell’educazione. Le esperienze illustrate hanno ampiamente dimostrato che l’acquisizione di competenze di base, finalizzate sia al reinserimento in un ciclo educativo istituzionale, che ad una migliore inclusione sociale, hanno bisogno di risorse certe e stabili, di professionalità certificate e inquadrate in sistema pubblico che garantisca qualità ed equità. Soprattutto, è emerso che a fare la differenza tra i sistemi, è l’approccio della politica verso l’educazione: là dove questa è una priorità si trovano i fondi necessari ( vedi l’esempio della Norvegia che stanzia per un solo programma rivolto ad una platea di 6000 adulti circa 16 milioni di euro annui ). Là, invece, dove l’istruzione è considerata solo spesa pubblica da ridimensionare, non si riesce neanche a ridurre l’abbandono scolastico.
ANCORA RISCHI PER UN ULTERIORE APPESANTIMENTO BUROCRATICO
In considerazione dell’avvio delle attività di diretta responsabilità delle scuole impegnate nella elaborazione del rapporto di auto valutazione (RAV), la Uil Scuola ha chiesto una specifica sessione informativa sul Format che verrà predisposto presso il Miur, a cura dell’INVALSI, finalizzata ad un confronto sulle ricadute organizzative, gli eventuali appesantimenti burocratici e sui carichi di lavori derivanti al personale.
La circolare non ha dato alcuna risposta alle criticità segnalate nella fase di presentazione della direttiva, che mantengono la loro portata negativa. In particolare risultano insoddisfacenti: la indisponibilità di risorse per la formazione, la fragilità del corpo ispettivo rispetto allo svolgimento degli impegni, la esclusione della scuola dell’infanzia da una partecipazione attiva alla stesura dei rapporti ed il misconoscimento del contributo che questa fornisce alla qualità del sistema dell’istruzione.
La tempistica non tiene conto del lavoro scolastico: l’inserimento dei dati di competenza delle scuole, per la messa a punto dei rapporti di auto valutazione, da completare entro il mese di febbraio 2015, viene a coincidere con una fase di grande aggravio operativo e gestionale, coincidente con le iscrizioni, le valutazioni periodiche e gli scrutini, la consegna delle relative comunicazioni alle famiglie.
Nelle diverse fasi della formazione va riconosciuta e valorizzata l’esperienza di tutti quei dirigenti e docenti che hanno negli anni maturato esperienza in tale ambito, siano essi referenti per i processi di valutazione, individuati dalle scuole, funzioni strumentali dedicate ecc. con particolare attenzione a chi ha lavorato nelle sperimentazioni come Vales, Qualità e miglioramento.
Della loro esperienza si dovrà tenere conto anche per la costituzione degli appositi staff da costituirsi a cura degli Uffici scolastici regionali.
ENTRO IL 6 FEBBRAIO LA PRESENTAZIONE DELLE LISTE. L’ACCORDO SOTTOSCRITTO OGGI ALL’ARAN.
Oggi, presso la sede dell’Aran le organizzazioni sindacali e l’Aran stessa, hanno sottoscritto il protocollo per la definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie del personale dei comparti del lavoro Pubblico.
Per la Uil ha partecipato Antonio Foccillo, per la UIL Scuola, Pino Turi.
In apertura la UIL aveva posto una pregiudiziale pesante alla firma del protocollo per il rinnovo delle RSU, quella che le elezioni delle RSU riguardassero tutto il lavoro pubblico comprese le aree della dirigenza e che la presidenza dell’Aran avrebbe dovuto assumere posizioni in tal senso, visto che il “tavolo” sulla dirigenza tuttora aperto, registra resistenze e posizioni rigide e pregiudiziali alla loro effettuazione.
Un atto politico che ha registrato l’impegno della Presidenza dell’Aran a partire dalla riunione del giorno 5 in cui è convocato il tavolo della dirigenza e che ha consentito alla UIL la firma del protocollo per il rinnovo delle RSU, con una nota a verbale per marcare il proprio disappunto rispetto alla indicazione di non consentire lo scrutinio alla conclusione delle operazioni di voto e a volerlo, inspiegabilmente rinviare al giorno successivo, nonostante gran parte del tavolo si fosse espresso in senso contrario.
Il protocollo ripropone sostanzialmente lo scadenzario precedente.
Le principali scadenze elettorali sono:
– il 6 febbraio 2015 il termine ultimo per la presentazione delle liste elettorali
– il 3, 4 e 5 marzo 2015 le votazioni
– il 6 marzo 2015 lo scrutinio.
Sarà possibile, inoltre, apportare modifiche al regolamento entro il 30 novembre 2014.
Si voterà secondo lo stesso calendario in tutte le scuole ed in ogni ufficio pubblico.
In data 28 ottobre 2014 si è tenuta dietro richiesta delle organizzazioni sindacali scuola una riunione con i rappresentanti della Direzione generale del Personale del Miur per esaminare alcuni aspetti retributivi relativi a particolari prestazioni lavorative e posizioni giuridiche del personale, gestite in modo difforme dalle diverse RTS (Ragionerie territoriali dello Stato).
Per la UIL Scuola hanno partecipato Antonello Lacchei e Pasquale Proietti.
Tra le varie questioni si è affrontata quella della retribuzione da corrispondere al docente destinatario di spezzoni orari in aggiunta all’orario di cattedra, quella del pieno riconoscimento del servizio prestato dai docenti della scuola materna nella ricostruzione di carriera in caso di passaggio a profilo superiore e quella del blocco delle ricostruzioni di carriera ATA.
I rappresentanti del MIUR nel convenire sulla necessità di uniformare i comportamenti delle RTS anche per evitare i numerosi contenziosi sulla materia, hanno assunto l’impegno ad approfondire le questioni ed a confrontarsi con i rappresentanti del MEF in preparazione di un nuovo incontro con i sindacati.
Prot. AOODGPER n. 13074 Roma, 23 ottobre 2014
Uff. III
Agli Uffici Scolastici Regionali
Agli Ambiti Territoriali Provinciali
LORO SEDI
Si rende noto che dal 23 ottobre sarà riattivata l’istanza (Allegato D3) per la scelta delle sedi del personale ATA di terza fascia. La stessa sarà disponibile fino alle ore 14.00 del 15 novembre.
Con l’occasione si precisa che:
In relazione alla revisione della tempistica di disponibilità dell’istanza, anche la tempistica delle funzioni per l’acquisizione delle domande da parte delle istituzioni scolastiche subirà una revisione. Il dettaglio della tempistica sarà disponibile dal 23 ottobre sul portale SIDI, Procedimenti Amministrativi, Reclutamento, Approfondimenti graduatorie d’istituto di III fascia del personale ATA.
Si pregano le SS.LL. di voler diramare, con la massima urgenza, la presente nota a tutte le istituzioni scolastiche, rappresentando, inoltre, che la stessa viene diffusa anche attraverso le reti INTERNET (www.istruzione.it ) ed INTRANET.
Si confida in un puntuale adempimento.
IL DIRIGENTEGiacomo Molitierno
Nel testo presentato alla Camera non c’è più l’intervento previsto sulle commissioni di maturità con i soli commissari interni. La composizione dovrebbe restare quindi quella attuale con tre commissari interni e tre esterni.
Bene il ripensamento. Il Governo eviti di ripensarci di nuovo, non inserisca la norma in un altro provvedimento.
Per la scuola, per rispettare insegnanti e studenti, occorre seguire una regola chiara: non si fanno cambiamenti in corso di anno scolastico.
Duro l’intervento di quest’oggi del Segretario della UIL scuola durante l’apertura del Congresso nazionale che si
sta svolgendo a Torino presso il teatro Alfieri sulla riforma della scuola ed in particolare sulla proposta relativa al
merito.
La proposta del Governo di dare solo al 66% degli insegnanti un aumento di stipendio a seguito dell’accumulo di
crediti è una proposta “offensiva”.
Non va giù neppure la proposta di eliminare completamente la progressione di carriera in base all’anzianità. Gli
insegnanti, afferma Di Menna, non devono mettersi a caccia di punti.
“Non vogliamo sapere in quale laboratorio è stata pensata una cosa del genere. – Ha detto – Certo, se nel
pensatoio non si inserisce neanche un’insegnante, produrre tale idea è stato possibile”, ha aggiunto il sindacalista
sollecitando il governo “a trovare un’altra idea”.
“Siamo agli ultimi posti anche per il livello delle retribuzioni degli insegnanti – ha ricordato il segretario – è un buco
nero nella politica scolastica del governo che deve essere eliminato: bisogna ripristinare gli scatti e avviare il
negoziato per un contratto innovativo”.
“Va invece previsto un sistema di carriere incentrato sul riconoscimento del lavoro d’aula in classe con i ragazzi –
conclude – Serve una scossa che esalti le professionalità”.
“Se analogo impegno a quello delle consultazioni – continua il Segretario uscente – si ponesse per sostenere le
sperimentazioni, le innovazioni, i modelli didattici, sarebbe la vera rivoluzione del Miur, da produttore di circolari a
supporto tecnico professionale. Nonostante il congresso si apra con un riferimento alla leggerezza di Italo Calvino
(dalle “Lezioni americane”) che è sicuramente un valore anziché un difetto, avvertiamo tutti la pesantezza del
vivere…la scuola.”
E il ruolo del sindacato? “Un grande sindacato non deve perdere la sua anima, quella di essere libero e laico,
che pensa, che sviluppa idee, propone, si batte, non ha paura, non è conformista, che reagisce con
determinazione per la dignita’ del lavoro, che dà voce a quei tanti che ogni giorno con il loro lavoro fanno
funzionare le nostre scuole. La negazione del ruolo sindacale, la politica di basse retribuzioni, il mettere in forse il
ruolo del contratto nazionale sono aspetti che riguardano tutto il mondo del lavoro”.
Una soluzione per la scuola? “Molto semplice: il ministro Giannini avvii un incontro con i sindacati. Le materie
del lavoro, retribuzione, progressione economica, orari, organizzazione del lavoro vanno definite nel contratto.
Pensare di decidere per legge e poi comunicarlo significa considerare i lavoratori alla stregua di sudditi. In
nessuna azienda privata avviene. E’ bene che il governo non commetta questo errore. Non abbiamo bisogno di
ulteriore conflittualità.”
“Ma – continua Massimo Di Menna – non è tutto da buttare: bene l’eliminazione del precariato e l’organico
funzionale, rivedere la formazione iniziale, con ruolo di scuole e di insegnanti, per dare valore all’esperienza”.
La relazione si conclude con un riferimento al premio nobel per la pace alla studentessa pachistana, Malala
Yousafzai con la motivazione data dall’Accademia di Svezia: “Nonostante la sua giovane età combatte già da anni
per il diritto delle bambine all’istruzione, ed ha mostrato anche che bambini e giovani possono contribuire a
migliorare la loro stessa situazione. E lo ha fatto con una lotta eroica in un contesto di grande pericolo. Una scelta
dal forte significato simbolico che ci richiama anche sulla necessita’ di una piena parita’ dei diritti per le donne e di
un accesso all’istruzione che sia veramente garantito in tutti i paesi del mondo.”
(articolo tratto da www.orizzontescuola.it)
La scelta del Governo di procedere con tagli lineari nei ministeri penalizza ancora una volta la scuola, anche in questa occasione oggetto di interventi di contenimento della spesa.
Unica nota positiva la copertura finanziaria per l’assunzione dei docenti precari dal prossimo settembre. Le assunzioni dovrebbero andare oltre la copertura dei posti di organico di diritto prevista dal piano triennale, con l’introduzione di un organico funzionale.
Rimarrebbero scoperti i precari che operano su posti disponibili, ma al di fuori delle graduatorie permanenti.
La materia è complessa quindi il piano di assunzioni è tutto da verificare.
Assolutamente inaccettabile la totale assenza per le immissioni in ruolo per il personale Ata, per il quale comunque rimane quanto previsto dal piano triennale.
Per il resto, tutti interventi di tagli penalizzanti per la scuola e personale come la riduzione di organico del personale Ata, modifiche alle commissioni degli esami di maturità ed altri illustrati nella scheda di dettaglio elaborata dalla Uil Scuola.
Con il blocco del contratto e della progressione economica di anzianità di fatto si penalizza tutto il personale, non è questa la via per la valorizzazione professionale e per una scuola di qualità.
Siamo di nuovo ad una ingiusta, doppia penalizzazione per insegnanti e personale della scuola: blocco del contratto e blocco degli aumenti di anzianità – commenta Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola.
Nessun aumento, né per presunti pigri, né per presunti meritevoli fino al 2019.
Questo è il grande buco nero della politica sulla scuola: penalizzare anziché valorizzare l’impegno di docenti e personale (con gli stipendi agli ultimi posti in Europa) non è la via per la scuola di qualità.